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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2023

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856 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso TARI: estinto il giudizio
Una società operante nel settore portuale ha impugnato un avviso di accertamento TARI relativo a uno specchio d'acqua. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, la società ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32208/2023, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese tra le parti e chiarendo che, in caso di rinuncia, non è dovuto l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: gli effetti sul processo
Una società di gestione portuale aveva impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione la sentenza di secondo grado che confermava la legittimità di un avviso di accertamento TARSU emesso da un Comune. Tuttavia, prima della decisione nel merito, la società ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza esaminare i motivi di impugnazione. Le spese processuali sono state integralmente compensate tra le parti in virtù di un loro accordo.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo
Una società di gestione portuale, dopo aver impugnato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (Tarsu) e aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, la società ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio. La sentenza è rilevante perché chiarisce che, in caso di rinuncia, il ricorrente non è tenuto a versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto invece per i casi di rigetto o inammissibilità del ricorso.
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Rinuncia al ricorso: come estingue il processo
Il caso analizza un'ordinanza della Corte di Cassazione che dichiara l'estinzione di un procedimento a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una società. L'azienda aveva impugnato una sentenza d'appello che la condannava al pagamento di indennità a favore di alcuni dipendenti. La rinuncia, accettata dalla controparte, ha portato alla chiusura definitiva del caso, rendendo esecutiva la decisione di secondo grado. Questa procedura evidenzia l'efficacia della rinuncia al ricorso come strumento per terminare una lite.
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Estinzione del ricorso per rinuncia in Cassazione
Un'azienda di servizi pubblici locali, dopo aver perso in appello una causa contro un dipendente per il pagamento di buoni pasto, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia e dell'accettazione della controparte, ha dichiarato l'estinzione del ricorso, chiudendo definitivamente il procedimento e rendendo esecutiva la sentenza d'appello.
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Estinzione ricorso per rinuncia: il caso in Cassazione
Una società di servizi aveva impugnato in Cassazione una sentenza che la condannava a pagare un'indennità a un dipendente. Prima della decisione, la società ha presentato un atto di rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del ricorso per rinuncia, ponendo fine alla controversia e rendendo definitiva la sentenza precedente.
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Estinzione del giudizio: rinuncia al ricorso
Un istituto di credito, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio una causa per un rimborso fiscale, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha formalmente rinunciato al ricorso e l'Agenzia fiscale ha accettato tale rinuncia. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito e compensando le spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: Cassazione su carenza di interesse
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La decisione scaturisce dalla rinuncia al ricorso presentata dal difensore, motivata da una sopravvenuta carenza di interesse. Tale carenza è derivata dalla sostituzione della misura carceraria con gli arresti domiciliari. La Corte, riconoscendo che la rinuncia è fondata su fatti nuovi e non imputabili al ricorrente, non ha disposto la condanna alle spese.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e spese processuali
Una terza interessata aveva proposto ricorso in Cassazione avverso un'ordinanza del Tribunale che aveva respinto la sua istanza di revoca di una confisca. Prima della decisione, la parte ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, di conseguenza, ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta rinuncia, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, in applicazione dell'art. 616 del codice di procedura penale.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
Un imprenditore, sottoposto a misura cautelare per reati fallimentari, aveva impugnato l'ordinanza restrittiva dinanzi alla Corte di Cassazione. Successivamente, ha formalizzato la rinuncia al ricorso. La Corte, prendendo atto della sopravvenuta rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende, come previsto dalla legge in caso di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso in cui la parte ricorrente, dopo aver avviato un giudizio per revocazione, ha deciso di formalizzare la rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese a causa della mancata costituzione della controparte. La decisione evidenzia le conseguenze processuali immediate di tale atto.
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Rinuncia al ricorso: niente condanna alle spese
Una banca aveva impugnato un decreto del Tribunale che rigettava la sua istanza di rimessione in termini. In Cassazione, la stessa banca ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in caso di rinuncia accettata, non si applica né la condanna alle spese né il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: quando costa caro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46139/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito della sua rinuncia da parte dei ricorrenti. Tuttavia, ravvisando un profilo di colpa in tale rinuncia, ha condannato gli stessi al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La Corte ha stabilito che la rinuncia al ricorso, motivata solo dalla modifica favorevole di una misura cautelare dopo aver contestato nel merito gli indizi, integra una causa di inammissibilità colpevole sanzionabile ai sensi dell'art. 616 del codice di procedura penale.
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Rinuncia al ricorso: le conseguenze economiche spiegate
Un imputato, dopo l'estinzione del reato per esito positivo della messa alla prova, ha prima proposto ricorso in Cassazione e poi vi ha rinunciato. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per intervenuta rinuncia e, seguendo un orientamento consolidato, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro. La sentenza ribadisce che la sanzione per inammissibilità si applica a prescindere dalla causa che l'ha determinata, inclusa la rinuncia al ricorso.
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Estinzione del processo: la rinuncia e i suoi effetti
Un assicurato ricorre in Cassazione contro una compagnia assicuratrice. Durante il giudizio, le parti raggiungono un accordo transattivo, portando il ricorrente a rinunciare all'appello. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo, chiarendo che in questo caso non è dovuto il versamento del doppio contributo unificato, a differenza dei casi di rigetto o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte della società ricorrente. La controversia originale riguardava la richiesta di ammissione al passivo fallimentare per un credito, rigettata in primo grado per avvenuta compensazione. L'accordo tra le parti ha portato alla rinuncia, evidenziando come la risoluzione stragiudiziale possa chiudere un contenzioso anche in fase avanzata.
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Rinuncia al ricorso: niente spese se giustificata
Un imputato, condannato dalla Corte di Appello, ricorre in Cassazione lamentando la mancata concessione della sospensione condizionale della pena. Successivamente, la stessa Corte di Appello corregge il proprio errore materiale, concedendo il beneficio. Di conseguenza, l'imputato presenta una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile ma, in modo significativo, non condanna l'imputato al pagamento delle spese, poiché la rinuncia è stata giustificata da una causa a lui non imputabile.
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Estinzione del processo: rinuncia e accettazione
Un'impresa edile ricorreva in Cassazione contro una condanna per vizi in un appalto condominiale. Tuttavia, prima della decisione, la stessa impresa rinunciava al ricorso e il condominio accettava tale rinuncia. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi sulle spese, evidenziando come l'accordo tra le parti ponga fine alla controversia.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e spese processuali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45705/2023, chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. Un imputato, sottoposto a custodia cautelare, ha rinunciato all'appello presentato. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse, condannando comunque il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione sottolinea che la rinuncia al ricorso non esonera dalle sanzioni previste in caso di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi presentati da due indagati in un noto caso di disastro colposo, a seguito della loro formale rinuncia al ricorso. La decisione sottolinea le conseguenze procedurali ed economiche di tale atto, che preclude l'esame nel merito e comporta la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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