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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2023

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856 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
La controversia nasce dall'opposizione a un decreto ingiuntivo riguardante un contratto di leasing, contestato per presunta indeterminatezza del tasso di interesse. Dopo il rigetto nei primi due gradi di merito, il ricorrente ha adito la Suprema Corte. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La conseguente rinuncia al ricorso, formalizzata dal ricorrente e accettata dalla società di leasing, ha determinato l'estinzione del giudizio senza condanna alle spese.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società operante nel settore alberghiero ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla TIA (Tariffa Igiene Ambientale) per l'anno 2006. Dopo aver ricevuto esiti sfavorevoli nei primi due gradi di giudizio, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo bonario. Di conseguenza, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese e specificando l'inapplicabilità del raddoppio del contributo unificato in caso di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: guida agli effetti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso presentata da un contribuente. La controversia riguardava l'imposta sulle successioni e donazioni applicata alla dotazione di un trust. La Suprema Corte ha chiarito che la rinuncia al ricorso è un atto unilaterale ricettizio che non richiede l'accettazione della controparte per determinare la fine del processo. Inoltre, è stato stabilito che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria si applica solo ai casi di rigetto integrale, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Compensazione fallimentare: rinuncia al ricorso
Una società committente ha tentato di operare una compensazione fallimentare acquistando un credito verso l'appaltatrice dopo l'apertura del concordato preventivo. Mentre il Tribunale ha negato la validità dell'operazione, la Corte d'Appello l'ha ritenuta legittima basandosi sull'interpretazione dell'art. 56 Legge Fallimentare. Giunta in Cassazione, la procedura fallimentare ha depositato atto di rinuncia al ricorso, portando la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del processo senza statuizione sulle spese.
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Rinuncia al ricorso: effetti sulla Cassazione penale
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso riguardante l'annullamento di una misura cautelare per reati legati agli stupefacenti. Inizialmente, il Pubblico Ministero aveva impugnato l'ordinanza del Tribunale che revocava gli arresti domiciliari. Tuttavia, prima della decisione finale, il ricorrente ha presentato una formale rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del procedimento, rendendo definitiva la decisione del Tribunale e confermando che la rinuncia al ricorso preclude ogni ulteriore sindacato di legittimità.
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Rinuncia al ricorso: stop al raddoppio del contributo
Una società ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello relativa a una controversia per responsabilità professionale contro alcuni legali. Durante il giudizio di legittimità, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalle controparti che hanno contestualmente rinunciato ai propri ricorsi incidentali. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, disponendo la compensazione delle spese e chiarendo che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi processuali
Un imputato, condannato per il reato di diffamazione aggravata, ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza di secondo grado. Tuttavia, prima dell'udienza, il difensore munito di procura speciale ha depositato formale atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione per intervenuta rinuncia al ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali, di una sanzione pecuniaria verso la Cassa delle ammende e delle spese legali sostenute dalla parte civile costituita.
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Rinuncia al ricorso: costi e conseguenze legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un'impugnazione a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata dal difensore munito di procura speciale. Nonostante la natura volontaria dell'abbandono del giudizio, la Corte ha applicato rigorosamente l'art. 616 c.p.p., condannando il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma equitativa in favore della Cassa delle ammende. La decisione ribadisce che ogni causa di inammissibilità, inclusa la rinuncia, comporta sanzioni pecuniarie.
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Rinuncia al ricorso: effetti su spese e tasse
Una società di servizi ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello relativa a indennità lavorative. Prima della decisione, la società ha depositato atto di rinuncia al ricorso, accettato dalle controparti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che la rinuncia al ricorso non comporta il raddoppio del contributo unificato e, data l'adesione reciproca, non vi è condanna alle spese processuali.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della **rinuncia al ricorso** presentata da una nota società informatica. La controversia riguardava la nullità di una cessione di ramo d'azienda e il conseguente obbligo di ripristino del rapporto di lavoro con una dipendente, oltre al pagamento delle retribuzioni arretrate. La Corte ha stabilito che la rinuncia, essendo un atto non 'accettizio', produce effetti immediati senza necessità di consenso della controparte, determinando il passaggio in giudicato della sentenza di appello e l'esonero dal raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: costi e inammissibilità
Un ricorrente, attraverso i propri difensori muniti di procura speciale, ha presentato una formale rinuncia al ricorso precedentemente depositato presso la Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha rilevato la validità della rinuncia, trasmessa regolarmente via PEC, dichiarando conseguentemente l'inammissibilità dell'impugnazione. La decisione ha comportato non solo il pagamento delle spese processuali, ma anche la condanna al versamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende. La Corte ha chiarito che la rinuncia al ricorso non esonera dalle sanzioni pecuniarie previste per l'inammissibilità, salvo casi eccezionali di mancanza di interesse non imputabile al soggetto.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un'imputata a causa della sopravvenuta rinuncia al ricorso. La volontà di non proseguire il giudizio è stata comunicata formalmente dal difensore tramite PEC. Oltre alla chiusura del procedimento, la Corte ha disposto la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di mille euro in favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
Un professionista medico ha agito contro la Presidenza del Consiglio per ottenere il risarcimento dei danni causati dalla mancata attuazione di direttive europee sulla remunerazione delle specializzazioni. Dopo che i giudici di merito hanno dichiarato il diritto prescritto, il ricorrente ha impugnato la decisione in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, il medico ha presentato una formale rinuncia al ricorso tramite il proprio difensore. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando la regolarità della rinuncia e l'assenza di spese legali da liquidare poiché la controparte non ha svolto attività difensiva.
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Rinuncia al ricorso: stop al raddoppio del contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito di una formale rinuncia al ricorso presentata dal ricorrente e sottoscritta anche dal suo difensore. La decisione è di particolare rilievo poiché chiarisce che, in caso di rinuncia, non trova applicazione la sanzione del raddoppio del contributo unificato. Tale misura, di natura eccezionale e sanzionatoria, è limitata esclusivamente ai casi di rigetto integrale, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. Poiché le parti intimate non hanno svolto attività difensiva, la Corte non ha provveduto alla liquidazione delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
Una docente, dopo aver impugnato l'esito dei trasferimenti scolastici e aver ottenuto ragione in primo grado, ha visto la sentenza ribaltata in appello. Proposto il ricorso in Cassazione, ha successivamente depositato atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, evidenziando che la mancanza di attività difensiva della controparte esclude la condanna alle spese.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze economiche in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato in custodia cautelare per voto di scambio, a seguito della sua formale rinuncia al ricorso. La sentenza chiarisce che la rinuncia è una causa di inammissibilità che comporta, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., la condanna automatica al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, in questo caso fissata in cinquecento euro.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia formale presentata dalla parte ricorrente. Questa decisione, basata sulla rinuncia al ricorso, comporta la condanna della parte stessa al pagamento delle spese processuali e di una somma pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e condanna
Un imprenditore, indagato per reati fiscali e destinatario di un sequestro preventivo, presenta ricorso in Cassazione. Tuttavia, la sua successiva rinuncia al ricorso ne determina la dichiarazione di inammissibilità, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e sanzioni
Un indagato, dopo aver presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro un sequestro preventivo per reati fiscali, ha successivamente presentato una formale rinuncia al ricorso stesso. La Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile senza entrare nel merito delle questioni sollevate (come la legittimità dei contratti di appalto o la qualifica di amministratore di fatto). Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una pubblica amministrazione proponeva ricorso per cassazione avverso una decisione di una commissione tributaria regionale. Accortasi di aver depositato il ricorso oltre i termini di legge, presentava istanza di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando un principio fondamentale: la rinuncia al ricorso non fa scattare l'obbligo di pagamento del doppio del contributo unificato, in quanto questa sanzione si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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