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Rinuncia Al Ricorso — Anno 2023

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856 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: guida agli effetti in Cassazione
In una controversia relativa alla divisione di beni, gli eredi del ricorrente originario hanno presentato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che la rinuncia al ricorso è un atto unilaterale recettizio che determina l'estinzione del processo senza necessità di accettazione delle controparti. Tale atto comporta il passaggio in giudicato della sentenza impugnata. Poiché le parti hanno aderito alla rinuncia tramite un accordo transattivo, le spese di giudizio sono state compensate e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio di legittimità a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata da una curatela fallimentare. La società resistente ha accettato la rinuncia, concordando contestualmente la compensazione delle spese legali. Ai sensi dell'art. 391 c.p.c., la Corte ha preso atto della volontà delle parti, chiudendo il procedimento senza esaminare i motivi di ricorso inizialmente proposti.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
L'erede di un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento IVA relativa all'anno 2002. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha presentato istanza di estinzione avvalendosi della definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018, effettuando il pagamento delle rate e depositando la formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia è idonea a chiudere il processo anche senza accettazione della controparte e che la notifica effettuata dalla difesa, anziché dalla cancelleria, ha comunque raggiunto lo scopo informativo richiesto dalla legge.
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Rinuncia al ricorso: effetti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio di legittimità a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalle società ricorrenti. Il caso riguardava un'opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. nell'ambito di un pignoramento presso terzi. Parallelamente, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale proposto da un'altra parte poiché notificato oltre il termine di quaranta giorni dalla notifica del ricorso principale. Nonostante l'estinzione, le spese sono state compensate integralmente a causa di incertezze interpretative e irregolarità procedurali riscontrate nei gradi di merito.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi processuali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di falsità in certificati, a seguito della sua formale Rinuncia al ricorso. Nonostante la Corte d'Appello avesse già dichiarato la prescrizione del reato, permanevano le statuizioni civili. Tuttavia, la contestuale revoca della costituzione di parte civile da parte di una compagnia assicurativa ha permesso alla Suprema Corte di annullare anche le condanne civili, pur confermando l'obbligo per il ricorrente di pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e accise energia
Una società cooperativa ha impugnato la decisione della CTR relativa al pagamento di accise sull'energia elettrica per gli anni 2008-2013, contestando la negazione della qualifica di autoproduttore. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha presentato istanza di cessata materia del contendere a seguito di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato, che includeva il saldo del debito fiscale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, disponendo la compensazione delle spese e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso tributario: guida alla procedura
Una società di capitali ha impugnato un avviso di accertamento IVA relativo all'anno 2005. Dopo una vittoria in primo grado, la Commissione Tributaria Regionale ha ribaltato il verdetto a favore dell'Amministrazione Finanziaria. La società ha quindi proposto ricorso in Cassazione, lamentando violazioni procedurali e dei principi di buona fede. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato formale rinuncia al ricorso per aver aderito alla definizione agevolata dei carichi pendenti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Estinzione del processo: la rinuncia al ricorso
Una società in liquidazione ha impugnato un decreto che rigettava un reclamo e la condannava per lite temeraria ex art. 96 c.p.c. in relazione a una controversia su crediti e strumenti concordatari. Durante il giudizio di legittimità, è intervenuta una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del processo, disponendo la compensazione delle spese tra le parti coinvolte, senza entrare nel merito delle censure sollevate.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
Una società acquirente di un impianto industriale ha impugnato la sentenza d'appello che confermava il rigetto della sua domanda di risoluzione contrattuale. Il rigetto era basato sull'esistenza di un precedente giudicato relativo al pagamento del prezzo. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, la società ha presentato una formale rinuncia al ricorso, accettata dalla curatela fallimentare della controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi processuali
Una società operante nel settore delle energie rinnovabili ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione dopo che i vincoli paesaggistici che ostacolavano il suo progetto eolico sono stati annullati in sede amministrativa. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, precisando che la rinuncia al ricorso non comporta l'obbligo di versare l'ulteriore importo del contributo unificato, trattandosi di una pronuncia di rito e non di un rigetto nel merito.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: guida pratica
Un condomino ha impugnato una delibera assembleare contestando vizi relativi al quorum, all'ordine del giorno e a un presunto conflitto di interessi dell'amministratore. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. Tuttavia, a seguito del decesso del ricorrente, i suoi eredi hanno presentato una formale rinuncia al ricorso, alla quale il condominio ha aderito. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, senza procedere alla liquidazione delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: validità e firma del legale
Una società ha impugnato in Cassazione la sentenza che confermava l'obbligo di pagare forniture industriali a una procedura fallimentare, contestando il mancato riconoscimento di un controcredito. Tuttavia, prima dell'udienza, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso tramite il proprio difensore munito di procura speciale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la firma del solo avvocato è sufficiente se autorizzato specificamente, senza necessità della sottoscrizione della parte.
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Rinuncia al ricorso: stop al raddoppio contributo
Una società cooperativa ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa alla natura di un credito vantato verso una società in concordato preventivo. Durante il giudizio, la ricorrente ha presentato atto di rinuncia al ricorso, regolarmente accettato dalla controparte con accordo sulla compensazione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che la rinuncia al ricorso non comporta l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione fiscale si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi in Cassazione
Un imputato, precedentemente condannato per appropriazione indebita, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la regolarità delle notifiche effettuate al difensore anziché al domicilio eletto. Tuttavia, prima della decisione, il difensore munito di procura speciale ha depositato una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, confermando che la rinuncia al ricorso preclude ogni ulteriore esame dei motivi di doglianza.
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Definizione agevolata: stop al ricorso in Cassazione
Una contribuente, titolare di una ditta individuale nel settore tessile, ha impugnato un avviso di accertamento basato su metodo analitico-induttivo per l'anno 2006, contestando l'inattendibilità della contabilità rilevata dall'ufficio. Dopo una sentenza d'appello favorevole all'Agenzia delle Entrate, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, nelle more del giudizio, la parte ha scelto di aderire alla definizione agevolata prevista dalla normativa vigente, provvedendo al pagamento del debito tributario. A seguito del deposito dell'atto di rinuncia al ricorso e della prova del versamento, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che in tali casi non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso e definizione agevolata tributaria
Un contribuente ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Commissione Tributaria Regionale riguardante sanzioni per redditi non dichiarati negli anni '80. Durante il procedimento, il ricorrente ha depositato atto di rinuncia al ricorso avendo aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. n. 148/2017. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia al ricorso, in questo contesto, esclude anche l'obbligo del versamento del doppio contributo unificato.
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Ristretta base partecipativa e rinuncia al ricorso
Un socio di una società a **ristretta base partecipativa** ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF basato sulla presunta percezione di utili extracontabili. Dopo la conferma della pretesa tributaria in appello, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'uso degli studi di settore e la validità delle presunzioni semplici. Tuttavia, prima della trattazione, il ricorrente ha depositato una rinuncia formale al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite.
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Società di fatto: responsabilità e concorrenza
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia riguardante la responsabilità di una società di fatto e dei suoi componenti per atti di concorrenza sleale e sviamento di clientela. La ricorrente, condannata nei gradi di merito come socio e amministratore di fatto, aveva impugnato la sentenza contestando la sussistenza del vincolo societario e il nesso causale con il danno. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, la stessa ha presentato rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio applicando le nuove norme procedurali, ponendo le spese a carico della rinunciante poiché la controparte non aveva accettato la rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Un gruppo di ex amministratori di un istituto bancario ha impugnato la dichiarazione dello stato di insolvenza, lamentando la violazione del diritto al contraddittorio. Secondo i ricorrenti, il tribunale avrebbe dovuto sentire gli organi amministrativi cessati e non solo i commissari straordinari. Tuttavia, nelle more del giudizio di legittimità, i ricorrenti hanno presentato una formale rinuncia al ricorso, accettata dalla banca in liquidazione. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del processo, confermando che l'adesione alla rinuncia preclude la condanna alle spese e l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso e definizione agevolata INPS
Una società ha presentato formale rinuncia al ricorso in Cassazione dopo aver impugnato una cartella esattoriale per crediti previdenziali. La decisione è maturata a seguito dell'adesione alla definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione, prevista dalla Legge 197/2022. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese, rilevando la regolarità formale dell'atto di rinuncia sottoscritto dalla parte e dal difensore.
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