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Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione — Anno 2022

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331 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: l’azienda si ritira ma paga
Una lavoratrice del settore aereo otteneva in appello la reintegrazione nel posto di lavoro e il risarcimento del danno, dopo che i giudici avevano accertato l'unitarietà dell'impresa tra due società collegate. Le aziende proponevano ricorso in Cassazione contestando la decisione, ma successivamente presentavano formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha preso atto della rinuncia, dichiarando l'estinzione del processo. Nonostante la rinuncia non richieda l'accettazione della controparte per essere efficace, la Corte ha condannato le società rinuncianti al pagamento delle spese di giudizio in favore della lavoratrice, disponendone la distrazione direttamente ai suoi avvocati. Vince la lavoratrice, che vede confermata la sua reintegrazione e ottiene il rimborso delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al giudizio sul fallimento
Una società creditrice ha proposto ricorso in Cassazione contro la procedura di fallimento di un'azienda debitrice. Successivamente, la stessa società ricorrente ha deciso formalmente di rinunciare all'impugnazione. La Corte di Cassazione, preso atto di questa volontà, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Il caso si risolve quindi con la rinuncia al ricorso per cassazione, che comporta la fine anticipata del processo senza che i giudici entrino nel merito della disputa originaria, lasciando fermo il provvedimento impugnato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite con l’INPS
Un libero professionista ha proposto opposizione contro una cartella di pagamento dell'INPS per contributi omessi relativi all'anno 2009, eccependo la prescrizione del credito. Dopo la decisione sfavorevole nei gradi di merito, il professionista ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza in camera di consiglio, il ricorrente ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte, preso atto della volontà della parte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’azienda vince sull’IVA
Una concessionaria pubblica ha notificato a un'autocarrozzeria diversi avvisi di accertamento per la tariffa di igiene ambientale. Dopo alterne vicende nei gradi precedenti, la Commissione Tributaria Regionale ha escluso l'applicazione dell'IVA sulle somme pretese. La concessionaria ha proposto ricorso in Cassazione ma, prima dell'udienza, ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, confermando la definitività della sentenza d'appello favorevole al contribuente e disponendo la compensazione delle spese di lite.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla tassa rifiuti
Una società di gestione dei rifiuti ha richiesto a un'autocarrozzeria il pagamento della tariffa di igiene ambientale per gli anni dal 2006 al 2009. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, la società di gestione ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'autocarrozzeria. I giudici di legittimità hanno dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza, la sentenza d'appello, favorevole all'autocarrozzeria per l'esclusione della tassa sulle aree di produzione di rifiuti speciali, è passata in giudicato diventando definitiva. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: niente raddoppio del contributo
Un Ente Consortile ha richiesto a una Società Contribuente il pagamento di contributi consortili. Dopo alterne vicende giudiziarie sull'onere della prova del vantaggio specifico arrecato al fondo, l'Ente Consortile ha deciso di presentare formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha stabilito che, in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo spegne la lite
Il Contribuente ha proposto ricorso per revocazione contro una precedente sentenza tributaria. Successivamente, ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione, sottoscritto personalmente. L'Amministrazione Finanziaria ha accettato la rinuncia, concordando sulla compensazione delle spese di lite. La Corte di Cassazione, preso atto della regolarità formale dell'atto e del consenso della controparte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sulla barca dei soci
La Società ha impugnato gli avvisi di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate contestava l'uso personale di un'imbarcazione da parte dei soci e l'assenza di una reale attività commerciale. Dopo la decisione sfavorevole in appello, la Società ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, la Società ha presentato istanza di rinuncia al ricorso per cassazione, dichiarando di volersi avvalere della definizione agevolata dei debiti esattoriali. La Corte di Cassazione ha preso atto della formale rinuncia e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti ed escludendo il pagamento del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si chiude senza spese doppie
Il caso riguarda un contribuente che ha proposto ricorso per revocazione contro un Consorzio di Bonifica. Prima dell'udienza, il ricorrente ha depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che tale rinuncia non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace. Inoltre, i giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia al ricorso per cassazione, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. Le spese di giudizio sono state interamente compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle doppie tasse
Un contribuente propone ricorso per revocazione contro un ente di bonifica. Successivamente, il ricorrente presenta formale rinuncia al ricorso per cassazione, regolarmente notificata alla controparte. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo. I giudici chiariscono che la rinuncia non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace, differenziandosi dalle regole dei gradi di merito. Inoltre, la Corte stabilisce che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione colpisce solo il rigetto, l'inammissibilità o l'improcedibilità dell'impugnazione. Le spese di giudizio vengono interamente compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle doppie tasse
Un professionista ha proposto ricorso per la revocazione di una precedente sentenza contro un ente pubblico. Prima dell'udienza, il ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. I giudici hanno chiarito che la rinuncia non richiede l'accettazione della controparte per essere valida e determina il passaggio in giudicato della sentenza impugnata. Inoltre, la Corte ha stabilito che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché questa sanzione colpisce solo il rigetto o l'inammissibilità dell'impugnazione. Le spese di giudizio sono state interamente compensate tra le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: la condanna diventa definitiva
Il Giudice di Pace di Frosinone condanna L'Imputato per minacce e lesioni. Il difensore propone appello, poi convertito in Cassazione. Successivamente, L'Imputato presenta personalmente una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile proprio a causa di questa rinuncia. Trattandosi di un atto formale, irrevocabile e recettizio, la rinuncia estingue immediatamente il rapporto processuale. Di conseguenza, la sentenza di condanna originaria passa definitivamente in giudicato. La Corte condanna inoltre il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 500 euro a favore della Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: se manca la firma si paga
Il Tribunale condannava l'Imputato a un'ammenda di 4.000 euro per violazione delle norme sul lavoro. L'Imputato proponeva appello lamentando l'eccessività della pena e il diniego delle attenuanti e della sospensione condizionale. Trattandosi di sola ammenda, l'appello veniva convertito in ricorso per cassazione. Successivamente, il difensore d'ufficio presentava una rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte ha stabilito che la rinuncia al ricorso per cassazione è inefficace se firmata solo dal difensore privo di procura speciale. Nel merito, il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché la determinazione della pena era adeguatamente motivata in base ai precedenti penali del reo. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo spegne lo scontro
Il Tribunale e la Corte d'Appello avevano dichiarato inefficaci, tramite azione revocatoria, i pagamenti per oltre 210.000 euro eseguiti da una società poi fallita a favore di un creditore. I giudici avevano accertato la conoscenza dello stato di insolvenza del debitore a causa dei gravi ritardi e del cambio di modalità nei pagamenti. Il creditore ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per risolvere la controversia. Di conseguenza, il difensore del ricorrente ha depositato la formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, senza alcuna pronuncia sulle spese di giudizio.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: condanna e sanzione
L'Imputato, condannato per furto pluriaggravato, ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Successivamente, il suo difensore, munito di apposita procura speciale, ha depositato formale atto di rinuncia. La Suprema Corte ha preso atto della volontà della parte e ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per intervenuta rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, i giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al processo senza spese
Il Richiedente ha proposto ricorso in Cassazione contro il Ministero dell'Interno per impugnare un decreto del Tribunale di Torino in materia di immigrazione. Successivamente, lo stesso Richiedente ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha preso atto della volontà della parte e ha dichiarato l'estinzione del procedimento. I giudici hanno inoltre stabilito che nulla è dovuto per le spese di giudizio, poiché l'Avvocatura dello Stato si era costituita al solo fine di partecipare all'udienza di discussione senza svolgere ulteriore attività difensiva.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: zero spese dopo la correzione
Tre imputati hanno proposto ricorso contro una sentenza di condanna al risarcimento danni, lamentando un errore materiale che estendeva la loro responsabilità a reati non commessi. Successivamente, la Corte di Assise ha corretto l'errore e i ricorrenti hanno presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi per intervenuta rinuncia. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che i ricorrenti non devono pagare le spese processuali né la sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende. Questo perché la perdita di interesse alla decisione, derivante dalla correzione dell'errore da parte del giudice di merito, non equivale a una sconfitta processuale (soccombenza), escludendo così ogni condanna economica accessoria.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: ritirarsi costa mille euro
L'Imputato, precedentemente condannato per tentata rapina, ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Successivamente, lo stesso ha presentato formale rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso proprio a causa della rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di mille euro in favore della Cassa delle Ammende, non ravvisando l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: condanna e multa da pagare
Un cittadino, condannato in appello per il reato di ricettazione, ha presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Successivamente, lo stesso imputato ha deciso di fare un passo indietro, formalizzando la propria rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha preso atto di questa decisione e, applicando le norme del codice di procedura penale, ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. Come conseguenza legale della rinuncia e della conseguente inammissibilità, i giudici hanno condannato l'uomo al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria di mille euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sulla TIA
Un'azienda di gestione dei servizi ambientali ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che esonerava un'impresa dal pagamento della quota variabile della Tariffa di Igiene Ambientale (TIA) per le aree produttive di rifiuti speciali e dall'IVA. Prima dell'udienza di discussione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, il gestore ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla società contribuente. La Corte di Cassazione, rilevata la regolarità della documentazione depositata, ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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