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Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione — Anno 2022

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331 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: Ente e privati chiudono la lite
Nel giudizio che vedeva contrapposti un Ente Pubblico, una Compagnia Assicurativa e diversi Cittadini privati, l'Ente Pubblico ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione chiedendo la compensazione delle spese. Le controparti hanno accettato formalmente tale rinuncia. La Corte di Cassazione, applicando gli articoli 390 e 391 del Codice di procedura civile, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo tra le parti esclude la necessità di una pronuncia sulle spese, poiché la legge attribuisce al giudice una semplice facoltà, e non un obbligo, di condanna alle spese in caso di estinzione. Vince l'accordo transattivo che estingue la lite senza ulteriori costi per le parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: la condanna diventa definitiva
L'Imputato, condannato in appello per tentata estorsione e lesioni personali, propone ricorso in Cassazione chiedendo la riqualificazione del fatto in esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Successivamente, l'Imputato presenta formale rinuncia al ricorso per cassazione direttamente dal carcere, chiedendo l'esecuzione della pena. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso proprio a causa della sopravvenuta rinuncia, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di mille euro a favore della cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al raddoppio delle tasse
Una società di tecnologia si oppone a un decreto ingiuntivo di oltre tre milioni di euro richiesto da una società in amministrazione straordinaria, eccependo vizi nella fornitura. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia giunge dinanzi alla Suprema Corte. Prima della decisione, la società ricorrente presenta una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte con accordo sulla compensazione delle spese. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio. I giudici chiariscono inoltre che la rinuncia al ricorso per cassazione esclude il raddoppio del contributo unificato, in quanto tale sanzione si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione, trattandosi di una norma eccezionale non estendibile per analogia.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si rinuncia ma si paga
L'Imputato, dopo aver concordato una pena per reati sugli stupefacenti tramite patteggiamento, ha presentato ricorso. Successivamente, ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione, regolarmente sottoscritta e autenticata dal proprio difensore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proprio a causa della sopravvenuta rinuncia. I giudici hanno chiarito che, ai sensi del codice di procedura penale, la dichiarazione di inammissibilità derivante da rinuncia comporta comunque la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, senza alcuna distinzione tra le diverse cause di inammissibilità. Di conseguenza, il ricorrente perde il ricorso e deve pagare le spese del giudizio.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo batte la sentenza
Il Lavoratore ha impugnato davanti alla Corte di Cassazione la sentenza d'appello che confermava la legittimità del suo licenziamento intimato dall'Azienda, richiedendo anche spettanze retributive e indennità. Prima dell'udienza decisiva, le parti hanno sottoscritto un verbale di conciliazione giudiziale per definire amichevolmente ogni questione pendente. Di conseguenza, Il Lavoratore ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, regolarmente notificata alla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite come concordato dalle parti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: quando arrendersi costa caro
Un indagato per reati di droga ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava la sua custodia cautelare in carcere. Successivamente, l'indagato ha presentato una formale dichiarazione di rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione proprio a causa della sopravvenuta Rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria di mille euro in favore della Cassa delle Ammende, non essendovi motivi giustificati per la rinuncia tardiva.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: il carcere resta e costa caro
Un indagato, sottoposto a custodia cautelare in carcere per concorso in reati sugli stupefacenti, ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del Riesame. Successivamente, ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per intervenuta rinuncia. Di conseguenza, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di mille euro in favore della Cassa delle Ammende, poiché la rinuncia non era giustificata da motivi sopravvenuti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo spegne la lite
I comproprietari di un terreno hanno ottenuto dalla Corte d'Appello la determinazione delle indennità per l'espropriazione e l'occupazione legittima delle loro aree, destinate alla realizzazione di opere ferroviarie. Le società esproprianti hanno impugnato la decisione davanti alla Suprema Corte. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo amichevole per risolvere la controversia. Di conseguenza, hanno depositato un atto congiunto di rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo transattivo e della concorde volontà delle parti, ha dichiarato l'estinzione del processo senza procedere alla condanna alle spese giudiziarie.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: dalla condanna alla sanzione
Due imputati, condannati in appello per lesioni aggravate dall'uso di armi e porto abusivo di arma da sparo, hanno inizialmente proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, tramite dichiarazione resa alla direzione del carcere in cui erano detenuti, hanno formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte, applicando le norme del codice di procedura penale, ha preso atto della volontà dei ricorrenti e ha dichiarato l'inammissibilità dei ricorsi senza formalità di udienza. Di conseguenza, i giudici hanno condannato entrambi i soggetti al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro in favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: costa caro il passo indietro
Il difensore del Ricorrente ha presentato formale dichiarazione di rinuncia al ricorso per cassazione precedentemente proposto contro una sentenza della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha chiarito che la rinuncia determina l'inammissibilità del ricorso. Di conseguenza, ai sensi dell'articolo 616 del codice di procedura penale, il Ricorrente deve essere condannato non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche al versamento di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende. La legge non distingue infatti tra le diverse cause di inammissibilità, equiparando la rinuncia volontaria alle altre ipotesi di rigetto formale. La Cassazione ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il Ricorrente al pagamento delle spese e di tremila euro.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: addio al processo ma non alle spese
Il Ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza penale di secondo grado. Successivamente, ha depositato una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia, dichiarando il ricorso inammissibile. Di conseguenza, i giudici hanno condannato l'uomo al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende. La rinuncia al ricorso per cassazione non esonera il ricorrente dalle sanzioni pecuniarie previste per l'inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: la scelta costa caro
L'Imputato ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello di Roma. Successivamente, ha depositato una formale dichiarazione con cui ha scelto di non procedere oltre nel giudizio. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa decisione e ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per via della sopravvenuta rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, applicando le norme del codice di procedura penale, i giudici hanno condannato l'uomo al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al processo per frode
Un indagato per associazione a delinquere finalizzata a reati tributari, aggravata dall'agevolazione mafiosa, ha impugnato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Successivamente, tramite il proprio difensore, ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha preso atto della dichiarazione e ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo evita condanna alle spese
Un'azienda edile si oppone al decreto ingiuntivo ottenuto da un avvocato per il pagamento di compensi professionali pari a oltre dodicimila euro. Dopo il rigetto dell'opposizione e dell'eccezione di incompetenza territoriale da parte del Tribunale, l'azienda propone un regolamento di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione. Successivamente, le parti raggiungono un accordo e l'azienda deposita l'atto di rinuncia al ricorso per cassazione, formalmente accettato e sottoscritto dal professionista. La Suprema Corte, riscontrando la conformità dell'atto alle norme procedurali, dichiara l'estinzione del giudizio senza alcuna condanna alle spese, data l'adesione della controparte. La vicenda evidenzia come la rinuncia al ricorso per cassazione rappresenti uno strumento efficace per chiudere consensualmente una lite giudiziaria pendente.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si evitano le sanzioni extra
L'Imputato ha proposto ricorso contro la sentenza della Corte di Appello che aveva ridotto la sua pena per reati di droga a seguito di un concordato in appello. Tuttavia, prima che venisse fissata l'udienza di discussione, L'Imputato ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile proprio a causa di questa rinuncia volontaria. Di conseguenza, i giudici hanno condannato il ricorrente unicamente al pagamento delle spese del procedimento, senza applicare ulteriori sanzioni pecuniarie, poiché la rinuncia è intervenuta tempestivamente prima della fissazione dell'udienza.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: niente multa se riusi i beni
L'Amministratore di una società ha impugnato il sequestro preventivo di tre autocarri di proprietà aziendale, disposto nell'ambito di un'indagine per reati ambientali. Successivamente, il Giudice per le indagini preliminari ha autorizzato l'uso dei veicoli. Avendo ottenuto la disponibilità dei mezzi, la società ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione per sopravvenuta carenza di interesse. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia, dichiarando il ricorso inammissibile. Ha condannato la società al pagamento delle sole spese processuali, escludendo la sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, poiché la perdita di interesse è derivata da un provvedimento favorevole del giudice durante il processo.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: estinzione senza sanzioni
Un professionista ha proposto ricorso in Cassazione contro un noto istituto di credito pubblico. Successivamente, il ricorrente ha depositato telematicamente la formale rinuncia al ricorso per cassazione. L'istituto di credito ha accettato tale rinuncia. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo tra le parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, non è stata emessa alcuna decisione sulle spese processuali e non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché l'estinzione per rinuncia impedisce l'applicazione della sanzione tributaria.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: confermato il sequestro
Il Tribunale di Roma ha confermato il sequestro preventivo di un'area di cantiere di circa 28.000 metri quadrati adibita a discarica abusiva. Il legale rappresentante della società proprietaria ha impugnato il provvedimento, lamentando il difetto di motivazione e l'eccessiva estensione del sequestro. Tuttavia, prima dell'udienza di discussione, la difesa ha presentato una formale rinuncia all'impugnazione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, i giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria di 500 euro in favore della Cassa delle Ammende, poiché l'inammissibilità deriva da una scelta volontaria del soggetto.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: chi paga le spese legali?
Una lavoratrice, impiegata come educatrice scolastica, ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro l'Azienda Sanitaria per differenze retributive. L'Azienda Sanitaria ha impugnato la decisione fino in Cassazione. Tuttavia, a causa di precedenti sentenze sfavorevoli su casi identici, l'ente pubblico ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Ha chiarito che la rinuncia non richiede l'accettazione della controparte per essere valida, ma incide sulla ripartizione delle spese. Di conseguenza, la Corte ha compensato le spese legali al 50% e ha condannato l'Azienda Sanitaria al pagamento della restante metà a favore della lavoratrice, escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: chi paga le spese legali?
Un'azienda sanitaria locale ha proposto ricorso contro la decisione che la condannava a pagare differenze retributive a un lavoratore. Successivamente, l'azienda ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione a causa di precedenti decisioni sfavorevoli. Il lavoratore non ha accettato formalmente la rinuncia, chiedendo la condanna alle spese. La Corte di Cassazione ha chiarito che la rinuncia al ricorso per cassazione non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace e dichiarare l'estinzione del giudizio. Tuttavia, l'accettazione rileva per la ripartizione delle spese legali. In assenza di accordo, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese al 50% e condannando l'azienda al pagamento della restante metà a favore del lavoratore.
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