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Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione — Anno 2022

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331 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Rinuncia Al Ricorso Per Cassazione

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al giudizio e spese
L'Imputato, dopo aver concordato la pena davanti al Giudice dell'Udienza Preliminare, ha presentato impugnazione davanti ai giudici di legittimità. Successivamente, tramite il proprio difensore, ha depositato formale atto di rinuncia. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del procedimento a causa della rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, i giudici hanno condannato l'Imputato al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende, determinata in misura ridotta proprio in virtù del tempestivo ritiro dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: processo chiuso e sanzione
Un cittadino ha impugnato una sentenza penale di secondo grado ma ha successivamente depositato la formale rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del giudizio. Con tale provvedimento, i giudici hanno stabilito che la rinuncia al ricorso per cassazione non esonera la parte dalle conseguenze economiche della procedura. La legge processuale penale equipara l'abbandono volontario dell'atto alle altre cause di inammissibilità. Di conseguenza, il soggetto rinunciante deve pagare integralmente le spese processuali e versare una consistente sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende, fissata nel caso concreto a tremila euro.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop a sanzioni e spese
Un indagato, sottoposto agli arresti domiciliari per reati tra cui la corruzione, ha presentato impugnazione dinanzi alla Suprema Corte avverso l'ordinanza del Tribunale della libertà. Successivamente, la difesa ha trasmesso via posta elettronica certificata la formale dichiarazione di rinuncia all'impugnazione. I giudici di legittimità hanno accertato la tempestiva rinuncia al ricorso per cassazione e hanno dichiarato il ricorso inammissibile. Di conseguenza, la Corte ha condannato il ricorrente al solo pagamento delle spese processuali, escludendo la sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende per assenza di colpa.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: esito e spese
La persona condannata ha impugnato una decisione del Tribunale di Sorveglianza dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione. Successivamente, la stessa parte ha presentato un formale atto di rinuncia, regolarmente sottoscritto con firma autenticata dal proprio avvocato. I giudici hanno preso atto della volontà di non proseguire il giudizio e hanno dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. La rinuncia al ricorso per cassazione ha comportato la chiusura immediata della procedura senza discussione in aula, stabilendo la condanna al pagamento delle spese di giustizia e al versamento di cinquecento euro alla Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: sanzioni e costi
Un cittadino, accusato del reato di abuso d ufficio, vedeva estinguersi il processo in appello per intervenuta prescrizione. L imputato proponeva inizialmente ricorso davanti alla Suprema Corte per ottenere una piena assoluzione nel merito anziché la semplice prescrizione. Successivamente, prima dell udienza di discussione, il suo difensore presentava atto formale di rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha preso atto di tale decisione, dichiarando l inammissibilità dell impugnazione e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: condanna confermata
L'Imputato ha subito una condanna per traffico e detenzione illecita di circa 2,2 chilogrammi di cocaina. In secondo grado, la difesa ha concordato la pena escludendo una circostanza aggravante. Successivamente, il difensore ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, contestando la legittimità costituzionale dell'aumento sanzionatorio applicato per la recidiva reiterata. Prima dell'udienza, tuttavia, l'interessato ha presentato un atto formale di rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici supremi hanno preso atto della dichiarazione dell'imputato e hanno dichiarato inammissibile l'impugnazione. L'esito ha comportato la definitiva conferma della condanna a oltre sette anni di reclusione, oltre al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione economica pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: condanna e sanzione pecuniaria
La Corte di appello confermava la condanna nei confronti di un imputato per il delitto di ricettazione. L'imputato decideva di impugnare la decisione davanti ai giudici di legittimità. Tuttavia, prima dell'udienza, depositava un atto formale con cui manifestava la propria rinuncia al ricorso per cassazione, firmato personalmente con la sottoscrizione autenticata dal proprio difensore di fiducia. La Suprema Corte ha preso atto della scelta processuale e ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende, rilevando profili di colpa nella gestione dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: vince sul vizio di procura
Un cittadino straniero ha impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione il diniego della protezione internazionale emesso dal Tribunale. Successivamente alla discussione della causa ma prima della decisione finale, il richiedente ha depositato un formale atto di rinuncia agli atti del giudizio. I Supremi Giudici hanno rilevato una grave irregolarità formale nella procura speciale rilasciata all'avvocato, la quale non rispettava le prescrizioni speciali di legge e avrebbe comportato l'inammissibilità del ricorso. Nonostante questo vizio insanabile, la Suprema Corte ha stabilito che la rinuncia al ricorso per cassazione prevale sempre sui vizi processuali preesistenti. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente il contenzioso senza condanna alle spese per mancata difesa del Ministero.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: estinto il giudizio
Un cittadino straniero ha promosso ricorso per cassazione contro il Ministero dell'Interno per contestare la sentenza emessa dalla Corte di Appello. Nelle more del giudizio di legittimità, la difesa del ricorrente ha depositato un atto formale di rinuncia agli atti. La Suprema Corte ha preso atto della volontà espressa dalla parte privata. I giudici hanno quindi applicato le norme procedurali vigenti in materia di abbandono dell'azione giudiziaria. La decisione ha sancito la definitiva chiusura della lite. Con specifica ordinanza, la Corte ha dichiarato la piena estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso per cassazione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop a causa e sanzioni
Una società contribuente riceve un avviso di accertamento dal Comune per l'imposta comunale sugli immobili relativa a un'annualità pregressa. Dopo la decisione sfavorevole dei giudici di secondo grado, l'azienda promuove impugnazione davanti ai giudici di legittimità. Durante la causa, la società decide di formalizzare la rinuncia al ricorso per cassazione mediante notifica al Comune. I giudici prendono atto della volontà della contribuente ed evidenziano la natura di atto unilaterale non accettizio ma ricettizio di tale scelta. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio e stabilisce la compensazione delle spese legali, escludendo il pagamento del doppio contributo unificato poiché l'abbandono volontario della causa non equivale al rigetto.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop a spese e tributi
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento tributario relativo all'imposta sugli immobili emesso da un ente locale. A seguito di un giudizio di appello sfavorevole, l'azienda ha presentato ricorso alla Suprema Corte. Durante il procedimento di legittimità, la contribuente ha notificato formalmente alla controparte la rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte ha preso atto della scelta abdicativa, dichiarando l'estinzione del processo. I giudici hanno stabilito la compensazione delle spese legali e hanno escluso il raddoppio del contributo unificato. Tale sanzione economica eccezionale opera infatti solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: sanzione per l’imputato
Un cittadino subisce una condanna penale da parte del Giudice di Pace per il reato di minaccia. L'imputato decide inizialmente di impugnare la decisione davanti alla Corte di Cassazione. In seguito, la stessa persona deposita un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione, firmato personalmente e con la sottoscrizione autenticata dal proprio avvocato difensore. I giudici di legittimità prendono atto della volontà dell'interessato di non proseguire la lite penale. La Corte dichiara quindi inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una sanzione di cinquecento euro a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione tra Ente e ISTAT
Un Ente pubblico ha impugnato la decisione del Consiglio di Stato riguardante l'inserimento nell'elenco delle amministrazioni pubbliche dell'Istituto nazionale di statistica. L'Ente ha contestato un presunto eccesso di potere giurisdizionale dinanzi alle Sezioni Unite civili. Tuttavia, prima dell'adunanza camerale, l'Ente ha depositato formale atto di rinuncia, prontamente accettato dall'amministrazione resistente. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato concluso il procedimento per intervenuta rinuncia al ricorso per cassazione, prendendo atto dell'accordo tra le parti anche in merito alla compensazione integrale delle spese di lite.
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Fisco contro contribuenti: la rinuncia al ricorso per cassazione
L'Amministrazione Finanziaria ha richiesto il pagamento di imposte a un contribuente e a due società commerciali. I contribuenti hanno impugnato l'avviso di liquidazione e hanno ottenuto ragione davanti ai giudici tributari regionali, i quali hanno annullato la pretesa fiscale. Il Fisco ha inizialmente impugnato la decisione, ma ha successivamente annullato in autotutela il proprio atto a seguito di interventi legislativi e costituzionali chiarificatori. L'Avvocatura dello Stato ha quindi notificato la formale rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici supremi hanno dichiarato estinto il procedimento, confermando la vittoria definitiva dei contribuenti e disponendo la compensazione integrale delle spese di lite a causa del mutato quadro normativo.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: lite chiusa senza sanzioni
Nel corso di una controversia originata da una vendita, i ricorrenti hanno formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione tramite il proprio difensore munito di procura speciale. La controparte ha accettato espressamente la rinuncia concordando la compensazione integrale delle spese di giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il procedimento senza esaminare il merito della lite. Tale esito ha escluso l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato a carico della parte rinunciante. La vicenda si è conclusa con l'abbandono consensuale del contenzioso prima della pronuncia definitiva.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: no all’esenzione spese
Un automobilista, condannato per omicidio colposo dopo aver investito un pedone durante una manovra di retromarcia, ha impugnato la sentenza in Cassazione sostenendo la condotta imprevedibile della vittima. Successivamente, il difensore ha depositato formale atto di rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il procedimento a causa della rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici hanno chiarito che, in assenza di prove specifiche su un mutamento oggettivo dei fatti, la rinuncia volontaria e generica non esenta dalle conseguenze economiche. Di conseguenza, l'imputato rinunciante ha subito la condanna al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una sanzione di cinquecento euro alla Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop a spese e sanzioni
Un indagato per associazione a delinquere ottiene la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. La difesa propone ricorso alla Suprema Corte contro l'ordinanza cautelare. Nel corso del giudizio di legittimità, la misura restrittiva cessa per motivi indipendenti dalla volontà dell'interessato. L'indagato deposita formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione per sopravvenuta carenza di interesse pratico. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile ma stabilisce un principio fondamentale a tutela del cittadino. Quando la rinuncia deriva dal venir meno della misura restrittiva per fatti non imputabili al ricorrente, non sussiste soccombenza. Di conseguenza, l'imputato non deve pagare né le spese processuali né la sanzione economica a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: conferma della misura e spese
L'indagato, sottoposto a custodia cautelare in carcere per concorso nel delitto di riciclaggio, presentava ricorso contro la decisione del Tribunale del Riesame. La difesa contestava l'assenza di gravi indizi di colpevolezza e la mancata riqualificazione del reato in una fattispecie meno grave. Prima dell'udienza, la difesa trasmetteva formale rinuncia all'impugnazione sottoscritta dall'indagato. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'atto. La rinuncia al ricorso per cassazione comporta automaticamente la condanna alle spese del procedimento penale e al pagamento di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, confermando l'efficacia del provvedimento cautelare originario.
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Rinuncia al ricorso per Cassazione: vince il recesso, scatta la spesa
Un cittadino sottoposto a una misura di sicurezza aveva presentato ricorso presso la Corte di Cassazione contro l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza. Successivamente, il Magistrato di Sorveglianza ha revocato la misura restrittiva. A seguito di questa revoca, l'interessato ha presentato formalmente la rinuncia al ricorso per Cassazione, depositando il nuovo provvedimento favorevole. I giudici supremi hanno preso atto della dichiarazione di recesso e hanno dichiarato il ricorso inammissibile. In base alla legge penale, la rinuncia all'impugnazione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una sanzione di cinquecento euro a favore della Cassa delle Ammende per la condotta processuale irregolare.
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Rinuncia al ricorso per cassazione tra abbandono e costi
L'Imputato presenta ricorso davanti alla Corte di Cassazione contro la sentenza della Corte di Appello. Successivamente, l'interessato decide di rinunciare formalmente all'impugnazione. I giudici supremi prendono atto della dichiarazione e decretano l'inammissibilità del procedimento. La legge prevede precise conseguenze economiche quando interviene una rinuncia al ricorso per cassazione: la persona che ritira l'atto deve comunque rimborsare le spese di giustizia. La Corte condanna quindi il ricorrente al pagamento dei costi processuali e versa 500 euro alla Cassa delle Ammende.
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