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Ricorrente — Anno 2025

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2814 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorrente

Provvedimenti

Accordo di ristrutturazione: no con soli professionisti
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che un accordo di ristrutturazione dei debiti non può essere utilizzato per forzare un piano di rientro al Fisco se stipulato esclusivamente con i professionisti i cui crediti sono sorti per assistere l'impresa nella procedura stessa. Secondo la Corte, l'accordo deve coinvolgere i creditori preesistenti, ovvero coloro che hanno subito la crisi aziendale, affinché la precondizione per l'omologazione forzosa sia soddisfatta.
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Anzianità servizio medico: no al computo economico
Un medico, precedentemente un medico di medicina generale, ha richiesto il riconoscimento della sua pregressa anzianità servizio medico a fini economici dopo essere passato a un ruolo di specialista all'interno della stessa ASL. La Corte Suprema ha respinto la richiesta, stabilendo che la transizione costituisce un nuovo rapporto di lavoro. Il servizio precedente stabilisce solo una priorità per l'assunzione, non un diritto a trasferire l'anzianità economica, in quanto ciò non è esplicitamente previsto nei relativi accordi collettivi nazionali (ACN).
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Diritto unità familiare: no espulsione senza figli
Una cittadina straniera, residente in Italia da oltre vent'anni con il marito, ha subito un decreto di espulsione per assenza prolungata dal territorio. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del Giudice di Pace, stabilendo che il diritto unità familiare non può essere negato solo perché la coppia non ha figli. La valutazione dei legami familiari deve essere ampia e non limitata alla presenza di prole.
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Indennità di pronta disponibilità: CCNL prevale
La Corte di Cassazione, riformando le decisioni dei gradi precedenti, ha stabilito che un medico non ha diritto a una maggiore indennità di pronta disponibilità basata su una vecchia delibera aziendale. I giudici hanno chiarito che la contrattazione collettiva nazionale (CCNL) prevale e che qualsiasi aumento deve essere previsto da accordi integrativi recenti e vincolato alla disponibilità dei fondi aziendali. Inoltre, spetta al lavoratore, e non all'azienda, l'onere di provare la capienza di tali fondi.
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Obbligo dati conducente: multa sospesa con ricorso
Un automobilista è stato sanzionato per non aver comunicato i dati del conducente di un veicolo, come richiesto dall'art. 126-bis del Codice della Strada. Tuttavia, egli aveva già impugnato il verbale di infrazione presupposto. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo un principio fondamentale: l'obbligo dati conducente è sospeso durante il periodo di pendenza del ricorso giurisdizionale contro la multa originaria. Se il ricorso ha successo, l'obbligo decade completamente.
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Compensazione debito altrui: la Cassazione chiarisce
Una società ha tentato di estinguere un debito fiscale di terzi, assunto tramite accollo, utilizzando i propri crediti d'imposta. La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittima questa pratica di compensazione debito altrui, ribadendo che la compensazione tributaria richiede la coincidenza tra il soggetto debitore e quello creditore. Di conseguenza, ha confermato la sanzione del 100% per l'uso di un credito ritenuto 'inesistente'.
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Retribuzione di posizione: risarcimento per ritardo
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'azienda sanitaria contro la condanna al risarcimento del danno a favore di alcuni dirigenti medici. Il danno era stato riconosciuto per il ritardo nella formalizzazione dei loro incarichi. La Corte ha stabilito che l'azienda non ha colto il punto centrale della decisione d'appello, che non verteva sul diritto alla retribuzione di posizione, ma sul risarcimento per l'inerzia colpevole dell'ente.
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Distanze tra costruzioni: prevale il regolamento locale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in materia di distanze tra costruzioni, le norme dei regolamenti edilizi locali prevalgono su quelle generali del Codice Civile. Nel caso di specie, una Corte d'Appello aveva erroneamente applicato la distanza minima di 3 metri del codice civile, ignorando una normativa locale più restrittiva che imponeva 10 metri. La Cassazione ha annullato la sentenza, affermando che i regolamenti locali integrano la disciplina codicistica e devono essere applicati dal giudice, anche d'ufficio, in base al principio 'iura novit curia'.
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Actio negatoria: tutela anche per opere preesistenti
Una società citava in giudizio un condominio per la rimozione di un muro che impediva l'accesso ai suoi negozi. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'actio negatoria servitutis può essere esercitata dal nuovo proprietario per rimuovere opere che limitano il godimento del bene, anche se realizzate prima del suo acquisto. La sentenza sottolinea l'importanza di accertare correttamente la proprietà dell'area per determinare la legittimità dell'opera.
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Falso grossolano: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per il reato di possesso di documenti di identificazione falsi. La difesa sosteneva si trattasse di un falso grossolano, ma la Corte ha ritenuto il motivo di ricorso una mera ripetizione di argomenti già respinti in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. Di conseguenza, ha confermato la condanna e ha aggiunto il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso: Cassazione su motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. Il motivo, ritenuto generico, riguardava una giustificazione fattuale (sonnolenza da farmaci) già valutata e respinta nel merito. La decisione sottolinea che la Cassazione non può riesaminare i fatti, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso in Cassazione: inammissibile senza avvocato
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in Cassazione presentato personalmente da un'imputata, condannata per reati legati agli stupefacenti. La Corte ribadisce che la legge impone, a pena di inammissibilità, che l'atto sia sottoscritto da un difensore iscritto all'albo speciale, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per due imputati, condannandoli al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, ritenuti privi di un confronto critico effettivo con la sentenza impugnata. L'ordinanza sottolinea come la mancanza di specifiche censure alla motivazione del giudice di merito precluda l'esame della questione.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché basato su motivi non consentiti, come critiche di fatto e argomenti già respinti in appello. La decisione sottolinea che un ricorso inammissibile comporta per il proponente la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per falsa testimonianza. I motivi sono stati giudicati generici, una mera riproposizione di censure già esaminate, e la richiesta di prescrizione è stata respinta a causa della recidiva dell'imputato. Confermata la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso generico Cassazione: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso generico proposto contro una condanna per reati legati agli stupefacenti. L'appello, che contestava la sanzione e la recidiva, è stato giudicato meramente ripetitivo di argomenti già valutati, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: l’imputato non può agire solo
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dall'imputato, condannato in appello per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ribadisce che nel giudizio di legittimità è necessaria la difesa tecnica, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Correzione errore materiale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha ordinato la correzione di un errore materiale presente in una sua precedente ordinanza. L'errore riguardava l'indicazione errata della data e del luogo di nascita di un ricorrente. Su istanza del Procuratore, la Corte ha disposto la rettifica, sostituendo i dati sbagliati con quelli corretti per garantire la coerenza e la precisione dell'atto giudiziario.
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Pattuizione scritta: valida anche se su atto separato
Un correntista contestava la validità della clausola sugli interessi perché non inserita nel contratto principale. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha stabilito che la pattuizione scritta è valida anche se contenuta in un documento accessorio, purché sottoscritto dal cliente. L'ordinanza chiarisce che il requisito della forma scritta può essere soddisfatto attraverso accordi collegati, rendendo inammissibile il ricorso del cliente che mirava a una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità.
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Prescrizione assegno vitalizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la prescrizione per le somme dovute a titolo di rivalutazione dell'assegno vitalizio per le vittime del dovere è decennale e non quinquennale. Questa decisione si fonda sul principio che il termine breve di cinque anni si applica solo ai crediti liquidi e disponibili, condizione non soddisfatta nel caso in cui l'Amministrazione non abbia completato il procedimento di liquidazione. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato la prescrizione assegno vitalizio quinquennale.
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