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Ricorrente — Anno 2025

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2814 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorrente

Provvedimenti

Minimale contributivo e rinegoziazione stipendio
Un'azienda, a seguito di una crisi, ha rinegoziato al ribasso gli stipendi dei propri dirigenti. L'istituto previdenziale ha contestato tale operazione, pretendendo i contributi sulla base della retribuzione originaria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che se l'accordo modificativo rispetta il minimale contributivo previsto dalla legge e dai contratti collettivi, la contribuzione è dovuta solo sulla retribuzione effettivamente erogata, anche se inferiore a quella pattuita inizialmente.
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Rapporti di Lavoro: la sostanza vince sulla forma
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una lavoratrice per il riconoscimento dei suoi rapporti di lavoro come subordinati. La Corte ha confermato la decisione di merito che, valutando la sostanza del rapporto, ha escluso la subordinazione per assenza di eterodirezione, ritenendo irrilevante la qualificazione formale indicata nel contratto.
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Evasione contributiva: quando il superminimo è reddito
Una società ha impugnato un avviso di addebito dell'ente previdenziale per contributi non versati su un 'superminimo' erogato ai dipendenti. La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso. Secondo la Corte, il 'superminimo' non era un risarcimento, ma una componente della retribuzione, soggetta a contribuzione. La mancata corresponsione dei contributi su tale somma configura evasione contributiva.
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Minimale contributivo: CIG e ferie non cumulabili
Una società edile ha impugnato un accertamento INPS relativo all'indebito utilizzo della Cassa Integrazione Guadagni (CIG) in luogo della fruizione di ferie da parte dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il datore di lavoro non può accedere alla CIG se esistono ferie residue. La decisione si fonda sul principio che il minimale contributivo non può essere ridotto da sospensioni lavorative non giustificate, evitando così un doppio beneficio per lo stesso periodo.
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Progressione di carriera: requisiti e CCNL, la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità di un bando di selezione interna che richiedeva il possesso di un requisito professionale a una data antecedente a quella di scadenza della domanda. La Corte ha chiarito che, per la progressione di carriera nel pubblico impiego contrattualizzato, le disposizioni specifiche del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) prevalgono sulla normativa generale dei concorsi pubblici. Nel caso di specie, il CCNL mirava a garantire una progressione graduale e una minima permanenza nel livello inferiore, giustificando la richiesta che il requisito fosse posseduto alla data di decorrenza giuridica della nuova qualifica.
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Cambio appalto: limiti al diritto di assunzione
Un lavoratore, precedentemente impiegato in un servizio di raccolta differenziata su vasta scala, ha richiesto l'assunzione presso la nuova società subentrata in un appalto limitato a un singolo comune. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando le decisioni di merito. È stato stabilito che il diritto di assunzione nel cambio appalto sussiste solo se il lavoratore era specificamente addetto al ramo d'azienda oggetto del trasferimento, cosa non provata in questo caso.
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Contratto a tempo determinato nullo senza causale
Una struttura sanitaria ha visto respingere il proprio appello contro la declaratoria di nullità di un contratto a tempo determinato. La Corte d'Appello ha confermato la decisione, escludendo che la lavoratrice fosse una dirigente apicale e ribadendo la necessità della causale. Il giudizio in Cassazione si è estinto per rinuncia al ricorso.
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Nullità contratto somministrazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice che contestava la nullità di numerosi contratti di somministrazione per difetto di forma scritta. La decisione si fonda sull'inammissibilità dei motivi di ricorso, ritenuti generici e confusi, e ribadisce un principio fondamentale: anche la nullità del contratto di somministrazione è soggetta ai termini di decadenza per l'impugnazione, che devono essere rispettati a pena di improcedibilità dell'azione.
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Errore materiale in sentenza: la Cassazione corregge
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'aver riportato una descrizione dei fatti di causa appartenente a un diverso procedimento. Con questa ordinanza, la Corte ha disposto la sostituzione della parte errata con la narrativa corretta, relativa alla richiesta di liquidazione compensi di un avvocato d'ufficio in un procedimento di adottabilità, lasciando invariata la decisione finale.
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Contributi INPS socio S.R.L.: quando sono dovuti?
La Corte di Cassazione chiarisce l'obbligo di versamento dei contributi INPS per il socio unico e amministratore di una S.R.L. che svolge anche attività operativa. L'ordinanza conferma che la partecipazione personale al lavoro aziendale, con carattere di abitualità e prevalenza, giustifica l'iscrizione alla gestione commercianti, indipendentemente dal ruolo formale di amministratore. Il ricorso del socio è stato rigettato, confermando le decisioni dei giudici di merito.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiude il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso tra due società immobiliari e una società di gestione crediti. La decisione si basa sulla rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, accettata dalla controparte con un accordo sulla compensazione delle spese legali.
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Indennità Covid operai agricoli: no al cumulo
Un lavoratore agricolo a tempo determinato ha richiesto le indennità Covid-19 previste per i lavoratori stagionali di altri settori, in aggiunta a quelle specifiche per l'agricoltura. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il legislatore ha creato due sistemi di sostegno distinti e non cumulabili. Le indennità Covid operai agricoli sono regolate da norme specifiche, con requisiti diversi da quelle per gli altri lavoratori stagionali. La Corte ha stabilito che il silenzio della legge non autorizza il cumulo dei benefici.
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Espulsione straniero: quando è legittima e immediata?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un'ordinanza di espulsione. Il provvedimento è stato considerato legittimo perché l'interessato non aveva impugnato il precedente diniego del permesso di soggiorno e aveva dichiarato di non voler rientrare volontariamente nel proprio paese. La Corte ha stabilito che questi due fattori rendono l'espulsione straniero un atto dovuto, superando le questioni relative alla soppressione del termine per la partenza volontaria.
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Esenzione TASI enti religiosi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune contro una congregazione religiosa, confermando la decisione dei giudici di merito. L'ordinanza ribadisce che per l'esenzione TASI enti religiosi è fondamentale la prova dell'uso dell'immobile per attività istituzionali non commerciali, includendo anche l'abitazione dei membri della comunità. La Corte ha sottolineato la sua impossibilità di rivalutare nel merito le prove, compito esclusivo dei giudici dei gradi precedenti.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo relativo ad avvisi di accertamento TARI a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata. La controversia tra un ente morale e una società di gestione ambientale si conclude con la compensazione delle spese processuali, confermando l'efficacia risolutiva di questo strumento deflattivo del contenzioso.
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Contratto a progetto: requisiti e limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva la conversione del suo contratto a progetto in rapporto di lavoro subordinato. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi del ricorso perché confusi e diretti a un riesame del merito, confermando la validità dei contratti stipulati. È stato ribadito che la valutazione sulla specificità di un progetto è una questione di fatto, non sindacabile in sede di legittimità, specialmente in caso di "doppia conforme" (decisioni uguali nei primi due gradi di giudizio). La richiesta di differenze retributive è stata respinta per genericità e mancanza di prova.
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Somministrazione di lavoro: limiti e abusi
Un lavoratore contesta la legittimità di un contratto di somministrazione di lavoro, ma la Cassazione rigetta il ricorso. La Corte conferma la decisione dei giudici di merito, escludendo l'abuso del diritto e sottolineando l'inammissibilità del riesame dei fatti in presenza di una 'doppia conforme'.
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Imposta pubblicità: no tassa per cambio scritta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la modifica del solo messaggio pubblicitario su un cartellone, senza variare la superficie o il tipo di pubblicità, non giustifica una nuova imposizione dell'imposta pubblicità. Il presupposto del tributo, infatti, risiede nelle caratteristiche fisiche del mezzo (dimensione e tipologia) e non nel contenuto specifico del messaggio veicolato. La Corte ha quindi annullato l'avviso di accertamento emesso da un Comune contro una società.
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Mancanza di interesse sopravvenuta: ricorso inammissibile
Una società aveva impugnato il diniego di rimborso di un'imposta sulla pubblicità. Durante il processo in Cassazione, l'ente impositore ha ricalcolato le somme dovute, di fatto risolvendo la controversia. La Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di interesse sopravvenuta, poiché non vi era più motivo di contendere. È stato inoltre chiarito che il raddoppio del contributo unificato non si applica in questi casi di inammissibilità sopravvenuta.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: le conseguenze
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso per cassazione. Il caso riguardava una controversia su un contratto swap tra una banca e una società. La rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte, ha portato all'estinzione del giudizio. La Corte ha compensato le spese e ha escluso l'obbligo del doppio contributo unificato, non applicabile in caso di rinuncia.
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