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Ricorrente — Anno 2023

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436 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorrente

Provvedimenti

Retribuzione ferie: inclusi i compensi variabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33779/2023, ha stabilito che la retribuzione durante le ferie deve includere tutte le indennità corrisposte in via continuativa e collegate alle mansioni, come incentivi e compensi per attività di riserva. Questa decisione, basata sull'interpretazione del diritto dell'Unione Europea, mira a garantire che il lavoratore non sia economicamente dissuaso dal fruire del proprio diritto al riposo. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione per tali crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Decadenza CIGS: quando comunicare il nuovo lavoro?
La Corte di Cassazione ha stabilito la decadenza CIGS per un lavoratore che non ha comunicato preventivamente l'inizio di una nuova attività lavorativa. Anche se il nuovo impiego inizia con un periodo di addestramento, questo rientra nel contratto di lavoro e va quindi comunicato all'ente previdenziale prima del suo inizio, pena la perdita del beneficio. La Corte ha così riformato le decisioni dei giudici di merito che avevano considerato il periodo di formazione come neutro.
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Servitù padre di famiglia: vale anche tra coeredi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33751/2023, chiarisce che la servitù per destinazione del padre di famiglia può costituirsi anche quando l'immobile è in comproprietà. Nel caso specifico, la lite verteva su una canna fumaria installata da un comproprietario nella soffitta, poi assegnata in proprietà esclusiva all'altro coerede. La Corte ha stabilito che, se prima della divisione esiste uno stato di fatto che asservisce una parte dell'immobile all'altra (in modo apparente e permanente), con la divisione tale stato di fatto si trasforma in una vera e propria servitù, anche se i proprietari originari erano più di uno.
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Cessazione materia del contendere: la Rottamazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in un caso riguardante contributi previdenziali non versati. La società ricorrente, durante il giudizio, ha aderito alla "rottamazione ter", pagando integralmente il debito e rinunciando al ricorso. La Corte ha stabilito che l'adesione a una definizione agevolata e il conseguente pagamento estinguono il giudizio, poiché viene a mancare l'oggetto stesso della disputa.
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Estinzione processo Cassazione per rinuncia ricorso
Un lavoratore impugnava una sanzione disciplinare. Dopo aver perso in Appello, ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio, le parti raggiungevano un accordo e il lavoratore rinunciava al ricorso. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo in Cassazione, senza disporre sulle spese e escludendo il pagamento del doppio contributo unificato, previsto solo per rigetto o inammissibilità.
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Errore materiale: correzione di un’ordinanza errata
Una Cassa di Previdenza ha richiesto la correzione di un errore materiale presente in un'ordinanza della Corte di Cassazione. L'ordinanza precedente, pur condannando la controparte al pagamento delle spese legali, aveva erroneamente indicato come beneficiario un ente previdenziale estraneo al giudizio. La Corte ha accolto il ricorso, riconoscendo l'errore materiale dovuto a mera disattenzione, e ha disposto la correzione del dispositivo, sostituendo il nome del beneficiario errato con quello corretto, senza provvedere sulle spese del procedimento di correzione.
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Autodifesa processo penale: l’avvocato non può
Un avvocato, condannato a una pena detentiva, ha presentato personalmente ricorso in Cassazione contro il rigetto della sua istanza di estinzione della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: nel nostro ordinamento l'autodifesa nel processo penale non è consentita. Anche un imputato che sia avvocato deve obbligatoriamente farsi assistere da un altro legale (difesa tecnica) per la presentazione degli atti, pena l'inammissibilità del ricorso stesso.
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Cessione ramo d’azienda: i debiti pregressi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33675/2023, chiarisce la responsabilità per i debiti in caso di cessione ramo d'azienda. L'impresa cedente non è liberata dai debiti sorti prima della cessione se il creditore aveva già eseguito la sua prestazione. In tal caso, si applica l'art. 2560 c.c., che prevede la responsabilità solidale del cedente, e non la successione nel contratto ex art. 2558 c.c. Il ricorso è stato rigettato, confermando la condanna in solido del cedente e del cessionario al pagamento dei debiti pregressi.
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Estinzione giudizio tributario: la rinuncia al ricorso
Un'ordinanza della Cassazione analizza il caso di una controversia tra l'Amministrazione Finanziaria e una società energetica. A seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'ente impositore, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, compensando le spese e chiarendo che in tale ipotesi non è dovuto il doppio contributo unificato. La vicenda originava dalla riqualificazione di un contratto di affitto per un impianto fotovoltaico in concessione di diritto di superficie.
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Assegno una tantum: No alla rivalutazione automatica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33592/2023, ha negato la rivalutazione monetaria dell'assegno una tantum concesso ai familiari di una persona deceduta per emotrasfusione infetta. La Corte ha stabilito che, poiché il diritto sorge al momento del decesso, non può essere rivalutato da una data precedente, come quella di entrata in vigore della legge istitutiva del beneficio. La normativa, infatti, non prevede alcun meccanismo di indicizzazione, configurando l'assegno come un importo fisso.
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Prescrizione differenze retributive: la Cassazione decide
Un lavoratore ha richiesto il pagamento di differenze salariali per mansioni superiori. Inizialmente accolta, la domanda è stata riesaminata dalla Corte di Cassazione, che ha parzialmente riformato la decisione. La Corte ha stabilito che la prescrizione delle differenze retributive decorreva anche in corso di rapporto, data la mancanza di un regime di stabilità post-riforme del 2012. Di conseguenza, i crediti più datati sono stati dichiarati prescritti, limitando il diritto del lavoratore al pagamento a un periodo più recente.
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Accertamento presuntivo: i requisiti della prova
Un contribuente, tassista, ha impugnato un avviso di accertamento basato sulla ricostruzione presuntiva dei suoi ricavi, fondata sul dato della "corsa media" fornito da un comunicato stampa comunale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che un accertamento presuntivo non può basarsi su dati di fonte istituzionale se il giudice non ne verifica criticamente l'attendibilità, la gravità e la concordanza. La mera provenienza del dato non è sufficiente a renderlo una prova presuntiva valida.
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Assegno sociale e stato di bisogno: la decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina contro la sospensione del suo assegno sociale. La decisione si fonda sul fatto che la valutazione dello stato di bisogno può includere anche il controvalore economico del vitto e dell'alloggio forniti da un ex coniuge, considerati elementi idonei a escludere la necessità economica. La Corte ha ritenuto che la valutazione del giudice di merito fosse un accertamento di fatto non contestabile in sede di legittimità.
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Autonoma organizzazione IRAP: il socio non paga
La Corte di Cassazione ha stabilito che un professionista, socio di una società di consulenza, non è soggetto a IRAP se svolge la sua attività esclusivamente per la società, avvalendosi della sua struttura. In questo caso, il requisito della autonoma organizzazione è attribuibile solo alla società, in quanto ente giuridico distinto, e non al singolo professionista, anche se quest'ultimo percepisce compensi elevati.
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Assegno sociale e stato di bisogno: no al fraude
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33532/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di assegno sociale e stato di bisogno. Il caso riguardava una cittadina a cui era stato negato il beneficio poiché aveva simulato una condizione di necessità. La Corte ha confermato che lo stato di bisogno deve essere effettivo e non solo apparente, rigettando il ricorso e sottolineando che un comportamento fraudolento volto a creare artificialmente i presupposti per l'accesso alla prestazione ne impedisce il riconoscimento.
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Estinzione del giudizio per definizione agevolata lite
Un contribuente, dopo aver perso in secondo grado contro l'Agenzia delle Entrate, ha fatto ricorso in Cassazione. Durante il processo, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, pagando l'importo dovuto. La Corte Suprema, verificato il perfezionamento della procedura e l'assenza di istanze di prosecuzione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, lasciando le spese a carico delle parti che le avevano anticipate.
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Cessazione materia del contendere: l’accordo in Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza il caso di un licenziamento in cui le parti hanno raggiunto un accordo transattivo durante il processo. La Corte ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, compensando le spese e chiarendo che, in questi casi, non è dovuto il versamento dell'ulteriore contributo unificato, poiché la sentenza impugnata perde efficacia.
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Procura Cassazione: ricorso inammissibile se manca
Un istituto finanziario, condannato per l'illecito incasso di assegni rubati e contraffatti, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile non per il merito della questione, ma per un vizio di forma: la mancata produzione della procura notarile che attestava i poteri del rappresentante legale che ha conferito il mandato all'avvocato. La sentenza evidenzia come la Procura Cassazione richieda una catena di poteri perfettamente documentata, pena l'invalidità dell'atto.
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Procura speciale Cassazione: i requisiti di validità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a causa di una procura speciale difettosa. L'ordinanza sottolinea che la procura speciale Cassazione deve essere inequivocabilmente conferita per il giudizio di legittimità, altrimenti il ricorso è nullo. Il caso nasceva da un'opposizione a un'iscrizione ipotecaria, ma si è concluso su una questione puramente procedurale, evidenziando l'importanza del rigore formale nella redazione degli atti.
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Estinzione del giudizio: il caso della rinuncia
L'ordinanza analizza un caso di estinzione del giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione. L'Amministrazione Finanziaria, dopo aver impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale sfavorevole, ha rinunciato al proprio ricorso. La controparte ha accettato la rinuncia, portando la Corte a dichiarare la fine del processo senza una decisione nel merito, ma con la conferma della sentenza precedente. Le spese legali sono state lasciate a carico delle rispettive parti.
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