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Ricorrente — Anno 2023

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436 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorrente

Provvedimenti

Notificazione del ricorso: rinvio per atti all’estero
Una società di cessione crediti ricorre in Cassazione contro una sentenza che accoglieva l'opposizione di un terzo pignorato. La Corte, rilevando un difetto nella notificazione del ricorso ai debitori originari residenti all'estero, dispone il rinvio della causa per permettere il completamento della procedura di notifica e la corretta integrazione del contraddittorio.
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Sanzioni rifiuti: illegittima la multa del Comune
La Corte di Cassazione ha annullato le sanzioni rifiuti inflitte da un Comune a un condominio, stabilendo che le multe basate esclusivamente su un regolamento comunale sono illegittime. Manca infatti la necessaria copertura di una legge statale, violando il principio di legalità.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: pena motivata
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i limiti del sindacato sulla determinazione della pena. Il caso analizza l'inammissibilità ricorso Cassazione presentato da un imputato condannato per falsa attestazione ed evasione, il quale lamentava un vizio di motivazione sulla sanzione. La Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, confermando che una motivazione sufficiente e non illogica da parte del giudice di merito rende la decisione inattaccabile, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Prescrizione diritto al risarcimento: la Cassazione decide
Una società di trasporti, citata in giudizio per il risarcimento danni derivanti dal furto di merce, ha sollevato la questione della prescrizione del diritto al risarcimento. Il caso è giunto in Cassazione per determinare quale termine di prescrizione applicare (annuale o quinquennale) a seguito di una modifica legislativa intervenuta mentre il termine più lungo era ancora in corso. La Corte, riconoscendo la complessità e l'importanza della questione per l'uniformità del diritto, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la decisione a una pubblica udienza.
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Difetto di legittimazione: sanabile in appello?
La Corte di Cassazione esamina un caso complesso relativo a un'azione revocatoria. La questione centrale è se il difetto di legittimazione processuale, rilevato in primo grado, possa essere sanato direttamente in appello. A causa della particolare rilevanza della questione di diritto, la Corte ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita, sospendendo il giudizio sul merito.
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Mandato post mortem: quando non si estingue
Un professionista riceve un mandato da una madre per ottenere un risarcimento danni per la morte del marito, un'azione che beneficia anche le figlie. Deceduta la madre, il professionista chiede il compenso alle figlie, le quali sostengono che il mandato si sia estinto con la morte della genitrice. La Corte di Cassazione chiarisce che il mandato post mortem, se conferito anche nell'interesse di terzi (le figlie), non si estingue. Di conseguenza, le figlie, in qualità di eredi, sono tenute a pagare il compenso professionale.
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Indennità per ritardo: la responsabilità del terzo
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di indennità per ritardo nella riconsegna di un immobile. Un'università, terza beneficiaria di un contratto di locazione stipulato tra un comune e una fondazione, ha ritardato la liberazione dei locali. La Corte ha stabilito che, sebbene l'obbligo contrattuale verso la fondazione fosse del comune, quest'ultimo poteva legittimamente chiedere all'università di essere tenuto indenne per i danni causati dal suo ritardo. La sentenza chiarisce i confini della responsabilità indiretta e le regole processuali sull'ammissibilità delle eccezioni in appello.
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Rinvio a nuovo ruolo: impedimento del relatore
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria disponendo il rinvio a nuovo ruolo di un ricorso. La decisione è stata motivata dall'impedimento sopravvenuto e giustificato del consigliere relatore nominato per il caso, che non ha potuto partecipare alla camera di consiglio. L'ordinanza, quindi, non decide nel merito della controversia ma si limita a posticipare la trattazione ad una data futura per garantire la corretta composizione del collegio giudicante.
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Esenzioni vittime del dovere: la decorrenza dell’IRPEF
Un contribuente, riconosciuto vittima del dovere, ha richiesto il rimborso dell'IRPEF versata sulla sua pensione per gli anni dal 2012 al 2016. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le esenzioni per le vittime del dovere si applicano solo a partire dal 1° gennaio 2017, data fissata esplicitamente dalla Legge n. 232/2016. La Corte ha sottolineato che l'equiparazione legislativa con le vittime del terrorismo è stata un processo progressivo e non retroattivo.
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Impedimento del relatore: rinvio della causa in Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio di una causa a nuovo ruolo a causa di un impedimento del relatore. La ricorrente aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello, ma la camera di consiglio non ha potuto svolgersi come previsto. La decisione, puramente procedurale, è stata presa per l'impossibilità del giudice relatore designato di partecipare all'udienza per un impedimento sopravvenuto e giustificato, garantendo così il corretto svolgimento del processo in una data successiva.
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Doppia imposizione: basta la residenza fiscale estera
Una contribuente residente in Svizzera ha richiesto il rimborso di imposte pagate in Italia, in base alla convenzione sulla doppia imposizione. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per ottenere i benefici è sufficiente dimostrare la residenza fiscale e la potenziale soggezione a tassazione nello Stato estero, senza necessità di provare l'effettivo pagamento delle imposte su quei redditi.
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Deposito cauzionale: la restituzione è dovuta?
Una società conduttrice citava in giudizio il locatore a causa di infiltrazioni d'acqua, cercando di evitare il pagamento dei canoni. I tribunali di merito hanno dato ragione al locatore, poiché il danno era stato causato da un terzo. La Corte di Cassazione ha confermato gran parte della decisione, ma ha annullato la parte relativa al deposito cauzionale. Poiché il locatore non aveva impugnato la constatazione iniziale del pagamento del deposito, tale fatto è diventato definitivo, e il conduttore ha diritto alla sua restituzione.
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Correzione errore materiale: la Cassazione interviene
La Corte di Cassazione, tramite una procedura di correzione errore materiale, ha rettificato il ruolo di un'udienza in camera di consiglio. L'ordinanza corregge l'intestazione di un ricorso, sostituendo il nome del ricorrente erroneamente indicato con quello corretto. La decisione, presa de plano, ripristina la correttezza formale degli atti giudiziari, senza incidere sulla sostanza della vicenda processuale.
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Causa di non punibilità: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che invocava la causa di non punibilità per reazione a un presunto atto arbitrario di alcuni sanitari. La Corte ha stabilito che il ricorso era una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello e non affrontava specificamente le motivazioni della sentenza impugnata, la quale aveva escluso qualsiasi condotta arbitraria o offensiva da parte del personale medico.
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Rimborso credito IVA fallimento: i termini decadono?
Una società in fallimento ha richiesto il rimborso di un credito IVA che, anni prima, era stato destinato alla compensazione. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto la richiesta per tardività, non essendo stata presentata entro il termine biennale di decadenza. La Corte di Cassazione, prima di decidere nel merito della questione sul rimborso credito IVA fallimento, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per acquisire i fascicoli dei gradi precedenti al fine di verificare un'eccezione procedurale sollevata dal ricorrente.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario in seguito alla richiesta di definizione agevolata da parte dei contribuenti. L'ordinanza chiarisce che la presentazione dell'istanza e del pagamento della prima rata obbliga il giudice a dichiarare estinto il processo, con spese a carico della parte che le ha anticipate.
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Ricorso senza avvocato: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente da un cittadino contro atti di un'espropriazione immobiliare. La decisione si fonda sul principio inderogabile che, davanti alla Suprema Corte, il patrocinio di un legale è obbligatorio. L'ordinanza chiarisce che il ricorso senza avvocato è un vizio insanabile che impedisce l'esame del merito e può comportare la condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria, anche in assenza di controparti costituite.
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Rimborso IRPEF: la Cassazione e i termini di appello
Un ex sottufficiale della Guardia di Finanza ha richiesto un rimborso IRPEF, sostenendo che una parte della sua pensione, derivante dall'indennità di aeronavigazione, dovesse essere tassata al 50% anziché al 100%. Dopo una vittoria in primo grado e una sconfitta in appello, il caso è giunto in Cassazione. Il contribuente ha sollevato, tra i motivi di ricorso, l'inammissibilità dell'appello dell'Agenzia delle Entrate per tardività. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto prioritario verificare questa eccezione procedurale, sospendendo il giudizio di merito e ordinando l'acquisizione dei fascicoli dei gradi precedenti per accertare la tempestività dell'appello.
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Estinzione giudizio tributario: il caso Cassazione
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che l'adesione del contribuente a una definizione agevolata delle liti fiscali pendenti determina l'automatica estinzione del giudizio tributario. Nel caso specifico, l'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza favorevole a una società agricola. Durante il processo, la società ha aderito alla sanatoria pagando il dovuto, portando la Corte a dichiarare estinto il procedimento, con spese legali a carico di chi le ha sostenute.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge sé
Una società ha richiesto la correzione di un errore materiale in un'ordinanza della Cassazione che indicava una commissione tributaria sbagliata per il rinvio. Nonostante la lite fosse stata definita, la Corte ha accolto l'istanza, affermando il proprio potere di correggere d'ufficio i propri errori per coerenza, basandosi su un recente principio delle Sezioni Unite. La correzione errore materiale è stata quindi disposta.
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