LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Ricorrente — Anno 2023

Pagina 22 di 22

436 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ricorrente

Provvedimenti

Remunerazione specializzandi medici: sì al risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 4508/2023, ha confermato il diritto al risarcimento per la mancata remunerazione degli specializzandi medici iscritti ai corsi prima del 1983, ma solo per il periodo successivo al 1° gennaio 1983. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un vizio procedurale: la Corte d'Appello non aveva correttamente rideterminato l'importo del risarcimento per uno dei medici nel dispositivo della sentenza.
Continua »
Ricorso in Cassazione: quando è inammissibile?
Un proprietario immobiliare ha citato in giudizio la società conduttrice per la risoluzione di un contratto di locazione a causa di opere abusive su un immobile storico. Dopo due sentenze sfavorevoli, il proprietario ha presentato appello. Il ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile dalla Suprema Corte per motivi procedurali. La Corte ha stabilito che l'appello mancava dei requisiti di autosufficienza e specificità, poiché il ricorrente non aveva indicato la localizzazione degli atti essenziali e aveva formulato le sue censure in modo troppo generico, limitandosi a contrapporre la propria interpretazione dei fatti a quella dei giudici di merito.
Continua »
Prova testimoniale contraddittoria: la decisione del giudice
Un lavoratore chiede il risarcimento per una presunta diffamazione subita in una riunione sindacale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, conferma il rigetto della domanda perché la prova testimoniale, basata su dichiarazioni contrastanti e non univoche tra i vari testimoni, non è stata ritenuta sufficiente a dimostrare l'effettivo accadimento del fatto illecito.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: il deposito degli atti
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso di un'automobilista che chiedeva un risarcimento danni per un incendio. La decisione si fonda sul mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata e delle relate di notificazione, adempimenti procedurali ritenuti indispensabili per verificare la tempestività e la procedibilità del gravame.
Continua »
Usucapione fondo rustico: ricorso inammissibile
Un soggetto ha richiesto di essere dichiarato proprietario di un terreno agricolo per usucapione, ma la sua domanda è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La ragione principale risiede nella mancata dimostrazione del 'possesso' necessario per l'usucapione, poiché l'individuo aveva iniziato a occupare il fondo come semplice detentore, riconoscendo la proprietà altrui, senza mai provare un successivo mutamento della sua condizione in possessore. L'impugnazione è stata giudicata un tentativo non consentito di riesaminare le prove e i fatti, compito che spetta esclusivamente ai giudici di merito.
Continua »
Nullità del matrimonio: il diritto di difesa è sacro
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che negava il riconoscimento di una nullità del matrimonio ecclesiastica. La decisione non è entrata nel merito della questione (convivenza ultra-triennale come ostacolo), ma si è basata su un vizio di procedura: la mancata concessione alle parti dei termini per il deposito delle memorie conclusive. Questo errore ha violato il diritto di difesa, rendendo nulla la sentenza e rinviando il caso a un nuovo giudizio.
Continua »
Abuso contratti a termine: risarcimento anche per docenti
Un insegnante, impiegato per anni con contratti a tempo determinato, anche come docente di sostegno, ha citato in giudizio il Ministero per l'illegittimità di tale precarietà. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero, confermando il diritto del docente al risarcimento del danno per l'abuso dei contratti a termine. La Corte ha stabilito che la continua reiterazione di incarichi sulla stessa cattedra e nello stesso istituto, anche se su posti in 'organico di fatto', costituisce un abuso che va risarcito, principio applicabile anche ai docenti di sostegno.
Continua »
Impugnazione sentenza GdP: appello o ricorso?
Un avvocato ha impugnato una sentenza del giudice di pace direttamente in Cassazione per un ritardo nella consegna di una raccomandata. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nel fatto che la corretta via di impugnazione della sentenza del giudice di pace, decisa secondo diritto, è l'appello e non il ricorso per cassazione. La scelta del mezzo di impugnazione errato ha precluso l'esame nel merito.
Continua »
Criteri CIGS: illegittimi se generici, dice Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della sospensione di un lavoratore in Cassa Integrazione (CIGS) perché i criteri di scelta adottati dall'azienda erano eccessivamente generici e discrezionali. Secondo la Corte, i criteri CIGS devono essere specifici e oggettivi per evitare decisioni arbitrarie. Di conseguenza, l'azienda è stata condannata al risarcimento del danno, pari alle retribuzioni perse dal dipendente.
Continua »
Addebito separazione: l’infedeltà causa la crisi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19808/2023, ha rigettato il ricorso di un marito contro la sentenza che gli addebitava la separazione per violazione del dovere di fedeltà. La Corte ha stabilito che una relazione extraconiugale, prolungata e ostentata, costituisce una causa sufficiente per l'addebito separazione, anche a fronte di una precedente riconciliazione e di un'assoluzione in sede penale per altri fatti. La decisione sottolinea che l'infedeltà, se provata come causa diretta della rottura del matrimonio, giustifica l'attribuzione della colpa.
Continua »
Assegno di mantenimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19650/2023, ha rigettato il ricorso di una moglie che contestava la sentenza della Corte d'Appello di Perugia in una causa di separazione. La ricorrente lamentava l'errata individuazione del tribunale competente, vizi procedurali e un importo dell'assegno di mantenimento troppo basso (€200 mensili). La Suprema Corte ha confermato la decisione, stabilendo che la competenza si radica nell'ultima residenza comune dei coniugi e che la quantificazione dell'assegno era corretta, tenuto conto della breve durata del matrimonio e della capacità lavorativa della donna, pur con un reddito difficilmente quantificabile.
Continua »
Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un medico che chiedeva un'indennità per la mancata remunerazione durante la scuola di specializzazione. La decisione si fonda sul fatto che il diritto alla remunerazione medici specializzandi, secondo le direttive UE, sorge solo se la specializzazione è riconosciuta in almeno due Stati membri. Il ricorrente non ha fornito la prova di tale requisito, che costituisce un elemento fondamentale del diritto reclamato.
Continua »
Medici specializzandi: risarcimento anche pre-1983
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16065/2023, ha rigettato il ricorso della Presidenza del Consiglio dei Ministri, confermando il diritto al risarcimento per i medici specializzandi che, pur avendo iniziato la formazione prima del 1983, l'hanno proseguita oltre tale data. La Corte ha stabilito che la mancata attuazione di direttive europee genera un diritto al risarcimento a partire dal 1° gennaio 1983, data ultima per il recepimento della normativa. Viene inoltre dichiarata inammissibile la censura relativa alla prescrizione, ribadendo l'applicazione del termine decennale.
Continua »
Rimborso IRAP: quando si presume l’organizzazione?
Un professionista ha richiesto il rimborso dell'IRAP per un decennio, sostenendo di non avere un'autonoma organizzazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la partecipazione a uno studio associato crea una presunzione di utilizzo della sua struttura organizzativa. L'onere di provare il contrario, e quindi di non aver beneficiato di tale struttura per la propria attività individuale, spetta interamente al contribuente che chiede il rimborso IRAP.
Continua »
Limite contratti a termine: no deroga senza stagionalità
La Corte di Cassazione ha confermato la conversione di contratti a termine in un rapporto a tempo indeterminato nel settore aeroportuale. La Corte ha stabilito che la deroga al limite contratti a termine di 36 mesi per attività stagionali non si applica se il contratto collettivo si limita a un rinvio generico all'attività del settore, senza specificare quali mansioni abbiano una reale e distinta natura stagionale rispetto a quelle con semplici picchi di lavoro.
Continua »
Inserimento GAE diploma magistrale: la Cassazione nega
Una docente in possesso di diploma magistrale, conseguito prima dell'anno scolastico 2001/2002, ha richiesto di essere inserita nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il solo possesso del titolo, sebbene abilitante, non è un requisito sufficiente per l'inserimento GAE diploma magistrale, poiché tali graduatorie sono state chiuse a nuovi ingressi dalla legge n. 296/2006. La finalità della norma era quella di stabilizzare il personale precario già presente nel sistema, non di ampliarlo.
Continua »