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Regolamento Di Competenza — Anno 2025

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230 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Regolamento Di Competenza

Provvedimenti

Competenza sezioni impresa: esclusa per società di fatto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30540/2025, ha respinto un ricorso per regolamento di competenza, chiarendo i limiti della giurisdizione delle sezioni specializzate in materia di impresa. Sebbene la competenza si debba valutare sulla base della domanda dell'attore e non nel merito, la Suprema Corte ha stabilito che la competenza delle sezioni impresa non si estende alle controversie tra società di persone, come una società di fatto che eserciti un controllo su una s.n.c. Tale competenza è infatti limitata per legge principalmente alle società di capitali.
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Clausola foro competente: modifica e validità
Una società contesta la competenza territoriale di un tribunale basandosi su una clausola foro competente contenuta in un vecchio contratto di conto corrente. Tuttavia, contratti di affidamento successivi ne prevedevano una diversa ed esclusiva. La Corte di Cassazione ha stabilito che le pattuizioni successive, se chiare, modificano validamente la clausola originaria, respingendo il ricorso della società e confermando la competenza del foro indicato nei contratti più recenti.
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Eccezione di incompetenza: oneri per il convenuto
La Corte di Cassazione si pronuncia sull'onere del convenuto nel sollevare un'eccezione di incompetenza. In un caso riguardante la nullità di acquisto di azioni bancarie, la Corte ha stabilito che se l'attore indica un criterio di competenza specifico (come il foro della sezione specializzata imprese), il convenuto deve contestare solo quel criterio. Il ricorso degli investitori è stato dichiarato inammissibile, confermando la decisione del tribunale di primo grado.
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Competenza per valore: come una riconvenzionale la sposta
La Corte di Cassazione chiarisce che, in un'opposizione all'esecuzione, la domanda del creditore volta a far accertare un proprio controcredito per neutralizzare l'eccezione di compensazione del debitore, si qualifica come domanda riconvenzionale. Tale domanda, se eccede i limiti del Giudice di Pace, determina la competenza per valore del Tribunale, poiché il suo valore si somma a quello della causa principale. L'ordinanza del Tribunale che aveva declinato la propria competenza è stata quindi annullata.
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Eccezione incompetenza territoriale: guida alla validità
Una società creditrice ottiene un decreto ingiuntivo contro una società debitrice e il suo garante. Il garante si oppone sollevando un'eccezione di incompetenza territoriale basata su una clausola contrattuale. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eccezione è inammissibile. La clausola sul foro competente non era esclusiva e il garante, nell'opporsi, aveva l'onere di contestare tutti i possibili fori alternativi previsti dalla legge, incluso quello della sede della società debitrice. Non avendolo fatto, la sua eccezione è stata respinta e la competenza del tribunale originariamente adito è stata confermata.
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Fideiussore consumatore: quando la garanzia è un atto
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per distinguere il fideiussore consumatore da quello professionale. In questo caso, la Corte ha negato la qualifica di consumatore a due soci che avevano garantito un debito della propria società. La decisione si fonda su due elementi chiave: la loro partecipazione non trascurabile al capitale sociale (20% ciascuno) e la sottoscrizione di una "lettera di patronage forte". Secondo i giudici, questi fattori dimostrano un collegamento funzionale tra la garanzia e l'attività d'impresa, escludendo l'applicazione del foro speciale del consumatore.
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Regolamento di competenza tardivo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per regolamento di competenza perché notificato oltre il termine perentorio di 30 giorni dalla comunicazione della sentenza. L'ordinanza sottolinea che il mancato rispetto dei termini processuali, anche tenendo conto della sospensione feriale, impedisce l'esame nel merito della questione di competenza territoriale sollevata da alcuni fideiussori in una causa contro un intermediario finanziario. La decisione sul regolamento di competenza tardivo conferma la rigidità delle scadenze procedurali.
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Regolamento di competenza: quando è l’unico rimedio
La Corte di Cassazione chiarisce un importante principio processuale: in un giudizio con più domande, se il giudice si pronuncia sul merito di una e dichiara la propria incompetenza territoriale su un'altra, tale declaratoria può essere contestata solo con il regolamento di competenza e non con l'appello. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale di una società, volto a rimettere in discussione la valutazione delle prove, sia quello incidentale di un agente, che aveva erroneamente appellato la decisione sull'incompetenza, confermando la necessità di utilizzare lo strumento processuale corretto per ogni tipo di doglianza.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze sulle spese legali
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio per regolamento di competenza a seguito della rinuncia al ricorso da parte della ricorrente. Nonostante l'estinzione, la parte che ha rinunciato viene condannata a pagare le spese legali alla controparte, poiché la rinuncia è avvenuta dopo la fissazione dell'udienza. La decisione chiarisce che la tempistica della rinuncia è cruciale per determinare l'addebito delle spese processuali.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Un istituto di credito propone un regolamento di competenza avverso un'ordinanza di sospensione di un giudizio. Successivamente, la stessa parte presenta una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, dichiara l'estinzione del giudizio e chiarisce un importante principio: in caso di rinuncia al ricorso, non si applica la sanzione del pagamento del cosiddetto "doppio contributo unificato", poiché questa misura è prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Sospensione processo civile: quando non è necessaria
Una parte avviava una causa civile per ottenere il ripristino di un immobile con pozzo e la tutela di una servitù di passaggio, di cui si affermava comproprietaria. Il tribunale di primo grado disponeva la sospensione del processo civile in attesa della definizione di un procedimento penale a carico della controparte per fatti connessi. La Corte di Cassazione ha annullato tale sospensione, chiarendo che non sussiste un rapporto di pregiudizialità quando le pretese sono diverse: risarcitoria in sede penale e di accertamento di diritti reali in sede civile. La diversità degli obiettivi processuali esclude la necessità della sospensione del processo civile.
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Sospensione del processo: la discrezionalità del giudice
Una società contesta un'ingiunzione di pagamento, avviando una querela di falso contro la notifica di cessione del credito. Il tribunale di merito sospende il giudizio principale in attesa della decisione definitiva sulla querela. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, respinge il ricorso della società, confermando la legittimità della sospensione del processo. Viene chiarito che, in presenza di un rapporto di pregiudizialità-dipendenza, il giudice ha un potere discrezionale di sospensione ai sensi dell'art. 337, comma 2, c.p.c., la cui valutazione non è sindacabile nel merito in sede di legittimità.
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Appello ordinanza competenza: sì, anche dal GdP
Un passeggero cita una compagnia aerea per un ritardo. Il Giudice di Pace emette un'ordinanza di incompetenza territoriale. Il Tribunale dichiara l'appello inammissibile. La Cassazione ribalta la decisione, affermando che l'appello ordinanza competenza è sempre possibile, poiché la forma del provvedimento (ordinanza) non prevale sulla sua sostanza decisoria (sentenza).
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Doppia impugnazione e spese: chi decide?
La Corte di Cassazione esamina un caso complesso di doppia impugnazione contro un'ordinanza di incompetenza territoriale. Un fratello aveva proposto regolamento di competenza, mentre l'altro aveva appellato la mancata liquidazione delle spese. A seguito dell'accoglimento del regolamento, la Corte d'Appello si è astenuta dal decidere sulle spese dell'appello, rimettendo tutto al giudice di primo grado. La Cassazione, riconoscendo la particolare rilevanza della questione su chi debba decidere le spese in un simile scenario di doppia impugnazione, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Competenza territoriale lavoro: dove fare causa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 27727/2025, risolve un conflitto di giurisdizione tra due tribunali in materia di diritto del lavoro. Viene stabilito che, per determinare la competenza territoriale lavoro, il criterio del luogo in cui si trova la dipendenza aziendale dove il lavoratore operava prevale su quello della sede legale dell'impresa. La Corte ha sottolineato l'inderogabilità delle norme sulla competenza in materia lavoristica, affermando la giurisdizione del tribunale nel cui distretto si svolgeva effettivamente la prestazione lavorativa.
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Competenza per valore: la Cassazione chiarisce le regole
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28196/2025, si è pronunciata sul tema della competenza per valore in un giudizio di opposizione all'esecuzione. Il caso riguardava una creditrice che, a fronte di un'opposizione basata su un'eccezione di compensazione, aveva a sua volta introdotto una domanda riconvenzionale di valore superiore ai limiti del Giudice di Pace. La Corte ha stabilito che la presenza di tale domanda riconvenzionale determina la competenza del Tribunale, in quanto il valore della causa si calcola sommando le domande proposte contro la stessa parte.
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Appello inammissibile: quando la Corte deve decidere
La Corte di Cassazione ha chiarito che un appello non può essere dichiarato inammissibile a priori solo perché la contestazione sul merito è ritenuta debole. Se l'atto di appello contesta sia una questione preliminare (come la competenza territoriale) sia il merito della causa, il giudice è tenuto a esaminare entrambe le questioni. Nel caso di specie, un ente previdenziale aveva impugnato una sentenza sia per incompetenza territoriale che nel merito; la Corte d'Appello aveva erroneamente dichiarato l'appello inammissibile, sostenendo che si sarebbe dovuto proporre un regolamento di competenza. La Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la presenza di una doglianza sul merito, per quanto articolata, impone al giudice di pronunciarsi, non potendo liquidare l'intero gravame come inammissibile.
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Impugnazione sentenza competenza: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per l'impugnazione di una sentenza che decide sulla competenza. Se il giudice di primo grado non si limita a decidere solo sulla competenza, ma si pronuncia anche su altre questioni procedurali, come l'improcedibilità della domanda, la sua decisione è impugnabile tramite appello e non solo con il regolamento di competenza. Questo principio è stato affermato in un caso riguardante un contratto di affitto d'azienda. L'analisi della Corte sull'impugnazione sentenza competenza sottolinea la necessità di distinguere le decisioni meramente sulla competenza da quelle a contenuto plurimo.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
Un automobilista chiede il risarcimento danni a un Comune per un allagamento. Il Giudice di Pace si dichiara incompetente a favore del Tribunale delle Acque Pubbliche. Quest'ultimo solleva un conflitto, ma la Cassazione dichiara inammissibile il regolamento di competenza d'ufficio, poiché la questione non riguarda una competenza per materia inderogabile ma ordinari criteri di valore e territorio.
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Eccezione di incompetenza: come formularla correttamente
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eccezione di incompetenza territoriale, per essere valida, deve contestare tutti i possibili fori alternativi previsti dalla legge. In un caso di diffamazione, i convenuti avevano indicato due fori alternativi ma ne avevano omesso un terzo. La Corte ha ritenuto l'eccezione incompleta e, quindi, inefficace, confermando la competenza del giudice originariamente adito. La decisione sottolinea che l'onere della contestazione completa spetta al convenuto e che il vizio può essere rilevato d'ufficio.
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