Un imprenditore, ritenuto amministratore di fatto di diverse cooperative fittizie, è stato condannato per associazione a delinquere, reati fiscali e bancarotta fraudolenta. Il sistema prevedeva l'emissione di fatture false e lo svuotamento delle casse societarie prima del fallimento. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, escludendo la recidiva reiterata e specifica poiché basata su precedenti penali non idonei o estinti. Di conseguenza, venendo meno l'aumento dei termini di prescrizione, la Suprema Corte ha dichiarato prescritti numerosi reati tributari. La sentenza è stata annullata senza rinvio per i reati prescritti e con rinvio alla Corte d'appello di Milano esclusivamente per la rideterminazione della pena per i reati residui, rigettando il ricorso nel resto.
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