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Reato Di Evasione

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779 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Reato di evasione: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che si era allontanato dal proprio domicilio senza autorizzazione. Il ricorrente invocava uno stato di necessità e la particolare tenuità del fatto, ma i giudici hanno ritenuto inammissibili tali doglianze. La decisione sottolinea che la Cassazione non può rivalutare le prove già esaminate nel merito e che l'abitualità della condotta inottemperante esclude l'applicazione dell'Art. 131 bis c.p. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con conseguente condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una condanna per il reato di evasione. Il ricorrente lamentava l'assenza dell'elemento soggettivo, ma la Suprema Corte ha stabilito che i motivi erano aspecifici, limitandosi a riproporre tesi già respinte in appello. Inoltre, è stato ribadito che in sede di legittimità non è consentito richiedere una nuova valutazione dei fatti, essendo questa prerogativa esclusiva dei giudici di merito.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che aveva contestato la lesività della propria condotta. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché mirava a una rivalutazione dei fatti, operazione preclusa in sede di legittimità. Inoltre, la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata rigettata in quanto non presentata nel precedente grado di appello e formulata in termini eccessivamente generici.
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Reato di evasione: la Cassazione sull’assenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la condanna per il reato di evasione (Art. 385 c.p.). L'imputato non era stato rinvenuto presso il proprio domicilio e non ha fornito prova di alcuna autorizzazione all'allontanamento. La Suprema Corte ha rilevato la genericità dei motivi di ricorso, i quali si limitavano a riprodurre censure già espresse in appello senza confrontarsi con le motivazioni della sentenza impugnata.
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Reato di evasione: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di tre imputati che avevano violato le prescrizioni relative ai permessi di uscita. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili per genericità e manifesta infondatezza. La Corte ha chiarito che il superamento dei limiti temporali e comportamentali fissati nell'autorizzazione configura pienamente il reato di evasione. Inoltre, è stata negata l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della gravità della condotta, caratterizzata dal contatto con soggetti pregiudicati e dall'elusione delle regole processuali.
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Reato di evasione e spesa fuori orario: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione nei confronti di un uomo in detenzione domiciliare sorpreso fuori dalla propria abitazione con le buste della spesa. La difesa sosteneva la particolare tenuità del fatto, ma i giudici hanno rigettato il ricorso evidenziando che l'imputato non aveva fornito giustificazioni valide né aveva utilizzato i canali ufficiali per richiedere variazioni di orario. È stata inoltre confermata la legittimità del calcolo della pena, comprensivo di recidiva, poiché le contestazioni tardive su quest'ultimo punto sono state dichiarate inammissibili.
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Reato di evasione: limiti della tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che aveva impugnato la sentenza d'appello. Il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento dell'attenuante per il rientro spontaneo e l'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Gli Ermellini hanno dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che la valutazione sulle modalità della condotta e sul grado di colpevolezza, operata dai giudici di merito, era congrua e non sindacabile in sede di legittimità.
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Reato di evasione: inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una condanna per il reato di evasione. Il ricorrente aveva sollevato dubbi sull'elemento soggettivo e richiesto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha rilevato che le doglianze erano generiche e che la richiesta relativa alla tenuità del fatto non era stata presentata in sede di appello, rendendola improponibile in sede di legittimità.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che aveva impugnato la sentenza d'appello. Il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che la valutazione sulla gravità della condotta e sulla pericolosità del soggetto era stata correttamente eseguita dai giudici di merito. La decisione ribadisce che il giudizio sulla tenuità richiede un'analisi complessa delle modalità dell'allontanamento e del grado di colpevolezza.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per il reato di evasione. Il ricorrente contestava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e della particolare tenuità del fatto. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che i motivi di ricorso erano generici e non confutavano le motivazioni della sentenza di appello. Di conseguenza, oltre al rigetto, è stata disposta la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile e sanzioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una condanna per il reato di evasione. Il ricorrente contestava la responsabilità penale e il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto, oltre a richiedere un diverso bilanciamento delle circostanze. La Suprema Corte ha rilevato che i motivi erano generici e miravano esclusivamente a una rivalutazione dei fatti, operazione preclusa in sede di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di due imputati, dichiarando inammissibili i loro ricorsi. Le doglianze riguardavano la valutazione delle prove, la dosimetria della pena e la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha stabilito che tali motivi erano generici e non erano stati specificamente sottoposti al vaglio della Corte d'Appello, rendendo impossibile una loro analisi in sede di legittimità.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che aveva impugnato la sentenza d'appello. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi presentati erano generici e non si confrontavano con le motivazioni della sentenza impugnata. La difesa aveva tentato di contestare il dolo e di invocare la particolare tenuità del fatto, ma la Corte ha rilevato che tali istanze miravano a una nuova valutazione delle prove, operazione preclusa in sede di legittimità.
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Reato di evasione: stop ai ricorsi generici
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un imputato che aveva presentato un ricorso giudicato inammissibile. La difesa lamentava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, ma il motivo è stato ritenuto privo di specificità. La Suprema Corte ha rilevato che l'atto non si confrontava con le motivazioni della sentenza d'appello, condannando il ricorrente anche al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che aveva proposto ricorso contestando la propria responsabilità e richiedendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano generici e non si confrontavano con le motivazioni della sentenza d'appello. Inoltre, il ricorrente tentava di sollecitare una nuova valutazione delle prove, operazione preclusa in sede di legittimità.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. Il ricorrente aveva contestato la responsabilità penale, la recidiva e la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha rilevato che i motivi erano generici, non specificamente dedotti in appello e volti a una rivalutazione del merito non consentita in sede di legittimità, confermando la condanna e infliggendo una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per reato di evasione e resistenza a pubblico ufficiale. La decisione sottolinea come i motivi di impugnazione fossero generici e non si confrontassero con le motivazioni della sentenza d'appello. Oltre alla conferma della responsabilità penale, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Reato di evasione e stato di necessità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che aveva impugnato la sentenza della Corte d'Appello. Il ricorrente sosteneva l'applicabilità dello stato di necessità ai sensi dell'art. 54 c.p. e la mancanza di dolo. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano una mera riproposizione di censure già esaminate e correttamente respinte nei gradi di merito, senza apportare nuovi elementi di diritto validi per la sede di legittimità.
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Reato di evasione: dolo e tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un imputato che aveva presentato ricorso basandosi su motivi già respinti nei gradi precedenti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando come l'intensità del dolo manifestata dal soggetto sia incompatibile con la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Inoltre, è stata confermata l'inapplicabilità delle attenuanti relative alla riparazione del danno, ribadendo la correttezza della valutazione probatoria effettuata dai giudici di merito.
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Reato di evasione e precedenti: stop ai benefici
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto non rinvenuto presso il proprio domicilio durante un controllo. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché basato su motivi generici e infondati. La Suprema Corte ha ribadito che la presenza di numerosi precedenti penali, inclusi due casi pregressi di evasione, preclude l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e il riconoscimento delle attenuanti generiche, evidenziando una spiccata inclinazione a delinquere del condannato.
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