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Reato Di Evasione

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779 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. La difesa contestava la valutazione delle prove e la motivazione della sentenza di appello, ma i giudici hanno rilevato che le doglianze erano generiche e non confutavano specificamente il ragionamento logico della Corte d'Appello. Oltre al rigetto del ricorso, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. Il ricorrente lamentava l'eccessività della pena inflitta, ma la Suprema Corte ha rilevato che i motivi di ricorso erano generici e si limitavano a riproporre argomenti già respinti in appello. La decisione conferma la legittimità di una sanzione rigorosa quando sussistono episodi plurimi di fuga in un breve arco temporale e una storia criminale caratterizzata da reati della stessa indole.
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Reato di evasione: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per il reato di evasione ai sensi dell'art. 385 c.p. Il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento della scriminante dell'esercizio del diritto, anche in forma putativa, e di una causa di non punibilità. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno rilevato che i motivi di ricorso erano meramente riproduttivi di questioni già esaminate e correttamente respinte dalla Corte d'Appello, senza apportare una critica specifica alle motivazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imputato accusato di reato di evasione e false dichiarazioni sull'identità. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi presentati erano generici e si limitavano a riproporre questioni di fatto già risolte nei gradi precedenti. La Corte ha ribadito che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di merito, specialmente quando mancano elementi di novità o critiche specifiche alle motivazioni della sentenza di appello.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per il reato di evasione ai sensi dell'art. 385 c.p. La decisione si fonda sulla natura generica dei motivi di impugnazione, i quali non hanno esplicitato le ragioni di diritto o i dati di fatto necessari per contestare la responsabilità penale in sede di legittimità. Oltre all'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso per errore data
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione, dichiarando inammissibile il ricorso presentato da un imputato. Il ricorrente lamentava un errore materiale nella data del reato indicata nell'avviso di conclusione delle indagini. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che il decreto di citazione a giudizio riportava la data corretta e che l'eccezione non era stata sollevata tempestivamente nel giudizio di primo grado.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che aveva presentato un ricorso basato su motivi generici e sulla presunta prescrizione del reato. I giudici hanno chiarito che il ricorso è inammissibile se si limita a riproporre le medesime doglianze dell'appello senza contestare puntualmente la sentenza impugnata. Inoltre, il calcolo della prescrizione deve tenere conto dei periodi di sospensione del procedimento; l'inammissibilità del ricorso impedisce di rilevare eventuali prescrizioni maturate dopo la sentenza di secondo grado.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile se generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza di condanna per il reato di evasione. Il ricorrente aveva contestato la propria responsabilità penale in modo del tutto generico, senza indicare specifiche ragioni di diritto o elementi di fatto idonei a confutare la decisione di secondo grado. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna, imponendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: dolo e motivi irrilevanti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione nei confronti di un imputato che si era allontanato dal luogo di detenzione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché basato su censure di merito e generiche, non proponibili in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che per la configurazione del delitto è sufficiente il dolo generico, rendendo del tutto irrilevanti i motivi soggettivi o le finalità che hanno spinto il soggetto all'allontanamento abusivo.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile se generico
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto sorpreso fuori dal proprio domicilio in orari non consentiti. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile a causa della sua assoluta genericità, in quanto la difesa non ha saputo contrastare efficacemente la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito. La sentenza impugnata è risultata logicamente coerente nel descrivere le circostanze di tempo e di luogo dell'avvistamento, portando alla condanna del ricorrente anche al pagamento di una sanzione pecuniaria verso la Cassa delle Ammende.
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Reato di evasione: i rischi dei domiciliari
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione nei confronti di un soggetto che si era allontanato dal proprio domicilio senza autorizzazione. La difesa ha tentato di invocare lo stato di necessità legato a motivi di salute, ma i giudici hanno ritenuto il ricorso inammissibile. La decisione ribadisce che ogni allontanamento non autorizzato integra il reato, indipendentemente dalla durata o dalla distanza, qualora manchino prove oggettive di un pericolo grave e imminente.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto sorpreso fuori dal proprio domicilio in orari non consentiti. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché mirava a una rivalutazione dei fatti, operazione preclusa in sede di legittimità. La Corte ha ritenuto congrua la motivazione dei giudici di merito, i quali hanno basato il verdetto su precisi accertamenti di luogo e tempo, negando inoltre le attenuanti generiche a causa dei precedenti penali del ricorrente.
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Reato di evasione: stop alla continuazione dei reati
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dall'imputato. La decisione si fonda sul corretto diniego delle attenuanti generiche e sull'applicazione della recidiva, giustificata dai numerosi precedenti penali del soggetto. Inoltre, la Suprema Corte ha escluso la possibilità di applicare l'istituto della continuazione tra due diversi episodi di evasione, poiché le condotte erano state determinate da ragioni differenti e non riconducibili a un unico programma criminoso preordinato.
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Reato di evasione e particolare tenuità del fatto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di condanna per il reato di evasione. Il ricorrente contestava il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Gli Ermellini hanno stabilito che le censure erano generiche e meramente riproduttive di quanto già discusso in appello. La decisione impugnata è risultata logicamente motivata, evidenziando come le modalità della condotta e l'oggettivo disvalore dell'azione rendessero incompatibile l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. con la fattispecie concreta.
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Reato di evasione: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. Il ricorrente contestava la motivazione della sentenza di secondo grado riguardo alla propria responsabilità penale. I giudici di legittimità hanno stabilito che la decisione impugnata era supportata da una disamina probatoria coerente e priva di vizi logici, rendendo le doglianze del ricorrente non deducibili in sede di legittimità. Di conseguenza, è stata confermata la condanna con l'aggiunta di sanzioni pecuniarie.
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Reato di evasione: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che si era allontanato dal luogo di detenzione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi presentati dalla difesa risultavano meramente riproduttivi di quanto già discusso e correttamente respinto nei gradi di merito. La Suprema Corte ha ribadito che la mancata concessione della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche era supportata da una motivazione logica e coerente, evidenziando inoltre la genericità delle doglianze riguardanti la recidiva.
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Reato di evasione e inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per reato di evasione. La difesa sosteneva l'assenza di dolo a causa di un presunto errore, ma i giudici hanno stabilito che tale motivo era una mera riproduzione di argomenti già respinti nel merito. La sentenza ribadisce che in sede di legittimità non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti se la motivazione del giudice precedente è corretta e logica.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un imputato che si era allontanato dal luogo di detenzione. Il ricorrente sosteneva l'assenza di dolo e la scarsa offensività della condotta, ma la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi presentati, i quali non muovevano critiche puntuali alla sentenza d'appello ma tentavano una mera rivalutazione dei fatti, preclusa in sede di legittimità.
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Reato di evasione: la deviazione non autorizzata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il **reato di evasione** a carico di un soggetto che, pur essendo autorizzato a recarsi presso uno studio dentistico, ha effettuato una deviazione non consentita. Il ricorrente è stato sorpreso in un supermercato mentre interloquiva con un soggetto pregiudicato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, escludendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della condotta e della personalità negativa del soggetto.
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Reato di evasione: quando l’errore di fatto non salva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che aveva invocato l'errore di fatto ex art. 47 c.p. per escludere la propria responsabilità. Il ricorrente sosteneva che la sua condotta fosse priva di dolo a causa di una percezione errata della realtà. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano aspecifici e tendevano a richiedere una rivalutazione dei fatti, operazione preclusa in sede di legittimità.
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