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Reato Di Evasione

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779 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Reato di evasione: ospedale non giustifica sempre
Un soggetto ai domiciliari si reca in ospedale ma viene comunque condannato per il reato di evasione. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il suo ricorso, confermando che le modalità e la tempistica dell'allontanamento possono renderlo illecito, anche se per motivi di salute. La negazione delle attenuanti generiche è stata inoltre giustificata dai precedenti penali dell'imputato.
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Evasione: ricorso inammissibile per motivi pretestuosi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. Il ricorrente sosteneva che la Corte d'Appello avesse fondato la sua decisione su un provvedimento autorizzatorio errato. La Cassazione ha ritenuto il motivo palesemente pretestuoso, confermando che la sentenza impugnata si basava correttamente sul provvedimento giusto, il quale imponeva al condannato di rientrare al domicilio entro le ore 18:00. Essendo stato trovato fuori casa alle 23:15, il ritardo non era di pochi minuti, ma di oltre 5 ore, rendendo il ricorso manifestamente infondato e comportando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. I giudici hanno ritenuto il motivo di appello, basato sulla presunta impossibilità di aver sentito il citofono, manifestamente infondato e una semplice riproposizione di argomentazioni già respinte in secondo grado, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Arresti domiciliari evasione: quando sono negati?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'indagata arrestata per furto in abitazione. La decisione conferma la custodia in carcere, basandosi sul divieto di concedere gli arresti domiciliari a chi ha precedenti per evasione negli ultimi cinque anni, a meno che il nuovo reato non sia di "lieve entità". Nel caso specifico, le modalità spregiudicate del furto hanno escluso tale qualifica, rendendo la detenzione l'unica misura adeguata.
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Reato di evasione: irrilevanti durata e motivi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 41359/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La Corte ha ribadito un principio consolidato: qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo degli arresti domiciliari integra il delitto, a prescindere dalla durata, dalla distanza percorsa o dalle motivazioni del gesto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: limiti e recidiva aggravata
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per il reato di evasione. L'imputato, autorizzato a uscire, si era trattenuto fuori casa oltre l'orario consentito. La Corte stabilisce che tale condotta integra pienamente il delitto di evasione e non una mera violazione di prescrizioni, confermando anche l'applicazione della recidiva aggravata in virtù del significativo curriculum criminale dell'individuo, indice di accentuata pericolosità sociale.
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Reato di evasione: malore esclude la colpa?
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per il reato di evasione a carico di una donna agli arresti domiciliari. La donna, dopo un'udienza in tribunale, era stata trovata priva di sensi sulla strada che conduceva al suo domicilio a causa di un probabile malore. La Corte ha stabilito che la sentenza di condanna era illegittima perché non aveva considerato che il malore improvviso potesse averle impedito di rientrare, escludendo così la volontà di sottrarsi alla misura cautelare.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
Un individuo, condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che qualsiasi allontanamento non autorizzato dagli arresti domiciliari costituisce reato, indipendentemente dalla durata o distanza. I giudici hanno confermato la decisione di merito che escludeva la particolare tenuità del fatto e che aveva correttamente bilanciato le attenuanti con la recidiva, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Reato di evasione: quando è configurabile?
La Cassazione chiarisce i confini del reato di evasione. Un uomo ai domiciliari esce per gettare un'arma in un canale prima di chiamare la polizia per tornare in carcere. La Corte conferma la condanna per evasione, distinguendo l'allontanamento finalizzato a disfarsi dell'arma dalla successiva attesa delle forze dell'ordine.
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Reato di evasione: inammissibile ricorso con precedenti
Un soggetto condannato per il reato di evasione dagli arresti domiciliari ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo la lieve entità del fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando come i numerosi precedenti penali, incluse altre condanne per evasione, dimostrino l'abitualità del comportamento e impediscano l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile per recidiva
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. Nonostante la giustificazione di essersi allontanato per accudire i propri cani, la Corte ha ritenuto le argomentazioni generiche e ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei numerosi precedenti penali dell'imputato, incluse cinque condanne per lo stesso reato.
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Reato di evasione: quando la Cassazione lo conferma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. L'allontanamento di 400 metri dalla propria abitazione (luogo di detenzione domiciliare) per un tempo consistente è stato ritenuto sufficiente per escludere la particolare tenuità del fatto, confermando la condanna.
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Detenzione Sostitutiva: quando l’assenza non è reato
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per evasione, stabilendo un principio chiave sulla detenzione domiciliare sostitutiva. La Corte ha chiarito che, a differenza della detenzione domiciliare ordinaria, l'allontanamento dalla detenzione domiciliare sostitutiva costituisce reato solo se si protrae per più di dodici ore. Nel caso specifico, non essendo trascorso tale termine, il fatto non costituiva reato e la sentenza è stata annullata.
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Reato di evasione: quando è sempre configurabile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. È stato confermato che qualsiasi allontanamento non autorizzato dagli arresti domiciliari integra il reato, indipendentemente dalla durata o dalla distanza. La Corte ha anche respinto la richiesta di applicare la particolare tenuità del fatto, ritenendo la valutazione del giudice di merito insindacabile in sede di legittimità.
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Reato di evasione: la Cassazione è inflessibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. La Suprema Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato, indipendentemente da durata o distanza, integra il reato. Inoltre, ha confermato l'impossibilità di far prevalere le attenuanti generiche sulla recidiva reiterata, respingendo le eccezioni di incostituzionalità e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Reato di evasione: quando la necessità non giustifica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La difesa, basata sullo stato di necessità per un'asserita urgenza medica, è stata respinta a causa del notevole ritardo con cui l'imputato si è presentato al pronto soccorso, rendendo la sua giustificazione infondata.
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Reato di evasione: la Cassazione su recidiva e tenuità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante una condanna per il reato di evasione. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica a un imputato con numerosi precedenti penali. La condotta di allontanarsi dagli arresti domiciliari per incontrare altre persone non è stata ritenuta di minima offensività. È stata inoltre confermata l'aggravante della recidiva, data l'accresciuta pericolosità sociale del soggetto.
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Reato di evasione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione. La Corte ha stabilito che la legittimità della misura detentiva va valutata al momento della sua esecuzione, non a posteriori. Inoltre, ha rigettato i motivi di ricorso basati su questioni di fatto già decise e ha considerato generiche le lamentele sulla pena e sulle attenuanti, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Reato di evasione: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. L'imputato sosteneva di non aver sentito il campanello pur essendo in casa. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso manifestamente infondati, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza del ricorso, privo di una critica adeguata alla motivazione lineare e logica della sentenza d'appello. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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