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Periculum In Mora — Anno 2024

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361 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Periculum In Mora

Provvedimenti

Sequestro preventivo: motivazione apparente annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo su una somma di denaro, ritenendo la motivazione del Tribunale del Riesame 'meramente apparente'. Il Tribunale aveva ignorato le prove documentali fornite da una terza interessata (titolare di un'attività commerciale e moglie dell'indagato), che attestavano la lecita provenienza del contante dalla sua impresa. La Corte ha stabilito che una motivazione superficiale e non ancorata ai fatti equivale a una violazione di legge, rinviando il caso per un nuovo giudizio.
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Frode forniture pubbliche: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di navi e beni di una società di navigazione accusata di frode forniture pubbliche e truffa aggravata. La società aveva ottenuto un appalto pubblico attestando falsamente la conformità delle sue navi agli standard per passeggeri con mobilità ridotta. La sentenza chiarisce che il possesso di certificati di sicurezza generici non esclude la sussistenza della frode forniture pubbliche se le specifiche del bando non sono rispettate.
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Ne bis in idem cautelare: quando si applica?
La Cassazione chiarisce i limiti del principio del ne bis in idem cautelare. Il ricorso contro un sequestro per sproporzione, emesso dopo l'annullamento di precedenti provvedimenti, è stato rigettato. La Corte ha stabilito che non vi è preclusione se i sequestri hanno finalità e presupposti giuridici diversi o se l'annullamento precedente era per vizi formali.
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Sequestro preventivo: legittimo anche senza reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo di 120.000 euro a carico di un individuo indagato per autoriciclaggio. La sentenza chiarisce che, per la misura cautelare, è sufficiente individuare un 'fumus' di reato presupposto, come la frode fiscale attribuibile alla società per cui l'indagato lavorava, senza che sia necessario provare che l'indagato stesso abbia commesso tale reato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Sequestro preventivo: motivazione è sempre obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo finalizzato alla confisca, poiché il decreto del GIP mancava totalmente della motivazione sul 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che tale omissione costituisce una mancanza grafica non sanabile dal Tribunale del Riesame, ribadendo che l'obbligo di motivazione sussiste anche nei casi di confisca obbligatoria, in linea con i principi affermati dalle Sezioni Unite.
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Sequestro preventivo: motivazione obbligatoria
La Corte di Cassazione annulla un sequestro preventivo di oltre 92.000 euro contro una società. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario, riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione dei beni. Anche in caso di confisca obbligatoria, il giudice deve giustificare l'urgenza del sequestro. Il tribunale del riesame non può sanare una motivazione graficamente inesistente.
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Sequestro preventivo e fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per reati tributari prevale sulla procedura fallimentare. La Curatela di una società fallita aveva impugnato un sequestro di oltre 267.000 euro, sostenendo che non potesse applicarsi ai beni del fallimento. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che il Codice della crisi d'impresa sancisce la prevalenza delle misure cautelari reali. Inoltre, ha ribadito che la confisca di denaro, essendo un bene fungibile, è sempre diretta e non richiede la prova della provenienza illecita della specifica somma sequestrata.
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Sequestro preventivo ambulatorio: legittimità e limiti
Un ambulatorio veterinario è stato oggetto di sequestro preventivo a causa di una vasta gamma di reati contestati al titolare, tra cui maltrattamento di animali e illeciti farmaceutici. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro dell'intera struttura, respingendo il ricorso del professionista. La decisione si fonda sul principio che, quando le attività illecite sono inestricabilmente connesse a quelle lecite e l'intera azienda funge da strumento per commettere reati, il sequestro preventivo dell'intero ambulatorio è una misura proporzionata e necessaria per prevenire la reiterazione dei crimini.
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Sequestro preventivo motivazione: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo per reati di droga. La sentenza sottolinea la necessità di una specifica e concreta sequestro preventivo motivazione sul rischio di dispersione dei beni ('periculum in mora'), che non può essere presunto. Inoltre, la Corte ha censurato il calcolo del profitto, ritenendo illegittimo imputare a un soggetto i guadagni realizzati prima del suo ingresso nell'associazione criminale.
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Sequestro preventivo: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8992/2024, ha esaminato un caso di sequestro preventivo per truffa pluriaggravata. Il Tribunale del Riesame aveva ridotto l'importo del sequestro a carico di un indagato, ritenendo che una parte del profitto fosse stata trasferita a una complice. La Suprema Corte ha annullato questa decisione, accogliendo il ricorso del Pubblico Ministero. Ha chiarito che, nella fase cautelare del sequestro preventivo, l'intero profitto del reato può essere sequestrato a carico di uno qualsiasi dei concorrenti, in virtù del principio di solidarietà, a prescindere dalla successiva ripartizione del denaro. La misura ha una finalità preventiva e non sanzionatoria in questa fase.
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Ricorso in cassazione: limiti e inammissibilità
Una persona, indagata per indebita percezione di erogazioni pubbliche, ha impugnato un'ordinanza di sequestro preventivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso in cassazione inammissibile, chiarendo che il giudice del riesame può riqualificare il reato e che nel giudizio di rinvio non possono essere sollevate questioni nuove e non precedentemente dedotte.
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Ricorso inammissibile: genericità dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso un'ordinanza in materia di sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla genericità, confusione e contraddittorietà dei motivi presentati, i quali non permettevano un'analisi di legittimità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sequestro preventivo: aumento del carico urbanistico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di immobili abusivi. La Corte ha confermato che il pericolo, necessario per il sequestro, sussiste anche per opere ultimate se queste causano un aumento del carico urbanistico su aree vincolate, aggravando la lesione al territorio. È stato inoltre ribadito che le contestazioni sulla tardività delle indagini devono essere specifiche e non generiche.
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Sequestro preventivo rifiuti: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro preventivo di un trattore agricolo utilizzato per il trasporto illecito di rifiuti. Nonostante il proprietario sostenesse si trattasse di un episodio isolato, la Corte ha ritenuto la misura giustificata poiché il veicolo era inserito in un'attività criminale organizzata e non occasionale, rendendo concreto il rischio di reiterazione del reato. La decisione sottolinea come il sequestro preventivo rifiuti sia valido quando il bene è funzionale a un sistema criminale strutturato.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo per abusi?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8672/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di manufatti abusivi. Il caso riguarda immobili realizzati in zona sismica e paesaggisticamente vincolata. La Corte ha ribadito che il 'periculum in mora' sussiste anche per opere ultimate, qualora il loro utilizzo comporti un aumento del carico urbanistico e un pregiudizio concreto per il territorio. Il ricorso è stato respinto anche perché le contestazioni procedurali erano generiche e non autosufficienti.
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Sequestro preventivo: annullato per vizio di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo di oltre 76.000 euro a carico di una società. Il provvedimento iniziale mancava completamente della motivazione sul 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che il Tribunale del riesame non può integrare una motivazione assente, poiché ciò costituirebbe una violazione dei principi procedurali. La misura cautelare è stata quindi annullata per un vizio insanabile nell'atto originale.
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Sequestro preventivo veicolo: la responsabilità del proprietario
Un furgone viene sottoposto a sequestro preventivo veicolo dopo essere stato utilizzato per l'abbandono illecito di rifiuti edili. La proprietaria ricorre in Cassazione sostenendo di aver venduto informalmente il mezzo e che il video social che ha dato il via alle indagini non era stato acquisito. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, affermando che la titolarità formale del veicolo è sufficiente a giustificare la misura cautelare. L'omessa custodia, infatti, integra il rischio che il reato venga reiterato.
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Domicilio eletto: notifica valida al difensore
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per un fabbricato abusivo. La sentenza stabilisce che, in caso di infruttuosi tentativi di notifica presso un domicilio eletto volutamente scelto in un luogo di difficile reperibilità (come una casa vacanze fuori stagione), la notifica effettuata al difensore di fiducia è pienamente valida e non lede il diritto di difesa.
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Sequestro preventivo: motivazione apparente annulla tutto
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo relativa a un'area destinata a una pista ciclabile. La decisione si fonda sulla motivazione del Tribunale del Riesame, giudicata meramente apparente e generica. Il Tribunale non aveva adeguatamente descritto le condotte illecite contestate a un sindaco e a un funzionario comunale, né aveva valutato in concreto il pericolo di danno all'ambiente. La Corte ha ribadito che per un sequestro preventivo è necessaria una motivazione puntuale che analizzi specificamente i fatti e le argomentazioni difensive.
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Sequestro preventivo e lingua: la traduzione non è un diritto
Un imprenditore contesta un sequestro preventivo per frode fiscale, lamentando la mancata traduzione degli atti e prove ignorate. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, specificando che il diritto alla traduzione non è automatico per lo straniero, ma subordinato alla prova dell'incapacità di comprendere l'italiano. Il sequestro preventivo è confermato.
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