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Periculum In Mora — Anno 2024

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361 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Periculum In Mora

Provvedimenti

Periculum in mora: annullato sequestro senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo di oltre 300.000 euro a carico di una società. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario, riguardo al periculum in mora, ovvero il rischio di dispersione dei beni. Questo vizio, ha stabilito la Corte, non è sanabile dal Tribunale del riesame e comporta la restituzione immediata dei beni.
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Periculum in mora: Cassazione annulla sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore di oltre 50.000 euro a carico di una società. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario del G.i.p., riguardo al presupposto del periculum in mora. La Corte ha stabilito che tale vizio è insanabile e non può essere corretto dal Tribunale del riesame, comportando l'annullamento senza rinvio del sequestro e la restituzione dei beni.
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Periculum in mora: annullato sequestro senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo a carico di una società per un presunto reato tributario. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario del G.i.p., riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che tale vizio non è sanabile dal Tribunale del Riesame, comportando la nullità insanabile del sequestro e l'immediata restituzione dei beni alla società.
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Sequestro preventivo: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo nei confronti di una farmacista accusata di truffa. La decisione si fonda sulla mancata motivazione del 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che la somma di denaro potesse essere dispersa prima della fine del processo. La Corte ha stabilito che non è sufficiente basarsi sulla presunta spregiudicatezza dell'indagata, ma è necessaria una valutazione comparativa tra l'importo da sequestrare e la solidità patrimoniale complessiva della persona, un'analisi che il tribunale di merito aveva omesso.
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Sequestro preventivo: motivazione e ricorso in Cassazione
Un indagato per frode contesta un sequestro preventivo di oltre 570.000 euro, lamentando una motivazione solo apparente sul rischio di dispersione dei beni. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, affermando che la motivazione basata sulla "pervicace azione fraudolenta" e la "protrazione della condotta" è sufficiente e non meramente apparente. Il ricorso è stato inoltre ritenuto aspecifico e ripetitivo.
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Intestazione fittizia: prova delle risorse economiche
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per il reato di intestazione fittizia di beni. La Corte ha stabilito che, per configurare il reato, non è sufficiente dimostrare la gestione di fatto di un'impresa da parte di un soggetto diverso dal titolare formale. È invece indispensabile provare che le risorse economiche utilizzate per costituire l'attività provengano dal soggetto che intende eludere le misure di prevenzione patrimoniali. La motivazione del Tribunale del Riesame è stata ritenuta carente su questo punto cruciale.
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Sottrazione fraudolenta e sequestro: la Cassazione
Un imprenditore, a fronte di un ingente debito fiscale, trasferiva sistematicamente i beni della sua società a nuove aziende riconducibili a familiari. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro preventivo su tali beni, dichiarando inammissibile il ricorso dell'indagato. Secondo la Corte, la condotta configura un quadro indiziario sufficiente per il reato di sottrazione fraudolenta, poiché la spoliazione dei beni appare finalizzata a eludere le pretese del fisco, rendendo la motivazione del sequestro adeguata e non censurabile in sede di legittimità.
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Appello cautelare reale: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2544/2024, dichiara inammissibile il ricorso di un'avvocatessa contro un sequestro preventivo. La Corte ha stabilito che nell'ambito di un appello cautelare reale non si possono sollevare motivi nuovi, come la mancanza del periculum in mora, se non proposti nei gradi precedenti. Il ricorso è stato respinto per aver tentato di superare i limiti del giudizio di legittimità, chiedendo un riesame del merito non consentito.
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Appello Cautelare: limiti e motivi di ricorso
Un avvocato, indagato per associazione per delinquere, truffa e altri reati, ha impugnato un'ordinanza che confermava il sequestro preventivo di suoi beni. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello cautelare inammissibile, sottolineando che non è possibile sollevare in sede di legittimità motivi di ricorso (come la mancata motivazione sul periculum in mora) che non erano stati presentati nei precedenti gradi di giudizio cautelare, in ossequio al principio di devoluzione.
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Periculum in mora: quando la motivazione è sufficiente
Una società di trasporti ha impugnato un sequestro preventivo di oltre 460.000 euro, sostenendo una motivazione carente sul 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione del patrimonio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il suo esame si limita alla violazione di legge e non può riesaminare i fatti. La motivazione del giudice di merito, basata su una pluralità di indizi (natura del bene, esposizione debitoria, rischio di nuove condotte illecite), è stata ritenuta sufficiente e non meramente apparente, confermando così la validità del sequestro.
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Sequestro preventivo immobile: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto contro un'ordinanza che rigettava la richiesta di revoca di un sequestro preventivo immobile e di sostituzione del custode. Il ricorso è stato giudicato generico e assertivo, privo di un solido fondamento giuridico. La Corte ha ribadito che la nomina di un custode è legittima per garantire l'efficacia della misura, anche se il sequestro è già trascritto nei registri immobiliari, e che le contestazioni devono essere specifiche e non basate su mere affermazioni.
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Sequestro preventivo: chi può impugnarlo?
La Corte di Cassazione analizza un caso di sequestro preventivo su quote societarie cedute a un terzo poco prima della dichiarazione di fallimento del venditore. Nonostante il terzo acquirente mantenga la titolarità formale delle quote, e sebbene un'azione revocatoria civile abbia dichiarato inefficace la vendita, la Corte stabilisce che la legittimazione a impugnare il sequestro spetta unicamente al curatore fallimentare. Questo perché è il curatore ad avere l'interesse concreto alla restituzione del bene per soddisfare i creditori, privando di fatto il terzo acquirente del diritto di chiederne il dissequestro.
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Sequestro conservativo: motivazione apparente annullata
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro conservativo in un caso di presunta bancarotta fraudolenta. La decisione è stata motivata dalla totale carenza di motivazione del provvedimento impugnato, che non ha spiegato in modo concreto e specifico le ragioni a sostegno dei due presupposti fondamentali della misura: il 'fumus boni iuris' (la parvenza del buon diritto) e il 'periculum in mora' (il pericolo nel ritardo). La Corte ha sottolineato che non è sufficiente un generico rinvio agli atti di indagine per giustificare una misura così incisiva sul patrimonio dell'indagato, ma è necessaria una valutazione effettiva e puntuale degli elementi a carico e del rischio di dispersione delle garanzie patrimoniali. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame.
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Stampa clandestina: sequestro online legittimo
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che revocava il sequestro di un quotidiano online. Il reato contestato era quello di stampa clandestina, poiché il direttore, pur essendo pubblicamente noto, non era più iscritto all'albo dei giornalisti. La Corte ha stabilito che la mancanza di un direttore responsabile legalmente qualificato è un requisito fondamentale, la cui assenza giustifica il sequestro preventivo per impedire la prosecuzione del reato, ritenendo la misura proporzionata e necessaria.
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Dolo eventuale e reato associativo: il sequestro
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per oltre 54 milioni di euro, stabilendo principi cruciali sulla prova dell'elemento psicologico nei reati. La Corte ha chiarito che per il reato di associazione per delinquere non è sufficiente il dolo eventuale, ma è richiesto il dolo diretto. Inoltre, ha censurato la totale assenza di motivazione sul 'periculum in mora' e la genericità delle argomentazioni sul concorso dell'indagato nei reati tributari commessi da altre società.
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Profitto confiscabile e frode: sequestro integrale
Una società di navigazione otteneva fondi pubblici attestando falsamente la conformità delle sue navi agli standard per persone a mobilità ridotta. La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo dell'intera somma ricevuta, chiarendo la nozione di profitto confiscabile. La Corte ha stabilito che, quando la prestazione eseguita è qualitativamente diversa da quella pattuita a causa della frode, non è possibile detrarre i costi sostenuti, e l'intero importo erogato costituisce il profitto del reato.
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Periculum in mora: annullato sequestro senza motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del riesame che confermava il sequestro di un'autovettura di proprietà di un terzo. La decisione è stata motivata dalla totale assenza di argomentazioni sul requisito del periculum in mora, ovvero il pericolo che la libera disponibilità del bene potesse aggravare le conseguenze del reato. La Corte ha ribadito che la motivazione su tale presupposto è obbligatoria, anche se non specificamente contestato, e ha rinviato il caso al Tribunale per una nuova valutazione su questo punto specifico, rigettando gli altri motivi di ricorso.
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Giudicato cautelare: quando la decisione è definitiva?
Un indagato, la cui misura cautelare era stata revocata, si è visto ripristinare la detenzione dal Tribunale del Riesame. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, chiarendo i limiti e l'operatività del principio del giudicato cautelare, che preclude un nuovo esame delle stesse questioni in assenza di fatti nuovi.
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Periculum in mora: Cassazione annulla sequestro
Una società cooperativa ha subito un sequestro preventivo per presunta indebita compensazione di crediti d'imposta. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, evidenziando che l'ordinanza originale del GIP era totalmente priva di motivazione sul periculum in mora. La Corte ha stabilito che il Tribunale del riesame non può creare ex novo una motivazione assente, ma solo integrare una motivazione insufficiente, portando all'annullamento definitivo della misura cautelare.
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Sequestro preventivo: la Cassazione conferma la misura
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per 92.300 euro, emessa per reati di estorsione e illecita concorrenza. La Corte ha chiarito che il ricorso è limitato alla violazione di legge e ha confermato la validità della misura, sia per finalità preventive che per la confisca, ritenendo corretta la valutazione del Tribunale sul fumus commissi delicti e sul periculum in mora.
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