La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per spaccio continuato di cocaina e hashish. Uno dei ricorrenti ha rinunciato al ricorso, mentre per l'altro la Corte ha confermato la pericolosità sociale e l'espulsione dall'Italia. I giudici hanno negato la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità, evidenziando che l'attività non era affatto occasionale o minima. Gli imputati, infatti, gestivano uno spaccio organizzato con telefoni dedicati, veicoli e una clientela fidelizzata, garantendo continuità nelle vendite. La sentenza ribadisce che per riconoscere il fatto di lieve entità occorre una minima offensività complessiva della condotta, esclusa in questo caso dall'organizzazione e dal volume dei traffici. I ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
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