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Patrimonio Separato

31 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un insieme di beni e diritti che, per legge, sono distinti dal patrimonio generale di una società e sono destinati a uno scopo specifico, non potendo essere aggrediti dai creditori generali della società.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Imposta di registro sulle sentenze: da proporzionale a fissa per i crediti
La Corte di Cassazione ha affrontato la questione dell'applicazione dell'imposta di registro sulle sentenze che ammettono crediti in procedure concorsuali. L'Agenzia delle Entrate aveva richiesto un'imposta proporzionale su una sentenza che aveva ammesso un credito allo stato passivo di una società in amministrazione straordinaria. Il Servicer, che gestiva tali crediti cartolarizzati, ha contestato sia l'aliquota proporzionale sia la propria legittimazione passiva. La Corte ha stabilito che una sentenza che si limita a riconoscere l'esistenza di un credito già ammesso, modificandone solo la natura (es. da privilegiato a chirografario) o eliminando condizioni, è soggetta all'imposta di registro in misura fissa, non proporzionale. Ha anche confermato la responsabilità del Servicer come "parte in causa" e la validità dell'avviso di liquidazione senza allegazione della sentenza.
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Imposta di registro su sentenze: fissa o proporzionale? La Cassazione chiarisce
La Cassazione ha chiarito importanti aspetti sulla tassazione delle sentenze in materia tributaria. Il caso riguardava l'applicazione dell'imposta di registro su una sentenza che ammetteva un credito nel passivo di una procedura di amministrazione straordinaria, legata a operazioni di cartolarizzazione dei crediti. L'Agenzia delle Entrate pretendeva un'imposta proporzionale, mentre la società contribuente sosteneva la nullità dell'avviso e l'applicazione di un'imposta fissa. La Corte ha stabilito che le sentenze che si limitano a riconoscere un credito già esistente, senza creare nuovi diritti patrimoniali, sono soggette all'imposta di registro in misura fissa. Ha inoltre confermato la legittimità dell'avviso di liquidazione e che la società veicolo (SPV) è il soggetto passivo d'imposta. Entrambi i ricorsi sono stati rigettati.
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Abusi edilizi e nullità urbanistica della compravendita
Una società acquirente ha citato in giudizio la società venditrice e l'ente pubblico subentrante per ottenere la nullità del contratto di compravendita immobiliare. L'immobile compravenduto presentava una superficie inferiore rispetto alle planimetrie allegate, mancando di un locale interrato di quarantacinque metri quadri scorporato senza regolare titolo edilizio. La Corte d'Appello aveva dichiarato la nullità del negozio per violazione della disciplina edilizia. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione. I giudici di legittimità hanno chiarito che la nullità urbanistica della compravendita opera solo in assenza delle dichiarazioni di legge. Se l'atto attesta regolarmente che l'edificio risale a prima del primo settembre 1967, l'eventuale presenza di successive modifiche non autorizzate o mendaci non determina la nullità del rogito, bensì un eventuale inadempimento contrattuale.
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Fondi immobiliari e soggetto passivo ICI: paga chi usa l’immobile
Un Comune ha notificato un avviso di accertamento per il mancato pagamento dell'imposta comunale a una Società di Gestione del Risparmio, responsabile dei fondi immobiliari in cui erano confluiti beni pubblici precedentemente statali. La società ha contestato la richiesta, sostenendo di non rivestire la qualifica di soggetto passivo ICI, poiché gli stabili erano rimasti in uso e gestione agli enti pubblici originari. La Suprema Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società gestore. I giudici hanno chiarito che, nei piani di dismissione del patrimonio pubblico, l'imposta non grava sul gestore finanziario dei fondi ma sui soggetti pubblici utilizzatori assegnatari dei singoli cespiti.
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ICI fondi immobiliari: escluso il pagamento per la SGR
Un Comune ha notificato un avviso di accertamento per il pagamento dell'ICI fondi immobiliari a una Società di Gestione del Risparmio, responsabile di fondi contenenti immobili pubblici dismessi dallo Stato. La società ha contestato la richiesta tributaria, sostenendo di non essere il soggetto debitore dell'imposta poiché i fabbricati continuavano a essere utilizzati dalle pubbliche amministrazioni per finalità istituzionali. I giudici di secondo grado hanno respinto le tesi del gestore, ritenendolo contribuente obbligato. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito, accogliendo il ricorso della società di gestione. Gli Ermellini hanno stabilito che l'imposta municipale non grava sul gestore del fondo ma sugli enti utilizzatori assegnatari dei singoli beni, annullando definitivamente l'accertamento fiscale del Comune.
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Cartolarizzazione dei crediti e tutele per i debitori
Una banca cede un pacchetto di crediti a una società veicolo nell'ambito di un'operazione di cartolarizzazione dei crediti. Tra questi figura un credito verso un'azienda e i suoi garanti per canoni di leasing non pagati. Nel giudizio di appello, i garanti chiedono e ottengono la condanna dell'istituto procuratore della società veicolo alla restituzione di somme legate al contratto originario. La Corte di Cassazione ribalta la decisione. I giudici chiariscono che i crediti cartolarizzati costituiscono un patrimonio separato riservato agli investitori. Il debitore ceduto non può proporre domande riconvenzionali o eccezioni verso il cessionario per crediti vantati contro la banca cedente. La Suprema Corte cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa a una diversa sezione della Corte d'Appello.
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Soggettività passiva IMU: paga la SGR, non il fondo gestito
Una Società di Gestione del Risparmio (SGR) ha impugnato gli avvisi di accertamento del Comune per il pagamento dell'IMU su immobili di un fondo comune da essa gestito. La società sosteneva che l'imposta dovesse gravare direttamente sul fondo, ritenuto autonomo soggetto di diritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la soggettività passiva IMU spetta alla SGR e non al fondo di investimento. I fondi comuni, infatti, sono privi di personalità giuridica e costituiscono semplici patrimoni separati. Poiché la SGR risulta l'intestataria formale degli immobili nei registri catastali durante gli anni di imposta contestati, è lei a dover pagare il tributo comunale, ferma restando la possibilità di rivalersi successivamente sul patrimonio del fondo gestito.
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Sfratto per finita locazione: SGR vince senza essere proprietaria
Una Società di Gestione del Risparmio (SGR), amministratrice di un fondo immobiliare, ha intimato lo sfratto per finita locazione a un'inquilina. Quest'ultima si è opposta, sostenendo che la SGR non fosse la proprietaria dell'immobile e non avesse il potere di agire in giudizio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'inquilina, confermando che i fondi immobiliari non hanno una propria personalità giuridica. Di conseguenza, la SGR che gestisce il fondo è pienamente legittimata ad agire in giudizio per tutelare il patrimonio immobiliare, compreso l'avvio di azioni di sfratto per finita locazione. L'inquilina è stata condannata al rilascio dell'immobile e al pagamento delle spese legali.
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Fondo patrimoniale: lo scudo familiare cede davanti al fallimento
Due coniugi costituiscono un fondo patrimoniale per tutelare i beni immobili di famiglia. Successivamente, uno dei due coniugi viene dichiarato fallito e la curatela fallimentare promuove un'azione revocatoria per dichiarare inefficace la costituzione del fondo. I giudici di merito accolgono la domanda della curatela. La Corte di Cassazione conferma la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dei coniugi. La Corte chiarisce che il fondo patrimoniale non protegge i beni se i debiti, anche se derivanti da attività d'impresa, sono stati contratti per il mantenimento e lo sviluppo della famiglia. Inoltre, trattandosi di un atto a titolo gratuito, non è necessaria la prova della consapevolezza dello stato di insolvenza. Vince la curatela fallimentare.
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Tobin Tax: il fisco perde sul trasferimento tra fondi comuni
L'Azienda ha chiesto il rimborso della Tobin Tax versata per il trasferimento di azioni tra due fondi comuni gestiti dalla stessa Società di Gestione del Risparmio (SGR). Il trasferimento serviva a spostare un piano pensionistico di dipendenti da un fondo all'altro. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, sostenendo che vi fosse stato un doppio passaggio di proprietà imponibile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando il diritto al rimborso dell'Azienda. I giudici hanno stabilito che la Tobin Tax non si applica se le azioni passano tra fondi che costituiscono patrimoni separati della medesima SGR e i proprietari sostanziali (gli investitori) rimangono gli stessi, poiché manca un reale trasferimento di proprietà tra soggetti diversi.
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Indennità ex fissa: se il fondo è vuoto l’ente non paga
Una giornalista ha richiesto all'ente previdenziale di categoria il pagamento della cosiddetta indennità ex fissa. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda a causa della grave illiquidità del fondo dedicato, ritenendo il credito inesigibile. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso della lavoratrice. I giudici hanno chiarito che l'ente previdenziale agisce come mero gestore del fondo, il quale costituisce un patrimonio separato ed autonomo. Pertanto, in mancanza di risorse finanziarie all'interno del fondo stesso, l'ente non è tenuto a pagare la prestazione con il proprio patrimonio generale, rendendo l'indennità temporaneamente inesigibile.
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Bancarotta patrimoniale: condannato l’amministratore che usa i fondi S.r.l.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore condannato per bancarotta patrimoniale e preferenziale. L'imputato aveva prelevato somme dal patrimonio di una S.r.l. per destinarle a scopi personali e familiari, senza fornire documenti idonei a giustificare tali uscite. I giudici hanno ribadito che il patrimonio della società è nettamente separato da quello personale dell'amministratore. La Cassazione ha confermato la condanna, rilevando che il ricorso si limitava a richiedere una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa nel giudizio di legittimità, e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Soggettività giuridica del trust: banca perde contro il trustee
Una banca ha richiesto e ottenuto un decreto ingiuntivo direttamente contro un trust per recuperare un credito. Il trustee ha fatto opposizione, sostenendo che il trust non potesse essere autonomamente citato in giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato che la soggettività giuridica del trust non esiste nel diritto civile. Il trust non è un nuovo soggetto giuridico, ma solo un patrimonio separato gestito dal trustee. Di conseguenza, l'unico vero titolare dei rapporti giuridici è il trustee. La Suprema Corte ha quindi rigettato il ricorso della banca, confermando l'annullamento del decreto ingiuntivo poiché emesso contro un soggetto inesistente per la legge civile.
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Fondo patrimoniale protetto: la Cassazione ferma il fallimento
Un imprenditore fallito e sua moglie avevano costituito nel 2007 un fondo patrimoniale per proteggere i propri beni immobili. Nel 2020, il giudice delegato al fallimento ordinava l'acquisizione di tali beni alla procedura fallimentare, ritenendo che i debiti aziendali fossero serviti ai bisogni familiari. I coniugi si opponevano, sostenendo l'illegittimità del provvedimento. La Corte di Cassazione ha dato ragione ai coniugi, stabilendo che il fondo patrimoniale costituisce un patrimonio separato e non può essere acquisito direttamente e d'ufficio dal fallimento. I creditori o la curatela devono eventualmente agire con le ordinarie azioni revocatorie o esecutive, ma il giudice delegato non ha il potere di sottrarre i beni con un semplice decreto. Di conseguenza, l'ordine di acquisizione è stato dichiarato giuridicamente inesistente.
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Soggettività passiva IMU: paga la SGR, non il fondo
Una Società di Gestione del Risparmio ha impugnato l'avviso di accertamento del Comune per il pagamento dell'IMU su immobili di un fondo comune di investimento da essa gestito. La società sosteneva che il fondo avesse un'autonoma soggettività tributaria e che lei fosse solo una gestrice formale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che i fondi comuni di investimento sono privi di autonoma soggettività giuridica. Di conseguenza, la soggettività passiva IMU spetta alla società di gestione, in quanto formale intestataria dei beni nei registri catastali. La società è stata condannata al pagamento del tributo, alle spese di giudizio e a una sanzione per lite temeraria.
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Soggettività passiva IMU: la SGR paga per il fondo immobiliare
Una Società di Gestione del Risparmio ha impugnato un avviso di accertamento del Comune di Milano per il pagamento dell'IMU su immobili appartenenti a un fondo comune di investimento da essa gestito. La società sosteneva che il fondo avesse una propria autonomia e che quindi la soggettività passiva IMU non potesse ricadere su di essa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i fondi comuni di investimento non hanno una personalità giuridica autonoma. Di conseguenza, la società di gestione, in quanto formale intestataria dei beni nei registri catastali, è l'unico soggetto obbligato al pagamento dell'imposta comunale, salvo il suo diritto di rivalersi successivamente sul patrimonio del fondo stesso.
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Soggettività passiva IMU: la SGR paga anche se cambia il gestore
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una Società di Gestione del Risparmio (SGR) contro l'avviso di accertamento IMU emesso da un Comune per l'anno 2017. La società sosteneva che l'imposta dovesse gravare direttamente sul fondo immobiliare gestito o sui quotisti, escludendo la propria responsabilità. I giudici hanno invece confermato la soggettività passiva IMU in capo alla SGR. Il fondo comune di investimento, infatti, è privo di autonoma personalità giuridica e costituisce solo un patrimonio separato. Poiché la SGR era l'intestataria formale degli immobili nei registri catastali durante l'anno di imposta, spetta a lei l'obbligo tributario, a nulla rilevando il successivo avvicendamento con un'altra società di gestione. La ricorrente è stata condannata anche per lite temeraria.
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Soggettività passiva IMU: la SGR paga, il fondo no
Una Società di Gestione del Risparmio ha impugnato un avviso di accertamento del Comune relativo all'IMU del 2013 per immobili di un fondo comune da essa gestito. La società sosteneva che il vero debitore fosse il fondo stesso o i suoi partecipanti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la soggettività passiva IMU spetta alla società di gestione e non al fondo di investimento. I fondi comuni, infatti, sono privi di autonoma personalità giuridica e costituiscono solo un patrimonio separato. Poiché la società risulta l'intestataria formale degli immobili nei registri catastali, spetta a lei pagare l'imposta comunale, salvo poi il diritto di rivalersi sul patrimonio del fondo stesso per recuperare le somme versate.
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Soggettività passiva IMU: la SGR paga anche senza proprietà
Una Società di Gestione del Risparmio ha impugnato un avviso di accertamento del Comune relativo al pagamento dell'IMU su immobili appartenenti a un fondo comune di investimento da essa gestito. La società sosteneva che l'obbligo di pagamento spettasse al fondo stesso, in quanto patrimonio autonomo, o ai singoli investitori. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il fondo comune non ha un'autonoma personalità giuridica. Di conseguenza, la soggettività passiva IMU spetta alla società che gestisce il fondo, in quanto formale intestataria degli immobili nei registri catastali. La società è quindi obbligata a pagare l'imposta direttamente al Comune, potendo successivamente rivalersi sul patrimonio del fondo gestito.
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Soggettività passiva IMU SGR: l’Azienda paga per il fondo
La Corte di Cassazione ha chiarito la questione della soggettività passiva IMU SGR. Un'Azienda di Gestione del Risparmio (SGR) si opponeva a una richiesta di pagamento IMU per immobili di un fondo da essa gestito, sostenendo di non essere il soggetto passivo. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il fondo comune non ha personalità giuridica, ma è un patrimonio separato di cui la SGR è titolare formale. Di conseguenza, è la SGR a dover adempiere a tutti gli obblighi, inclusi quelli fiscali. La successiva liquidazione del fondo non cancella il debito tributario sorto in precedenza. L'Azienda di Gestione è stata quindi condannata al pagamento.
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