La controversia sull’IMU nei fondi immobiliari
La questione della soggettività passiva IMU per gli immobili gestiti dalle Società di Gestione del Risparmio (SGR) rappresenta un tema centrale nel diritto tributario. Una nota società di gestione ha impugnato un avviso di accertamento emesso da un Comune lombardo. L’atto imponeva il pagamento dell’imposta municipale per l’anno 2016 in relazione ad alcuni immobili compresi nel patrimonio di un fondo comune di investimento chiuso. La società sosteneva di non dover pagare l’imposta con il proprio patrimonio. Secondo la sua tesi, il vero debitore era il fondo stesso, inteso come soggetto autonomo, oppure i singoli investitori che possedevano le quote.
Il Comune ha resistito in giudizio per difendere la legittimità del proprio accertamento fiscale. I giudici di secondo grado hanno dato ragione all’amministrazione comunale. La società ha quindi proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. La ricorrente ha evidenziato che la gestione dei beni era un’attività vincolata e che lei non aveva il potere di disporre liberamente degli immobili. Per questo motivo, riteneva ingiusto pagare un tributo patrimoniale su beni non propri.
Chi paga le tasse sui beni del fondo? La soggettività passiva IMU
La determinazione della soggettività passiva IMU richiede di individuare chi sia il reale proprietario o titolare del diritto reale sul bene. Nel caso dei fondi comuni di investimento, la legge stabilisce una netta separazione tra il patrimonio della società di gestione e quello del fondo. Questa separazione serve a proteggere gli investitori dai creditori della società. Tuttavia, questa protezione non trasforma il fondo in un soggetto giuridico autonomo.
La giurisprudenza ha chiarito che il fondo comune di investimento non ha una propria personalità giuridica. Esso costituisce semplicemente un patrimonio separato senza soggetto. Di conseguenza, la titolarità formale dei beni immobili spetta alla società che gestisce il risparmio. Nei registri catastali, infatti, figura il codice fiscale della società di gestione, con l’indicazione del vincolo di destinazione. Questo elemento formale è sufficiente per far sorgere l’obbligo tributario in capo alla società.
Le motivazioni della sentenza sulla soggettività passiva IMU
I giudici della Suprema Corte hanno respinto il ricorso della società attraverso una ricostruzione lineare del sistema tributario. La Corte ha spiegato che l’IMU è un’imposta di natura patrimoniale. Il presupposto di questa tassa è il possesso del bene, che si manifesta con l’intestazione nei registri catastali. Poiché il fondo comune non ha una struttura organizzativa minima e non può compiere atti autonomi, esso non può essere considerato un soggetto passivo d’imposta.
La Corte ha inoltre precisato che la società di gestione non è un semplice rappresentante formale. La legge attribuisce alla società una proprietà a utilizzo limitato con effetti reali. Questo significa che la società è la vera proprietaria formale dei beni, anche se deve gestirli nell’interesse degli investitori. Se il patrimonio del fondo è temporaneamente privo di liquidità, la società deve comunque pagare l’imposta. In un secondo momento, la società potrà esercitare il diritto di rivalsa (richiesta di rimborso) direttamente sul patrimonio del fondo stesso. I giudici hanno anche escluso qualsiasi violazione del principio di capacità contributiva. La società trae comunque un beneficio economico, anche se indiretto, dalla gestione fruttuosa di quei beni.
Le conclusioni sul caso della SGR e dell’IMU
La decisione della Corte di Cassazione consolida un orientamento ormai uniforme e penalizza severamente la condotta della società ricorrente. I giudici non solo hanno rigettato il ricorso, ma hanno anche condannato la società per responsabilità aggravata (lite temeraria). Questa condanna deriva dall’aver insistito in un giudizio nonostante l’esistenza di un orientamento giurisprudenziale ormai chiaro e consolidato.
La società dovrà quindi pagare le spese di giudizio al Comune, quantificate in oltre settemila euro. Inoltre, dovrà versare una sanzione aggiuntiva di tremilaottocento euro al Comune e duemila euro alla Cassa delle ammende. Questa sentenza lancia un messaggio chiaro agli operatori del settore finanziario. Le società di gestione del risparmio sono i soggetti tenuti al pagamento delle imposte locali sui beni dei fondi. Esse non possono invocare la separazione patrimoniale per evitare il pagamento immediato dei tributi comunali.
Chi deve pagare l’IMU sugli immobili di un fondo comune di investimento?
L’IMU deve essere pagata dalla Società di Gestione del Risparmio che gestisce il fondo, in quanto essa è la proprietaria formale dei beni.
Il fondo comune di investimento può essere considerato soggetto passivo d’imposta?
No, il fondo comune non ha un’autonoma personalità giuridica e costituisce solo un patrimonio separato gestito dalla società.
Cosa succede se il fondo non ha liquidità per pagare l’IMU?
La società di gestione deve comunque pagare il tributo con il proprio patrimonio e potrà successivamente rivalersi sul patrimonio del fondo.