LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Ordinamento Penitenziario (Ord. Pen.)

145 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'insieme delle norme che regolano l'esecuzione delle pene e delle misure di sicurezza, la vita all'interno degli istituti penitenziari e i diritti dei detenuti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Permesso di necessità negato: l’anniversario non è evento grave
Un detenuto ha chiesto un permesso di necessità per celebrare il 25° anniversario di matrimonio. Il Magistrato e il Tribunale di Sorveglianza hanno negato il permesso, ritenendo che l'evento non rientrasse nella categoria di "particolare gravità" richiesta dalla legge. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che il permesso di necessità è riservato a situazioni eccezionali e gravi che incidono profondamente sulla vita familiare del detenuto, non a ricorrenze liete, seppur significative. Il ricorso del detenuto è stato rigettato.
Continua »
Videochiamate Detenuti 41-bis: Diritto Familiare prevale su Restrizioni
Il Ministero della Giustizia ha contestato l'autorizzazione a un detenuto sottoposto al regime del 41-bis di effettuare videochiamate detenuti 41-bis mensili con i familiari, concessa dal Tribunale di Sorveglianza durante l'emergenza Covid-19. Il Ministero sosteneva che tale modalità non fosse prevista per il regime differenziato e che le sole difficoltà pandemiche non giustificassero le videochiamate. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero. Ha ribadito che il diritto ai colloqui familiari è fondamentale e che le videochiamate, se garantiscono la sicurezza tramite sistemi dedicati come l'Intranet ministeriale, possono sostituire i colloqui visivi, specialmente in situazioni eccezionali come la pandemia, anche per i detenuti in regime speciale.
Continua »
Detenzione domiciliare: Reato Ostativo Blocca il Beneficio, Cassazione Conferma
Un individuo ha richiesto la "detenzione domiciliare" (arresti domiciliari) come misura alternativa al carcere. Il Tribunale di Sorveglianza ha dichiarato la richiesta inammissibile perché il reato commesso era un "reato ostativo" (che impedisce l'accesso a certi benefici). L'individuo ha contestato, sostenendo che l'assenza di legami con la criminalità organizzata avrebbe dovuto permettere una valutazione più approfondita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che per la "detenzione domiciliare", la natura di "reato ostativo" è un impedimento assoluto, senza eccezioni legate all'assenza di collegamenti con la criminalità organizzata. La decisione del Tribunale è stata quindi confermata.
Continua »
Collaborazione con la giustizia: quando la vendetta nega la semilibertà
Il Lavoratore, condannato all'ergastolo, ha richiesto la semilibertà sostenendo di aver offerto una collaborazione con la giustizia. Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la sua domanda, ritenendo la collaborazione non utile né effettiva. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che la collaborazione offerta dal Lavoratore, motivata da un intento di vendetta personale e di ricostituzione del proprio gruppo criminale, non soddisfaceva i requisiti legali per i benefici penitenziari. Anche l'argomento della "collaborazione impossibile" è stato giudicato insufficiente. Il ricorso del Lavoratore è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese.
Continua »
Trattenimento Corrispondenza Detenuto: Notifica Parziale Legittima?
Un detenuto, soggetto a regime speciale, ha contestato il trattenimento di una missiva in arrivo. Il Magistrato di Sorveglianza aveva respinto il suo reclamo. Il detenuto ha poi fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la decisione di trattenere la corrispondenza gli era stata comunicata solo nella parte finale, senza le motivazioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che non è necessaria la notifica integrale dell'atto. È sufficiente comunicare l'adozione del provvedimento. Il detenuto, o il suo difensore, può poi chiedere una copia completa. La Corte ha quindi confermato la legittimità del trattenimento corrispondenza detenuto e la modalità di comunicazione.
Continua »
Videocolloqui detenuti 41-bis: Cassazione tutela il diritto alla famiglia
Un detenuto sottoposto al regime speciale del 41-bis (alta sicurezza) ha ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza di Sassari il diritto ai videocolloqui con i familiari. L'Amministrazione penitenziaria e il Ministero della Giustizia hanno impugnato questa decisione, sostenendo che tale modalità fosse riservata a specifiche categorie di detenuti o a periodi di emergenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ribadito che il diritto ai **videocolloqui detenuti 41-bis** è garantito, specialmente quando le visite in presenza sono difficili. La sentenza tutela il diritto alla comunicazione familiare anche in contesti di detenzione speciale.
Continua »
Diritti detenuti 41-bis: Cassazione nega lettore CD in carcere
Un Detenuto, sottoposto al regime penitenziario differenziato (41-bis Ord. pen.), aveva ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza l'autorizzazione all'acquisto di un lettore CD e di CD musicali. Il Ministero della Giustizia ha presentato ricorso, sostenendo che il possesso di tali oggetti non rientra nei `diritti detenuti 41-bis` e che la normativa limita l'uso di dispositivi elettronici per motivi di sicurezza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero. Ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza, rinviando la questione per un nuovo esame. La Corte ha ribadito che la detenzione di lettori CD musicali per uso ricreativo non è un diritto soggettivo del detenuto in regime 41-bis e che l'Amministrazione penitenziaria deve valutare la compatibilità con le esigenze di sicurezza e l'effettiva praticabilità dei controlli.
Continua »
Diritti del detenuto 41-bis: Musica in cella, sicurezza in bilico
Un detenuto sottoposto al regime speciale del 41-bis ha chiesto di poter acquistare e usare CD musicali e un lettore in cella. Il Tribunale di Sorveglianza aveva accolto la sua richiesta, ritenendo l'ascolto di musica parte dei "piccoli gesti di normalità quotidiana" e del trattamento rieducativo, senza pericoli per la sicurezza se i CD avessero il contrassegno SIAE. Il Ministero della Giustizia ha presentato ricorso. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che, sebbene l'ascolto di musica sia un diritto, l'uso di CD e lettori in un regime come il 41-bis può comportare rischi di sicurezza e un onere eccessivo per l'amministrazione penitenziaria. La Corte ha rinviato il caso per una nuova valutazione, bilanciando i Diritti del detenuto 41-bis con le esigenze di ordine e sicurezza.
Continua »
Liberazione anticipata: Cassazione annulla diniego per motivazione carente
Un condannato ha chiesto la Liberazione anticipata per un semestre di detenzione. Il Tribunale di sorveglianza ha negato il beneficio, basandosi su un'assenza ingiustificata dal luogo di lavoro esterno e su test positivi all'alcol. Il condannato ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, ritenendo la motivazione insufficiente. Ha sottolineato che la valutazione della partecipazione al percorso rieducativo deve essere complessiva e non può basarsi su singoli episodi, richiedendo un'analisi approfondita e psicologica del comportamento del detenuto.
Continua »
Colloqui detenuti 41-bis: Video sì per visite, no per telefonate
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Ministero della Giustizia riguardo le modalità dei colloqui detenuti 41-bis. Un Detenuto, sottoposto al regime speciale, aveva ottenuto l'autorizzazione a effettuare videochiamate per i colloqui visivi mensili. Il Tribunale di Sorveglianza aveva annullato la parte che permetteva videochiamate per i colloqui telefonici, confermando l'uso delle videochiamate solo per i colloqui visivi. La Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che i detenuti 41-bis possono usare comunicazioni audiovisive controllate per i colloqui visivi con i familiari, ma non per sostituire i colloqui telefonici.
Continua »
Colloqui in Carcere Via Video: Diritto Confermato per Detenuti 41-bis
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un Detenuto, soggetto al regime differenziato (41-bis), di effettuare colloqui in carcere via video con i familiari durante l'emergenza pandemica. L'Amministrazione Penitenziaria e il Ministero della Giustizia avevano contestato questa possibilità, ma il loro ricorso è stato dichiarato inammissibile. La sentenza ribadisce che i colloqui a distanza sono giustificati quando le visite in presenza sono impossibili o molto difficili, garantendo comunque le necessarie cautele di sicurezza.
Continua »
Detenuto 41-bis: Colloqui a Distanza Convalidati, Ricorso Respinto
Il Detenuto, sottoposto al regime speciale del 41-bis, aveva ottenuto l'autorizzazione a effettuare colloqui a distanza con i familiari tramite videochiamata durante l'emergenza pandemica. L'Amministrazione Penitenziaria e il Ministero della Giustizia si sono opposti a questa decisione, presentando un ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che i colloqui a distanza per detenuti in regime 41-bis sono legittimi in caso di impossibilità o grave difficoltà per le visite in presenza, come avvenuto durante la pandemia. Questo principio tutela il diritto del detenuto ai legami familiari, bilanciandolo con le esigenze di sicurezza.
Continua »
Videochiamata detenuto 41 bis: Diritto al colloquio vs Sicurezza
Un detenuto sottoposto al regime del 41 bis ha chiesto di poter effettuare una videochiamata con il figlio, anch'esso detenuto in un'altra struttura. Il Magistrato di Sorveglianza aveva autorizzato la videochiamata detenuto 41 bis, considerandola sostitutiva del colloquio telefonico. L'Amministrazione Penitenziaria ha presentato ricorso, sostenendo che le videochiamate non fossero previste per questo regime e che i sistemi non fossero idonei per motivi di sicurezza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la videochiamata è consentita in situazioni di comprovata impossibilità di colloquio in presenza, come nel caso di entrambi i familiari detenuti.
Continua »
Diritti del detenuto 41-bis: Musica in cella tra libertà e sicurezza
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dei Diritti del detenuto 41-bis riguardo l'uso di CD musicali in cella. Un detenuto, sottoposto al regime speciale, aveva ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza l'autorizzazione a detenere e usare CD e lettore, ritenendolo parte del trattamento rieducativo e dei 'piccoli gesti di normalità'. Il Ministero della Giustizia ha ricorso, sostenendo le esigenze di sicurezza. La Cassazione ha annullato la decisione, affermando che il diritto all'ascolto musicale deve bilanciarsi con le inderogabili necessità di sicurezza del 41-bis. Il Tribunale dovrà riesaminare il caso, valutando i rischi e le risorse necessarie per i controlli.
Continua »
Videochiamate per detenuti 41-bis: Diritto alla famiglia vs. Sicurezza
Un detenuto sottoposto al regime speciale del 41-bis ha ottenuto dal Magistrato di Sorveglianza il diritto a effettuare videochiamate con i familiari, a causa delle restrizioni dovute all'emergenza Covid-19. L'Amministrazione penitenziaria ha presentato ricorso, sostenendo l'inadeguatezza delle **videochiamate per detenuti 41-bis** e la cessazione delle limitazioni agli spostamenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che le videochiamate sono un valido strumento per garantire il diritto ai colloqui in presenza quando questi sono impossibili o gravemente difficili, anche per i detenuti 41-bis, e che le piattaforme utilizzate garantiscono la sicurezza.
Continua »
Detenzione Domiciliare con Controllo Elettronico: Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che contestava la mancata concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale e i limiti imposti alla sua detenzione domiciliare, inclusa la previsione del controllo elettronico. Il condannato non aveva adeguatamente affrontato le motivazioni del Tribunale di Sorveglianza e aveva erroneamente sostenuto l'abrogazione della possibilità di applicare il controllo elettronico. La Corte ha ribadito la validità della Detenzione domiciliare con controllo elettronico, confermando la condanna del ricorrente alle spese processuali.
Continua »
Colloqui visivi detenuti: Videoconferenza, diritto o eccezione?
Un Detenuto, sottoposto al regime speciale dell'Art. 41-bis, aveva ottenuto il diritto a colloqui visivi tramite videoconferenza con i familiari, in sostituzione di quelli in presenza, a causa dell'emergenza Covid-19. Il Tribunale di Sorveglianza aveva confermato questa decisione. Il Ministero della Giustizia ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che i colloqui visivi detenuti tramite videoconferenza sono ammessi solo in casi di impossibilità oggettiva ed eccezionale di svolgere il colloquio in presenza, non per la generica persistenza dello stato di emergenza sanitaria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione del Tribunale di Sorveglianza. Ha stabilito che la motivazione era troppo generica e non aveva valutato l'effettiva impossibilità dei familiari di recarsi in carcere. La sentenza ha quindi ribadito che il diritto ai colloqui visivi detenuti tramite videoconferenza è eccezionale.
Continua »
Colloqui detenuti 41-bis: Videochiamata negata senza emergenza COVID
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dei colloqui detenuti 41-bis tramite videochiamata. Un detenuto, sottoposto al regime speciale, aveva ottenuto la possibilità di videochiamare i familiari a causa delle restrizioni COVID-19 che impedivano i viaggi. Il Ministero della Giustizia ha contestato questa decisione, sostenendo che, con la fine dell'emergenza pandemica e la revoca dei divieti di spostamento, non sussisteva più la necessità di ricorrere alla videochiamata. La Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la precedente ordinanza. Ha stabilito che, cessate le condizioni eccezionali legate alla pandemia, non vi è più giustificazione per autorizzare i colloqui a distanza, rinviando il caso al Tribunale di Sorveglianza per una nuova valutazione.
Continua »
Videochiamate in Carcere: Fine dell’Emergenza, Stop ai Colloqui Speciali
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che autorizzava un detenuto sottoposto al regime speciale del 41-bis a effettuare videochiamate per i suoi colloqui in carcere. Il detenuto aveva richiesto le videochiamate a causa delle restrizioni di viaggio dovute alla pandemia. I giudici di sorveglianza avevano accolto la richiesta. Tuttavia, la Cassazione ha stabilito che, poiché le limitazioni agli spostamenti erano cessate con nuove normative, non sussisteva più la ragione emergenziale per giustificare i colloqui in videochiamata. La sentenza sottolinea che il diritto ai colloqui in carcere è fondamentale, ma le modalità devono rispettare le esigenze di sicurezza del regime speciale.
Continua »
Diritti dei detenuti 41-bis: Cucina in cella, sanzione annullata e poi no
Un Detenuto, sottoposto al regime speciale 41-bis, riceveva una sanzione disciplinare per aver cucinato in cella fuori dagli orari consentiti. Il Tribunale di Sorveglianza annullava la sanzione, richiamando una sentenza della Corte Costituzionale che aveva riconosciuto il diritto alla cottura dei cibi anche per i detenuti 41-bis, ritenendo illegittime le restrizioni orarie. Il Ministero della Giustizia ricorreva in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la decisione del Tribunale, stabilendo che le fasce orarie per la cottura dei cibi sono legittime se applicate a tutti i detenuti e non sono vessatorie. Il caso tornerà al Tribunale di Sorveglianza per una nuova valutazione sulle modalità specifiche con cui il Detenuto ha esercitato i suoi diritti dei detenuti 41-bis.
Continua »