La Questura ha imposto a un tifoso il divieto di accesso alle manifestazioni sportive per cinque anni, con relativo obbligo di firma presso la polizia giudiziaria. La notifica del provvedimento è avvenuta in una specifica data pomeridiana. Il Giudice per le indagini preliminari ha emesso l'ordinanza di convalida il giorno immediatamente successivo, senza attendere il decorso delle quarantotto ore previste dalla legge. Il destinatario della misura ha presentato ricorso lamentando la violazione dei termini a difesa. La Corte di Cassazione ha accolto il motivo del tifoso, stabilendo che la convalida del DASPO prima del termine dilatorio di quarantotto ore lede il diritto di difesa. I giudici supremi hanno annullato l'ordinanza senza rinvio, dichiarando l'inefficacia dell'obbligo di presentazione.
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