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Obbligo Di Presentazione

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138 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Obbligo di presentazione: quando il DASPO è nullo
La Corte di Cassazione annulla l'ordinanza di convalida di un DASPO a causa di due vizi procedurali. Il giudice non ha valutato la memoria difensiva dell'interessato e non ha motivato il duplice obbligo di presentazione alla polizia per le partite in trasferta, violando così il diritto di difesa e il principio di proporzionalità della misura.
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Obbligo di presentazione: la Cassazione ne fissa i limiti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che convalidava un DASPO con annesso obbligo di presentazione per un tifoso. Il motivo è la totale assenza di motivazione sui requisiti di necessità e urgenza della misura restrittiva. La Corte ha sottolineato che, avendo il destinatario già iniziato a rispettare l'obbligo prima della convalida del giudice, la verifica di tali requisiti diventa ancora più stringente. La decisione ribadisce l'importanza del controllo giurisdizionale sulle misure amministrative che limitano la libertà personale.
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DASPO con obbligo di firma: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato un DASPO con obbligo di firma della durata di cinque anni a carico di un dirigente di una società sportiva. L'uomo era stato accusato di condotte provocatorie e minacciose verso la tifoseria avversaria. La difesa sosteneva che il suo assistito si fosse avvicinato solo per rimuovere dei fumogeni e che la misura fosse immotivata. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo le informative della Polizia pienamente credibili e la motivazione del G.i.p. adeguata, sottolineando come il ruolo apicale del dirigente aggravasse la sua pericolosità sociale e giustificasse la misura restrittiva.
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Convalida Daspo Urbano: Poteri del Giudice Esaminati
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di convalida daspo urbano, confermando che il giudice ha il potere e il dovere di valutare non solo la legittimità formale, ma anche la proporzionalità e la giustificazione di misure restrittive della libertà personale, come l'obbligo di presentazione alla polizia. Nel caso specifico, la Corte ha respinto il ricorso del Procuratore, il quale sosteneva che il giudice non potesse sindacare nel merito la decisione del Questore. La sentenza riafferma che qualsiasi limitazione della libertà personale deve essere soggetta a un pieno controllo giurisdizionale, come previsto dalla Costituzione.
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Termine convalida DASPO: diritto di difesa violato
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione, poiché emessa prima dello scadere del termine di 48 ore dalla notifica al destinatario. La Corte ha stabilito che il mancato rispetto del termine convalida DASPO lede il diritto di difesa, causando la nullità del provvedimento.
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DASPO di gruppo: la presenza allo scontro è sufficiente
Un tifoso ricorre contro un DASPO con obbligo di firma, sostenendo di non aver partecipato agli scontri. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, introducendo il concetto di 'DASPO di gruppo'. La sentenza stabilisce che la semplice presenza nel contesto di una rissa tra tifoserie, come parte di un gruppo organizzato, è sufficiente a giustificare la misura, poiché rafforza il proposito criminoso collettivo e contribuisce a turbare l'ordine pubblico, anche senza una partecipazione attiva alla violenza fisica.
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DASPO aggravato: la Cassazione sulla convalida
Un tifoso ricorre contro un DASPO aggravato di dieci anni con obbligo di firma, lamentando la violazione del diritto di difesa e una motivazione carente sulla durata. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, specificando che il termine di 48 ore per la difesa decorre dalla notifica del provvedimento del Questore, non dalla richiesta del PM. La Corte conferma inoltre che il giudice, pur in presenza di un automatismo normativo, deve valutare la congruità della durata basandosi sulla gravità dei fatti e sulla pericolosità del soggetto, come correttamente avvenuto nel caso di specie.
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DASPO recidivo: obbligo di firma e doppia presentazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un provvedimento di DASPO recidivo della durata di otto anni, con obbligo di doppia presentazione alla polizia. Il ricorso, basato sulla presunta insufficienza di prove e sulla sproporzionalità della misura, è stato rigettato. La Corte ha stabilito che l'identificazione del soggetto sul luogo e nell'immediatezza degli scontri tra tifoserie è un elemento sufficiente per la convalida della misura preventiva. Inoltre, ha ribadito la legittimità dell'obbligo di doppia firma, anche per le trasferte, come strumento necessario per garantire l'effettività del divieto.
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Obbligo di presentazione: la motivazione del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un GIP che convalidava un obbligo di presentazione di cinque anni a carico di un tifoso. La decisione si fonda sulla totale assenza di una motivazione autonoma da parte del giudice, il quale si era limitato a un controllo formale senza valutare nel merito la necessità, l'urgenza e la congruità della durata della misura, rendendo la sua convalida un mero atto burocratico.
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Obbligo di presentazione DASPO: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione analizza un caso di DASPO con obbligo di presentazione. La sentenza conferma la validità generale della misura, ma annulla parzialmente l'ordinanza di convalida. Nello specifico, viene ritenuto illegittimo l'imposto obbligo di una seconda firma per le partite in trasferta giocate in altre regioni, in quanto misura eccessivamente gravosa e non adeguatamente motivata dal giudice, soprattutto a fronte della concreta impossibilità per il soggetto di raggiungere il luogo dell'evento sportivo.
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Diritto di difesa: annullato Daspo se il GIP ignora la memoria
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un Daspo con obbligo di presentazione, poiché il giudice non aveva considerato la memoria difensiva depositata tempestivamente dall'interessato. La sentenza ribadisce che ignorare le argomentazioni della difesa costituisce una grave violazione del diritto di difesa, portando alla nullità del provvedimento e alla cessazione della misura.
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Obbligo di presentazione DASPO: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per la violazione dell'obbligo di presentazione DASPO. L'imputato non si era presentato in commissariato, adducendo come scusante il fatto che la partita si fosse svolta "a porte chiuse" e in una data diversa da quella inizialmente prevista. La Corte ha stabilito che tali circostanze sono irrilevanti ai fini della sussistenza del reato, poiché l'obbligo di firma è un dovere personale svincolato dalle modalità di svolgimento dell'evento sportivo. È stato inoltre confermato il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei precedenti penali del ricorrente.
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Modifica DASPO: Potere del GIP sulla sorveglianza
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha il potere di modificare le prescrizioni di un DASPO, come l'obbligo di presentazione, anche dopo la convalida. La sentenza ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Procuratore che sosteneva la competenza esclusiva del Questore, rafforzando così il principio del controllo giurisdizionale sulle misure che limitano la libertà personale e chiarendo un punto fondamentale sulla modifica DASPO.
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Daspo: durata massima e diritto di difesa, la Cassazione
La Cassazione ha rigettato il ricorso di un tifoso contro un Daspo di 7 anni con obbligo di firma per 5 anni. La Corte ha ritenuto legittima la durata massima della misura, anche per un soggetto incensurato, basandosi sulla sua concreta pericolosità dimostrata dalla partecipazione attiva a un gruppo violento, con il volto coperto e una bottiglia in mano. Respinta anche la violazione del diritto di difesa, chiarendo che il termine di 48 ore per difendersi decorre dalla notifica del provvedimento del Questore.
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Termine difesa DASPO: la Cassazione annulla convalida
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La decisione è fondata sulla violazione del termine di difesa di 48 ore, non rispettato dal Giudice per le Indagini Preliminari che ha emesso il provvedimento prima della scadenza del termine e del deposito della memoria difensiva dell'interessato. La Corte ha stabilito che tale inosservanza costituisce una nullità che inficia il provvedimento, limitatamente alla misura dell'obbligo di presentazione.
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Obbligo di presentazione: la motivazione è cruciale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che convalidava un obbligo di presentazione della durata di quattro anni a carico di un tifoso. La decisione si fonda sulla motivazione carente del giudice di merito, il quale aveva utilizzato una mera 'clausola di stile' per giustificare la durata della misura. La Corte ha ribadito che, specialmente per misure così lunghe e prossime al massimo edittale, è necessaria una motivazione specifica e puntuale, annullando il provvedimento limitatamente alla durata e rinviando per un nuovo giudizio.
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Termine a difesa: nullo il DASPO se convalidato subito
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un obbligo di presentazione alla polizia, emessa dal GIP, per violazione del termine a difesa. La Corte ha stabilito che devono trascorrere almeno 48 ore tra la notifica del provvedimento del Questore e la sua convalida da parte del giudice, per garantire il diritto di difesa dell'interessato. Poiché la convalida era avvenuta dopo solo 24 ore, il provvedimento è stato dichiarato nullo, con conseguente inefficacia dell'obbligo di presentazione.
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Modifica DASPO GIP: chi è competente? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Procuratore, stabilendo un principio fondamentale sulla modifica DASPO GIP. Una volta convalidato, l'obbligo di presentazione può essere modificato solo dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e non dal Questore, poiché tale misura incide sulla libertà personale e richiede la garanzia giurisdizionale. Il caso riguardava un DASPO divenuto inefficace a seguito del trasferimento del titolo sportivo della squadra di calcio di riferimento.
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