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Obbligo Di Presentazione

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138 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Obbligo di presentazione: termine di 48 ore violato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16465/2024, ha annullato un'ordinanza di convalida di un DASPO per violazione del termine a difesa. La convalida dell'obbligo di presentazione era avvenuta circa 30 ore dopo la notifica, violando il termine minimo di 48 ore concesso all'interessato per predisporre la propria difesa. Di conseguenza, l'obbligo è stato dichiarato inefficace, mentre il divieto di accesso agli stadi è rimasto valido.
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Convalida DASPO: illegittima se viola la difesa
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida DASPO emessa dal G.i.p. del Tribunale di Novara. La decisione si fonda sulla violazione del diritto di difesa, poiché il provvedimento di convalida è stato emesso prima dello scadere del termine di 48 ore dalla notifica del DASPO all'interessato. Questo termine è considerato fondamentale per permettere alla difesa di presentare le proprie argomentazioni. La Corte ha quindi rinviato gli atti al G.i.p., sospendendo l'efficacia dell'obbligo di presentazione alla polizia.
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Obbligo di presentazione nullo senza avviso di difesa
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento che imponeva l'obbligo di presentazione a un tifoso. La decisione si basa su un vizio di procedura: il provvedimento del Questore non informava l'interessato della facoltà di presentare memorie difensive al giudice per la convalida, violando così il diritto di difesa e causando la nullità dell'atto.
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Obbligo di presentazione: limiti e illegittimità
Un tifoso, destinatario di un provvedimento di DASPO della durata di cinque anni, ha contestato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria imposto dal Questore. La Corte di Cassazione ha analizzato i diversi motivi di ricorso, ritenendone fondato solo uno: la mancanza di motivazione sull'imposizione di una doppia presentazione (all'inizio e alla fine della partita) per le gare disputate in trasferta. Secondo la Corte, tale obbligo risulta irragionevole e sproporzionato quando la distanza rende impossibile per l'interessato raggiungere il luogo dell'incontro. Di conseguenza, la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente a questo specifico punto, con rinvio al GIP per un nuovo esame, dichiarando inammissibile il ricorso nel resto.
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Termine difesa DASPO: la Cassazione annulla convalida
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di firma, poiché il Giudice per le Indagini Preliminari non ha rispettato il termine difesa DASPO di 48 ore concesso all'interessato per presentare memorie difensive. La violazione di questo termine perentorio lede il diritto di difesa e comporta la nullità del provvedimento di convalida, rendendo inefficace l'obbligo di presentazione.
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Obbligo di firma: nullo se deciso prima delle 48 ore
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida di un obbligo di firma (DASPO) emessa da un GIP. La decisione è stata presa prima della scadenza del termine di 48 ore concesso alla difesa per presentare le proprie memorie, violando così un diritto fondamentale. La Suprema Corte ha dichiarato l'inefficacia del provvedimento del Questore, ribadendo che il rispetto dei termini procedurali a garanzia della difesa è un requisito imprescindibile per la legittimità della misura.
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Obbligo di presentazione: quando è reato ometterlo
Un tifoso sanzionato con DASPO e obbligo di presentazione alla polizia omette di presentarsi. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, affermando che la violazione dell'obbligo di presentazione è un reato omissivo che si perfeziona con la sola mancata comparizione, a prescindere dal rispetto del divieto di accesso allo stadio.
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Convalida DASPO: illegittima prima di 48 ore
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida DASPO con obbligo di firma perché emessa lo stesso giorno della notifica, violando il termine di 48 ore a garanzia del diritto di difesa. Il mancato rispetto di tale termine dilatorio, necessario per il cosiddetto contraddittorio cartolare, costituisce una nullità insanabile.
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Obbligo di presentazione: ricorso inammissibile
Un uomo, condannato per non aver rispettato l'obbligo di presentazione alla polizia durante eventi sportivi, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché si limitava a ripetere gli stessi motivi dell'appello, senza contestare specificamente la sentenza precedente. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando l'importanza di un'adeguata formulazione dei motivi di ricorso.
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Memoria difensiva ignorata: D.A.Spo. annullato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida di un D.A.Spo. con obbligo di presentazione, poiché il Giudice per le Indagini Preliminari aveva completamente ignorato la memoria difensiva depositata dal legale del ricorrente. Questa omissione ha integrato una violazione del diritto di difesa, rendendo il provvedimento nullo in quanto la motivazione risultava carente rispetto alle specifiche censure sollevate dalla difesa.
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Convalida obbligo di presentazione: 48 ore per la difesa
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un obbligo di presentazione emesso dal Questore. La decisione si fonda sulla violazione del diritto di difesa: il Giudice ha emesso la convalida prima che fossero trascorse le 48 ore concesse all'interessato per presentare memorie difensive, termine che decorre dalla notifica del provvedimento. Tale violazione procedurale rende nulla la convalida dell'obbligo di presentazione.
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Obbligo di presentazione: nullo se convalidato prima di 48h
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida di un obbligo di presentazione emessa da un Questore. La decisione si fonda sul mancato rispetto del termine di 48 ore dalla notifica del provvedimento, un tempo minimo garantito per l'esercizio del diritto di difesa dell'interessato. La convalida, avvenuta prima della scadenza di tale termine, è stata dichiarata nulla.
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Obbligo di presentazione: valido anche per amichevoli
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro un provvedimento che imponeva un obbligo di presentazione decennale. La misura è stata ritenuta valida anche per le partite amichevoli, a condizione che queste siano conoscibili. La Corte ha confermato che la sanzione è proporzionata alla gravità dei fatti commessi e all'elevata pericolosità del soggetto.
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DASPO recidivo: la Cassazione sull’obbligo di firma
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un tifoso destinatario di un secondo DASPO con obbligo di presentazione. La sentenza chiarisce che la violazione del termine dilatorio di 48 ore per la difesa è irrilevante se non si dimostra un pregiudizio concreto. Inoltre, in caso di DASPO recidivo, l'obbligo di firma è automatico e non richiede una nuova valutazione della pericolosità del soggetto, in quanto questa è presunta dalla legge.
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Obbligo di presentazione: quando è valido il DASPO?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un tifoso contro un DASPO con obbligo di presentazione. La sentenza chiarisce che la convalida del provvedimento prima dello scadere del termine di 48 ore non ne causa automaticamente la nullità, a meno che l'interessato non dimostri un pregiudizio concreto al suo diritto di difesa. La Corte ha inoltre confermato la legittimità dell'applicazione dell'obbligo di presentazione anche per le partite amichevoli e ha ritenuto sufficiente la motivazione basata sulla gravità dei fatti e sui precedenti del soggetto.
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Obbligo di presentazione: D.A.SPO. e recidiva
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un GIP che aveva negato la convalida di un D.A.SPO. con obbligo di presentazione. La Corte ha stabilito che il giudice di merito aveva erroneamente ignorato prove decisive fornite dalla polizia che identificavano un tifoso durante scontri. Inoltre, ha ribadito che l'obbligo di presentazione è una misura automatica e obbligatoria per chi è già stato destinatario di un D.A.SPO. in passato.
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Obbligo di presentazione: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto contro l'obbligo di presentazione alla polizia. La misura, ridotta a un anno dal G.i.p., era stata imposta per la vendita abusiva di biglietti in occasione di diversi eventi sportivi. La Corte ha ritenuto corretta la valutazione della pericolosità sociale, basata sulla sistematicità e l'omogeneità della condotta, elementi sufficienti a giustificare la misura preventiva.
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DASPO: il termine di 48 ore per la difesa è sacro
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, poiché emessa prima della scadenza del termine di 48 ore concesso all'interessato per presentare le proprie difese. Secondo la Corte, il mancato rispetto di questo termine costituisce una violazione insanabile del diritto di difesa, che porta all'annullamento della convalida, a prescindere dal fatto che l'interessato abbia poi effettivamente depositato o meno una memoria difensiva.
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Obbligo di presentazione e amichevoli: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a obbligo di presentazione durante le manifestazioni sportive. La Corte ha confermato la legittimità della misura anche per le partite amichevoli, purché conoscibili, e ha ritenuto giustificata la 'doppia firma' (a inizio e fine partita) in ragione della gravità dei comportamenti passati del ricorrente, respingendo le doglianze sulla genericità delle motivazioni e sulla distanza tra residenza e luogo degli eventi.
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Obbligo di presentazione: nullità per violazione difesa
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida di un obbligo di presentazione imposto a un tifoso. La decisione si fonda sulla violazione del diritto di difesa, poiché il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha emesso la convalida prima della scadenza del termine di 48 ore concesso all'interessato per presentare le proprie memorie difensive. Questo vizio procedurale ha comportato la nullità generale dell'atto e la cessazione dell'efficacia della misura.
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