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Obbligo Di Presentazione

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138 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Obbligo di presentazione: quando il Daspo è legittimo?
Un tifoso ha impugnato un provvedimento di Daspo che includeva l'obbligo di presentazione alla polizia durante le partite. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, ritenendolo inammissibile. Secondo la Corte, la misura era giustificata dalla pericolosità dimostrata dal soggetto, identificato come aggressivo durante scontri tra tifoserie. La motivazione del giudice di primo grado è stata considerata adeguata sia sulla necessità della misura restrittiva, sia sulla sua durata, confermando la legittimità dell'obbligo di presentazione per prevenire future violazioni.
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Obbligo di presentazione: legittimo se motivato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un tifoso contro l'obbligo di presentazione imposto dal Questore. La Corte ha ritenuto legittima la misura, nonostante l'assenza di precedenti penali, basandosi sulla concreta pericolosità sociale dimostrata dal soggetto durante scontri tra tifoserie. La decisione sottolinea che la valutazione del giudice di merito sull'identificazione del soggetto e sulla proporzionalità della misura, se ben motivata, non è sindacabile in sede di legittimità.
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DASPO: Quando è valido l’obbligo di firma?
La Cassazione conferma la validità di un DASPO con obbligo di firma per un operatore sanitario accusato di comportamento minaccioso durante una partita. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, sottolineando che la valutazione della pericolosità del soggetto e dei fatti spetta al giudice di merito, specialmente in presenza di precedenti specifici.
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Convalida obbligo di presentazione: 48h per la difesa
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida dell'obbligo di presentazione alla polizia. La decisione si basa sulla violazione del diritto di difesa, poiché il giudice ha emesso la convalida prima della scadenza del termine di 48 ore dalla notifica del provvedimento, impedendo all'interessato di presentare le proprie memorie difensive. Questo termine è considerato incomprimibile per garantire un effettivo contraddittorio.
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Obbligo di presentazione: legittimo anche senza precedenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro un DASPO con obbligo di presentazione. La sentenza chiarisce che la misura è legittima anche per soggetti incensurati se la loro condotta è grave e violenta, poiché la pericolosità si desume dai fatti stessi. L'obbligo di presentazione serve a rafforzare il divieto di accesso allo stadio quando questo, da solo, non è ritenuto sufficiente.
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Termine di 48 ore DASPO: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione. La decisione si fonda sulla violazione del diritto di difesa, in quanto non è stato possibile accertare con sicurezza il rispetto del termine di 48 ore DASPO concesso all'interessato per difendersi tra la notifica del provvedimento del Questore e il deposito dell'ordinanza del GIP. L'incertezza sull'orario di deposito ha portato all'annullamento della misura restrittiva della libertà personale.
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DASPO: nullità per convalida anticipata del GIP
La Corte di Cassazione ha annullato la convalida di un provvedimento DASPO con obbligo di presentazione, poiché il Giudice non ha rispettato il termine perentorio di 48 ore concesso all'interessato per presentare le proprie difese. La sentenza sottolinea che la violazione di questo termine, finalizzato a garantire un effettivo contraddittorio, determina la nullità insanabile del provvedimento di convalida e l'inefficacia della misura restrittiva, in applicazione del principio del favor rei.
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Obbligo di presentazione: legittima la doppia firma
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due tifosi destinatari di un provvedimento che imponeva loro l'obbligo di presentazione presso la polizia durante le partite della loro squadra. La Corte ha ritenuto legittima la misura, inclusa la modalità della "doppia firma" (all'inizio del primo e del secondo tempo), anche per le partite in trasferta, data la vicinanza geografica delle sedi di gioco che avrebbe altrimenti vanificato lo scopo preventivo della misura stessa. La decisione è stata basata sui precedenti specifici dei ricorrenti e sulla loro evidente pericolosità sociale in contesti sportivi.
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Obbligo di presentazione: valido anche senza reato
Un tifoso ha impugnato un provvedimento di obbligo di presentazione (DASPO) di cinque anni, emesso dopo una rissa tra tifoserie. Lamentava la violazione dei termini di difesa e la mancanza di prove, dato che una misura cautelare penale per gli stessi fatti era stata annullata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che la violazione dei termini di difesa è irrilevante senza un pregiudizio concreto. Inoltre, ha chiarito che l'obbligo di presentazione è una misura di prevenzione che non richiede la commissione di un reato, essendo sufficiente una condotta di istigazione alla violenza per giustificarne l'applicazione.
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Convalida Daspo: annullata per difetto di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida Daspo emessa nei confronti di un tifoso. La ragione principale risiede nella totale assenza di motivazione, da parte del Giudice per le Indagini Preliminari, riguardo alla pericolosità sociale concreta e attuale del soggetto. Secondo la Corte, tale valutazione è indispensabile anche in caso di recidiva, per non svuotare di significato il controllo giurisdizionale sulla limitazione della libertà personale. Il caso è stato rinviato a un nuovo giudice per una nuova valutazione.
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Obbligo di presentazione: nullo se manca l’urgenza
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO che imponeva l'obbligo di presentazione. La decisione si fonda sulla mancata motivazione, sia da parte del Questore che del Giudice, circa le ragioni di necessità e urgenza che giustificavano l'applicazione della misura prima della convalida giudiziaria, specialmente perché nel frattempo si era svolto un evento sportivo durante il quale il destinatario aveva dovuto adempiere all'obbligo.
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Obbligo di presentazione: nullità per violazione difesa
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un obbligo di presentazione accessorio a un DASPO. La decisione è fondata sulla violazione del diritto di difesa, in quanto il giudice ha emesso il provvedimento prima della scadenza del termine di 48 ore concesso all'interessato per presentare le proprie deduzioni. Di conseguenza, l'obbligo di presentazione è stato dichiarato inefficace, pur rimanendo valido il divieto di accesso alle manifestazioni sportive.
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Obbligo di presentazione: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45817/2024, ha chiarito i limiti dell'obbligo di presentazione imposto con il Daspo. Un tifoso si era opposto alla richiesta di firmare due volte in Questura per ogni partita, anche in trasferta. La Corte ha accolto il ricorso su questo punto, stabilendo che un obbligo così generalizzato, che non tiene conto della distanza e della pratica impossibilità di adempiere, è illegittimo se privo di un'adeguata motivazione. La sentenza conferma invece la validità del Daspo per le partite amichevoli.
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Obbligo di presentazione: 48 ore per la difesa
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un obbligo di presentazione a carico di un tifoso. La decisione si fonda sulla violazione del diritto di difesa, poiché il giudice ha emesso la convalida prima che fossero trascorse le 48 ore minime dalla notifica del provvedimento del Questore, termine indispensabile per consentire all'interessato di preparare le proprie difese.
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Memoria difensiva ignorata: DASPO annullato
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO di cinque anni con obbligo di presentazione, poiché il Giudice non aveva considerato la memoria difensiva tempestivamente depositata. La sentenza ribadisce che ignorare le argomentazioni della difesa costituisce una violazione del diritto di difesa, che invalida il provvedimento del Giudice.
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Convalida DASPO: i termini per la difesa sono sacri
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida DASPO con obbligo di firma, poiché emessa prima della scadenza del termine di 48 ore concesso alla difesa per presentare memorie. Questo vizio procedurale ha reso inefficace la misura dell'obbligo di presentazione, riaffermando l'importanza del rispetto dei tempi processuali a garanzia del diritto di difesa.
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Omessa valutazione prove: annullato DASPO di 8 anni
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che convalidava un DASPO della durata di otto anni con obbligo di presentazione. La decisione si fonda sulla omessa valutazione, da parte del giudice, di una sentenza di assoluzione prodotta dalla difesa. Tale documento era cruciale per contestare la recidiva amministrativa e la pericolosità del soggetto, influenzando la proporzionalità della misura. La Corte ha ribadito che il giudice ha l'obbligo di esaminare in modo sostanziale le deduzioni difensive, pena la nullità del provvedimento per violazione del diritto di difesa.
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Obbligo di presentazione: legittima la doppia firma
Un tifoso, resosi protagonista di gravi atti di violenza durante un incontro di pallacanestro, ha impugnato il provvedimento che gli imponeva un obbligo di presentazione alla polizia con doppia firma per sei anni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità della misura. Secondo i giudici, la pericolosità concreta del soggetto e la sua recidività giustificano sia la lunga durata, sia la doppia firma, necessaria a prevenire disordini non solo durante, ma anche dopo la fine dell'evento sportivo.
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Obbligo di presentazione: legittimo se proporzionato
Un tifoso sanzionato con l'obbligo di presentazione alla polizia per sei anni ha fatto ricorso, contestando la durata e la doppia firma. La Cassazione ha respinto il ricorso, ritenendo la misura proporzionata alla gravità dei fatti e alla pericolosità del soggetto, giustificando anche la doppia firma come necessaria a prevenire tafferugli post-partita.
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DASPO per recidiva: obbligo di firma è automatico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso destinatario di un secondo provvedimento di DASPO. La sentenza chiarisce che in caso di DASPO per recidiva, l'imposizione dell'obbligo di presentazione all'autorità di polizia è automatica e non richiede una specifica motivazione sulla pericolosità attuale del soggetto. La Corte ha inoltre confermato che la procedura di convalida del DASPO non è soggetta alla sospensione feriale dei termini e che anche un atto compiuto a distanza dal luogo dell'evento sportivo può giustificare la misura, se ad esso collegato.
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