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DASPO con obbligo di firma: fumogeno innocuo ma misura valida

La Corte di Cassazione ha confermato la piena legittimità del DASPO con obbligo di firma della durata di cinque anni imposto a un tifoso. L’uomo aveva acceso un fumogeno durante una partita di calcio per festeggiare un gol della propria squadra, lanciandolo sulla pista di atletica antistante gli spalti. La difesa sosteneva la particolare tenuità del fatto e la natura puramente folkloristica dell’atto, privo di danni effettivi o pericoli immediati. I giudici hanno invece ribadito che il lancio di materiale pirotecnico integra una pericolosità oggettiva e attuale. Il giudice della convalida può motivare il provvedimento richiamando gli accertamenti della Questura, soprattutto quando la persona presenta precedenti specifici per condotte analoghe.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 37728 Anno 2022
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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il provvedimento di DASPO con obbligo di firma dopo una partita di calcio

L’accensione di materiale pirotecnico negli stadi comporta gravi conseguenze amministrative e penali. La Corte di Cassazione ha chiarito che il DASPO con obbligo di firma per cinque anni resta valido anche se l’azione non provoca feriti o danni materiali. Un sostenitore ha acceso una torcia fumogena sugli spalti per esultare dopo una rete segnata dalla squadra del cuore. Subito dopo, l’uomo ha scagliato il fumogeno sulla pista di atletica dello stadio. L’Autorità di Pubblica Sicurezza ha disposto immediatamente il divieto di accesso alle manifestazioni sportive, imponendo la presentazione alla polizia giudiziaria.

La condotta contestata e la tesi difensiva del tifoso

La difesa del tifoso ha impugnato il provvedimento sostenendo la minima rilevanza dell’accaduto. Il legale ha qualificato l’episodio come una semplice esultanza folkloristica e priva di qualunque intento offensivo o violento. L’atto non aveva causato lesioni agli spettatori né danni alle strutture sportive adiacenti.

Inoltre, la difesa ha contestato la sussistenza della pericolosità attuale. Il precedente provvedimento a carico del soggetto risaliva a quasi un decennio prima ed era stato parzialmente ridotto dalle autorità competenti. Secondo questa impostazione, il giudice non avrebbe valutato adeguatamente l’assenza di un pericolo concreto per la sicurezza pubblica durante la gara.

I limiti del controllo giudiziario sul DASPO con obbligo di firma

Il giudice chiamato a convalidare la misura deve accertare la presenza di indizi precisi e la reale pericolosità della persona. La Suprema Corte ha ribadito che il controllo non si limita a un controllo puramente formale. Il magistrato deve verificare la necessità e l’urgenza della misura preventiva disposta dalla Questura.

Il giudice di merito può utilizzare la motivazione per relationem, ossia confermare l’ordinanza condividendo le argomentazioni della polizia. Non occorre riscrivere integralmente la dinamica dei fatti se il quadro probatorio iniziale risulta chiaro, esaustivo e pienamente condivisibile nell’analisi dei rischi per l’ordine pubblico.

Le motivazioni: pericolosità oggettiva e precedenti specifici nel DASPO con obbligo di firma

I giudici di legittimità hanno respinto le doglianze della difesa. L’accensione e il successivo getto del manufatto pirotecnico esprimono una pericolosità insita nella condotta stessa, a prescindere dal verificarsi di eventi lesivi. Il contesto affollato rende imprevedibile e rischiosa qualunque combustione non autorizzata.

La presenza di un analogo precedente, relativo al possesso di una torcia illuminante durante un’altra manifestazione sportiva, delinea una tendenza negativa del tifoso. Questa inclinazione a violare le regole degli stadi giustifica l’applicazione della misura restrittiva per il periodo massimo consentito dalla legge, confermando l’attualità del pericolo sociale.

Le conclusioni: conferma definitiva della misura restrittiva

La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso dell’interessato. Il provvedimento questorile e la successiva convalida mantengono piena efficacia per l’intera durata quinquennale. L’interessato deve rispettare l’obbligo di comparizione presso le forze dell’ordine e sostenere tutte le spese del procedimento giudiziario.

L’assenza di danni o feriti esclude l’applicazione del DASPO?
No, l’accensione e il lancio di fumogeni all’interno dello stadio manifestano una pericolosità oggettiva che giustifica la misura a prescindere da conseguenze lesive concrete.

Il giudice della convalida può limitarsi a confermare il rapporto della Questura?
Sì, il giudice può richiamare la motivazione dell’autorità di polizia se ne condivide chiaramente l’iter logico e valuta la sussistenza della pericolosità attuale.

Un precedente risalente nel tempo può giustificare una durata maggiore della misura?
Sì, un precedente specifico dimostra l’inclinazione a reiterare condotte vietate e legittima l’imposizione del divieto e dell’obbligo di firma per un periodo più lungo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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