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Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 6

25 provvedimenti

Convalida DASPO troppo rapida: la Cassazione annulla l’obbligo
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un giudice che aveva convalidato un DASPO con obbligo di presentazione in meno di 24 ore dalla notifica. La legge, infatti, prevede un termine dilatorio per la convalida del DASPO di 48 ore, pensato per consentire alla persona di preparare una difesa adeguata. Il mancato rispetto di questo intervallo di tempo viola il diritto di difesa e rende nulla la convalida. Di conseguenza, l'obbligo di presentazione è stato cancellato, mentre è rimasto valido il semplice divieto di accedere allo stadio, che non necessita della stessa procedura di convalida urgente.
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Obbligo di firma DASPO: esultanza festosa o pericolosità?
Un tifoso, dopo aver scavalcato una recinzione per avvicinarsi ai giocatori, riceve un DASPO di cinque anni con obbligo di firma. L'uomo si oppone, definendo il suo gesto un'espressione di gioia e sostenendo che un precedente DASPO risaliva a 16 anni prima. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la validità dell'obbligo di firma DASPO. La decisione si basa sulla pericolosità sociale del soggetto, desunta dai suoi numerosi precedenti penali per violenza e resistenza a pubblico ufficiale, ritenuti indicatori di un concreto rischio di futuri disordini.
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Convalida del DASPO: Giudice frettoloso, obbligo di firma annullato
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice che aveva confermato un provvedimento del Questore. La questione centrale riguarda la violazione del diritto di difesa. Il Giudice aveva emesso la convalida del DASPO e del relativo obbligo di firma lo stesso giorno della notifica, senza attendere il termine di 48 ore che la legge concede al cittadino per presentare le proprie ragioni. La Cassazione ha stabilito che questa fretta rende illegittima la decisione. Di conseguenza, ha cancellato l'obbligo di presentazione alla polizia, pur mantenendo valido il divieto di accesso allo stadio.
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DASPO duro: Obbligo di presentazione alla polizia per le amichevoli
Un tifoso, resosi protagonista di scontri allo stadio, ha ricevuto un DASPO con l'obbligo di presentazione alla polizia per cinque anni. L'uomo ha contestato la misura, lamentando la violazione del suo diritto di difesa per il poco tempo avuto a disposizione per visionare gli atti e l'eccessiva severità della sanzione, estesa anche alle partite amichevoli. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che il diritto di difesa era garantito, poiché gli atti erano consultabili in più uffici. Hanno inoltre confermato la legittimità di un obbligo di presentazione alla polizia così severo, inclusa l'estensione alle amichevoli, data la comprovata e attuale pericolosità del soggetto.
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Convalida DASPO: Giudice frettoloso, obbligo di firma annullato
La Corte di Cassazione ha annullato l'obbligo di presentazione alla polizia per un tifoso, pur mantenendo valido il divieto di accesso allo stadio (DASPO). La decisione si basa su un vizio di procedura: il Giudice aveva confermato il provvedimento del Questore troppo in fretta. La legge, infatti, impone un termine minimo di 48 ore tra la notifica del provvedimento e la sua approvazione giudiziaria, per garantire il diritto di difesa. In questo caso, il mancato rispetto di tale termine ha reso illegittima la parte più restrittiva della misura. Il principio chiave è che la fretta nella convalida DASPO non può sacrificare il diritto a difendersi.
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Convalida DASPO: annullata per prove insufficienti
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione emesso nei confronti di un tifoso. La decisione si fonda sulla carenza di prove sufficienti a suo carico: il riconoscimento fotografico era stato definito 'dubitativo' e la sua presenza in un'auto transitata sul luogo degli scontri non era stata provata. La sentenza ribadisce che la convalida DASPO, incidendo sulla libertà personale, richiede un vaglio rigoroso degli indizi, che devono essere gravi e precisi, non mere congetture.
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Obbligo di firma DASPO: legittimo anche per amichevoli
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due tifosi contro un'ordinanza che convalidava un provvedimento di DASPO. La sentenza conferma che un obbligo di firma DASPO plurimo è legittimo se motivato dalla pericolosità del soggetto, e che tale misura può essere estesa anche alle partite amichevoli, purché adeguatamente pubblicizzate. La Corte ha ritenuto congrua la valutazione del giudice di merito, che aveva già mitigato la misura per le trasferte.
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DASPO recidivo: la Cassazione e l’obbligo di firma
Un tifoso, già destinatario in passato di misure analoghe, riceve un nuovo DASPO con obbligo di firma per comportamenti provocatori durante una partita di basket. Il suo ricorso, basato su un presunto difetto di motivazione e sulla violazione del diritto di difesa, viene respinto. La Corte di Cassazione conferma che per un DASPO recidivo l'obbligo di firma è quasi automatico e che spetta al ricorrente dimostrare di non aver potuto accedere agli atti. La decisione sottolinea il rigore della normativa verso chi reitera condotte pericolose negli stadi.
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Convalida DASPO: l’obbligo di motivazione del GIP
Un soggetto ricorre contro la convalida di un provvedimento del Questore che imponeva l'obbligo di firma per dieci anni. La Cassazione annulla la decisione del GIP, ritenendo la motivazione carente e meramente assertiva. Il giudice della convalida DASPO deve svolgere un controllo sostanziale ed esaustivo sui presupposti della misura, non un mero controllo formale.
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Estensione DASPO: serve nuova convalida del Giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione di un DASPO, stabilendo un principio fondamentale sull'estensione del provvedimento. Un tifoso, destinatario di un DASPO per le partite di una specifica squadra di calcio, era stato condannato per non essersi presentato in commissariato durante gli incontri di una nuova società sportiva, diversa dalla prima. La Suprema Corte ha chiarito che l'estensione DASPO a una squadra differente, anche se opera come continuazione della precedente, costituisce un nuovo provvedimento. Pertanto, per essere valido, deve essere autonomamente notificato e sottoposto a una nuova convalida da parte dell'autorità giudiziaria, a tutela del principio di tassatività e del diritto di difesa.
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Obbligo di presentazione alla PG: limiti e motivazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un tifoso destinatario di un DASPO con obbligo di presentazione alla PG. Pur confermando la legittimità della misura basata sulla pericolosità del soggetto, la Corte ha annullato l'ordinanza di convalida nella parte in cui imponeva un doppio obbligo di firma per le partite in casa, a causa della totale assenza di motivazione su questo specifico, più gravoso, aspetto della misura restrittiva.
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Obbligo di presentazione: quando è legittimo?
Un tifoso ha impugnato un provvedimento di DASPO che includeva un obbligo di presentazione biennale alla polizia, contestando la sua identificazione e la proporzionalità della misura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la pericolosità del soggetto può essere desunta dal singolo comportamento violento, rendendo la misura legittima anche per soggetti incensurati e giustificando l'adeguata motivazione del provvedimento impugnato.
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Obbligo di presentazione: validi i termini di 96 ore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13663/2024, ha rigettato il ricorso di un tifoso, stabilendo principi chiave sull'obbligo di presentazione. La Corte ha chiarito che il termine per la convalida del provvedimento da parte del giudice è di 96 ore totali dalla notifica all'interessato, non due termini separati di 48 ore. Inoltre, ha confermato che l'obbligo si estende anche alle partite amichevoli, purché pubblicizzate e conoscibili.
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Termine dilatorio difesa: nullo il DASPO convalidato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida di un DASPO perché emessa senza indicazione dell'orario, creando incertezza sul rispetto del termine dilatorio di 48 ore a disposizione della difesa. La Corte ha stabilito che tale incertezza viola il diritto di difesa e comporta la nullità del provvedimento di convalida, rendendo inefficace la misura restrittiva imposta dal Questore.
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Convalida Daspo: la Cassazione annulla per difesa lesa
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida Daspo emessa da un GIP prima della scadenza del termine di 48 ore concesso all'interessato per presentare le proprie difese. La Corte ha stabilito che tale violazione procedurale rende inefficace l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, pur lasciando valido il divieto di accesso agli stadi. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto rigoroso dei termini a garanzia del diritto di difesa.
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Obbligo di presentazione: nullo se convalidato in anticipo
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un giudice che aveva convalidato un obbligo di presentazione a carico di un tifoso prima della scadenza del termine di 48 ore previsto per la sua difesa. Secondo la Corte, il mancato rispetto di questo termine perentorio viola il diritto di difesa e comporta la nullità della convalida, rendendo inefficace la sola misura dell'obbligo di firma, ma lasciando valido il divieto di accesso agli stadi (DASPO).
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Obbligo di presentazione: legittimo anche senza precedenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro un DASPO con obbligo di presentazione. La sentenza chiarisce che la misura è legittima anche per soggetti incensurati se la loro condotta è grave e violenta, poiché la pericolosità si desume dai fatti stessi. L'obbligo di presentazione serve a rafforzare il divieto di accesso allo stadio quando questo, da solo, non è ritenuto sufficiente.
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Obbligo di presentazione PG: quando è legittimo?
Un tifoso ricorre contro un provvedimento di DASPO con annesso obbligo di presentazione alla PG, sostenendone l'illegittimità per carenza di prove e motivazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la pericolosità del soggetto può essere desunta dalla gravità della singola condotta violenta, giustificando la misura anche in assenza di precedenti specifici. La Corte ha ritenuto la misura, inclusa la durata di due anni e le modalità di firma, proporzionata alla gravità dei fatti, qualificati come guerriglia urbana.
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Convalida Daspo: annullata per difetto di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida Daspo emessa nei confronti di un tifoso. La ragione principale risiede nella totale assenza di motivazione, da parte del Giudice per le Indagini Preliminari, riguardo alla pericolosità sociale concreta e attuale del soggetto. Secondo la Corte, tale valutazione è indispensabile anche in caso di recidiva, per non svuotare di significato il controllo giurisdizionale sulla limitazione della libertà personale. Il caso è stato rinviato a un nuovo giudice per una nuova valutazione.
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DASPO e Diritto di Difesa: la Cassazione Chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un tifoso destinatario di un DASPO con obbligo di firma. La sentenza chiarisce che, nel procedimento di convalida, è onere della difesa attivarsi concretamente per visionare gli atti, non essendo sufficiente una semplice richiesta via email. Inoltre, la valutazione della pericolosità può fondarsi anche su precedenti penali estinti e su misure di prevenzione passate, se la loro revoca non è pienamente documentata. Il ricorso è stato respinto per infondatezza di entrambi i motivi.
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