Obbligo di firma DASPO: Legittimo per Partite Amichevoli e con Modalità Gravose? La Cassazione Risponde
La recente sentenza della Corte di Cassazione, n. 28507/2024, offre importanti chiarimenti sulla portata e i limiti dell’obbligo di firma DASPO, una delle misure di prevenzione più discusse per contrastare la violenza negli stadi. La Corte si è pronunciata sulla legittimità di un obbligo di presentazione plurimo e sulla sua estensione anche alle partite amichevoli, confermando un orientamento rigoroso a tutela dell’ordine pubblico.
I Fatti del Caso: un DASPO Contestato
Due tifosi, destinatari di un provvedimento del Questore, si sono visti imporre un divieto di accesso a manifestazioni calcistiche per cinque anni, accompagnato da un gravoso obbligo di presentazione presso gli uffici di Polizia. In particolare, la misura prevedeva ben quattro comparizioni in concomitanza con le partite casalinghe della loro squadra del cuore. I due hanno impugnato l’ordinanza del G.i.p. del Tribunale che aveva convalidato tale provvedimento, portando il caso dinanzi alla Suprema Corte.
I Motivi del Ricorso: Quando l’Obbligo di Firma è Troppo Gravoso?
I ricorrenti hanno basato la loro difesa su due argomenti principali:
- Eccessiva gravosità: La richiesta di presentarsi in Questura per ben quattro volte durante una singola partita è stata ritenuta sproporzionata e priva di un’adeguata motivazione che ne giustificasse la necessità.
- Estensione illegittima: Hanno contestato l’applicazione dell’obbligo di firma anche in occasione di partite amichevoli, sostenendo che tale estensione non fosse prevista dalla legge.
L’obbligo di firma DASPO e la Valutazione del Giudice
Prima di arrivare in Cassazione, il G.i.p. aveva già operato un bilanciamento degli interessi. Pur convalidando l’impianto generale della misura, aveva parzialmente accolto le doglianze dei tifosi, riducendo l’obbligo a una sola presentazione per le partite giocate in trasferta, riconoscendone la particolare onerosità. Tuttavia, aveva confermato la quadruplice firma per le partite in casa, data la specifica pericolosità dei soggetti coinvolti.
Le Motivazioni della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, rigettando entrambe le censure e consolidando principi giuridici fondamentali in materia di misure di prevenzione negli stadi.
Sulla Plurima Presentazione in Questura
La Cassazione ha ritenuto che la decisione del G.i.p. fosse correttamente e congruamente motivata. Il giudice di merito aveva giustificato la necessità del plurimo obbligo di firma basandosi su una valutazione concreta della pericolosità dei due ricorrenti. Per uno, si trattava di un soggetto recidivo, già destinatario di un precedente DASPO. Per l’altro, le immagini di videosorveglianza lo identificavano come protagonista di episodi di violenza, essendo a capo di un gruppo di facinorosi e avendo colpito un militare con una cinghia. Di fronte a una tale valutazione di pericolosità, l’imposizione di un obbligo rafforzato è stata considerata una misura necessaria e proporzionata per prevenire ulteriori condotte violente.
Sull’Estensione alle Partite Amichevoli
Anche sul secondo punto, la Corte ha respinto le argomentazioni dei ricorrenti, richiamando il proprio consolidato orientamento giurisprudenziale. L’obbligo di firma DASPO è applicabile anche alle gare amichevoli. Il presupposto fondamentale è che tali eventi siano “conosciuti o conoscibili” dal destinatario della misura, ovvero che siano stati programmati e pubblicizzati attraverso i normali canali di diffusione. La ratio è chiara: l’esigenza di prevenire fenomeni di violenza e di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica non viene meno solo perché l’incontro non rientra in una competizione ufficiale.
Le Conclusioni: Principi Consolidati in Materia di Prevenzione
La sentenza ribadisce due principi chiave:
- Proporzionalità e Motivazione: La gravosità dell’obbligo di firma deve essere bilanciata con la pericolosità del soggetto. Un obbligo plurimo è legittimo se il giudice fornisce una motivazione specifica, dettagliata e fondata su elementi concreti che dimostrino la necessità della misura per finalità preventive.
- Portata Ampia del DASPO: La finalità di prevenzione della violenza sportiva giustifica l’applicazione delle misure restrittive, incluso l’obbligo di firma, a qualsiasi manifestazione calcistica, comprese quelle amichevoli, purché ne sia garantita la conoscibilità.
È legittimo imporre un obbligo di firma plurimo (ad esempio, quattro volte) durante una singola partita?
Sì, secondo la sentenza è legittimo a condizione che il giudice fornisca una motivazione congrua e specifica. Tale motivazione deve basarsi sulla pericolosità concreta del soggetto e sulle ragioni di necessità e urgenza che giustificano una misura così invasiva.
L’obbligo di firma DASPO può essere esteso anche alle partite amichevoli?
Sì. La Corte di Cassazione ha confermato il suo orientamento secondo cui l’obbligo di comparire in un ufficio di polizia si applica anche alle gare amichevoli, purché queste siano state programmate e pubblicizzate in modo da essere conoscibili in anticipo dal destinatario della misura.
Il giudice deve tenere conto della gravosità dell’obbligo di firma, specialmente per le partite in trasferta?
Sì, il giudice deve bilanciare le esigenze di prevenzione con i diritti del destinatario. Nel caso esaminato, infatti, il giudice di merito aveva accolto parzialmente le lamentele, riducendo l’obbligo di presentazione a una sola volta per le partite giocate in trasferta, proprio per attenuarne la gravosità.