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Misure Di Prevenzione — Anno 2022

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180 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Misure Di Prevenzione

Provvedimenti

Ricorso penale inammissibile: la Cassazione conferma la condanna e le sanzioni
Un cittadino è stato condannato a un anno di reclusione per aver violato una misura di prevenzione, non rientrando a casa entro l'orario stabilito. Il suo ricorso penale alla Corte di Cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto i motivi generici, ripetitivi e non pertinenti a questioni di diritto, escludendo anche il riconoscimento delle attenuanti generiche. Il Ricorrente dovrà pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità Ricorso Penale: Violazione Misure Prevenzione Confermata
Un Lavoratore era stato condannato per aver violato le misure di prevenzione (Art. 75 D.Lgs. 159/2011), incontrando soggetti pregiudicati nonostante il divieto. La Corte d'Appello aveva confermato questa condanna. Il Lavoratore ha presentato un ricorso per cassazione, contestando l'applicazione della legge e la motivazione della sentenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha ritenuto i motivi del ricorso non validi, perché non erano stati sollevati correttamente nei gradi precedenti o erano in contrasto con la giurisprudenza consolidata. Il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro.
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Misure di Prevenzione: Ricorso Inammissibile per Motivazione Valida
Un Tribunale ha applicato misure di prevenzione, inclusa la sorveglianza speciale e la confisca di beni, contro un Individuo. L'Individuo ha impugnato la decisione, ma la Corte d'Appello ha confermato il provvedimento. L'Individuo ha quindi presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la motivazione del provvedimento fosse solo apparente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il sindacato di legittimità sulle misure di prevenzione si limita alla violazione di legge e non include un riesame del merito o dell'illogicità manifesta. La motivazione del giudice di merito è stata ritenuta esaustiva e non apparente. L'Individuo è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Correzione errore materiale: quando il giudice non può più intervenire
Un Tribunale ha emesso un decreto di prevenzione con confisca di beni e misure personali. Successivamente, ha tentato una "correzione errore materiale" del decreto, modificando una misura personale per il soggetto principale e disponendo la confisca di un'impresa individuale e di una società non precedentemente incluse. I familiari del soggetto principale hanno impugnato queste correzioni. La Cassazione ha annullato la correzione per il primo ricorrente, affermando che la competenza per la correzione errore materiale passa al giudice d'appello se il provvedimento è già impugnato. Ha dichiarato inammissibile il ricorso della seconda ricorrente, poiché la "correzione" era in realtà un nuovo provvedimento di confisca, contro il quale si doveva ricorrere in appello.
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Ricorso Misure Prevenzione: Pericolosità Contestata, Appello Inammissibile
Un individuo ha impugnato una misura di prevenzione (sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno) della durata di 4 anni. Egli sosteneva che la Corte d'Appello non avesse valutato correttamente la sua attuale pericolosità, basandosi solo su precedenti penali e ignorando la sua detenzione dal 2015. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso misure prevenzione. Ha ribadito che, per le misure di prevenzione, il ricorso in Cassazione è ammesso solo per violazione di legge, non per contestare il contenuto della motivazione o l'illogicità manifesta. Il ricorso, proponendo motivi non consentiti, è stato respinto.
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Confisca beni illeciti: Cassazione annulla per vizi di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio il decreto della Corte d'Appello che aveva confermato la confisca beni illeciti a carico di alcuni soggetti, inclusi i fratelli Bonaffini e terzi interessati. La Suprema Corte ha rilevato carenze motivazionali riguardo la pericolosità sociale qualificata e generica, specialmente per l'evasione fiscale, e l'errata valutazione della sproporzione patrimoniale. Ha inoltre accolto i ricorsi di terzi interessati, come la moglie di uno degli imputati, per omessa valutazione delle loro risorse lecite. Il caso tornerà alla Corte d'Appello di Messina per un nuovo giudizio.
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Pericolosità sociale: la Cassazione chiarisce le misure di prevenzione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Individuo a cui era stata applicata una misura di prevenzione di sorveglianza speciale. L'Individuo contestava la validità dell'avviso di udienza, sostenendo che non specificava chiaramente la categoria di pericolosità sociale a lui attribuita, con riferimenti normativi contraddittori. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che, nel contesto delle misure di prevenzione, non si viola il diritto di difesa se l'avviso indica i fatti concreti alla base della proposta, anche se la qualificazione giuridica della pericolosità sociale dovesse poi cambiare. L'importante è che la difesa possa confrontarsi sui fatti. La sentenza rafforza il principio che la sostanza dei fatti prevale sulla forma nella definizione della pericolosità sociale.
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Pericolosità sociale: Cassazione conferma misure preventive
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello che aveva ribadito la pericolosità sociale di un individuo, già condannato per reati di associazione mafiosa ed estorsione. L'uomo aveva presentato ricorso contro la conferma della misura di prevenzione della sorveglianza speciale, sostenendo un percorso rieducativo positivo durante la detenzione. Tuttavia, la Cassazione ha ritenuto il ricorso inammissibile. Ha evidenziato che la Corte d'Appello aveva correttamente valutato la persistente pericolosità, considerando la mancanza di un effettivo allontanamento dall'ambiente criminale e di una lecita attività lavorativa. L'esito positivo del percorso detentivo era stato giudicato solo un inizio incerto. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Condanna annullata: la prescrizione del reato salva il Lavoratore
Un Lavoratore è stato condannato per aver violato le prescrizioni di una misura di prevenzione. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato fosse già estinto per prescrizione del reato. La Suprema Corte ha accolto il ricorso. Ha verificato che la prescrizione del reato era maturata prima della sentenza d'appello, anche considerando i periodi di sospensione. La Corte ha quindi annullato la sentenza senza rinvio, perché il reato era estinto.
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Sequestro preventivo e decadenza: la Cassazione nega il dissequestro
Un cittadino condannato per gravi reati associativi ha richiesto la restituzione dei propri beni, costituiti da terreni, un complesso aziendale e un veicolo. Tali beni erano stati bloccati tramite sequestro preventivo. Il ricorrente sosteneva che il vincolo cautelare avesse perso efficacia per il decorso dei termini temporali previsti dal Codice Antimafia e per la revoca di una misura di prevenzione nei confronti di terzi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso e lo ha dichiarato inammissibile. I giudici hanno chiarito che i termini di decadenza delle misure di prevenzione non si applicano al sequestro preventivo penale ordinario. Inoltre, per i beni principali era già intervenuta la confisca definitiva in fase esecutiva, rendendo impossibile la loro restituzione.
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Revoca misure di prevenzione: l’assoluzione penale non basta
Un Prevenuto ha chiesto la **revoca misure di prevenzione** personali e patrimoniali, applicate nel 1998, sostenendo l'esistenza di nuove prove e l'assoluzione in un procedimento penale collegato. La Corte d'Appello ha rigettato l'istanza. Il Prevenuto ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la revoca richiede un 'novum probatorio' (prova nuova) decisivo, non elementi già deducibili o vizi di motivazione. L'assoluzione penale, pur successiva, non esclude automaticamente la pericolosità sociale già accertata. Il Prevenuto dovrà pagare le spese processuali.
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Confisca beni mafiosi: la Cassazione conferma le misure di prevenzione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso e legato alla criminalità organizzata, già sottoposto a sorveglianza speciale e confisca beni mafiosi. Il ricorrente contestava la mancanza di motivazione sulla sua attuale pericolosità e sull'origine lecita dei beni, oltre all'applicazione della sorveglianza speciale durante la detenzione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la pericolosità sociale era stata adeguatamente provata e che la detenzione non impedisce l'applicazione delle misure di prevenzione, ma ne sospende solo l'esecuzione. La confisca beni mafiosi è stata ritenuta legittima, data la sproporzione tra redditi leciti e patrimonio.
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Ricorso Inammissibile: Pericolosità Sociale Confermato in Cassazione
Un individuo ha presentato ricorso contro un decreto che gli imponeva una misura di prevenzione, la sorveglianza speciale, a causa della sua ritenuta pericolosità sociale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Il ricorrente aveva contestato l'applicazione della misura, sostenendo che i fatti contestati erano troppo datati o insufficienti per giustificare la pericolosità. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che il ricorso era generico, poiché riproponeva argomenti già esaminati e respinti dalla Corte d'Appello senza confrontarsi specificamente con le motivazioni della decisione impugnata. La Corte ha confermato la pericolosità sociale dell'individuo, basata su condotte criminose recenti e gravi.
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Inammissibilità ricorso penale: quando la Cassazione non riesamina i fatti
Un individuo, sottoposto a sorveglianza speciale, ha violato le prescrizioni imposte. La Corte d'Appello ha confermato le violazioni, ritenendo inattendibili le sue giustificazioni. L'individuo ha presentato un ricorso penale alla Corte di Cassazione, contestando la valutazione dei fatti. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale, affermando che esso mirava a una nuova valutazione delle prove, compito non spettante al giudizio di legittimità. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3000 euro.
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Aggravamento Misure Prevenzione: Inammissibilità Ricorso in Cassazione
La Corte d'Appello ha confermato l'aggravamento di una misura di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per un individuo. Questi ha presentato ricorso in Cassazione, contestando errori nella valutazione dei fatti e violazioni di legge, sostenendo che la decisione si basava su un episodio non attuale e non giudicato. La Suprema Corte ha dichiarato l'**inammissibilità ricorso misure di prevenzione**. Ha ribadito che, nei procedimenti di prevenzione, il ricorso è ammesso solo per violazione di legge, non per illogicità manifesta della motivazione, a meno che questa non sia inesistente o meramente apparente. La Corte ha ritenuto la motivazione del giudice di merito adeguata, basata su nuovi fatti e precedenti penali.
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Ricorso contro il patteggiamento: limiti e rischi di sanzione
Un imputato concorda con la Procura una pena a otto mesi di reclusione per la violazione delle misure di prevenzione. Il giudice per le indagini preliminari ratifica l'accordo e pronuncia la sentenza. Successivamente, la persona condannata propone ricorso in Cassazione contestando la mancata assoluzione immediata e lamentando un difetto di motivazione del giudice. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso contro il patteggiamento. La riforma processuale circoscrive in modo tassativo le ipotesi in cui è consentito impugnare una pena patteggiata. Di conseguenza, il ricorrente subisce la conferma integrale della sanzione pattuita e riceve la condanna al rimborso delle spese processuali, oltre all'obbligo di versare tremila euro alla Cassa delle Ammende per aver attivato un giudizio non consentito dalla legge.
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Sorveglianza Speciale: Pericolosità Sociale Attuale nonostante Assoluzione
Un individuo ha contestato l'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale, sostenendo l'assenza di attuale pericolosità sociale. L'individuo ha citato un'assoluzione per un episodio recente. La Corte d'Appello aveva invece confermato la misura, basandosi su precedenti condanne per reati di droga e contro il patrimonio. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse correttamente motivato l'attualità della pericolosità sociale, nonostante l'assoluzione per un singolo episodio. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: Violazione Misure Prevenzione Confermata
Un Lavoratore aveva violato le misure di prevenzione a cui era sottoposto, commettendo un reato continuato. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna a nove mesi di reclusione. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando errori nell'applicazione della legge e vizi di motivazione sulla pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo i motivi manifestamente infondati o generici. Ha confermato la condanna e ha imposto al Lavoratore il pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto dei requisiti formali e sostanziali per l'inammissibilità ricorso penale.
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Pericolosità sociale: la Cassazione annulla la sorveglianza speciale
Un Lavoratore, già condannato per associazione mafiosa e narcotraffico, ha chiesto la revoca o riduzione di una misura di prevenzione (sorveglianza speciale) applicata dopo anni di detenzione. Sosteneva l'assenza di Attualità pericolosità sociale, evidenziando la sua nuova attività lavorativa e l'assoluzione per alcuni reati. La Corte d'Appello ha respinto la sua richiesta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. Ha stabilito che la Corte d'Appello non ha adeguatamente valutato gli elementi che indicavano un possibile abbandono delle logiche criminali, né ha motivato sufficientemente sulla persistenza della Attualità pericolosità sociale dopo un lungo periodo di detenzione.
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Confisca di prevenzione: Beni illeciti confiscati anche se acquisiti decenni prima
La Corte di Cassazione ha confermato la **confisca di prevenzione** e la sorveglianza speciale nei confronti di un Imprenditore, della Moglie e della Figlia. L'Imprenditore era stato ritenuto socialmente pericoloso per legami con un'organizzazione criminale e per reati fiscali. La confisca ha colpito beni e aziende, anche se acquisiti decenni prima delle condotte illecite più recenti. La Suprema Corte ha ribadito che la confisca di prevenzione è una misura di sicurezza, non una sanzione penale, e può quindi essere applicata retroattivamente. I ricorsi della famiglia, che contestavano la pericolosità e la legittima provenienza dei beni, sono stati dichiarati inammissibili per mancanza di prove.
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