LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Manleva — Anno 2023

Pagina 9 di 9

174 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Manleva

Provvedimenti

Obbligo di ripristino: l’inquilino deve pagare?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un conduttore che aveva apportato modifiche a un immobile commerciale. L'ordinanza chiarisce l'obbligo di ripristino a carico dell'inquilino, anche per opere necessarie alla sua attività, se previsto dal contratto e in assenza del consenso del locatore. La Corte ha confermato la condanna al risarcimento, correggendo però un errore di calcolo del giudice d'appello che aveva duplicato una voce di danno, distinguendo tra errore materiale ed 'error in iudicando'.
Continua »
Competenza Tribunale Imprese: prevale sul consumatore
Due risparmiatori hanno perso i loro investimenti in azioni di una banca, sostenendo di essere stati ingannati da bilanci certificati da una società di revisione. Hanno citato quest'ultima presso il tribunale della loro residenza (foro del consumatore). La società di revisione ha eccepito l'incompetenza, indicando il Tribunale delle Imprese come foro corretto. La Corte di Cassazione ha confermato che la competenza del Tribunale delle Imprese è inderogabile e prevale sul foro del consumatore in questi casi, data la specificità della materia.
Continua »
Validità notifica: Cassazione acquisisce atti
Un co-amministratore, dichiarato assente nei primi due gradi di giudizio e condannato a manlevare l'altro amministratore per il 50% del danno da mala gestio, ricorre in Cassazione. Il motivo principale è l'invalidità della notifica degli atti introduttivi. La Corte, prima di decidere nel merito, ritiene necessario verificare la correttezza della procedura e ordina l'acquisizione dei fascicoli di primo e secondo grado per esaminare la validità notifica e garantire il rispetto del diritto di difesa.
Continua »
Domanda riconvenzionale: la Cassazione fa chiarezza
In una causa per il pagamento di compensi professionali, la parte convenuta ha proposto una domanda riconvenzionale. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione per risolvere importanti questioni procedurali, tra cui la corretta via di impugnazione per un provvedimento che decide sia sulla parcella che sulla domanda riconvenzionale, rinviando il caso a una pubblica udienza per approfondimenti.
Continua »
Interpretazione polizza: la Cassazione boccia la lettura
Una società di gestione idrica, condannata a risarcire i danni da rottura di una condotta, si è vista negare la copertura assicurativa dalla Corte d'Appello. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che l'interpretazione della polizza assicurativa era stata errata e parziale. Il giudice di merito aveva considerato solo la clausola di esclusione per 'infiltrazioni', ignorandone un'altra che estendeva la copertura ai danni da rottura accidentale di condutture. La Suprema Corte ha ribadito che i contratti devono essere interpretati nel loro complesso, rinviando il caso per un nuovo esame.
Continua »
Promessa del fatto del terzo: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30003/2023, ha esaminato un caso riguardante la qualificazione di una clausola in un contratto di cessione di quote societarie. La clausola impegnava gli acquirenti a liberare il venditore da una fideiussione pregressa. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano qualificato l'impegno come un patto di manleva piuttosto che una promessa del fatto del terzo. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali, in particolare per la violazione del principio di autosufficienza, poiché i ricorrenti non avevano specificato adeguatamente le norme violate né trascritto la clausola contestata. La decisione ribadisce che un impegno ad attivarsi per estinguere un debito altrui costituisce un'obbligazione di garanzia diretta.
Continua »
Doppia conforme: ricorso in Cassazione inammissibile
Un ex amministratore di condominio, condannato in primo e secondo grado per la gestione irregolare dei fondi, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile in applicazione del principio di "doppia conforme", poiché la sentenza d'appello aveva confermato la prima decisione basandosi sulle stesse ragioni di fatto, senza che il ricorrente riuscisse a dimostrare una diversa valutazione. Di conseguenza, l'ex amministratore è stato condannato al pagamento delle spese legali.
Continua »
Estensione automatica domanda: Cassazione chiarisce
In un caso di furto di merce, la Cassazione ha rigettato il ricorso di un vettore, condannato per la perdita del carico. La Corte ha stabilito che la qualifica del rapporto con un altro operatore come mero ausiliario e non sub-vettore è una valutazione di fatto insindacabile. Cruciale il diniego del principio di estensione automatica domanda al terzo chiamato in garanzia, poiché i rapporti processuali restano distinti.
Continua »
Giurisdizione manleva: chi giudica gestore e regione?
Una società di gestione del servizio idrico, condannata a risarcire dei cittadini, chiedeva di essere manlevata dall'Ente Regionale. La Cassazione, affrontando la questione della giurisdizione manleva, ha stabilito che la competenza a decidere su tale richiesta spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo, cassando con rinvio la sentenza di merito.
Continua »
Giurisdizione domanda di manleva: decide il giudice?
Una società di gestione idrica, condannata a risarcire alcuni utenti, ha chiamato in causa un ente regionale. La Cassazione stabilisce che la giurisdizione sulla domanda di manleva spetta al giudice ordinario, in quanto connessa alla richiesta principale dei consumatori, riformando la decisione del Tribunale.
Continua »
Indennità per ritardo: la responsabilità del terzo
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di indennità per ritardo nella riconsegna di un immobile. Un'università, terza beneficiaria di un contratto di locazione stipulato tra un comune e una fondazione, ha ritardato la liberazione dei locali. La Corte ha stabilito che, sebbene l'obbligo contrattuale verso la fondazione fosse del comune, quest'ultimo poteva legittimamente chiedere all'università di essere tenuto indenne per i danni causati dal suo ritardo. La sentenza chiarisce i confini della responsabilità indiretta e le regole processuali sull'ammissibilità delle eccezioni in appello.
Continua »
Deposito cauzionale: la restituzione è dovuta?
Una società conduttrice citava in giudizio il locatore a causa di infiltrazioni d'acqua, cercando di evitare il pagamento dei canoni. I tribunali di merito hanno dato ragione al locatore, poiché il danno era stato causato da un terzo. La Corte di Cassazione ha confermato gran parte della decisione, ma ha annullato la parte relativa al deposito cauzionale. Poiché il locatore non aveva impugnato la constatazione iniziale del pagamento del deposito, tale fatto è diventato definitivo, e il conduttore ha diritto alla sua restituzione.
Continua »
Principio di non contestazione: prova e oneri processuali
Un fornitore di energia contesta un conguaglio per consumi errati addebitatogli da un distributore a causa di un contatore difettoso. I giudici di merito condannano il distributore al risarcimento, includendo i costi accessori di dispacciamento. La Corte di Cassazione conferma la decisione, ribadendo il valore vincolante del principio di non contestazione: un fatto allegato da una parte e non specificamente contestato dalla controparte deve essere ritenuto provato, senza necessità di ulteriore attività istruttoria.
Continua »
Sospensione processo: quando il giudice può disporla?
Una società commerciale citava in giudizio un supercondominio per il ripristino di alcune scale mobili e il risarcimento dei danni. Il Tribunale disponeva la sospensione del processo in attesa della definizione di un'altra causa pendente tra il supercondominio e la ditta costruttrice. La Corte di Cassazione ha annullato tale provvedimento, chiarendo che la sospensione del processo discrezionale è illegittima se il giudice non motiva espressamente le ragioni per cui non intende attenersi alla sentenza, seppur non definitiva, già emessa nell'altro giudizio.
Continua »