LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Manleva — Anno 2022

120 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Manleva

Provvedimenti

Occupazione abusiva di terreno: Comune e Impresa condannati
Un Proprietario ha citato in giudizio un Comune per l'occupazione abusiva di un terreno di sua proprietà e per il risarcimento dei danni. Il Comune ha chiamato in causa l'Impresa che aveva eseguito i lavori. Il Tribunale ha rigettato la domanda per prescrizione. La Corte d'Appello ha dichiarato nulla la sentenza di primo grado, ha accolto la domanda del Proprietario e la richiesta di manleva del Comune verso l'Impresa. L'Impresa e il Proprietario hanno proposto ricorso in Cassazione. La Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi, confermando la condanna dell'Impresa a manlevare il Comune per l'occupazione abusiva di terreno e il risarcimento danni al Proprietario.
Continua »
Tariffa Depurazione Acque: Chi Deve Provare il Servizio?
Il Condominio e alcuni Utenti hanno chiesto la Restituzione tariffa depurazione acque pagata per un servizio non fruito, a causa del malfunzionamento dell'impianto. Dopo un primo grado favorevole agli Utenti, il Tribunale ha parzialmente accolto l'appello dell'Azienda Speciale, rigettando la domanda del Condominio per mancanza di prova del pagamento, ma confermando il diritto alla restituzione per altri Utenti. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Condominio per vizi procedurali. Ha invece accolto il ricorso incidentale dell'Azienda Speciale sulla possibilità di rivalersi contro la Regione, proprietaria dell'impianto, per il mancato servizio. La Corte ha ribadito che il gestore del servizio idrico deve dimostrare il funzionamento dell'impianto per riscuotere la tariffa. La sentenza rinvia al Tribunale per la questione della manleva tra Azienda Speciale e Regione.
Continua »
Giurisdizione sulla domanda di manleva e risarcimento acqua
Un cittadino agisce contro il gestore del servizio idrico per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dall'erogazione di acqua non potabile contenente arsenico oltre i limiti di legge. Il gestore chiama in causa l'ente regionale per essere sollevato dalle responsabilità risarcitorie. Il giudice di primo grado riconosce il danno al cittadino ma nega il rimborso al gestore. In appello, il tribunale dichiara il difetto di giurisdizione sulla chiamata in causa dell'ente pubblico, attribuendo la competenza al giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e chiarisce la giurisdizione sulla domanda di manleva. I giudici stabiliscono che la richiesta di garanzia azionata dal gestore appartiene al giudice ordinario, poiché rappresenta il diretto riflesso della causa principale di risarcimento promossa dall'utente. La sentenza viene quindi annullata con rinvio al tribunale per la decisione nel merito.
Continua »
Acqua non potabile: Cassazione chiarisce giurisdizione e limiti risarcimento
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Gestore Idrico citato in giudizio per l'erogazione di acqua non potabile, contenente arsenico, e la richiesta di risarcimento acqua non potabile e riduzione tariffaria da parte degli Utenti. La Suprema Corte ha stabilito che la giurisdizione per la domanda di risarcimento danni da parte degli Utenti contro il Gestore è del giudice ordinario, trattandosi di inadempimento contrattuale. Ha inoltre chiarito che la domanda di manleva del Gestore verso la Regione Lazio rientra anch'essa nella giurisdizione ordinaria. Infine, ha censurato la sentenza di appello per aver superato i limiti della domanda iniziale degli Utenti (ultrapetizione), rinviando la causa al Tribunale per una nuova decisione.
Continua »
Manleva contratti pubblici: l’azienda non scarica la responsabilità
Una società affidataria della gestione rifiuti durante un'emergenza ha chiesto la *manleva* (indennizzo) alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per i pagamenti fatti ai suoi fornitori. La società sosteneva di essere stata una mera esecutrice e che gli oneri spettassero all'ente pubblico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha stabilito che le imprese affidatarie mantengono la responsabilità primaria verso i loro fornitori, anche in fase transitoria. Il ruolo dell'ente pubblico era di coordinamento e autorizzazione al rimborso, non di assunzione diretta degli obblighi contrattuali. La Cassazione ha anche richiamato il principio del *ne bis in idem*, dato che la società aveva già agito in sede amministrativa per pretese simili. La società ha perso la causa e dovrà pagare le spese legali.
Continua »
Rinuncia all’Impugnazione in Garanzia: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una società (L'Appaltatore) che aveva subappaltato la realizzazione di una pavimentazione. A seguito di vizi nell'opera, il Committente ha citato in giudizio L'Appaltatore, che a sua volta ha chiamato in causa il Subappaltatore per essere manlevato. In appello, L'Appaltatore ha rinunciato all'impugnazione contro il Committente. La Cassazione ha stabilito che, in un giudizio con chiamata in garanzia, la **rinuncia all'impugnazione in garanzia** da parte del garantito necessita dell'accettazione anche del garante. Questo perché il rapporto processuale è trilateralmente inscindibile, configurando un litisconsorzio necessario. La sentenza d'appello è stata cassata per consentire un nuovo accertamento dei vizi con la partecipazione di tutte le parti.
Continua »
Restituzione tariffa depurazione acque: gestore condannato
Diversi utenti del servizio idrico hanno citato in giudizio l'ente gestore per ottenere la restituzione tariffa depurazione acque. L'impianto fognario di depurazione locale non funzionava regolarmente, rendendo indebito l'addebito in bolletta. Il gestore ha eccepito il proprio difetto di titolarità passiva e ha richiesto di essere manlevato dalla Regione, proprietaria della struttura malfunzionante. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo del gestore di rimborsare direttamente i cittadini, in quanto controparte contrattuale e materiale percettore delle somme non dovute. Al contempo, i giudici hanno accolto la domanda del gestore nei confronti dell'Ente Regionale: il proprietario dell'impianto che con la sua condotta ne impedisce il funzionamento deve risarcire il somministratore.
Continua »
Liquidazione compensi professionali: l’invito a dedurre non fissa il valore
Gli Avvocati hanno impugnato la decisione che aveva ridotto i loro compensi professionali per aver difeso un Funzionario Pubblico in un giudizio di responsabilità erariale. La Corte d'Appello aveva ritenuto il valore della causa indeterminabile, ignorando l'importo indicato nell'invito a dedurre. La Cassazione ha confermato che l'invito a dedurre è un atto preliminare e non fissa il valore definitivo per la liquidazione compensi professionali. Tuttavia, ha accolto il ricorso degli Avvocati, stabilendo che il giudice deve valutare l'importanza e la complessità della controversia, anche se di valore indeterminabile, per applicare correttamente le tariffe professionali.
Continua »
Rimborso tariffa depurazione acque: l’inefficienza giustifica il diritto
Diversi utenti del servizio idrico, inclusi privati e un condominio, hanno chiesto il rimborso della tariffa di depurazione acque, sostenendo che l'impianto di depurazione fosse inefficiente. Dopo un esito sfavorevole in appello, la Corte di Cassazione ha accolto il loro ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che l'assoluta inefficienza di un impianto di depurazione equivale alla sua inesistenza, legittimando così il diritto degli utenti al rimborso per un servizio non fruito. La sentenza ha anche confermato la responsabilità della Regione Campania per la gestione dell'impianto.
Continua »
Assicurazione Responsabilità Civile Amministratori: Illeciti Esclusi
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti dell'Assicurazione Responsabilità Civile Amministratori. Alcuni ex amministratori di un'azienda pubblica erano stati condannati dalla Corte dei Conti per danno erariale, avendo creato una società inutile e percepito compensi illeciti. Hanno chiesto all'assicuratore di coprire sia il danno che la restituzione dei compensi. La Cassazione ha stabilito che l'Assicurazione Responsabilità Civile Amministratori non copre l'obbligo di restituire compensi illeciti. Questo perché la restituzione di un profitto illegittimo non è un danno risarcibile, ma la rimozione di un arricchimento ingiustificato. Il principio indennitario dell'assicurazione esclude la copertura per la perdita di guadagni illeciti.
Continua »
Spese condominiali antecedenti compravendita: paga il venditore
L'Acquirente di un immobile versa al condominio la somma richiesta tramite decreto ingiuntivo per spese condominiali antecedenti compravendita, relative a delibere risalenti a oltre due anni prima del rogito. Successivamente, L'Acquirente chiede il rimborso a La Venditrice, la quale aveva firmato una specifica manleva per coprire ogni pendenza pregresso. La Corte d'Appello nega il rimborso sostenendo che L'Acquirente dovesse opporsi al decreto anziché pagare. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di L'Acquirente. I giudici chiariscono che la responsabilità solidale tra acquirente e venditore riguarda solo il biennio precedente all'acquisto. I debiti più vecchi rimangono a carico esclusivo di chi era proprietario al momento delle delibere. Il pagamento effettuato dall'acquirente costituisce indebito e attribuisce il diritto di rivalsa sul venditore.
Continua »
Risarcimento danni con IVA e garanzie nei contratti
I proprietari di un condominio hanno citato in giudizio la società committente e l'impresa appaltatrice per i danni strutturali causati dagli scavi per un'autorimessa interrata. La Corte d'Appello ha riconosciuto il risarcimento danni con IVA anche in assenza di fatture per riparazioni già eseguite. I giudici di merito hanno inoltre condannato la committente a manlevare l'appaltatrice in virtù di una clausola contrattuale. La Corte di Cassazione ha confermato che l'IVA spetta sempre al danneggiato a prescindere dall'esecuzione immediata dei lavori. Gli Ermellini hanno invece annullato la decisione sulla manleva: assumere l'onere di stipulare una polizza assicurativa non equivale automaticamente all'obbligo di garantire in proprio l'appaltatore negligente.
Continua »
Gravi difetti dell’immobile: tecnici e assicurazioni condannati
Un condominio e diversi proprietari agiscono in giudizio contro l'impresa costruttrice, il venditore, il direttore dei lavori e il progettista strutturale a causa di allagamenti negli scantinati e di un pessimo isolamento acustico. I tecnici eccepiscono la propria estraneità e invocano le polizze assicurative. La Corte di Cassazione conferma la responsabilità concorrente e solidale di tutte le figure professionali. I vizi riscontrati costituiscono gravi difetti dell'immobile per errata valutazione geologica e acustica. La Suprema Corte stabilisce che il progettista strutturale non può ignorare le criticità del terreno note dalla perizia. Respinte anche le eccezioni delle assicurazioni: la copertura indennitaria opera sull'intero debito solidale verso i danneggiati, mentre la conoscenza pregressa del rischio esclude la garanzia per il tecnico.
Continua »
Infiltrazioni: Il Proprietario risponde del Difetto di Manutenzione Immobile
Un Proprietario ha acquistato un immobile e, dopo alcuni anni, ha riscontrato infiltrazioni e umidità, attribuendole a vizi di costruzione. Ha citato in giudizio il Committente e il Costruttore per responsabilità contrattuale e gravi difetti. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno escluso la responsabilità del Costruttore, ritenendo che i problemi fossero dovuti a un difetto di manutenzione immobile da parte del Proprietario. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del Proprietario e ribadendo che la manutenzione ordinaria spetta al proprietario. Il Proprietario ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese legali.
Continua »
Sindaco assolto: diritto al rimborso spese legali amministratori pubblici
Un ex Sindaco, assolto in un giudizio di responsabilità contabile, ha chiesto al Comune il rimborso delle spese legali. Il Comune ha negato il rimborso integrale, sostenendo che spettasse solo ai dipendenti, e ha chiamato in causa la propria assicurazione per la manleva. La Corte d'Appello ha respinto sia la richiesta di rimborso integrale sia la manleva. La Cassazione ha accolto il ricorso del Sindaco. Ha stabilito che il diritto al rimborso spese legali amministratori pubblici, se assolti, è legittimo e che la congruità della parcella deve essere verificata. Ha inoltre ordinato di riesaminare la polizza assicurativa per la copertura della tutela legale.
Continua »
Opposizione a cartella esattoriale: l’esattore paga le spese
Una compagnia assicurativa ha promosso un'opposizione a cartella esattoriale emessa dall'ente di riscossione per l'incasso di una polizza fideiussoria richiesta da un ministero. I giudici hanno annullato il debito e condannato sia il ministero sia l'esattore a rimborsare le spese legali alla società. L'agente di riscossione ha contestato la decisione, sostenendo di essere un semplice esecutore materiale degli ordini ministeriali e invocando la compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'esattore. Chi avvia la riscossione notifica l'atto e costringe il cittadino a difendersi, subendo l'applicazione del principio di causalità sulle spese processuali.
Continua »
Commercialista Assolto: Nessuna Responsabilità Professionale per Errori Fiscali
Una società ha citato in giudizio il proprio commercialista per responsabilità professionale commercialista, accusandolo di errori fiscali che hanno portato a un avviso di accertamento IVA. Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità del professionista, condannandolo al risarcimento e la sua assicurazione alla manleva. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, escludendo la responsabilità del commercialista e rigettando le domande della società. La Cassazione ha confermato la sentenza d'Appello, dichiarando inammissibili o infondati i motivi di ricorso della società, che non ha dimostrato la violazione delle norme di diritto né l'errata valutazione delle prove da parte dei giudici di merito. La società ha perso definitivamente la causa.
Continua »
Acqua non potabile: la Cassazione conferma giurisdizione ordinaria
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **acqua non potabile** fornita ai consumatori. I Consumatori avevano citato in giudizio l'Azienda Fornitrice per risarcimento danni e riduzione della tariffa. L'Azienda Fornitrice aveva chiesto all'Ente Regionale e all'Autorità d'Ambito di essere manlevata (risarcita) per quanto dovuto ai Consumatori. Il Tribunale aveva negato la giurisdizione del giudice ordinario per questa domanda di manleva, ritenendola di competenza amministrativa. La Cassazione ha invece stabilito che il giudice ordinario ha giurisdizione sulla domanda di manleva, poiché essa deriva dal rapporto contrattuale di fornitura dell'acqua e non da un contestato esercizio del potere amministrativo. La sentenza di appello è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Prescrizione nel contratto di trasporto: furto e rivalsa
Una società committente affida il trasporto di merci a un vettore principale, il quale subappalta l'incarico a un sub-vettore. Durante il tragitto, ignoti rubano il carico. L'assicuratore della merce risarcisce il committente e fa causa al vettore principale per recuperare la somma. Il vettore principale chiama in causa il sub-vettore per rivalersi del danno, ma quest'ultimo eccepisce la prescrizione annuale. I giudici di merito respingono l'eccezione, fissando il termine iniziale della prescrizione alla data di notifica della causa principale. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del sub-vettore, stabilendo che la prescrizione nel contratto di trasporto e nel sub-trasporto decorre tassativamente dal giorno convenuto per la riconsegna delle cose e non dall'avvio dell'azione risarcitoria.
Continua »
Vizi dell’opera nell’appalto: l’errore PEC blocca il ricorso
Una società committente contestava gravi vizi dell'opera nell'appalto per la costruzione di un edificio residenziale, citando in giudizio l'impresa costruttrice e i tecnici responsabili della progettazione. La Corte d'Appello riconosceva il diritto al risarcimento della committente, pur avendo questa alienato gli immobili a terzi. L'impresa e i professionisti proponevano ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato improcedibile il ricorso principale dell'impresa a causa del mancato deposito telematico delle ricevute PEC di notifica e dell'attestazione di conformità. Per l'effetto, è divenuto inefficace anche il ricorso incidentale dei professionisti. La condanna al risarcimento e al pagamento delle spese legali a favore della committente rimane confermata.
Continua »