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Manipolazione Del Mercato

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il delitto di manipolazione del mercato prevede e punisce le condotte dolose idonee ad alterare il valore di mercato degli strumenti finanziari. Fa parte della Parte V, Titolo I bis del Testo Unico della Finanza (TUF) e costituisce, insieme al reato di abuso di informazioni privilegiate, una fra le più rilevanti fattispecie penali finalizzate alla repressione della criminalità finanziaria.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Manipolazione del Mercato: Sanzione Ricalcolata per Legge Più Favorevole
Due Amministratori sono stati sanzionati dall'Autorità di Vigilanza per manipolazione del mercato (informativa e operativa) delle azioni di una Società, con multe di 400.000 euro ciascuno. Hanno contestato la tardività della contestazione degli illeciti. La Corte di Cassazione ha rigettato il motivo sulla tardività, confermando la legittimità dell'accertamento dell'Autorità. Tuttavia, la Corte ha rilevato d'ufficio l'applicazione del principio del favor rei a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale. Questa sentenza ha reso retroattiva una modifica legislativa che riduceva la forbice edittale delle sanzioni. Per questo motivo, la Cassazione ha cassato la sentenza impugnata nella parte relativa alla misura della sanzione, rinviando alla Corte d'Appello per una nuova determinazione.
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Manipolazione del mercato: assoluzione confermata per i vertici
L'Autorità di Vigilanza ha ricorso in Cassazione contro l'assoluzione dei dirigenti di una società quotata. L'accusa contestava i reati di manipolazione del mercato e ostacolo alle funzioni di vigilanza per aver diffuso comunicati imprecisi sulle trattative di vendita di un immobile e sul fabbisogno finanziario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e confermato le assoluzioni. I giudici hanno chiarito che il reato di manipolazione del mercato richiede la concreta idoneità della condotta ad alterare i prezzi. Questa idoneità va valutata mettendosi nei panni dell'investitore ragionevole al momento dei fatti. Poiché il mercato conosceva già il grave indebitamento della società, le imperfezioni informative non potevano alterare le quotazioni né ostacolare le verifiche dell'Autorità.
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Manipolazione del mercato: condanna penale ma niente danni a Consob
Il Presidente del CdA di una Società Quotata e un Socio Occulto hanno ideato un piano per ottenere il controllo della società senza lanciare l'offerta pubblica obbligatoria. Attraverso un aumento di capitale fittizio, hanno convinto il mercato che i fondi servissero al risanamento aziendale. In realtà, hanno utilizzato sette milioni di euro per acquistare quote di un Fondo Immobiliare riconducibile al Socio Occulto, il quale ha poi usato quel denaro per comprare le azioni rimaste invendute. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di ostacolo alla vigilanza e manipolazione del mercato. Tuttavia, i giudici hanno annullato senza rinvio la condanna al risarcimento del danno patrimoniale in favore dell'Autorità di Vigilanza. La Corte ha stabilito che i costi ordinari delle indagini non costituiscono un danno risarcibile.
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Ricorso straordinario per errore di fatto: respinto il manager
L'Amministratore Delegato di una società finanziaria, condannato in via definitiva per manipolazione del mercato, ha proposto un ricorso straordinario per errore di fatto. Il ricorrente sosteneva che la Corte di Cassazione avesse commesso un errore percettivo nel valutare l'alterazione dei prezzi dei titoli e la paternità di alcuni comunicati stampa. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che questo speciale strumento non può essere utilizzato per contestare le valutazioni di merito o l'interpretazione delle prove effettuate nei precedenti gradi di giudizio, ma serve solo a correggere evidenti sviste materiali o omissioni di motivi decisivi. Di conseguenza, la condanna penale resta confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sanzioni CONSOB: pena ridotta ma doppia condanna per l’amm.
Un amministratore ha ricevuto due distinte Sanzioni CONSOB per un prospetto informativo ingannevole e per manipolazione del mercato. Il prospetto nascondeva che un aumento di capitale sarebbe stato coperto con beni illiquidi anziché con denaro. La Cassazione ha confermato che i due illeciti sono separati e non possono essere 'assorbiti' in un'unica sanzione. Tuttavia, ha annullato la decisione sull'importo della pena, ordinando alla Corte d'Appello di ricalcolarla applicando il principio della 'lex mitior', ovvero una legge successiva che ha introdotto sanzioni più basse per questo tipo di reati.
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Manipolazione del mercato: notizia falsa annulla sanzione Consob
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione della Consob per manipolazione del mercato a carico dell'amministratore di una società quotata. L'illecito era consistito nel diffondere comunicati stampa fuorvianti su un futuro aumento di capitale. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: la manipolazione del mercato tramite false notizie è un illecito istantaneo, che si consuma nel momento in cui la notizia viene diffusa. Di conseguenza, il termine di prescrizione di cinque anni inizia a decorrere da quel giorno, non dalla successiva smentita. La sanzione, essendo stata contestata oltre i cinque anni dalla diffusione della notizia falsa, è stata annullata perché prescritta.
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Falsa offerta per la compagnia aerea: condanna per manipolazione del mercato
Un gruppo di imprenditori diffondeva documenti bancari falsi per accreditare una finta solidità economica, necessaria a presentare un'offerta di acquisto per una quota di una nota compagnia aerea. La Corte di Cassazione ha confermato la loro condanna per manipolazione del mercato. Il principio chiave sancito è che questo reato è di 'pericolo concreto': non è necessario dimostrare che il prezzo del titolo sia effettivamente cambiato. È sufficiente provare che la diffusione di notizie false era, in sé, capace di alterare sensibilmente il mercato. Gli imputati sono stati condannati, con una sola riduzione di una pena accessoria per il promotore del gruppo.
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Riconoscimento confisca estera: limiti italiani e tutele europee
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul riconoscimento confisca estera emessa da un tribunale tedesco contro due investitori per il reato di manipolazione del mercato. I ricorrenti contestavano la decisione italiana, sostenendo la mancanza della doppia incriminabilità e la violazione del principio di proporzionalità, poiché la confisca colpiva anche il prodotto del reato e non solo il profitto. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi, chiarendo che per il riconoscimento confisca estera è sufficiente che il fatto storico sia punibile in entrambi gli ordinamenti, trattandosi peraltro di un reato di pericolo. Inoltre, le questioni sulla proporzionalità della misura patrimoniale devono essere sollevate davanti ai giudici dello Stato di emissione e non in quello di esecuzione, basandosi sul principio di reciproca fiducia tra gli Stati membri dell'Unione Europea.
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Ne bis in idem: cumulo di sanzioni e mercato
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di manipolazione del mercato, stabilendo che il cumulo di una sanzione penale e una sanzione amministrativa pecuniaria non viola il principio del ne bis in idem. La Corte ha rigettato il ricorso di un imprenditore e delle sue società, confermando che il sistema del 'doppio binario' sanzionatorio è legittimo se le sanzioni, nel loro complesso, risultano proporzionate, efficaci e dissuasive per tutelare l'integrità dei mercati finanziari. In questo caso, la sanzione penale da sola è stata ritenuta insufficiente a punire la gravità della condotta.
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Manipolazione del mercato: condanna per operazioni fittizie
La Corte di Cassazione conferma la condanna per manipolazione del mercato a carico di membri di una famiglia di imprenditori. Le condotte illecite includevano una finta cessione di azioni tra fratelli per mascherare una vendita al pubblico e operazioni volte a sostenere artificialmente il prezzo di obbligazioni della loro società quotata. La sentenza ribadisce che il reato è di pericolo concreto, non essendo necessaria l'effettiva alterazione del prezzo.
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Ne bis in idem: legittima la doppia sanzione connessa
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per manipolazione del mercato, respingendo il ricorso basato sulla violazione del principio del ne bis in idem. La Corte ha stabilito che un doppio binario sanzionatorio, amministrativo e penale, è ammissibile a condizione che i due procedimenti siano legati da una sufficiente connessione materiale e temporale, costituendo una risposta unitaria e proporzionata all'illecito. Nel caso di specie, il ricorrente non aveva adeguatamente provato l'assenza di tale connessione.
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Doppia incriminabilità e sequestro: il caso deciso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due soggetti accusati di manipolazione del mercato. Il caso riguardava un sequestro di beni richiesto dalla Germania e la contestazione sulla sussistenza del requisito della doppia incriminabilità. La Corte ha stabilito che, ai fini della cooperazione giudiziaria europea, è sufficiente che la condotta sia penalmente rilevante in Italia, a prescindere dall'identica qualificazione giuridica. Le operazioni di compravendita coordinate sono state ritenute idonee a integrare il reato di manipolazione del mercato.
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