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D.Lgs. 72/2015

68 provvedimenti

Manipolazione del Mercato: Sanzione Ricalcolata per Legge Più Favorevole
Due Amministratori sono stati sanzionati dall'Autorità di Vigilanza per manipolazione del mercato (informativa e operativa) delle azioni di una Società, con multe di 400.000 euro ciascuno. Hanno contestato la tardività della contestazione degli illeciti. La Corte di Cassazione ha rigettato il motivo sulla tardività, confermando la legittimità dell'accertamento dell'Autorità. Tuttavia, la Corte ha rilevato d'ufficio l'applicazione del principio del favor rei a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale. Questa sentenza ha reso retroattiva una modifica legislativa che riduceva la forbice edittale delle sanzioni. Per questo motivo, la Cassazione ha cassato la sentenza impugnata nella parte relativa alla misura della sanzione, rinviando alla Corte d'Appello per una nuova determinazione.
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Abuso di informazioni privilegiate: colpevole ma con multa ridotta
Un manager finanziario è stato sanzionato dall'Autorità di Vigilanza per abuso di informazioni privilegiate, avendo rivelato a un fondo d'investimento dettagli su un'imminente operazione di acquisto azionario. La Corte d'Appello ha confermato la sanzione basandosi su indizi gravi e concordanti, come l'improvvisa interruzione delle comunicazioni e il successivo acquisto massiccio di azioni. La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi di ricorso sulla responsabilità, confermando l'uso delle presunzioni. Tuttavia, ha accolto la necessità di rideterminare la sanzione pecuniaria. In seguito a una pronuncia della Corte Costituzionale, si deve infatti applicare retroattivamente il regime sanzionatorio successivo più favorevole. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per ricalcolare la multa.
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Responsabilità dei dirigenti bancari: i fatti battono la forma
L'Autorità di Vigilanza ha sanzionato il Condirettore Generale di un istituto di credito per gravi irregolarità commesse durante un aumento di capitale, tra cui la mancata valutazione di adeguatezza delle operazioni e pressioni commerciali indebite. Il Dirigente ha impugnato la sanzione, sostenendo di non avere poteri deliberativi formali e invocando l'applicazione retroattiva di una legge successiva più favorevole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità dei dirigenti bancari in base alle loro effettive mansioni operative e non alla sola carica formale. La Corte ha inoltre chiarito che alle sanzioni amministrative pecuniarie si applica il principio del "tempus regit actum" e non quello del "favor rei", escludendo l'applicazione retroattiva delle riforme più favorevoli. Il Dirigente è stato condannato anche per lite temeraria.
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Responsabilità dei consiglieri non esecutivi: l’inerzia si paga
L'Autorità di Vigilanza ha sanzionato un amministratore di un istituto bancario per gravi carenze organizzative e irregolarità nella compravendita di azioni proprie. L'amministratore ha impugnato la sanzione, sostenendo di non avere responsabilità in quanto membro non esecutivo del consiglio di amministrazione. La Corte d'Appello ha ridotto la sanzione a 120.000 euro, confermando però la colpa del soggetto. La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso dell'amministratore. I giudici hanno stabilito che la responsabilità dei consiglieri non esecutivi sussiste quando questi rimangono inerti davanti a chiari segnali d'allarme. L'amministratore perde la causa e deve pagare le spese legali, poiché il ruolo non operativo non esonera dal dovere di vigilare attivamente sulla gestione aziendale.
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Sanzioni Consob e principio del favor rei: no alla retroattività
L'Autorità di Vigilanza ha sanzionato un ex Amministratore di una banca per violazioni sulle valutazioni di adeguatezza degli investimenti. L'Amministratore ha impugnato il provvedimento, invocando l'applicazione retroattiva di norme più favorevoli introdotte successivamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione rideterminata dalla Corte d'Appello. I giudici hanno chiarito che in tema di sanzioni Consob e principio del favor rei, la retroattività della legge più favorevole non si applica alle sanzioni amministrative sprovviste di una reale natura punitiva o penale. Inoltre, grava sull'amministratore l'onere di dimostrare l'assenza di colpa a fronte di accertate carenze organizzative dell'istituto di credito.
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Sanzioni amministrative pecuniarie: condannata l’amministratrice
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'ex componente del consiglio di amministrazione di una banca, confermando la sanzione di 6.000 euro inflitta dall'Autorità di Vigilanza. La contestazione riguardava la mancata mappatura e verifica di adeguatezza dei titoli emessi rispetto alle esigenze dei clienti. La Suprema Corte ha chiarito che le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal Testo Unico Finanziario non hanno natura penale, escludendo l'applicazione retroattiva della legge successiva più favorevole. Inoltre, in tema di sanzioni amministrative pecuniarie, opera una presunzione di colpa a carico dell'autore della violazione. Spetta quindi all'amministratore dimostrare di aver agito con la massima diligenza e senza colpa per superare l'addebito.
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Sanzioni CONSOB: pena ridotta ma doppia condanna per l’amm.
Un amministratore ha ricevuto due distinte Sanzioni CONSOB per un prospetto informativo ingannevole e per manipolazione del mercato. Il prospetto nascondeva che un aumento di capitale sarebbe stato coperto con beni illiquidi anziché con denaro. La Cassazione ha confermato che i due illeciti sono separati e non possono essere 'assorbiti' in un'unica sanzione. Tuttavia, ha annullato la decisione sull'importo della pena, ordinando alla Corte d'Appello di ricalcolarla applicando il principio della 'lex mitior', ovvero una legge successiva che ha introdotto sanzioni più basse per questo tipo di reati.
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Multa CONSOB: No a una seconda causa per bloccare la riscossione
Un soggetto, multato dalla CONSOB per abuso di informazioni privilegiate, ha avviato un'opposizione all'esecuzione esattoriale per bloccare la cartella di pagamento. La sua difesa si basava su una successiva sentenza della Corte Costituzionale che rendeva applicabile una legge più favorevole, riducendo potenzialmente la sanzione. La Corte di Cassazione ha però dichiarato inammissibile questa opposizione. Ha stabilito un principio chiaro: le questioni sulla legittimità e sull'importo della sanzione devono essere discusse nel giudizio di merito contro la multa stessa, non in un separato procedimento di opposizione alla riscossione. Tentare una seconda via processuale è un errore che la legge non consente.
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Responsabilità solidale della banca: la vecchia legge vince
Una banca è stata sanzionata insieme ai suoi manager per illeciti finanziari. Successivamente, una nuova legge ha cancellato la norma sulla responsabilità solidale della banca. La banca ha quindi sostenuto di non dover più pagare. La Corte di Cassazione ha però chiarito un punto fondamentale: le leggi che modificano la responsabilità si applicano solo agli illeciti commessi dopo la loro entrata in vigore. Per i fatti precedenti, vale la vecchia legge. Di conseguenza, l'Autorità di Vigilanza ha vinto e la banca è stata confermata come responsabile del pagamento delle sanzioni.
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Responsabilità amministratori non esecutivi: l’inerzia si paga
La Corte di Cassazione conferma le sanzioni Consob a carico di alcuni esponenti di una banca, chiarendo i confini della responsabilità amministratori non esecutivi. Un'amministratrice, entrata in carica dopo l'inizio di alcune irregolarità, è stata comunque ritenuta responsabile per la sua successiva inerzia. La Corte stabilisce che i consiglieri non esecutivi hanno un preciso dovere di attivarsi e vigilare di fronte a segnali di allarme evidenti. La loro passività non è una scusante. L'autorità di vigilanza deve solo provare l'esistenza di tali segnali, mentre spetta all'amministratore dimostrare di aver agito per scongiurare il danno.
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Responsabilità amministratori non esecutivi: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione amministrativa inflitta a un componente del consiglio di amministrazione di un istituto bancario per violazione degli obblighi informativi. La vicenda riguarda l'omessa indicazione, nei documenti di registrazione allegati ai prospetti informativi, del fenomeno del capitale finanziato, ovvero prestiti concessi dalla banca ai clienti per l'acquisto di azioni proprie. La Corte ha stabilito che la responsabilità amministratori non esecutivi sussiste anche in assenza di deleghe specifiche, poiché grava su di essi un dovere di vigilanza attiva e di informazione costante, specialmente a fronte di segnalazioni dell'autorità di vigilanza.
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Informazioni privilegiate: sanzioni e prove legali
La Corte di Cassazione ha confermato le sanzioni amministrative per l'uso di informazioni privilegiate a carico di un dirigente che aveva comunicato dettagli riservati su un'acquisizione societaria a un familiare. La Corte ha stabilito che il termine di 180 giorni per la contestazione decorre dal completamento dell'istruttoria e che le presunzioni basate sulla coincidenza temporale tra telefonate e acquisti azionari sono prove valide e sufficienti.
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Responsabilità degli amministratori e sanzioni Consob
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione pecuniaria irrogata dall'autorità di vigilanza a un ex componente del consiglio di amministrazione di un istituto bancario. La controversia riguarda la responsabilità degli amministratori per l'omessa indicazione di informazioni cruciali nel prospetto informativo relativo a un aumento di capitale. Tra le omissioni contestate figurano le modalità di determinazione del prezzo delle azioni, la concessione di finanziamenti per l'acquisto di azioni proprie e criticità nella governance. La Corte ha ribadito che il termine per la contestazione decorre solo dalla piena conoscenza dei fatti da parte dell'autorità e che gli amministratori non esecutivi hanno un preciso dovere di vigilanza sulla completezza delle informazioni fornite al pubblico.
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Abuso di informazioni privilegiate: sanzioni Consob
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'abuso di informazioni privilegiate, confermando che l'illecito può essere accertato tramite presunzioni semplici. Tuttavia, accoglie il ricorso limitatamente alla rideterminazione della sanzione pecuniaria. In virtù del principio del favor rei, le sanzioni amministrative della Consob, avendo natura punitiva, beneficiano dell'applicazione della legge più favorevole sopravvenuta.
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Responsabilità amministratore non esecutivo: la sentenza
Un amministratore non esecutivo di un istituto di credito è stato sanzionato dall'autorità di vigilanza per diverse violazioni normative relative a un aumento di capitale. L'amministratore ha impugnato le sanzioni, sostenendo l'applicabilità di una legge successiva più favorevole (lex mitior) e l'assenza di un danno effettivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la responsabilità amministratore non esecutivo impone un dovere attivo di informazione e controllo. La Corte ha inoltre stabilito che le sanzioni in questione non hanno natura "sostanzialmente penale" e quindi non beneficiano della retroattività della legge più favorevole. Infine, è stato chiarito che le violazioni contestate sono "illeciti di mera condotta", per i quali non è richiesta la prova di un danno concreto.
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Sanzioni CONSOB: no alla legge più favorevole
Un membro del collegio sindacale di un istituto bancario, colpito da sanzioni CONSOB per omessa vigilanza, ha presentato ricorso in Cassazione invocando l'applicazione di una legge successiva più favorevole (lex mitior). La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che tali sanzioni amministrative non hanno natura penale e, pertanto, si applica la legge in vigore al momento della violazione (principio del tempus regit actum). È stata inoltre confermata la piena responsabilità personale del sindaco per le carenze organizzative della banca.
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Responsabilità amministratori: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ex membro del consiglio di amministrazione di un istituto di credito, confermando la sanzione irrogata dall'Autorità di Vigilanza per l'omessa pubblicazione del prospetto informativo durante un'offerta al pubblico di azioni. La sentenza sottolinea la piena responsabilità degli amministratori, anche non esecutivi, e chiarisce i limiti di applicazione del principio del 'favor rei' in materia di sanzioni finanziarie.
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Lex Mitior: Cassazione su sanzioni CONSOB
Un investitore, sanzionato dall'Autorità di Vigilanza sui mercati finanziari per 200.000 euro, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha accolto il ricorso basandosi sul principio della lex mitior, stabilendo che una legge successiva più favorevole deve essere applicata retroattivamente a sanzioni di natura sostanzialmente penale. Di conseguenza, la Corte ha annullato la decisione precedente e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova determinazione della sanzione.
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Responsabilità amministratore non esecutivo: il dovere
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione CONSOB a carico di un consigliere di amministrazione di una banca, chiarendo la responsabilità dell'amministratore non esecutivo. L'ordinanza stabilisce che anche i consiglieri senza deleghe operative hanno un preciso dovere di informarsi e agire per prevenire illeciti, come l'omissione del prospetto informativo in un'offerta al pubblico. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli sulla tardività della contestazione e sulla mancata applicazione del 'favor rei', ribadendo la piena responsabilità del consigliere.
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Responsabilità amministratori non esecutivi: la guida
Un ex consigliere di amministrazione di un istituto di credito è stato sanzionato dall'autorità di vigilanza per un'offerta al pubblico di azioni senza il prospetto informativo. Il consigliere ha impugnato la sanzione, sostenendo la tardività della contestazione, l'applicabilità di una legge più favorevole e la sua mancanza di coinvolgimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo i limiti e i doveri della responsabilità degli amministratori non esecutivi, i quali hanno un obbligo di agire informati e non possono invocare l'ignoranza per sottrarsi alle proprie funzioni di controllo.
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