Un cittadino straniero è stato condannato in Francia per reati gravi, tra cui riciclaggio e sfruttamento della prostituzione. L'autorità francese ha emesso un mandato di arresto europeo per l'esecuzione della pena. La Corte di appello italiana ha disposto la consegna dell'uomo, il quale ha però presentato ricorso. Il ricercato ha sostenuto che la sentenza di consegna non fosse stata tradotta in una lingua a lui nota, violando i suoi diritti di difesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, nella procedura di consegna, il diritto alla traduzione scritta degli atti non scatta automaticamente. L'interessato deve presentare una richiesta esplicita e motivata al giudice. Poiché l'uomo era assistito da un interprete e da un avvocato e non ha mai chiesto la traduzione, la procedura rimane valida.
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