LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Mandato Di Arresto Europeo — Anno 2023

Pagina 2 di 6

120 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Mandato Di Arresto Europeo

Provvedimenti

Principio di specialità: estradizione e cumulo di pene
Un cittadino straniero è stato consegnato all'Italia dalla Spagna in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso per una specifica condanna del Tribunale di Padova. Successivamente, lo Stato italiano ha applicato un ordine di carcerazione cumulativo che includeva anche una seconda condanna della Corte d'assise d'appello di Bologna, non esplicitamente autorizzata dall'autorità spagnola. Il condannato ha eccepito la violazione del principio di specialità. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il principio di specialità impedisce di limitare la libertà personale per fatti diversi e anteriori a quelli autorizzati con la consegna. Non essendo emerso che il destinatario avesse potuto difendersi in Spagna rispetto al secondo titolo, la Corte ha annullato il provvedimento con rinvio al Tribunale di Treviso per un nuovo esame.
Continua »
Mandato di arresto europeo: un ritardo che costa la consegna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino straniero contro la decisione della Corte di appello di consegnarlo alle autorità del suo Paese d'origine. La consegna era stata disposta in esecuzione di un mandato di arresto europeo per reati di furto. I giudici hanno rilevato che il ricorso è stato depositato oltre il termine tassativo di cinque giorni previsto dalla legge, decorrente dalla lettura del provvedimento in udienza. Di conseguenza, la Suprema Corte ha respinto l'impugnazione senza entrare nel merito della vicenda, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Mandato di arresto europeo: consegna valida senza gravi indizi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino italiano contro la decisione della Corte di appello di Roma, che aveva disposto la sua consegna alle autorità belghe. La consegna era stata richiesta tramite un mandato di arresto europeo per reati gravi, tra cui la tratta di esseri umani e il riciclaggio. La difesa contestava la mancata valutazione dei gravi indizi di colpevolezza. La Cassazione ha chiarito che, a seguito della riforma del 2021, la valutazione dei gravi indizi non è più un requisito per l'esecuzione del mandato di arresto europeo, essendo sufficiente che il provvedimento descriva in modo chiaro e autosufficiente i fatti contestati. Il ricorrente, avendo perso la causa, è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Mandato di arresto europeo: conta la pena inflitta o residua?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione di consegnarlo alle autorità del suo Paese d'origine. L'uomo era stato condannato a cinque mesi di reclusione per guida in stato di ebbrezza, con una pena residua da espiare di tre mesi e dieci giorni. La difesa sosteneva che non si potesse eseguire il Mandato di arresto europeo poiché la pena residua era inferiore al limite minimo di quattro mesi previsto dalla legge. I giudici hanno invece chiarito che, per calcolare la soglia minima che consente la consegna, si deve fare riferimento alla pena originariamente inflitta nella sentenza straniera (cinque mesi) e non a quella ancora da scontare. Di conseguenza, la consegna è stata confermata e il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali.
Continua »
Mandato di arresto europeo: sì alla consegna senza titolo interno
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione della Corte d'Appello di consegnarlo alle autorità della Repubblica Ceca. Il soggetto era destinatario di un mandato di arresto europeo per lesioni, rapina ed estorsione a mano armata. La difesa lamentava la mancanza del provvedimento cautelare interno e delle informazioni sul diritto a un nuovo processo. La Suprema Corte ha chiarito che il mandato di arresto europeo può fungere direttamente da titolo interno se contiene tutti gli elementi necessari. Inoltre, le garanzie informative sul nuovo processo si applicano solo alle condanne definitive pronunciate in absentia e non al mandato di arresto europeo con finalità processuali, volto a garantire la presenza dell'indagato al processo.
Continua »
Mandato di arresto europeo: consegna o processo in Italia?
Il Tribunale tedesco ha emesso un mandato di arresto europeo nei confronti di un cittadino italiano, accusato di associazione a delinquere e truffe commesse in Germania. Il Ricorrente ha impugnato la decisione di consegna della Corte di appello, sostenendo che i fatti erano collegati a indagini per associazione mafiosa in Italia e che la consegna andava rifiutata. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la consegna. La Corte ha chiarito che la presenza di un frammento di condotta in Italia non comporta il rifiuto automatico della consegna, occorrendo un concreto interesse dello Stato italiano a esercitare la propria giurisdizione, assente in questo caso poiché le truffe colpivano il fisco tedesco.
Continua »
Mandato di arresto europeo: estradizione anche con indagini in Italia
La Corte di Cassazione ha confermato la consegna di un cittadino all'autorità giudiziaria tedesca in esecuzione di un mandato di arresto europeo per reati di truffa fiscale commessi in Germania. La difesa sosteneva che la consegna andasse rifiutata poiché i fatti erano parzialmente collegati a indagini per associazione mafiosa in corso in Italia. I giudici hanno chiarito che il rifiuto della consegna per reati commessi in parte sul territorio nazionale non è automatico. È necessario che lo Stato italiano dimostri un concreto interesse a esercitare la propria giurisdizione tramite indagini attive sugli stessi fatti. Poiché le truffe ai danni del fisco tedesco non interferivano con le indagini italiane, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando l'estradizione e condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
Continua »
Mandato di arresto europeo: la Cassazione nega il rifiuto automatico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro la decisione di consegnarlo alle autorità tedesche in esecuzione di un Mandato di arresto europeo per truffa e associazione a delinquere. La difesa sosteneva che la consegna andasse rifiutata poiché i fatti erano parzialmente collegati a indagini per associazione mafiosa pendenti in Italia. La Suprema Corte ha chiarito che l'esistenza di un collegamento parziale con il territorio nazionale non comporta il rifiuto automatico della consegna. È necessario verificare concretamente l'interesse dello Stato italiano a esercitare la propria giurisdizione. Nel caso specifico, trattandosi di truffe ai danni del fisco tedesco, non vi è alcuna interferenza con le indagini italiane, confermando così la consegna del soggetto.
Continua »
Mandato di arresto europeo: reati in Italia ma consegna ammessa
Il Tribunale tedesco ha emesso un mandato di arresto europeo nei confronti del Ricorrente, accusato di associazione a delinquere e truffe ai danni dello Stato tedesco. Il Ricorrente ha impugnato la decisione di consegna, sostenendo che i fatti fossero stati commessi in parte in Italia e che l'autorità italiana dovesse rifiutare l'estradizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la presenza di un frammento di condotta in Italia non comporta il rifiuto automatico della consegna. È necessario che lo Stato italiano dimostri un concreto interesse a esercitare la propria giurisdizione, ad esempio tramite indagini in corso sugli stessi fatti. Poiché le truffe tedesche non avevano legami con i procedimenti italiani, la consegna è stata confermata.
Continua »
Mandato di arresto europeo: estradizione sì, controllo prove no
La Corte di Cassazione ha confermato la consegna di un cittadino alle autorità belghe in esecuzione di un mandato di arresto europeo per traffico di stupefacenti. Il ricorrente contestava l'assenza di gravità indiziaria e paventava il rischio di trattamenti inumani a causa delle condizioni carcerarie in Belgio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, a seguito delle riforme del 2021, l'autorità italiana non può più sindacare la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Inoltre, la difesa non ha fornito prove aggiornate e specifiche su un rischio reale e individualizzato di trattamenti degradanti, considerando anche i recenti miglioramenti del sistema penitenziario belga riconosciuti dalla giurisprudenza. Il cittadino è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Mandato di arresto europeo: la Cassazione nega il blocco
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro la decisione di consegna alle autorità francesi in esecuzione di un mandato di arresto europeo. L'indagato, accusato in Francia di associazione per delinquere e rapina, sosteneva che la documentazione estera fosse incompleta e che la pendenza di un procedimento in Italia per una rapina a Milano dovesse bloccare l'estradizione. La Suprema Corte ha chiarito che le recenti riforme hanno semplificato le procedure di consegna, eliminando l'obbligo di allegare relazioni dettagliate se i fatti sono chiari. Inoltre, la rapina commessa in Italia era un fatto del tutto distinto e autonomo rispetto ai reati contestati in Francia, escludendo così qualsiasi sovrapposizione che potesse giustificare il rifiuto della consegna. Il ricorrente è stato condannato alle spese e alla sanzione pecuniaria.
Continua »
Mandato di arresto europeo: da estradato a libero per errore di dati
La Corte d'Appello aveva disposto la consegna di un cittadino all'autorità tedesca in esecuzione di un mandato di arresto europeo per furto d'auto. La difesa sosteneva un evidente errore di persona, dimostrando che l'uomo si trovava in Italia al momento dei fatti. Inizialmente i giudici italiani avevano rifiutato verifiche di merito. Successivamente, l'autorità estera, esaminati i documenti difensivi, ha riconosciuto lo scambio di identità dovuto a un errore nei dati anagrafici e ha revocato la misura. La Corte di Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza di consegna, accertando il venir meno della richiesta d'arresto.
Continua »
Mandato di arresto europeo: sì alla consegna anche senza prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione della Corte di appello di Milano, che aveva disposto la sua consegna alla Germania in esecuzione di un mandato di arresto europeo per furti in abitazione. Il ricorrente contestava la mancanza di gravi indizi di colpevolezza e l'omessa verbalizzazione di alcune sue dichiarazioni difensive. La Suprema Corte ha chiarito che le recenti riforme hanno eliminato la necessità di allegare le fonti di prova al mandato di arresto europeo, essendo sufficiente la descrizione dettagliata dei fatti. Inoltre, le contestazioni sul verbale di udienza costituiscono nullità relative che andavano sollevate subito e non in sede di legittimità. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Mandato di arresto europeo: calcolo dello spazio minimo in cella
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale contro il diniego di consegna di un soggetto alla Romania in esecuzione di un Mandato di arresto europeo per corruzione. La Corte d'Appello aveva negato l'estradizione ritenendo che lo spazio vitale nelle carceri romene fosse inferiore ai tre metri quadrati minimi, calcolando lo spazio al netto di tutti gli arredi. La Cassazione ha chiarito la corretta modalità di calcolo dello spazio minimo: dal limite di tre metri quadrati per detenuto vanno esclusi solo gli arredi fissi, come letti ancorati o armadi pesanti, mentre vanno inclusi gli arredi mobili facilmente spostabili come tavoli e sedie. La sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione.
Continua »
Mandato di arresto europeo: tra sovraffollamento e consegna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione di consegna all'autorità giudiziaria della Romania, emessa in esecuzione di un mandato di arresto europeo per tentato omicidio. La difesa contestava le condizioni carcerarie dello Stato richiedente, lamentando il rischio di trattamenti disumani. La Suprema Corte ha chiarito che la valutazione sullo spazio minimo in cella (almeno tre metri quadrati) deve considerare gli arredi e i fattori compensativi, come le ore trascorse fuori dalla cella e le attività ricreative garantite. Poiché lo Stato estero ha fornito idonee garanzie sul trattamento carcerario, il ricorso è stato rigettato, confermando la legittimità della consegna del soggetto alle autorità straniere.
Continua »
Mandato di arresto europeo: no alla consegna senza traduzione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione della Corte di appello di Genova che disponeva la sua consegna all'Austria. La consegna era stata richiesta tramite un Mandato di arresto europeo per scontare condanne per vari reati. La Suprema Corte ha rilevato che il mandato, scritto in tedesco, non era stato tradotto integralmente in italiano, impedendo di verificare il rispetto dei diritti di difesa e la regolarità del processo estero. Inoltre, i giudici di merito non hanno chiarito il calcolo della pena residua, omettendo di considerare che uno dei reati contestati (la detenzione di stupefacenti per uso personale) non costituisce reato in Italia. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Mandato di arresto europeo: il ricorso tardivo nega la difesa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino straniero contro la decisione della Corte d'Appello di consegnarlo alle autorità spagnole. La Spagna aveva emesso un mandato di arresto europeo per l'esecuzione di una condanna per traffico di stupefacenti. L'interessato si opponeva alla consegna sostenendo di avere un parente in Italia pronto ad accoglierlo. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che il ricorso è stato depositato oltre i termini tassativi previsti dalla legge. Di conseguenza, i giudici hanno respinto l'impugnazione senza valutarne i motivi, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Perdita di efficacia della misura cautelare: libero il latitante
Un'indagata per furto aggravato evade dagli arresti domiciliari. Il giudice dispone la custodia in carcere ed emette un mandato di arresto europeo. Nel frattempo, entra in vigore la Riforma Cartabia, che trasforma il furto in reato procedibile a querela. La norma transitoria stabilisce la perdita di efficacia della misura cautelare se la vittima non presenta querela entro venti giorni, ovvero entro il 19 gennaio 2023. L'indagata viene arrestata in Spagna il 20 gennaio 2023, ma la querela viene presentata solo il 23 gennaio. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della difesa: la misura era in corso di esecuzione anche durante la latitanza. Di conseguenza, il termine di venti giorni era scaduto senza querela, determinando l'automatica perdita di efficacia della misura cautelare e l'illegittimità dell'arresto. La Corte ordina l'immediata liberazione.
Continua »
Adattamento della pena: stop alla condanna estera troppo severa
Un cittadino straniero, residente in Italia da oltre cinque anni, è stato condannato in Bulgaria a sei anni di reclusione per truffa. L'autorità bulgara ha emesso un mandato di arresto europeo, ma la Corte di appello italiana ha rifiutato la consegna a causa del forte radicamento familiare e lavorativo dell'uomo in Italia, decidendo di far scontare la pena nel nostro Paese. Tuttavia, la Corte di appello ha recepito la condanna a sei anni senza ridurla, nonostante in Italia il massimo edittale per la truffa semplice sia di tre anni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'uomo, stabilendo che è necessario procedere all'adattamento della pena. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo calcolo della sanzione nel rispetto dei limiti massimi italiani.
Continua »
Mandato di arresto europeo: la detenzione non vale come residenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione di consegnarlo alla Francia in esecuzione di un mandato di arresto europeo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il ricorrente chiedeva di scontare la pena in Italia, invocando la residenza quinquennale. La Suprema Corte ha chiarito che il legame con il territorio italiano deve essere reale, stabile e significativo. Nel caso specifico, la permanenza in Italia era stata prevalentemente forzata a causa di periodi di detenzione in carcere. Inoltre, l'uomo non parlava l'italiano, non aveva una dimora fissa e i suoi affetti familiari risiedevano all'estero. Di conseguenza, la richiesta di rifiuto della consegna è stata respinta, confermando l'estradizione e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »