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Mandato Di Arresto Europeo — Anno 2025

68 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Mandato Di Arresto Europeo

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
Una persona, destinataria di un mandato di arresto europeo, aveva presentato ricorso contro la decisione di consegna. Tuttavia, prima dell'udienza, il suo difensore ha formalizzato una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato il ricorso inammissibile, impedendo l'analisi nel merito dei motivi sollevati. La decisione ha comportato anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Consenso alla consegna: quando è valido e irrevocabile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di consegna basata su un mandato di arresto europeo. La sentenza conferma che il consenso alla consegna, prestato con l'assistenza di un difensore (anche d'ufficio) e previa adeguata informazione sulle conseguenze, è pienamente valido e irrevocabile come previsto dalla legge.
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Mandato di arresto europeo: il silenzio è diniego
Un cittadino polacco, soggetto a un mandato di arresto europeo, ha richiesto di scontare la sua pena in Italia. Le autorità polacche non hanno risposto alla richiesta di consenso del tribunale italiano. La Corte di Cassazione ha confermato che tale silenzio costituisce un diniego implicito, ordinando di conseguenza la consegna della persona alla Polonia. Il ricorso è stato respinto perché generico e infondato.
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Mandato di arresto europeo: la guida completa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza che concedeva la consegna di un cittadino sulla base di un mandato di arresto europeo emesso dalla Grecia per un furto. La Corte chiarisce due punti fondamentali: i requisiti di contenuto del mandato dopo le recenti riforme e l'irrilevanza della procedibilità a querela ai fini della doppia punibilità.
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Mancata traduzione atti: Cassazione e nullità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 38328/2025, affronta il tema della nullità degli atti per mancata traduzione. Un cittadino straniero, arrestato su mandato europeo, lamentava la mancata traduzione del verbale di arresto e dell'ordinanza cautelare. La Corte ha rigettato il ricorso, specificando che la mancata traduzione scritta non comporta nullità automatica se è stata fornita assistenza linguistica orale e non si dimostra un pregiudizio concreto e attuale al diritto di difesa. Questo principio sulla mancata traduzione atti rafforza l'onere della prova a carico della difesa.
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Mandato di arresto europeo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di consegna basata su un mandato di arresto europeo emesso dalla Francia. La sentenza chiarisce che, dopo la riforma del 2021, il giudice italiano non può più valutare la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Inoltre, la cittadinanza italiana non osta alla consegna, ma può condizionarla al rientro in Italia per l'espiazione della pena. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la validità del mandato di arresto europeo.
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Custodia cautelare: motivazione sempre necessaria
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte di Appello che negava gli arresti domiciliari a un individuo, la cui condanna estera era stata riconosciuta in Italia. La sentenza sottolinea che, una volta determinata la pena residua, la valutazione sulla necessità della custodia cautelare deve essere nuovamente e specificamente motivata, non potendo basarsi su affermazioni generiche, soprattutto a fronte di una pena residua di breve durata.
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Mandato di Arresto Europeo: i limiti del controllo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una decisione di consegna basata su un Mandato di Arresto Europeo per truffa. La Corte ha chiarito che, a seguito delle recenti riforme, il giudice italiano non deve più valutare la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, ma solo la completezza descrittiva del mandato. Inoltre, le preoccupazioni sulle condizioni carcerarie dello Stato richiedente, per bloccare la consegna, devono essere fondate su prove concrete e non su generici rapporti.
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Mandato di arresto europeo: quando l’Italia può negarlo
Un soggetto, colpito da un mandato di arresto europeo emesso dalla Spagna per associazione a delinquere e altri reati, si opponeva alla consegna sostenendo l'esistenza di un procedimento penale per lo stesso reato associativo in Italia. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di consegna, stabilendo che il giudice di merito deve prima verificare l'effettiva coincidenza dei fatti contestati nei due Stati e poi esercitare il proprio potere discrezionale di rifiutare la consegna, come previsto dalla legge sul mandato di arresto europeo.
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Mandato di arresto europeo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un'ordinanza di custodia cautelare. La decisione si fonda sul fatto che, nelle more del giudizio, il ricorrente era già stato consegnato alle autorità del suo paese d'origine in esecuzione di un mandato di arresto europeo, facendo così venir meno il titolo cautelare e l'interesse a ricorrere.
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Mandato d’arresto europeo: il ne bis in idem
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che disponeva la consegna di una persona alla Spagna tramite mandato d'arresto europeo. La decisione si fonda sulla mancata verifica, da parte della Corte d'appello, della possibile coincidenza tra il reato associativo contestato in Spagna e quello per cui si procede in Italia. Questo controllo è essenziale per garantire il rispetto del principio del 'ne bis in idem', ovvero il divieto di essere processati due volte per lo stesso fatto. La Corte ha rinviato il caso per un nuovo esame su questo punto specifico.
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Mandato di arresto europeo: quando si può rifiutare?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro la consegna alla Germania in esecuzione di un mandato di arresto europeo. La Corte ha chiarito che il 'radicamento' in Italia, necessario per rifiutare la consegna, richiede una permanenza stabile di almeno cinque anni, non essendo sufficienti un permesso di soggiorno e legami familiari. Inoltre, ha ribadito che il diritto alla traduzione degli atti non è assoluto e che il giudice italiano non può sindacare il sistema di misure cautelari dello Stato emittente, in ossequio al principio di mutuo riconoscimento.
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Mandato di arresto europeo: quando viene revocato?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Appello che disponeva la consegna di un cittadino tedesco alla Germania. La decisione è stata presa in seguito alla revoca del mandato di arresto europeo da parte della stessa autorità tedesca, rendendo di fatto priva di fondamento la procedura di consegna in Italia.
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Mandato di arresto europeo: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un provvedimento di consegna basato su un mandato di arresto europeo. La sentenza chiarisce che i motivi di doglianza, come la mancata traduzione dell'atto o la carente descrizione dei fatti, non possono essere sollevati per la prima volta nel giudizio di legittimità, ma devono essere presentati davanti alla Corte d'Appello.
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Mandato di Arresto Europeo: quando si può rinviare?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino italiano contro la sua consegna alla Germania in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo per reati di truffa. La difesa sosteneva la necessità di rinviare la consegna a causa di un processo pendente in Italia per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che il rinvio è una facoltà discrezionale e che, nel caso di specie, la Corte d'appello ha correttamente bilanciato gli interessi, ritenendo prevalenti i reati commessi all'estero per la loro maggiore gravità e il numero di vittime, confermando così l'ordine di consegna.
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Esecuzione pena estero: chi decide le misure alternative?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato che, scontando la pena in Slovenia, aveva chiesto una misura alternativa al giudice italiano. In tema di esecuzione pena estero, è ribadito che la competenza a decidere sulle modalità esecutive, incluse le misure alternative, spetta esclusivamente all'autorità giudiziaria dello Stato di esecuzione, come previsto dalla normativa europea.
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Mandato di arresto europeo e residenza in Italia
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un cittadino straniero contro la consegna richiesta tramite mandato di arresto europeo. La Corte stabilisce che la semplice residenza non è sufficiente per bloccare la consegna, ma è necessaria la prova di un solido e stabile radicamento sociale e lavorativo. Inoltre, si ribadisce che il giudice italiano non può sindacare l'esecutività della sentenza estera se questa è attestata dallo Stato emittente.
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Mandato di arresto europeo: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro la sua consegna al Belgio, richiesta tramite un mandato di arresto europeo per reati di narcotraffico e rapina. L'appellante lamentava la genericità del mandato e l'assenza di informazioni sulla custodia cautelare. La Corte ha chiarito che, a seguito delle recenti riforme, il giudice italiano non deve più valutare nel merito gli indizi di colpevolezza e la mancata indicazione della durata massima della detenzione preventiva non è motivo di rifiuto della consegna.
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Mandato di arresto europeo: pena incerta, no consegna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di consegna basata su un mandato di arresto europeo, poiché la Corte d'Appello non aveva determinato l'esatta pena da scontare per il singolo reato per cui la consegna era stata concessa. La Suprema Corte ha stabilito che la verifica della pena minima è un requisito inderogabile che spetta al giudice italiano e non può essere delegata allo Stato emittente.
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Mandato d’arresto europeo e processo in absentia
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della consegna di una cittadina rumena alla Germania in esecuzione di un mandato d'arresto europeo per una condanna emessa in absentia. La Corte ha ritenuto che la conoscenza del procedimento da parte della condannata fosse sufficientemente provata dalla sua partecipazione alla successiva fase di esecuzione della pena, superando così le garanzie richieste per i processi celebrati in assenza dell'imputato.
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