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Ius Superveniens — Anno 2023

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284 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ius Superveniens

Provvedimenti

Compensazione crediti: il favor rei annulla la sanzione
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione irrogata a una società per aver superato il limite di compensazione crediti IVA. La decisione si basa sul principio del 'favor rei', applicando una legge successiva (ius superveniens) che ha innalzato il tetto massimo di compensazione. Sebbene la condotta fosse illecita al momento dei fatti, l'importo contestato rientrava nel nuovo limite più elevato, rendendo la sanzione non più applicabile.
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Rimborso sisma: la Cassazione conferma il diritto
Un contribuente, vittima del sisma del 1990 in Sicilia, ha ottenuto un giudizio definitivo per il rimborso integrale delle imposte. L'amministrazione finanziaria ha pagato solo una parte, invocando una nuova legge che prevedeva un taglio del 50% del **rimborso sisma** in caso di fondi insufficienti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'amministrazione, stabilendo che un diritto sancito da una sentenza definitiva non può essere ridotto da una legge successiva, soprattutto se l'ente non dimostra l'effettiva carenza di fondi. Il pagamento integrale è stato poi effettuato.
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Aiuti di Stato de minimis: richiesta oltre soglia è nulla
Una società ha richiesto un rimborso fiscale come agevolazione post-terremoto, ma per un importo superiore al limite previsto dalla normativa europea sugli aiuti di Stato de minimis. La Corte di Cassazione ha stabilito che superare la soglia rende l'intera richiesta illegittima fin dall'origine. La successiva riduzione dell'importo richiesto in corso di causa non può sanare l'irregolarità, comportando la perdita totale del beneficio e non solo della parte eccedente.
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Omesso versamento IVA: la prescrizione salva l’imputato
Un imprenditore, condannato per un significativo omesso versamento IVA, ricorre in Cassazione sostenendo che il debito non fosse sostanzialmente dovuto dalla sua società. La Suprema Corte ribadisce che per questo reato conta solo l'importo indicato nella dichiarazione. Tuttavia, il lungo iter processuale porta alla prescrizione del reato, con conseguente annullamento della condanna.
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Modifica dell’imputazione: il P.M. può procedere?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Pubblico Ministero può procedere alla modifica dell'imputazione contestando una nuova aggravante, anche se il reato è diventato improcedibile per mancanza di querela a seguito di una modifica normativa (Riforma Cartabia). Questo potere-dovere del P.M. prevale sulla condizione di procedibilità sopravvenuta, purché la modifica avvenga prima della declaratoria di improcedibilità. La sentenza del Tribunale, che aveva dichiarato il non doversi procedere, è stata annullata con rinvio.
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Modifica dell’imputazione: il potere del PM è sovrano
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Pubblico Ministero può procedere alla modifica dell'imputazione, aggiungendo una circostanza aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio, anche dopo la scadenza del termine per presentare querela introdotto dalla Riforma Cartabia. La mancanza della querela non estingue il reato né paralizza il potere del PM di correggere l'accusa prima della declaratoria di improcedibilità.
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Litisconsorzio necessario: Cassazione rinvia alle S.U.
In una controversia su sanzioni per tardivo versamento dell'imposta di successione, la Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio. La questione centrale riguarda il litisconsorzio necessario processuale, ovvero se l'agente della riscossione, parte in primo grado, dovesse essere obbligatoriamente citato anche nel giudizio di appello. In attesa di una decisione delle Sezioni Unite su questo specifico e fondamentale punto di diritto processuale tributario, la Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo, congelando di fatto la decisione sul merito del ricorso.
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Aiuti di Stato: onere della prova per il de minimis
Un contribuente ha richiesto il rimborso di imposte per gli anni 1990-1992 a seguito di un sisma. La Commissione Tributaria Regionale ha erroneamente concesso un rimborso per gli anni 2002-2005 per un evento vulcanico. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, stabilendo che il giudice del rinvio dovrà verificare la compatibilità dell'agevolazione con le norme UE sugli aiuti di Stato, specificando che l'onere di provare il rispetto della regola "de minimis" spetta al contribuente.
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Rimborso fiscale sisma: diritto integrale prevale
Un contribuente, vittima del sisma in Sicilia del 1990, si è visto riconoscere il diritto a un rimborso fiscale. L'Agenzia delle Entrate, tuttavia, ha erogato solo il 50% dell'importo dovuto, invocando una normativa successiva che limitava i pagamenti per carenza di fondi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il diritto al rimborso fiscale sisma, una volta accertato con sentenza passata in giudicato, non può essere ridotto da leggi successive. Tali norme incidono solo sulle modalità di esecuzione del pagamento, ma non estinguono il diritto sostanziale del cittadino a ricevere l'intero importo.
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Deducibilità IRAP retroattiva: Cassazione fissa i limiti
Una società si è vista negare il rimborso per l'IRAP versata dal 1998 al 2003. La Cassazione ha confermato i limiti alla deducibilità IRAP retroattiva, ribadendo che la norma non si applica ai periodi d'imposta per cui era già scaduto il termine per la richiesta di rimborso. La decisione sottolinea l'ampia discrezionalità del legislatore in materia fiscale.
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Termine rimborso tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha chiarito la decorrenza del termine per il rimborso tributario in un caso riguardante un contribuente che chiedeva la restituzione di somme versate, divenute non dovute a seguito di una legge agevolativa post-sisma. L'istanza, presentata oltre due anni dall'entrata in vigore della legge, è stata giudicata tardiva. La Corte ha stabilito che il 'dies a quo' per il termine di decadenza biennale decorre dal momento in cui la norma ha generato il diritto al rimborso, non da scadenze successive relative a pagamenti agevolati.
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Rimborso fiscale: termini di decadenza per eventi sisma
Un contribuente, colpito da un evento sismico, ha richiesto un rimborso fiscale parziale dell'IRPEF. La richiesta è stata respinta dall'Agenzia delle Entrate perché presentata fuori termine. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il termine di due anni per la richiesta di rimborso, quando il diritto sorge da una nuova legge, decorre dall'entrata in vigore della legge stessa e non da proroghe successive. L'istanza del contribuente, presentata ben oltre tale scadenza, ha reso inammissibile il ricorso originario.
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Contratto misto: quando si applica la locazione
Una società immobiliare ha costruito un complesso per un ente pubblico, pattuendo un canone di locazione. A seguito dei tagli imposti dalla "spending review", il canone è stato ridotto. La società ha sostenuto che si trattasse di un contratto misto di appalto-locazione, non soggetto ai tagli. La Corte di Cassazione ha rigettato questa tesi, qualificando l'accordo come locazione di cosa futura, e ha confermato la legittimità della riduzione del canone, poiché l'obiettivo primario dell'ente era l'utilizzo dell'immobile, non la sua costruzione.
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Pensione integrativa: no al doppio trattamento INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che i pensionati iscritti a un fondo speciale, come il Fondo Esattorie, non hanno diritto a una pensione integrativa separata se il trattamento pensionistico calcolato secondo le regole generali dell'INPS risulta più vantaggioso. La Corte ha chiarito che il sistema prevede un trattamento pensionistico unico e complessivo, erogando la prestazione di importo superiore tra le due, senza possibilità di cumulare o frammentare le prestazioni. È stata inoltre negata la restituzione dei contributi versati al fondo speciale, in virtù del principio solidaristico del sistema previdenziale.
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Onere della prova rimborso: a chi spetta dimostrare?
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce l'onere della prova nel rimborso fiscale. Il caso riguardava una richiesta di rimborso IRPEF e altri contributi. La Corte ha stabilito che l'onere della prova del rimborso spetta sempre ed esclusivamente al contribuente, il quale deve fornire la documentazione che attesta il versamento. Il principio di non contestazione non si applica se l'amministrazione finanziaria nega in radice l'esistenza del credito.
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Prededuzione crediti e PMI: la prova è essenziale
Una società di trasporti si è vista negare la prededuzione dei crediti verso una grande azienda in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il creditore ha l'onere di provare tutti i requisiti di legge, incluso il proprio status di Piccola o Media Impresa (PMI). La mancata dimostrazione di questo requisito soggettivo è stata decisiva per il rigetto della richiesta di pagamento prioritario.
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Remunerazione medici specializzandi: il diritto dal 1983
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13867/2023, ha stabilito un principio fondamentale sulla remunerazione medici specializzandi. La Corte ha confermato che i medici iscritti ai corsi di specializzazione prima del 1983, ma ancora in formazione a quella data (i cosiddetti 'medici a cavallo'), hanno diritto a un'adeguata remunerazione. Tuttavia, tale diritto decorre esclusivamente dal 1° gennaio 1983, data di scadenza del termine per l'attuazione delle direttive europee in materia da parte dello Stato italiano, e non per il periodo precedente. La decisione si allinea a precedenti pronunce della Corte di Giustizia dell'Unione Europea e delle Sezioni Unite della Cassazione.
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Distanze tra costruzioni e ius superveniens
Un proprietario ha realizzato un ampliamento e una sopraelevazione, violando secondo il vicino la normativa sulle distanze tra costruzioni. I tribunali di merito avevano ordinato l'arretramento dell'opera. La Corte di Cassazione ha però cassato la sentenza d'appello, stabilendo che deve essere applicata una nuova legge regionale più favorevole (ius superveniens), entrata in vigore durante il processo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce della normativa sopravvenuta, che potrebbe sanare la costruzione.
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Costi da fatture false: deducibilità e ius superveniens
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2466/2023, ha affrontato un complesso caso fiscale sulla deducibilità dei costi da fatture false per operazioni soggettivamente inesistenti. A seguito di una lunga vicenda processuale, la Corte ha stabilito che, in virtù di una nuova legge intervenuta (ius superveniens), tali costi possono essere dedotti se ne viene provata l'effettività, l'inerenza e gli altri requisiti generali. La sentenza ha quindi cassato la decisione del giudice di merito, che aveva negato la deducibilità basandosi su un precedente principio di diritto ormai superato dalla nuova normativa, più favorevole al contribuente.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Una contribuente scopre un ingente debito fiscale e procede con l'impugnazione dell'estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dalla mera iscrizione a ruolo, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto.
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