LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Ius Superveniens — Anno 2023

284 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ius Superveniens

Provvedimenti

Rimborso imposte sisma: i tagli di bilancio non cancellano il giudicato
Il Contribuente ha ottenuto una sentenza definitiva che condanna l'Agenzia delle Entrate al Rimborso imposte sisma per i tributi versati tra il 1990 e il 1992 in Sicilia. L'Amministrazione Finanziaria ha pagato solo il 50% della somma, invocando una legge successiva che dimezza i rimborsi in caso di fondi insufficienti. Il Contribuente ha quindi avviato un giudizio di ottemperanza. La Corte di Cassazione ha stabilito che i limiti di bilancio non cancellano il diritto al rimborso integrale stabilito dal giudicato. Tuttavia, la nuova normativa si applica alle modalità di pagamento. Se i fondi ordinari sono esauriti, il giudice o il commissario ad acta devono attivare procedure contabili straordinarie, come l'ordine di pagamento in conto sospeso, per garantire l'integrale soddisfacimento del credito senza subire tagli definitivi.
Continua »
Sopravvenienze attive e leasing: la Cassazione frena il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro un'azienda per recuperare imposte non versate. Tra i rilievi principali, l'ufficio contestava l'omessa tassazione di alcune sopravvenienze attive derivanti dalla cancellazione di debiti non documentati da fatture e l'errata applicazione dell'esenzione IVA sulla cessione di un contratto di leasing immobiliare. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda. I giudici hanno chiarito che le sopravvenienze attive imponibili si configurano solo se la passività cancellata era stata precedentemente dedotta. Inoltre, la cessione di un contratto di leasing, anche se immobiliare, costituisce sempre una prestazione di servizi ai fini IVA, beneficiando del regime di non imponibilità per le esportazioni. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Procedimento disciplinare: il ritardo cancella il licenziamento
Un'Azienda Sanitaria ha licenziato un dipendente per recidiva basandosi su sanzioni disciplinari precedenti. La Corte d'Appello ha dichiarato nullo il licenziamento, ordinando la reintegrazione del lavoratore e la restituzione di un bonus, poiché l'amministrazione era decaduta dai termini per l'azione disciplinare. La Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, confermando che per gli illeciti commessi prima del 22 giugno 2017 si applicano i vecchi e più brevi termini del procedimento disciplinare previsti dal D.Lgs. 165/2001, e non le modifiche più favorevoli introdotte dal D.Lgs. 75/2017. Di conseguenza, l'azione disciplinare tardiva ha reso nullo il licenziamento.
Continua »
Rimborso imposte terremoto: stop della Cassazione alle imprese
I Contribuenti, eredi di un cittadino colpito dal sisma del 1990, hanno richiesto il rimborso del 90% delle imposte versate (IRPEF e ILOR) per gli anni 1991 e 1992, basandosi sulla legge n. 289/2002. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che tale agevolazione costituisse un aiuto di Stato illegale e incompatibile con il diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che il "Rimborso imposte terremoto" non spetta a chi svolge attività economica (imprese e professionisti), a meno che non si provi il rispetto dei limiti del regime "de minimis" o la sussistenza di un nesso diretto tra il danno subito e l'aiuto, senza sovracompensazioni. La causa è stata rinviata alla Corte di Giustizia Tributaria per un nuovo esame.
Continua »
Distanze legali tra costruzioni: la nuova legge salva l’abuso
I proprietari di un immobile hanno citato in giudizio i vicini per aver modificato il terreno confinante e costruito a distanza non regolamentare. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno ordinato il ripristino dello stato dei luoghi. La Cassazione ha però accolto il ricorso dei costruttori. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice deve applicare d'ufficio lo "ius superveniens", ossia una nuova normativa regionale sulle distanze legali tra costruzioni più favorevole sopravvenuta durante il processo, poiché le leggi non sono semplici "fatti" tardivi. Inoltre, la Corte ha stabilito che non si può presumere il consenso del precedente proprietario per mantenere manufatti a distanza illegittima senza prove concrete. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Raddoppio dei termini di accertamento: sì per IVA, no per IRAP
L'Azienda ha impugnato un avviso di accertamento per IVA e IRAP basato su fatture per operazioni soggettivamente inesistenti. L'atto era stato notificato oltre i tempi ordinari, sfruttando il raddoppio dei termini di accertamento per la pendenza di un'indagine penale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento non si applica all'IRAP, poiché le violazioni di questa imposta non costituiscono reato. Di conseguenza, la richiesta del Fisco sull'IRAP è nulla perché tardiva. Al contrario, l'accertamento sull'IVA è valido: in caso di operazioni inesistenti con il meccanismo dell'inversione contabile (reverse charge), l'acquirente non può detrarre l'imposta se manca la buona fede. La causa viene rinviata per ricalcolare le sanzioni.
Continua »
Rimborso imposte sisma 1990: Fisco contro imprese in Cassazione
Un imprenditore ha richiesto il rimborso delle imposte versate in eccedenza per il triennio 1990-1992, beneficiando delle agevolazioni per le vittime del terremoto in Sicilia del 1990. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso, sostenendo che l'agevolazione per i redditi d'impresa costituisce un aiuto di Stato incompatibile con il diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno stabilito che il rimborso imposte sisma 1990 per chi svolge attività d'impresa non è automatico. Il giudice di merito deve verificare il rispetto dei limiti europei sugli aiuti di Stato, in particolare la regola del de minimis e l'assenza di sovracompensazioni per i danni effettivamente subiti. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Dichiarazione di intenti: sanzione ridotta da 390mila a 2mila euro
Un'azienda agricola ha ricevuto una sanzione di oltre 390.000 euro per non aver trasmesso telematicamente la dichiarazione di intenti dei propri clienti esportatori abituali, emettendo fatture senza IVA. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene l'infrazione non sia una violazione puramente formale, si deve applicare il principio del favor rei. Di conseguenza, le modifiche legislative successive, che hanno ridotto la sanzione per questa specifica omissione a una forbice fissa tra 250 e 2.000 euro, devono essere applicate retroattivamente. La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso del contribuente, annullando la decisione precedente e rinviando il caso alla Corte di Giustizia Tributaria per ricalcolare la sanzione in base alla normativa piu favorevole.
Continua »
Dichiarazione di intenti: sanzione fissa anziché proporzionale
Un'azienda agricola ha omesso di trasmettere telematicamente all'Agenzia delle Entrate la dichiarazione di intenti ricevuta dai propri clienti esportatori, emettendo fatture senza IVA. L'ufficio ha applicato una sanzione proporzionale pari al 100% dell'imposta. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene non si tratti di una violazione meramente formale, l'azienda ha diritto all'applicazione retroattiva della sanzione fissa più favorevole introdotta dalle riforme successive, in forza del principio del favor rei. La sentenza d'appello è stata quindi annullata con rinvio per ricalcolare la sanzione.
Continua »
Giudizio di ottemperanza tributario: rimborsi tra tagli e tutele
Un contribuente ha ottenuto una sentenza definitiva che gli riconosce il diritto al rimborso del 90% dell'IRPEF versata per gli anni 1990-1992, a seguito del sisma in Sicilia del 1990. L'Agenzia delle Entrate ha pagato solo parzialmente, invocando i limiti di spesa e il taglio del 50% previsti da una legge successiva. Il contribuente ha avviato un giudizio di ottemperanza tributario per ottenere l'intera somma. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che i limiti quantitativi della nuova legge si applicano anche alle sentenze definitive. Tuttavia, il giudice dell'ottemperanza non deve tagliare il credito del cittadino, ma deve verificare la disponibilità dei fondi pubblici e, in caso di mancanza di risorse, nominare un commissario ad acta per attivare le procedure di pagamento speciali della contabilità pubblica.
Continua »
Giudizio di ottemperanza tributario: limiti di cassa vs rimborsi
I coeredi di un contribuente hanno ottenuto una sentenza definitiva che riconosceva il diritto al rimborso del novanta per cento dell'Irpef versata in eccedenza per gli anni dal 1990 al 1992, a seguito del sisma in Sicilia. Di fronte al pagamento parziale dello Stato, gli eredi hanno avviato un giudizio di ottemperanza tributario. L'Agenzia delle Entrate ha eccepito i limiti di spesa e la riduzione al cinquanta per cento previsti dalle leggi successive. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che i limiti quantitativi e le modalità di rimborso si applicano anche in fase esecutiva, nonostante il giudicato sul diritto al rimborso. Il giudice dell'ottemperanza deve verificare la disponibilità dei fondi e, se insufficienti, nominare un commissario ad acta per attivare le procedure di contabilità pubblica, senza azzerare i diritti del contribuente.
Continua »
Rimborso imposte sisma 1990: il Fisco deve pagare tutto
Una contribuente ha ottenuto il diritto definitivo al rimborso del 90% delle imposte pagate per gli anni 1990-1992, a seguito del terremoto in Sicilia del 1990. L'Agenzia delle Entrate ha pagato solo il 50%, invocando una legge successiva che dimezza i rimborsi in caso di fondi statali insufficienti. La contribuente ha quindi avviato un giudizio di ottemperanza per ottenere l'intera somma. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, stabilendo che le leggi di bilancio successive non possono tagliare un credito già riconosciuto da una sentenza definitiva. Il diritto al Rimborso imposte sisma 1990 deve essere garantito integralmente, se necessario nominando un commissario ad acta per reperire le risorse necessarie.
Continua »
Rimborso imposte sisma 1990: il Fisco deve pagare tutto
Il Contribuente ha ottenuto una sentenza definitiva che condanna l'Amministrazione Finanziaria al rimborso del 90% delle imposte versate negli anni 1990-1992 a seguito del terremoto in Sicilia. L'ente impositore ha pagato solo il 50%, invocando una legge successiva che dimezza i rimborsi per carenza di fondi pubblici. Il Contribuente ha avviato un giudizio di ottemperanza per ottenere il saldo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, stabilendo che le norme sul contenimento della spesa pubblica non possono cancellare un diritto di credito ormai definitivo. La Cassazione conferma che il fisco deve pagare l'intero importo, se necessario attivando procedure contabili straordinarie tramite un commissario ad acta. Il Rimborso imposte sisma 1990 spetta quindi integralmente.
Continua »
Rimborso imposte sisma 1990: lo Stato deve pagare tutto
Un contribuente ha ottenuto una sentenza definitiva che condannava l'Agenzia delle Entrate al rimborso integrale delle imposte pagate per gli anni 1990-1992, in seguito al terremoto in Sicilia. L'amministrazione ha versato solo il 50% della somma, giustificandosi con una legge successiva che dimezzava i rimborsi in caso di fondi statali insufficienti. Il contribuente ha quindi avviato un giudizio di ottemperanza per ottenere il saldo. La Corte di Cassazione ha dato ragione al cittadino, stabilendo che le leggi successive sui limiti di spesa non possono cancellare il diritto al rimborso imposte sisma 1990 già riconosciuto da una sentenza definitiva. L'Agenzia delle Entrate deve quindi pagare l'intero importo residuo.
Continua »
Giudizio di ottemperanza tributario: limiti e rimborsi
Un contribuente ottiene il diritto al rimborso del 90% dell'IRPEF versata per gli anni 1990-1992 a seguito del sisma in Sicilia. L'Agenzia delle Entrate rimborsa solo parzialmente la somma, invocando i limiti di spesa introdotti da una legge del 2017. Il contribuente avvia un giudizio di ottemperanza tributario per ottenere l'intero importo. La Corte di Cassazione stabilisce che i limiti quantitativi della legge del 2017 si applicano anche alle procedure esecutive in corso. Tuttavia, il giudice dell'ottemperanza non deve tagliare il diritto del contribuente, ma deve verificare la disponibilità dei fondi pubblici. In caso di mancanza di fondi, il giudice deve nominare un commissario ad acta per attivare le procedure di contabilità pubblica e garantire il pagamento. La sentenza della CTR viene cassata con rinvio.
Continua »
Recupero aiuti di Stato: stop ai rimborsi facili per il sisma
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva a un'azienda siciliana il rimborso del 90% delle imposte IRPEG e ILOR versate per il triennio 1990-1992, a seguito del sisma del 1990. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fisco, stabilendo che lo svolgimento di un'attività economica qualifica il contribuente come impresa secondo il diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, il giudice d'appello avrebbe dovuto verificare rigorosamente se l'agevolazione rispettasse i limiti del regolamento de minimis o se compensasse un danno effettivo e diretto causato dal terremoto, evitando sovracompensazioni. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza impugnata, rinviando la causa alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia per un nuovo esame sul recupero aiuti di Stato.
Continua »
Rimborso imposte sisma 1990: stop all’automatismo per le imprese
Un imprenditore colpito dal terremoto del 1990 in Sicilia ha chiesto il rimborso imposte sisma 1990, pretendendo la restituzione del 90% dell'Irpef e dell'Ilor versate tra il 1990 e il 1992. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso e la controversia è giunta in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno chiarito che le agevolazioni fiscali per le imprese colpite da calamità costituiscono aiuti di Stato. Pertanto, il giudice di merito non può concedere il rimborso in modo automatico. Deve prima verificare se l'agevolazione rispetti i limiti del regime de minimis o se compensi solo i danni effettivi senza creare sovra-compensazioni. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo esame dei fatti.
Continua »
Rimborso imposte sisma 1990: il fisco perde contro i contribuenti
Una contribuente siciliana ha chiesto il rimborso del 90% dell'IRPEF versata per gli anni 1990, 1991 e 1992, beneficiando delle agevolazioni per le zone colpite dal terremoto del 1990. L'Agenzia delle Entrate ha opposto il silenzio-rifiuto, sostenendo che il rimborso non spettasse a chi aveva già pagato le imposte. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando il diritto al rimborso imposte sisma 1990. I giudici hanno chiarito che la legge di sanatoria ha valore di indennizzo per le vittime del sisma, rendendo non dovute le somme già versate oltre il 10% del dovuto. Di conseguenza, l'amministrazione finanziaria deve restituire il 90% di quanto riscosso.
Continua »
Ravvedimento operoso parziale: sanzioni ridotte e calcoli rigidi
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Doganale contro una società di spedizioni doganali. La controversia riguardava la validità del ravvedimento operoso parziale per il tardivo pagamento di diritti doganali. La società aveva versato la sorte capitale in modo frazionato, ma senza coprire interamente il debito e senza pagare contestualmente sanzioni e interessi proporzionali. La Cassazione ha chiarito che, grazie a una norma interpretativa retroattiva, il ravvedimento operoso parziale è oggi ammesso, a patto che vengano corrisposti sanzioni e interessi calcolati sulla singola frazione di debito pagata in ritardo. La causa è stata rinviata alla Corte di giustizia tributaria per verificare la correttezza dei pagamenti effettuati alla luce di questo principio.
Continua »
Applicazione del favor rei: sanzione chiusa ma rimborso ammesso
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una società contro il diniego di rimborso di sanzioni tributarie versate in misura ridotta. Il giudice di rinvio aveva negato il rimborso ritenendo definitiva la sanzione definita in via agevolata. La Suprema Corte ha invece stabilito che il giudice di rinvio è strettamente vincolato alle precedenti statuizioni di legittimità, le quali avevano già accertato la non utilizzazione del credito e ordinato la rideterminazione della sanzione. Di conseguenza, l'applicazione del favor rei, introdotta dalle riforme del 2015, deve essere garantita dal giudice di rinvio, il quale deve ricalcolare la sanzione secondo la disciplina più favorevole e valutare il diritto al rimborso della differenza versata in eccesso dal contribuente.
Continua »