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Ires

207 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'imposta sul reddito delle società (IRES) è una imposta proporzionale e personale con aliquota del 27,50%. Ai sensi dell'articolo 73 del Testo unico delle imposte sui redditi sono soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle società: società di capitali, società cooperative e società di mutua assicurazione residenti nel territorio dello Stato; enti pubblici ed enti privati, diversi dalle società, nonché i trust, residenti nel territorio dello Stato che hanno, come oggetto esclusivo o principale, l'esercizio di attività commerciale; enti pubblici ed enti privati, diversi dalle società, nonché i trust, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno come oggetto l'esercizio di attività commerciale; società ed enti di qualsiasi tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato. L'IRES, istituita col decreto legislativo n. 344/2003, ha sostituito l'imposta sul reddito delle persone giuridiche (IRPEG) ed è entrata effettivamente in vigore il primo gennaio 2004. Il legislatore ha voluto modernizzare il regime fiscale dei capitali e delle imprese facendo riferimento al modello prevalente nei Paesi dell'Unione europea.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inammissibilità documenti tributari: il “disguido” non salva l’Azienda
Un'Azienda ha contestato un accertamento fiscale per IRES e IRAP, relativo a costi ritenuti indeducibili per acquisti da Paesi a fiscalità privilegiata. L'Amministrazione Finanziaria ha recuperato a tassazione un importo significativo. L'Azienda ha tentato di produrre documenti solo in giudizio, giustificando la mancata esibizione amministrativa con un "disguido interno". La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità documenti tributari prodotti tardivamente. Ha ribadito che per superare la preclusione è necessaria la prova di una causa di forza maggiore, non bastando un generico disguido. L'Azienda ha perso il ricorso e dovrà pagare le spese legali.
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Sentenza Tributaria Nulla per Motivazione Apparente: La Cassazione Interviene
Una Società ha impugnato un avviso di accertamento fiscale per Ires, Irap e Iva. Le Commissioni Tributarie di primo e secondo grado hanno respinto i suoi ricorsi, ritenendo le perdite di esercizio prolungate un segno di inattendibilità delle scritture contabili. La Società ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando la **nullità sentenza tributaria per motivazione apparente**, poiché la sentenza d'appello non aveva esaminato le sue contestazioni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, dichiarando la sentenza della Commissione Tributaria Regionale nulla per motivazione apparente e rinviando il caso per una nuova decisione.
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Società non operativa: permessi mancati senza prova non evitano le tasse
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di Società non operativa. L'Agenzia delle Entrate aveva accertato un reddito minimo per una società che gestiva un'attività alberghiera per anziani, nonostante questa avesse dichiarato una perdita. La società si difendeva sostenendo di non aver potuto operare per mancanza di autorizzazioni amministrative. La Commissione Tributaria Regionale aveva accolto la tesi della società. Tuttavia, la Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la società non aveva fornito alcuna prova documentale del mancato rilascio di tali autorizzazioni, venendo meno all'onere della prova. Il caso tornerà alla Commissione Tributaria Regionale per una nuova valutazione.
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Indeducibilità dei costi: la Cassazione annulla per motivazione apparente
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'azienda l'**indeducibilità dei costi** relativi a consulenze, viaggi e acquisti da paesi a fiscalità privilegiata (le cosiddette "black list"). La Commissione Tributaria Regionale aveva parzialmente accolto il ricorso dell'azienda per alcune voci, ma lo aveva respinto per i costi da "black list" e le consulenze interne. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda riguardo ai costi da "black list", ritenendo la motivazione della sentenza precedente insufficiente. Ha invece confermato l'indeducibilità dei costi per consulenze, giudicandoli antieconomici data la sovrapposizione di ruoli. Il caso tornerà in appello per una nuova valutazione sui costi esteri.
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Cessazione materia del contendere: la Corte estingue le liti tributarie
L'Autorità Fiscale aveva emesso avvisi di accertamento per maggiore IRES nei confronti di una Compagnia. Dopo vari gradi di giudizio, la Compagnia ha richiesto la cessazione materia del contendere. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinti i giudizi perché le liti tributarie erano state definite secondo l'Art. 6, D.L. n. 119/2018. La cessazione materia del contendere ha risolto la controversia, lasciando le spese a carico di chi le aveva anticipate, ponendo fine al contenzioso senza una decisione sul merito.
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Deducibilità costi operazioni inesistenti: Cassazione distingue IVA e IRES
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'Azienda la deducibilità costi operazioni inesistenti, recuperando IVA, IRES e IRAP. L'Azienda aveva acquistato da "società cartiere" fittizie. La Cassazione ha stabilito che i costi relativi a tali operazioni sono deducibili ai fini delle imposte dirette (IRES e IRAP), anche se l'Azienda era consapevole della frode, purché i costi non fossero usati per commettere reati e rispettassero i principi fiscali. Il recupero dell'IVA è stato invece confermato. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame sulla sussistenza dei requisiti di deducibilità.
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Costi Indeducibili Operazioni Inesistenti: Cassazione annulla per errore del giudice
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'Azienda la deducibilità di costi relativi a presunte operazioni inesistenti e costi non documentati, inclusi quelli per carburante e ammortamenti. La controversia riguardava in particolare l'inesistenza di organizzazione da parte di una società fornitrice. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che il giudice di merito aveva errato nel non considerare adeguatamente gli elementi presentati dall'Azienda a dimostrazione dell'esistenza delle operazioni e dell'organizzazione, superando i limiti del precedente rinvio. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame sui Costi Indeducibili Operazioni Inesistenti.
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Deducibilità Costi Infragruppo: Il Contribuente deve Provare l’Inerenza
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di due società, una capogruppo e una controllata, contro un accertamento IRES. L'Amministrazione Finanziaria contestava la deducibilità costi infragruppo per servizi, sostenendo che il criterio di ripartizione "forfetario" non provava l'effettiva utilità e inerenza. La Commissione Tributaria Regionale aveva già dato ragione all'Ufficio, affermando che l'onere di dimostrare la congruità e l'inerenza dei costi spettava alle società. La Cassazione ha rigettato il ricorso delle società. Ha ribadito che il contribuente deve fornire prove specifiche sull'effettiva utilità dei servizi ricevuti e sulla loro obiettiva determinabilità, non bastando un generico accordo o una ripartizione non analitica. Le società non hanno soddisfatto questo onere probatorio.
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Plusvalenza da cessione di proprietà superficiaria: Cassazione rinvia
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una Società Agricola il mancato pagamento dell'IRES su una plusvalenza derivante dalla cessione di proprietà superficiaria. Dopo una sentenza della Commissione Tributaria Regionale, l'Agenzia ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha ritenuto opportuno che la causa fosse discussa in pubblica udienza, rimettendo il fascicolo alla Sezione V Tributaria. Questo significa che la Corte non ha ancora deciso nel merito, ma ha stabilito la necessità di un'ulteriore discussione approfondita del caso sulla plusvalenza da cessione di proprietà superficiaria.
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Esenzione IRES Consorzio: Ente Pubblico e Fisco, la Cassazione rinvia
Un Consorzio, ente pubblico in liquidazione che gestisce canali, ha contestato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate per una maggiore imposta IRES. L'Agenzia ha revocato l'esenzione totale dall'imposizione diretta, ritenendo il Consorzio non più qualificabile come ente pubblico territoriale. Il Consorzio ha sempre versato l'IRES in misura ridotta, sostenendo la sua natura di consorzio di funzione con scopi pubblicistici. La Corte di Cassazione ha ritenuto la questione complessa e ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione definitiva sulla corretta applicazione dell'Esenzione IRES Consorzio e sulla natura giuridica dell'ente.
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Perdita Status ONLUS: Stipendio Eccessivo, Tasse e Rinvio in Cassazione
Un Ente Religioso ha perso il suo status di ONLUS. L'Amministrazione Fiscale ha cancellato l'Ente dal Registro delle ONLUS perché ha pagato a un dipendente uno stipendio superiore del 20% rispetto al contratto collettivo nazionale. Questa perdita status ONLUS ha portato a diversi avvisi di accertamento per IRES e IRAP non dichiarate, con relative sanzioni. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha deciso di rimettere la trattazione del ricorso a una pubblica udienza, rinviando la decisione finale. Questo significa che la questione è ancora aperta e necessita di un ulteriore approfondimento.
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Onere della prova operazioni inesistenti: vince l’azienda, perde il Fisco
L'Agenzia delle Entrate contestava a un'azienda la deduzione di costi IRES e IVA per una sponsorizzazione, ritenendola un'operazione inesistente. L'azienda aveva prodotto prove documentali, come foto di striscioni pubblicitari e assegni di pagamento. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione all'azienda. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che l'onere della prova delle operazioni inesistenti spetta all'Amministrazione finanziaria. Se l'Amministrazione non dimostra l'inesistenza, l'azienda non deve provare l'effettività dell'operazione. Questo caso chiarisce i limiti del potere di accertamento fiscale.
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Motivazione sentenza tributaria: la Cassazione annulla per difetto
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità di un avviso di accertamento fiscale emesso dall'Agenzia delle Entrate nei confronti di un'Azienda. La controversia riguardava principalmente la motivazione sentenza tributaria e i poteri istruttori degli uffici regionali. La Corte ha respinto le contestazioni dell'Azienda sulla mancanza di poteri degli uffici regionali e sull'omessa pronuncia su sconti finanziari. Ha invece accolto i motivi relativi all'insufficiente motivazione della sentenza di appello in merito alla classificazione di sopravvenienze attive e all'uso improprio della "motivazione per relationem". Di conseguenza, la sentenza di appello è stata annullata e la causa rinviata per una nuova decisione.
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Costi e Ricavi: la Cassazione ribadisce il Principio di Competenza Fiscale
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la dichiarazione IRES di un'Azienda per il 2006. L'Azienda aveva imputato costi del 2005 (servizi energetici) nel 2006, anno di ricezione delle fatture. Non aveva inoltre dichiarato interessi su un credito IVA ceduto alla controllante, sostenendo che non fossero stati concretamente corrisposti. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione all'Azienda. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Agenzia, ribadendo il **principio di competenza fiscale**: costi e ricavi vanno imputati all'esercizio di riferimento se oggettivamente determinabili, indipendentemente da fatturazione o pagamento. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Deducibilità costi fiscali: Azienda vs Fisco, la Cassazione rinvia
Un'Azienda ha contestato un accertamento fiscale dell'Agenzia delle Entrate che negava la deducibilità costi fiscali per compensi relativi a un contratto di servizio (service agreement), inclusi margini di ricarico (mark up), e per corrispettivi di un contratto di fornitura (supply agreement). La Commissione Tributaria Regionale ha parzialmente accolto il ricorso, riconoscendo la deducibilità per il supply agreement e per il mark up sui costi deducibili del service agreement. La Cassazione ha rimesso la trattazione del ricorso a pubblica udienza, rinviando la causa a nuovo ruolo, data la rilevanza delle questioni di diritto.
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Onere della Prova Inerenza Costi: Fatture non bastano per il Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un'Azienda Contribuente l'indeducibilità di costi per IRES, sostenendo la mancanza di inerenza. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione all'Azienda, ritenendo provata l'inerenza dei costi con la semplice esibizione di fatture. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova dell'inerenza dei costi: non basta esibire fatture o registrazioni contabili. È necessaria una dimostrazione concreta della correlazione tra la spesa e l'attività d'impresa. La sentenza della CTR è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Deducibilità interessi stabili organizzazioni: Cassazione ribalta la decisione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una Stabile Organizzazione italiana la deducibilità interessi stabili organizzazioni, relativi a finanziamenti ricevuti dalla casa madre. L'Ufficio riteneva la SO sottocapitalizzata e incapace di ottenere tali prestiti sul mercato. La Commissione Tributaria di secondo grado aveva accolto il ricorso della SO, consentendo il calcolo di un fondo di dotazione figurativo basato sul capitale minimo legale. La Corte di Cassazione ha cassato questa decisione, ribadendo che la SO deve avere una struttura patrimoniale adeguata come un'impresa indipendente. La deducibilità degli interessi passivi richiede una valutazione dettagliata del fondo di dotazione figurativo, non un mero riferimento formale al capitale minimo.
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Raddoppio termini accertamento tributario: quando vale e quando no per IRAP
Una società ha contestato un avviso di accertamento fiscale per IRES, IVA e IRAP relativo al 2003, dove l'Agenzia delle Entrate aveva applicato il **raddoppio termini accertamento tributario** per presunti reati. La Corte di Cassazione ha confermato che il raddoppio si applica in presenza di seri indizi di reato, indipendentemente dall'esito del procedimento penale. Tuttavia, ha escluso l'applicazione del raddoppio per l'IRAP, poiché le violazioni relative a questa imposta non sono sanzionate penalmente. La sentenza ha parzialmente accolto il ricorso della società, annullando l'accertamento solo per la parte IRAP.
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Definizione agevolata tributaria: Fisco e Contribuente, la Pace è Possibile
L'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso contro una sentenza che escludeva la ritenuta sui dividendi erogati da una società italiana alla sua capogruppo estera. Durante il processo, la società ha scelto di avvalersi della `definizione agevolata tributaria`, pagando l'intero importo dovuto per risolvere la controversia. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico delle parti che le avevano anticipate. Questo caso evidenzia come la `definizione agevolata` possa chiudere efficacemente le liti fiscali.
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Omessa compilazione righi dichiarazione: il Fisco prevale sull’errore
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'Azienda che ha omesso la compilazione di righi specifici nella dichiarazione telematica per fruire di agevolazioni fiscali legate a fusioni societarie (ammortamento di maggiori valori). L'Amministrazione finanziaria aveva disconosciuto i benefici, sostenendo che l'omessa compilazione righi dichiarazione equivaleva a una mancata richiesta. La Cassazione ha ribadito che la dichiarazione telematica è l'unica valida e che l'omissione non è un semplice errore materiale, ma una mancata manifestazione di volontà negoziale. La sentenza ha cassato la decisione precedente favorevole all'Azienda, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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