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Giurisdizione — Anno 2024

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296 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Giurisdizione

Provvedimenti

Giurisdizione usi civici: quando decide il TAR
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 274/2024, ha stabilito che la giurisdizione per l'impugnazione di un atto di revoca di un'autorizzazione su terreni gravati da usi civici spetta al giudice amministrativo. La Corte ha chiarito che la competenza del Commissario per gli usi civici è limitata alle questioni sulla natura e l'esistenza del diritto (qualitas soli). Se la controversia, come nel caso di specie, riguarda vizi procedurali dell'atto amministrativo, senza contestare la natura del terreno, la giurisdizione usi civici è del TAR.
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Giurisdizione usi civici: il TAR è competente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 263/2024, ha chiarito la ripartizione della giurisdizione usi civici. Un Comune aveva revocato l'autorizzazione al mutamento di destinazione d'uso di un terreno, concesso a una società energetica per un elettrodotto. La società ha impugnato la revoca al TAR. La Corte ha stabilito che la giurisdizione spetta al giudice amministrativo, e non al Commissario per gli Usi Civici, perché l'oggetto della controversia è la legittimità dell'atto amministrativo di revoca e non l'accertamento della natura del terreno o dei diritti di uso civico stessi.
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Risarcimento danni fornitura elettrica: chi decide?
Un condominio ha citato in giudizio la società fornitrice di energia elettrica per ottenere il risarcimento dei danni subiti all'ascensore a causa di uno sbalzo di tensione. Dopo un conflitto di giurisdizione tra il Tribunale ordinario e quello Amministrativo Regionale (TAR), la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario. La Corte ha chiarito che le controversie relative al risarcimento danni da fornitura elettrica, quando derivano da un disservizio nell'esecuzione del contratto di utenza, hanno natura privatistica e non coinvolgono l'esercizio di poteri autoritativi della pubblica amministrazione.
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Ricorso per revocazione: quando è inammissibile?
Un ricorso per revocazione presentato da un legale contro una precedente ordinanza della Corte di Cassazione è stato dichiarato inammissibile. Le Sezioni Unite hanno respinto l'impugnazione per vizi procedurali fondamentali: la mancanza di una difesa tecnica qualificata e l'assenza di un vero e proprio 'errore di fatto'. La controversia originaria riguardava la sospensione di un avvocato per il mancato pagamento della quota annuale all'Ordine.
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Sospensione cautelare medico: illegittima senza difesa
Un medico universitario, sospeso dall'attività assistenziale da un'azienda sanitaria, ha ottenuto il riconoscimento dell'illegittimità del provvedimento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30752/2024, ha confermato che la sospensione cautelare medico, anche se di natura non disciplinare, deve sempre garantire il diritto di difesa e il contraddittorio. La Corte ha rigettato sia il ricorso dell'azienda, che sosteneva la natura puramente cautelare del provvedimento, sia il ricorso incidentale del medico su questioni di giurisdizione e quantificazione del danno.
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Arbitrato internazionale e giurisdizione: l’appello
La Corte di Cassazione chiarisce che la decisione di un tribunale di declinare la propria cognizione a favore di un arbitrato internazionale costituisce una pronuncia sulla giurisdizione e non sulla competenza. Di conseguenza, il mezzo di impugnazione corretto è l'appello e non il regolamento di competenza. L'ordinanza analizza anche l'inapplicabilità del 'principio dell'apparenza' quando mancano indici univoci sulla qualificazione della decisione da parte del primo giudice. Il caso verteva su una clausola compromissoria per arbitrato internazionale inserita in un contratto di cessione di crediti.
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Mandato di arresto europeo: quando l’Italia rifiuta?
Un uomo, accusato di far parte di un'associazione a delinquere per la contraffazione di vini di lusso, si oppone alla consegna alla Francia tramite un mandato di arresto europeo. Sostiene che i reati siano stati commessi in Italia e che esista un procedimento penale parallelo. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che per rifiutare la consegna non basta la mera giurisdizione italiana, ma serve la prova di un procedimento penale in corso per gli stessi fatti, che in questo caso mancava.
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Competenza reati militari: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di giurisdizione tra un tribunale militare e uno ordinario, stabilendo i criteri per determinare la competenza in caso di reati connessi. La sentenza chiarisce che la competenza per reati militari si sposta al giudice ordinario se il reato comune connesso, a parità di pena detentiva, prevede anche una pena pecuniaria. In questo caso, la truffa aggravata è stata ritenuta più grave della truffa militare proprio per la presenza di una multa, radicando la giurisdizione presso il Tribunale ordinario di Taranto per tutti i reati contestati.
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Mandato di Arresto Europeo: quando si può rifiutare?
La Cassazione conferma la consegna di un cittadino italiano alla Francia in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo. Anche se parte del reato è stata commessa in Italia, la mancanza di procedimenti penali nazionali e di un concreto interesse dello Stato a perseguire il fatto giustifica la consegna all'autorità estera.
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Cittadinanza per matrimonio: chi decide sul diniego?
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la giurisdizione sulle controversie relative al diniego della cittadinanza per matrimonio spetta al giudice ordinario quando il provvedimento si basa sulla mancanza di requisiti oggettivi, come la convivenza. La giurisdizione del giudice amministrativo sorge solo se il diniego è fondato su motivi discrezionali legati alla sicurezza della Repubblica. In questo caso, il rigetto era basato sulla presunta cessazione della convivenza coniugale, un fatto che attiene a un diritto soggettivo e non a una valutazione discrezionale dell'amministrazione.
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Giurisdizione giudice italiano: il caso del terzo leso
La Corte di Cassazione ha stabilito che manca la giurisdizione del giudice italiano per le domande di risarcimento avanzate da terzi (una persona fisica e una società) che hanno subito danni indiretti a seguito di un sinistro occorso a un immobile in Germania, assicurato presso una compagnia tedesca. La decisione si fonda sulla mancanza di un rapporto contrattuale diretto tra i terzi e l'assicuratore, presupposto necessario secondo il Regolamento UE 1215/2012 per radicare la competenza nel foro dell'attore.
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Giurisdizione tariffe idriche: a chi spetta decidere?
Una comunità terapeutica contesta la tariffa idrica a consumo progressivo imposta da una società di fornitura, chiedendo l'applicazione di una tariffa agevolata a fascia unica. La Corte di Cassazione, di fronte al conflitto sulla giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo, ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per stabilire un principio di diritto. La questione centrale è se la richiesta configuri la tutela di un diritto soggettivo contrattuale o un interesse legittimo verso un atto della pubblica amministrazione, determinando la competenza in materia di giurisdizione tariffe idriche.
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Giurisdizione Locazione Pubblica: Decide Giudice Civile
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la giurisdizione sulle controversie relative all'indennità di occupazione di immobili locati alla Pubblica Amministrazione spetta al giudice ordinario. Il caso riguardava una società di gestione del risparmio che contestava l'importo dell'indennità calcolato dall'ente pubblico dopo la scadenza del contratto. La Corte ha chiarito che, agendo la P.A. 'iure privatorum' (secondo le regole del diritto privato), la controversia verte su un diritto soggettivo di credito e non su un interesse legittimo, escludendo la competenza del giudice amministrativo. La decisione riafferma il principio della giurisdizione locazione pubblica in capo al giudice civile quando il rapporto è di natura contrattuale e paritetica.
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Giurisdizione servizi aeroportuali: la Cassazione decide
Una società di trasporti ha impugnato la procedura di assegnazione degli stalli per autobus in un importante aeroporto. La questione centrale era determinare se la competenza a decidere fosse del giudice ordinario o di quello amministrativo. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto il conflitto, affermando la giurisdizione del giudice amministrativo. La Corte ha qualificato il servizio di collegamento bus tra aeroporto e città come un'attività "aviation", ovvero strumentale e connessa al trasporto aereo, rientrante quindi nella sfera del diritto pubblico e non in quella meramente privatistica.
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Sgombero alloggio popolare: la giurisdizione è civile
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con l'ordinanza 34502/2024, ha stabilito che la controversia su uno sgombero di alloggio popolare occupato senza titolo rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. La decisione si basa sulla natura della pretesa, un diritto soggettivo a rimanere nell'immobile, contrapposto a un atto di recupero non discrezionale dell'amministrazione.
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Giurisdizione COSAP: decide il giudice ordinario
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione risolvono un conflitto negativo di giurisdizione tra giudice tributario e giudice ordinario. La Corte stabilisce che le controversie relative al Canone per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche (COSAP) rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario, poiché il COSAP non ha natura tributaria ma patrimoniale, essendo un corrispettivo per un'utilizzazione specifica di un bene pubblico.
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Giurisdizione usi civici: il caso alle Sezioni Unite
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha affrontato un caso cruciale sulla giurisdizione usi civici. Alcuni cittadini avevano contestato la legittimità di vari atti amministrativi, come espropri e servitù, su terreni che ritenevano appartenere al demanio civico. La Corte d'Appello aveva precedentemente negato la competenza del commissario per gli usi civici. Riconoscendo la complessità e l'importanza della questione, la Cassazione ha scelto di non decidere direttamente, ma di rimettere la causa al Primo Presidente per una possibile assegnazione alle Sezioni Unite, l'organo supremo della Corte, per una decisione definitiva sul tema della giurisdizione.
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Interruzione prescrizione e cambio di giurisdizione
Una lavoratrice del pubblico impiego agiva contro un Ministero per il riconoscimento di mansioni superiori. Il Tribunale ordinario declinava la giurisdizione in favore del giudice amministrativo. La causa, riproposta al TAR, veniva dichiarata estinta. La Corte d'Appello riteneva prescritto il diritto, non riconoscendo effetto interruttivo alla nuova azione. La Cassazione cassa la sentenza, affermando che la riproposizione della domanda dopo una declinatoria di giurisdizione passata in giudicato costituisce un nuovo giudizio con autonomo effetto di interruzione prescrizione. L'effetto del primo atto, inoltre, perdura fino al passaggio in giudicato della sentenza sulla giurisdizione.
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Giurisdizione consumatore nel trading online: la guida
Un investitore citava in giudizio una società di trading online estera per ottenere un risarcimento danni. La società eccepiva la carenza di giurisdizione del giudice italiano in favore di quello inglese, come previsto da una clausola contrattuale. La Corte di Cassazione ha confermato la giurisdizione italiana, stabilendo che l'investitore, agendo per scopi estranei alla propria attività professionale, riveste la qualifica di consumatore. Di conseguenza, si applica la speciale giurisdizione del consumatore prevista dai regolamenti europei, che consente di adire il tribunale del proprio luogo di residenza, a condizione che l'attività del professionista sia diretta verso tale Stato, come accertato nel caso di specie.
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Giurisdizione concessioni demaniali: la guida completa
La Corte di Cassazione chiarisce la questione della giurisdizione nelle concessioni demaniali. Un ente pubblico ha citato in giudizio un'organizzazione religiosa per ottenere un'indennità per l'occupazione abusiva di un'area demaniale marittima dopo la revoca della concessione. La Corte d'Appello aveva negato la giurisdizione del giudice ordinario. La Cassazione, invece, ha stabilito che, una volta esaurito il rapporto amministrativo con la decadenza del titolo, la controversia per il pagamento dell'indennità ha natura puramente patrimoniale e spetta alla giurisdizione del giudice ordinario, non a quello amministrativo.
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