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Giurisdizione — Anno 2023

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432 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Giurisdizione

Provvedimenti

Giurisdizione e rimborsi concessioni autostradali
Una società concessionaria di una tratta autostradale ha impugnato il diniego di approvazione di un progetto esecutivo per lavori di sicurezza, chiedendo il rimborso dei costi sostenuti. La questione centrale riguarda la giurisdizione: se la causa debba essere decisa dal Giudice Amministrativo o dal Giudice Ordinario. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la giurisdizione spetta al Giudice Ordinario, poiché la controversia riguarda l'adempimento di obblighi contrattuali nella fase esecutiva del rapporto, dove l'Amministrazione non agisce con poteri autoritativi ma in una posizione di parità con il privato.
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Giurisdizione rimborsi concessioni autostradali
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha chiarito i confini della giurisdizione in merito a una controversia tra una società concessionaria autostradale e il Ministero competente. La lite riguardava il mancato rimborso di costi sostenuti per interventi di risanamento acustico e sicurezza, eseguiti anche dopo la scadenza della concessione in regime di gestione interinale. La Corte ha stabilito che, trattandosi di questioni inerenti all'adempimento di obblighi contrattuali nella fase esecutiva del rapporto, la giurisdizione spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo, poiché l'Amministrazione non ha esercitato poteri autoritativi ma ha agito in una posizione di parità negoziale.
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Giurisdizione: chi decide sulle concessioni?
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la giurisdizione sulle liti relative al rimborso di costi per investimenti in sicurezza autostradale spetta al giudice ordinario. Il caso riguardava una società concessionaria che, pur con contratto scaduto, aveva proseguito la gestione interinale realizzando opere di adeguamento. La Corte ha chiarito che, nella fase esecutiva del rapporto, l'Amministrazione agisce su un piano di parità contrattuale con il privato, rendendo irrilevante l'esercizio di poteri autoritativi tipici della fase di affidamento.
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Giurisdizione e rimborsi nelle concessioni
Una società concessionaria di una tratta autostradale ha impugnato il diniego del Ministero al rimborso di costi per interventi di sicurezza urgenti effettuati durante la gestione interinale. La questione centrale riguarda la giurisdizione: se la competenza spetti al giudice amministrativo o a quello ordinario. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la giurisdizione appartiene al giudice ordinario, poiché la controversia non riguarda l'esercizio di poteri autoritativi della Pubblica Amministrazione, ma l'adempimento di obblighi contrattuali paritetici legati alla fase esecutiva della concessione.
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Giurisdizione internazionale: dove fare causa?
Una società italiana ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro una società statunitense per il mancato pagamento di lavori di posa marmi eseguiti in un cantiere a New York. La società estera ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice italiano. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha accolto il ricorso, stabilendo che la giurisdizione internazionale per le prestazioni di servizi si determina in base al luogo di esecuzione della prestazione caratterizzante (New York) e non al luogo del pagamento, superando i vecchi criteri interpretativi.
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Giurisdizione e concessioni: decide il giudice civile
Una Società Concessionaria autostradale ha promosso un regolamento preventivo di giurisdizione per chiarire se la competenza su una lite relativa al rimborso di costi per la sicurezza stradale spettasse al giudice civile o amministrativo. Il Ministero aveva approvato solo parzialmente i progetti di adeguamento, decurtando le somme richieste. Le Sezioni Unite hanno stabilito che la **giurisdizione** appartiene al giudice ordinario, poiché la controversia riguarda l'adempimento di obblighi contrattuali nella fase esecutiva del rapporto, dove l'amministrazione non esercita poteri autoritativi ma agisce in posizione paritetica con il privato.
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Revisione prezzi: quando spetta al giudice ordinario
La Corte di Cassazione chiarisce la questione della giurisdizione in materia di revisione prezzi negli appalti pubblici. Con l'ordinanza n. 32672/2023, ha stabilito che la competenza è del giudice ordinario, e non di quello amministrativo, quando la Pubblica Amministrazione ha già riconosciuto formalmente il diritto dell'appaltatore con un proprio atto. Tale riconoscimento trasforma la posizione dell'impresa da interesse legittimo a diritto soggettivo, aprendo la via anche al risarcimento tramite interessi moratori dalla data dell'atto stesso.
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Recupero aiuti comunitari: errore o riduzione lineare?
Un'imprenditrice agricola contesta il recupero di aiuti comunitari, sostenendo si trattasse di un errore non rilevabile della P.A. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno respinto il ricorso, qualificando l'operazione non come un errore, ma come una legittima "riduzione lineare" prevista dalla normativa UE per rispettare i tetti di spesa. La sentenza chiarisce che tale adeguamento è un meccanismo fisiologico del sistema e conferma la giurisdizione del giudice ordinario in materia.
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Notifica al successore ex lege: Cassazione chiarisce
Una contribuente impugna un pignoramento verso terzi. Dopo varie fasi di giudizio, la Corte di Cassazione non decide nel merito ma rileva un vizio procedurale: l'errata notifica al successore ex lege dell'agente della riscossione. L'ordinanza stabilisce che la notifica fatta al difensore dell'ente soppresso è invalida, ma costituisce una nullità sanabile. Pertanto, la Corte ha concesso un termine di 60 giorni alla ricorrente per rinnovare la notificazione al nuovo ente, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
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Giurisdizione agevolazioni fiscali: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31682/2023, ha stabilito che la controversia sulla revoca di un'agevolazione fiscale, come un'esenzione sulle accise, rientra nella giurisdizione del giudice tributario e non di quello amministrativo. La Corte ha chiarito che tali atti, incidendo direttamente sull'ammontare del tributo dovuto, non possono essere considerati meri provvedimenti amministrativi. Questa decisione rafforza la competenza delle commissioni tributarie su tutte le questioni che modificano il rapporto d'imposta, inclusa la gestione delle agevolazioni fiscali.
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Rimborso spese pubbliche e rendicontazione
Una società che ha agito per conto dello Stato durante un'emergenza, ha pagato un subappaltatore per i servizi resi. Quando ha richiesto il rimborso spese pubbliche, la Pubblica Amministrazione lo ha negato per la mancanza di una procedura di rendicontazione amministrativa. La Corte di Cassazione, rilevando l'esistenza di precedenti non univoci, ha ritenuto la questione meritevole di un approfondimento in pubblica udienza. Pertanto, ha sospeso la decisione per consentire un'analisi più completa sul se tale procedura sia un requisito assoluto o se il diritto al rimborso possa essere provato in giudizio con altri mezzi.
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Strumento urbanistico e ICI: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza una causa cruciale sull'imponibilità ICI di un terreno. Il caso riguarda la legittimità di avvisi di accertamento emessi da un Comune, annullati in secondo grado a seguito dell'annullamento dello strumento urbanistico di riferimento. Il Comune ricorrente contesta il difetto di giurisdizione del giudice tributario e l'omessa valutazione di una successiva delibera di sanatoria. Data la rilevanza e i contrasti giurisprudenziali sull'efficacia retroattiva della sanatoria ai fini fiscali, la Corte ha ritenuto necessario un approfondimento in pubblica udienza.
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Giurisdizione giudice ordinario per progressioni
Una ricercatrice di un ente pubblico ha impugnato l'esito di un concorso interno per una progressione di carriera. I giudici di merito hanno negato la propria competenza, ritenendola del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha invece affermato la giurisdizione del giudice ordinario, poiché la contrattazione collettiva applicabile configurava la progressione come un avanzamento all'interno della medesima area professionale omogenea e non come un passaggio a un'area diversa, che avrebbe implicato una novazione del rapporto di lavoro.
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Giurisdizione spesa sanitaria: a chi spetta decidere?
Due società sanitarie hanno citato in giudizio una Regione per ottenere il pagamento di prestazioni erogate extra-budget, sostenendo che i risparmi derivanti dalla chiusura di altre strutture dovessero essere usati per tali pagamenti. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la questione rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo. La decisione si fonda sul principio che la domanda non riguarda un diritto soggettivo al pagamento, ma contesta le scelte discrezionali della Pubblica Amministrazione nella gestione della spesa sanitaria, configurando un caso di cattivo uso del potere. Di conseguenza, la competenza sulla giurisdizione spesa sanitaria in questi casi è del giudice amministrativo.
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Danno da legittimo affidamento: Giudice Ordinario
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la domanda di risarcimento per danno da legittimo affidamento, proposta dall'acquirente di un immobile basata su un titolo edilizio poi rivelatosi illegittimo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Il caso riguardava acquirenti di appartamenti che, a seguito di un'azione dei vicini per violazione delle distanze legali, avevano chiesto di essere risarciti dal Comune che aveva rilasciato il permesso. La Suprema Corte ha chiarito che tale azione non contesta l'esercizio del potere amministrativo, ma lamenta la lesione di un diritto soggettivo (l'integrità patrimoniale), sorto a causa dell'affidamento incolpevole sulla regolarità dell'atto.
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Clausole penali regolamento scavi: giurisdizione
Una società di servizi contesta le clausole penali imposte da un Comune per ritardi nei lavori di scavo, sostenendo la giurisdizione amministrativa. La Cassazione, invece, stabilisce che si tratta di penali di natura civilistica, derivanti da un'accettazione negoziale accessoria all'autorizzazione. La controversia rientra quindi nella giurisdizione del giudice ordinario.
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Giurisdizione scelta sede: decide il giudice ordinario
Un dipendente pubblico, vincitore di concorso, si è visto negare la possibilità di scegliere la sede di lavoro vicino casa in base alla Legge 104/1992. La Corte di Cassazione ha stabilito che la questione sulla giurisdizione per la scelta della sede spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo. La decisione chiarisce che, una volta conclusa la fase concorsuale con la graduatoria finale, ogni controversia relativa all'assegnazione della sede rientra nella gestione del rapporto di lavoro di natura privatistica.
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Giurisdizione ripetizione indebito: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione stabilisce che la giurisdizione sulla ripetizione di indebito pensionistico spetta al giudice ordinario e non alla Corte dei Conti, qualora l'azione si fondi su una precedente sentenza passata in giudicato. In questo caso, il credito dell'ente previdenziale acquista autonomia, trasformando l'azione in una mera richiesta di restituzione di somme non dovute, perdendo la sua originaria natura pensionistica.
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Giurisdizione pubblico impiego e decadenza: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29946/2023, ha stabilito che la competenza a decidere sulla legittimità della 'decadenza' di un dipendente pubblico, disposta a causa di presunte false dichiarazioni fornite al momento dell'assunzione, spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo. La Corte ha chiarito che tale atto non riguarda la fase concorsuale, ma la gestione del rapporto di lavoro già instaurato, configurandosi come una reazione dell'amministrazione che agisce in veste di datore di lavoro privato. La decisione consolida il principio della giurisdizione del giudice ordinario nelle controversie del pubblico impiego privatizzato.
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Giurisdizione controversie lavoro: il caso NATO
Un cittadino bosniaco, assunto localmente dal contingente militare italiano in Bosnia, ha promosso una causa per differenze retributive. La Corte di Cassazione ha confermato il difetto di giurisdizione dei tribunali italiani, stabilendo che per le controversie di lavoro di civili impiegati da forze NATO, la competenza spetta ai giudici dello Stato ospitante (Bosnia), in applicazione della Convenzione di Londra. Si tratta di un'importante pronuncia sulla giurisdizione nelle controversie di lavoro connesse a missioni internazionali.
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