La Corte di Cassazione ha confermato la giurisdizione italiana per i reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e omicidio commessi in alto mare su imbarcazioni prive di bandiera. Il caso riguarda un indagato accusato di aver trasportato oltre 70 migranti in condizioni precarie, causando la morte di uno di essi per asfissia. La difesa contestava la competenza del giudice italiano, sostenendo che i fatti fossero avvenuti in acque internazionali. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la giurisdizione si radica nel momento in cui il natante entra nella zona contigua italiana, in conformità con le convenzioni internazionali contro il crimine organizzato.
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