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Estratto Di Ruolo — Anno 2025

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253 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estratto Di Ruolo

Provvedimenti

Impugnazione estratto ruolo: quando il ricorso è nullo
Un contribuente ha contestato diverse cartelle di pagamento tramite un'impugnazione dell'estratto di ruolo, sostenendo la mancata notifica. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che chi avvia una causa non può in seguito contestare la giurisdizione del giudice prescelto. La Corte ha inoltre evidenziato come l'utilizzo di un motivo di ricorso errato e la mancata considerazione dell'annullamento automatico di parte dei debiti rendano l'appello infondato, condannando il ricorrente per lite temeraria.
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Impugnazione estratto ruolo: limiti e condizioni
Una società impugnava un estratto di ruolo, ottenendo ragione in primo grado per mancata prova della notifica delle cartelle. La Corte d'Appello dichiarava inammissibile il gravame dell'Agenzia per un errore di motivazione. La Cassazione ha annullato tale decisione, rilevando l'errore procedurale e, decidendo nel merito, ha dichiarato inammissibile il ricorso originario della società. L'impugnazione estratto ruolo è consentita solo se si dimostra un pregiudizio specifico, come richiesto dalla legge, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una società di trasporti ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le relative cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una normativa sopravvenuta, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso originario. La decisione chiarisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo non è più uno strumento valido per far valere la mancata notifica degli atti presupposti, con effetti anche sui giudizi pendenti.
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Credito tributario fallimento: limiti del giudice
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25704/2025, interviene sul tema del credito tributario nel fallimento. Il caso riguarda la contestazione, da parte del curatore fallimentare, di una presunta duplicazione di crediti chiesti in ammissione dall'Ente di Riscossione. La Corte ha stabilito che il giudice fallimentare non ha giurisdizione per decidere nel merito della pretesa tributaria, nemmeno quando la contestazione riguarda una duplicazione della somma. Il credito deve essere ammesso con riserva, in attesa della decisione della giurisdizione tributaria, unica competente a valutare la correttezza della pretesa erariale.
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Prescrizione quinquennale per sanzioni e interessi
Un contribuente ha impugnato con successo degli estratti di ruolo. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo la prescrizione decennale per sanzioni e interessi. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la prescrizione quinquennale per le obbligazioni accessorie, in quanto autonome rispetto all'imposta principale. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile un motivo di ricorso per formazione di giudicato interno.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito la stretta sui ricorsi basati sull'estratto di ruolo. Analizzando il caso di una società, la Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo. La decisione si allinea ai recenti interventi normativi e alle sentenze delle Sezioni Unite e della Corte Costituzionale, che hanno drasticamente limitato questa pratica per evitare un'eccessiva proliferazione del contenzioso tributario.
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Prescrizione tributi erariali: la Cassazione decide
Una contribuente ha impugnato un estratto di ruolo per debiti IRPEF, lamentando la mancata notifica delle cartelle e la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la prescrizione tributi erariali di dieci anni. Ha inoltre chiarito che l'estratto di ruolo non è impugnabile se le cartelle sottostanti sono state notificate correttamente e ha precisato i requisiti per la validità della notifica a terzi.
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Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
Un contribuente impugna in Cassazione una cartella di pagamento per IVA. Durante il giudizio, aderisce a una definizione agevolata, saldando integralmente il debito. La Corte Suprema, preso atto del pagamento, dichiara l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, con spese a carico della parte che le ha anticipate, come previsto dalla normativa speciale sulla sanatoria fiscale.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica della relativa cartella di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando un recente orientamento delle Sezioni Unite, ha dichiarato l'impugnazione estratto di ruolo inammissibile. La decisione si fonda sulla carenza di interesse ad agire del ricorrente, il quale non ha dimostrato di subire un pregiudizio concreto e attuale dall'esistenza dell'estratto, come richiesto dalla nuova normativa in materia.
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Impugnabilità estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una società di riscossione ha impugnato una sentenza della commissione tributaria regionale. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (jus superveniens), si è pronunciata sulla limitata impugnabilità dell'estratto di ruolo. Il ricorso originario del contribuente è stato dichiarato inammissibile perché non è stato dimostrato un pregiudizio specifico, come richiesto dalla nuova normativa. La Cassazione ha quindi cassato la sentenza precedente e compensato le spese legali.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente contro un estratto di ruolo per multe stradali, confermando l'inammissibilità dell'azione per carenza di interesse ad agire. La decisione ribadisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo in casi specifici, non potendo essere utilizzata come rimedio generale per contestare la prescrizione del credito quando la cartella esattoriale non è stata notificata o lo è stata in modo irregolare.
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Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente che contestava la notifica cartella esattoriale. La Corte ha stabilito che la nullità della notifica al portiere, anche se priva dell'attestazione di ricerca di altri soggetti, è sanata dalla ricezione della successiva raccomandata informativa, che dimostra il raggiungimento dello scopo. Inoltre, ha ribadito che in giudizio è sufficiente depositare la prova della notifica e l'estratto di ruolo, non l'originale della cartella.
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Notifica cartella di pagamento: ricorso inammissibile
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per vizi di notifica. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo principi chiave. La Corte ha confermato che l'Agente della riscossione può avvalersi di avvocati del libero foro. Inoltre, ha sottolineato che per contestare la notifica della cartella di pagamento, il ricorrente deve produrre la relata di notifica, non potendo la Corte valutarne la ritualità in sua assenza. Infine, è stato ribadito che non è necessario depositare l'originale della cartella in giudizio, essendo sufficiente la prova della sua notificazione e l'estratto di ruolo.
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Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo vizi nella notifica, effettuata al portiere dello stabile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che, per contestare la validità della notifica cartella esattoriale, è onere del ricorrente produrre in giudizio la relata di notifica. Inoltre, ha ribadito il principio consolidato secondo cui non è necessario depositare l'originale della cartella, essendo sufficiente la prova della sua notificazione e l'estratto di ruolo.
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Vizio di notifica: conoscenza effettiva batte formalità
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo un vizio di notifica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la conoscenza effettiva del debito, provata dall'intervento dell'agente di riscossione in una procedura esecutiva, fa decorrere i termini per l'impugnazione, rendendo tardiva l'azione legale successiva e sanando di fatto il difetto formale.
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Notifica PEC: valida anche da indirizzo non ufficiale
Una società impugnava alcune cartelle di pagamento ricevute tramite Posta Elettronica Certificata, sostenendo la nullità della notifica PEC perché l'indirizzo del mittente, l'Ente di Riscossione, non era presente nei pubblici registri. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione di merito, stabilendo che la notifica è valida. Per gli atti inviati da una Pubblica Amministrazione, l'assenza dell'indirizzo del mittente dai registri pubblici non causa nullità, a meno che il destinatario non dimostri un concreto pregiudizio al proprio diritto di difesa.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Una società di costruzioni ha tentato l'impugnazione estratto di ruolo sostenendo di non aver ricevuto la cartella di pagamento. La Cassazione, applicando una normativa sopravvenuta, ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'estratto non è un atto impugnabile autonomamente, salvo eccezioni specifiche non dimostrate nel caso di specie.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto gli atti di riscossione precedenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando una recente normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo a tre specifici casi di pregiudizio concreto, non presenti nella fattispecie. La decisione si fonda sulla mancanza di interesse ad agire del ricorrente.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti all’azione
Una contribuente scopriva l'esistenza di debiti tramite un estratto di ruolo e lo impugnava, lamentando la mancata notifica degli atti presupposti. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa (art. 12, co. 4-bis, d.P.R. 602/1973), ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora consentita solo in tre casi specifici di pregiudizio concreto per il debitore, al di fuori dei quali manca l'interesse ad agire. La Corte ha quindi cassato la sentenza senza rinvio, stabilendo che l'azione non poteva essere proposta.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto gli atti di notifica preliminari. La Corte di Cassazione, applicando la recente normativa (art. 12, comma 4-bis, d.P.R. n. 602/1973), ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire e l'azione non può essere proposta. La sentenza impugnata è stata quindi cassata senza rinvio.
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