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Estinzione Del Giudizio — Anno 2025

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1113 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Giudizio

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: quando non si paga il doppio contributo
Un caso originato da una richiesta di risarcimento per violazione dei diritti d'immagine si è concluso con una ordinanza di estinzione del giudizio. La Cassazione, a seguito della rinuncia al ricorso presentata dall'erede della parte ricorrente, ha chiarito un importante principio: in caso di estinzione per rinuncia, non è dovuto il pagamento del doppio contributo unificato. Questa sanzione, infatti, è volta a scoraggiare le impugnazioni pretestuose e non si applica quando il giudizio si conclude senza una valutazione nel merito.
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Rinuncia al ricorso: il caso della Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza gli effetti della rinuncia al ricorso da parte dell'Agenzia Fiscale in un contenzioso tributario. A seguito della rinuncia, il giudizio è stato dichiarato estinto, rendendo definitiva la sentenza favorevole al contribuente emessa in appello. La Corte ha chiarito che, non essendosi costituita la controparte, non era necessaria la sua accettazione né vi è stata condanna alle spese.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Un istituto finanziario aveva presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che lo condannava a rimborsare a un cliente una quota degli oneri per l'estinzione anticipata di un finanziamento. Prima della decisione, l'istituto ha rinunciato al ricorso e il cliente ha accettato la rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo il caso senza una pronuncia nel merito o una decisione sulle spese legali.
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Estinzione del giudizio: rottamazione e Cassazione
Un professionista, dopo aver perso in Appello una causa contro un ente previdenziale per contributi alla gestione separata, ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il processo, ha aderito a una 'rottamazione' del debito contributivo e ha rinunciato al ricorso. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti data la particolarità della vicenda.
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Estinzione del giudizio: carenza di interesse
Un'azienda agricola ricorre in Cassazione contro un avviso di accertamento per operazioni inesistenti. Durante il processo, aderisce a una definizione agevolata dei debiti. La Suprema Corte, rilevando il disinteresse della società a proseguire la causa, dichiara l'estinzione del giudizio, anche in assenza di una prova documentale diretta del collegamento tra la definizione e l'atto impugnato. Le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute.
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Utili extra-contabili: la Cassazione sul socio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 640/2025, ha chiarito che l'accertamento fiscale nei confronti di un socio per la presunta distribuzione di utili extra-contabili è legittimo anche se il giudizio promosso dalla società contro l'accertamento presupposto si è estinto. Secondo la Corte, l'estinzione del processo per inattività delle parti rende definitivo l'atto impositivo nei confronti della società, non lo invalida. Di conseguenza, l'Amministrazione Finanziaria può procedere a tassare il socio sulla base della presunzione che tali utili siano stati distribuiti.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia reciproca al ricorso principale e a quello incidentale da parte di tutte le parti coinvolte. La Suprema Corte ha chiarito che in caso di estinzione del giudizio per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, in quanto tale misura ha natura sanzionatoria e si applica solo nei casi tassativamente previsti di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito di una rinuncia al ricorso depositata congiuntamente da tutte le parti. Il caso, originato da una controversia su una garanzia fideiussoria, si conclude senza una decisione nel merito. La Suprema Corte chiarisce che, in caso di rinuncia, non si pronuncia sulle spese e non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché l'inammissibilità non è originaria.
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Accordo conciliativo: estinzione del giudizio fiscale
Un contenzioso fiscale, relativo a redditi di partecipazione non dichiarati da una socia di una S.A.S., è giunto fino in Cassazione. Tuttavia, le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo, spingendo la Corte a dichiarare la cessata materia del contendere e l'estinzione del giudizio, con compensazione delle spese legali come pattuito nell'accordo stesso.
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Estinzione giudizio per rinuncia al ricorso
Un professionista si opponeva a un avviso di addebito per contributi previdenziali, ottenendo ragione in primo grado per intervenuta prescrizione. La Corte d'Appello ribaltava la decisione, ritenendo che l'omessa compilazione di un quadro della dichiarazione dei redditi avesse sospeso la prescrizione. In Cassazione, il professionista ha aderito a una definizione agevolata e rinunciato al ricorso. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia accettata dalla controparte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese.
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Definizione agevolata: estinzione del processo fiscale
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento fiscale fino in Cassazione. Durante il giudizio, ha aderito alla definizione agevolata. Nonostante un iniziale diniego dell'Agenzia delle Entrate, poi annullato in autotutela, la Corte ha verificato il perfezionamento della procedura e il pagamento integrale. Di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del processo e la cessazione della materia del contendere, con spese compensate tra le parti.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e conseguenze
Un imprenditore individuale ha impugnato un decreto emesso dal Tribunale, ma ha successivamente rinunciato al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Non è stata emessa alcuna pronuncia sulle spese, data la mancata attività difensiva della società fallita resistente. La decisione sottolinea come la rinuncia comporti la chiusura definitiva del processo.
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Estinzione del giudizio: accordo tra le parti
Una controversia immobiliare riguardante le distanze tra costruzioni, giunta fino alla Corte di Cassazione, si è conclusa con l'estinzione del giudizio. Le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando la Corte a dichiarare l'interruzione del processo. La decisione ha inoltre stabilito la compensazione delle spese legali e ha chiarito che, in questi casi, non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Un contribuente impugnava due avvisi di accertamento basati su una determinazione sintetica del reddito. Dopo aver perso in appello, ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio, il contribuente aderiva alla definizione agevolata delle liti pendenti, pagando gli importi dovuti. La Corte di Cassazione, preso atto dell'avvenuta definizione e della mancata richiesta di trattazione da parte delle parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza esaminare i motivi del ricorso.
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Prescrizione pretesa fiscale: quando decorre?
Una società contesta una cartella di pagamento, sostenendo la prescrizione decennale della pretesa fiscale. Il contenzioso si estingue per mancata riassunzione. La Cassazione chiarisce che la prescrizione pretesa fiscale decorre dalla definitività dell'atto impositivo, non dalla notifica originale, ribaltando le decisioni dei giudici di merito.
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Estinzione del giudizio: quando va eccepita?
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per sollevare l'eccezione di estinzione del giudizio. In un caso di usucapione, a seguito del decesso di una parte, la riassunzione del processo non era stata notificata a tutti gli eredi. La Corte ha stabilito che, per i giudizi iniziati prima della riforma del 2009, l'estinzione non è rilevabile d'ufficio ma va eccepita dalla parte interessata prima di ogni altra difesa, cosa non avvenuta nel caso di specie. Il ricorso è stato quindi respinto.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Una società cooperativa, condannata in appello al pagamento di una somma di denaro, aveva presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha presentato un atto di rinuncia al ricorso con accordo per la compensazione delle spese. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine al contenzioso a livello di legittimità.
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Rinuncia ricorso cassazione: estinzione e spese
Una società ha presentato ricorso per revocazione contro un'ordinanza della Corte di Cassazione. Successivamente, la stessa società ha effettuato una rinuncia al ricorso, chiedendo la compensazione delle spese legali. La controparte ha accettato la richiesta. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo di non dover provvedere sulle spese, in virtù dell'accordo raggiunto tra le parti.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un'azienda impugnava un avviso di accertamento per un presunto vizio di forma. Mentre il caso era pendente in Cassazione, l'azienda ha aderito alla definizione agevolata, pagando il dovuto. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, poiché l'adesione alla sanatoria comporta la rinuncia alla lite e fa cessare la materia del contendere, rendendo superflua una decisione nel merito.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Una società impugnava un avviso di accertamento fiscale. Durante il ricorso in Cassazione, aderiva alla definizione agevolata della lite. La Corte Suprema, preso atto della regolarità della procedura confermata dalla stessa Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito.
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