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Estinzione Del Giudizio — Anno 2025

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1113 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Giudizio

Provvedimenti

Definizione agevolata: estinzione del giudizio fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. Il caso riguardava un ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società per un accertamento fiscale. La presentazione della domanda di definizione e del relativo pagamento ha determinato la chiusura del processo, con spese a carico di chi le ha anticipate.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Un contribuente, dopo aver impugnato una sentenza tributaria di secondo grado, presenta una rinuncia al ricorso per definire la propria posizione in via amministrativa. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio e stabilisce che la rinuncia non comporta il raddoppio del contributo unificato, data la natura sanzionatoria eccezionale di tale misura, applicabile solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società e i suoi soci, destinatari di avvisi di accertamento per presunti versamenti e prelievi ingiustificati, hanno impugnato la pretesa fiscale fino in Cassazione. Durante il giudizio, hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando quanto dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto del buon esito della procedura, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito.
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Cessione area edificabile: estinzione per rottamazione
Un contribuente vende la propria abitazione principale, ma l'Agenzia delle Entrate riqualifica l'operazione come cessione di area edificabile, tassando la plusvalenza. Il caso giunge in Cassazione, dove il giudizio viene dichiarato estinto perché il contribuente ha saldato il debito aderendo alla definizione agevolata (c.d. "rottamazione delle cartelle"), ponendo fine alla materia del contendere.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Due contribuenti, dopo aver impugnato degli avvisi di accertamento fino alla Corte di Cassazione, hanno aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge. Avendo saldato integralmente il debito e rinunciato al ricorso, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia tributaria. Le spese legali sono state lasciate a carico delle parti che le hanno sostenute.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Un cliente ha citato in giudizio due avvocati per responsabilità professionale. Condannati in appello al risarcimento, uno dei legali ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, il ricorrente ha presentato una rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in questi casi non sono dovute né le spese legali né il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza gli effetti della rinuncia al ricorso presentata congiuntamente dalle parti. Il caso, originato da un appello di un Comune contro una sentenza della Corte d'Appello, si conclude con la declaratoria di estinzione del giudizio. La Suprema Corte chiarisce che, in caso di rinuncia al ricorso, non si applica il raddoppio del contributo unificato, fornendo un'importante precisazione sulle conseguenze economiche di tale atto processuale.
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Estinzione del giudizio: errore se manca la norma
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'estinzione del giudizio tributario per mancata riassunzione è illegittima se la causa era stata semplicemente rinviata a nuovo ruolo in attesa di un'altra decisione. Tale ipotesi, infatti, non rientra nei casi tassativamente previsti dalla legge. L'ordinanza chiarisce che l'estinzione del giudizio è una sanzione processuale applicabile solo in presenza di una specifica norma che imponga alle parti di compiere un atto entro un termine perentorio, cosa che non avviene per il mero rinvio a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un'azienda del settore moda, destinataria di avvisi di accertamento per oltre 7 milioni di euro per l'uso di fatture inesistenti, aveva impugnato la decisione sfavorevole della Commissione Tributaria Regionale. Durante il giudizio in Cassazione, l'azienda ha aderito con successo alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. Preso atto della regolarità della procedura e della richiesta concorde di entrambe le parti (contribuente e Agenzia delle Entrate), la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio.
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Estinzione del giudizio: caso TIA e transazione
Una società di servizi ambientali ha impugnato in Cassazione una sentenza che negava l'applicazione dell'IVA sulla Tariffa di Igiene Ambientale (TIA2). Prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio con compensazione delle spese processuali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
Una società di servizi aveva presentato ricorso contro la decisione di un Tribunale in merito a una tariffa ambientale. Durante il processo in Cassazione, la società ha rinunciato al ricorso e la controparte, un cittadino, ha accettato. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando integralmente le spese legali tra le parti e chiarendo che il raddoppio del contributo unificato non è dovuto in questi casi.
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Definizione accelerata: ricorso estinto senza istanza
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento. Dopo una vittoria in primo grado, la decisione è stata riformata in appello. La società ha quindi proposto ricorso in Cassazione. In questa sede, è stata avanzata una proposta di definizione accelerata del giudizio. Tuttavia, i ricorrenti non hanno presentato la necessaria istanza di decisione entro il termine di 40 giorni, presentando invece un diverso ricorso relativo a una definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio, chiarendo che l'altro ricorso non poteva valere come istanza di decisione, con conseguente condanna alle spese per i ricorrenti.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in una controversia fiscale. A seguito di una proposta di definizione accelerata e di un atto di autotutela dell'Agenzia delle Entrate, la Corte ha stabilito che la mancata richiesta di una decisione sul merito entro i termini comporta l'applicazione dell'estinzione del giudizio, con condanna dell'ente impositore al pagamento delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: no al raddoppio
Un contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione. Durante il processo in Cassazione, a seguito dell'annullamento dell'atto da parte dell'Agenzia Fiscale, ha presentato una rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura è prevista solo per rigetto, inammissibilità o improcedibilità.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una società proponeva ricorso in Cassazione contro una condanna al pagamento. A seguito di un accordo, le parti presentavano una rinuncia al ricorso principale e a quello incidentale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia al ricorso non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché questa è prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Un'azienda di trasporti aveva presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello emessa nei confronti del Ministero del Lavoro e degli Ispettorati competenti. Successivamente, la stessa azienda ha manifestato la volontà di rinunciare al ricorso. Le controparti hanno accettato la rinuncia e l'accordo sulla compensazione delle spese legali. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue il processo
Un privato cittadino aveva presentato ricorso in Cassazione. A seguito di una formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte (una società di gestione crediti), la Corte ha dichiarato l'estinzione del procedimento. La decisione evidenzia che, con l'accordo sulla compensazione delle spese, non è necessaria un'ulteriore pronuncia sui costi legali e non sussistono i presupposti per il pagamento del contributo unificato aggiuntivo.
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Estinzione del giudizio: pace fiscale e fine del caso
Un lungo contenzioso tributario, nato da un accertamento su una plusvalenza da cessione d'azienda, si conclude in Cassazione non con una decisione sul merito, ma con una declaratoria di estinzione del giudizio. Il contribuente, infatti, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, una forma di "pace fiscale" che permette di chiudere le controversie pagando un importo forfettario. La Corte Suprema, prendendo atto dell'avvenuto pagamento, ha dichiarato estinto il processo, ponendo fine a una vicenda giudiziaria durata anni.
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Estinzione lite tributaria: il ruolo della sanatoria
Un'ordinanza della Cassazione analizza un caso di accertamento da redditometro. La contribuente, dopo due gradi di giudizio, aderisce a una definizione agevolata. La Corte, senza entrare nel merito, dichiara l'estinzione della lite tributaria, evidenziando l'impatto delle sanatorie fiscali sui processi in corso.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia dopo la notifica
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia agli atti da parte di una società ricorrente. Invece di rinnovare una notifica del ricorso, dichiarata nulla perché indirizzata ai precedenti avvocati della controparte contumace, la società ha scelto di abbandonare il procedimento, portando alla sua conclusione anticipata senza una decisione nel merito.
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