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Estinzione Del Giudizio — Anno 2023

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647 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Giudizio

Provvedimenti

Definizione agevolata: stop alla lite fiscale sui tartufi
Un'azienda attiva nel settore del commercio di tartufi riceveva un avviso di accertamento IVA relativo ad acquisti da raccoglitori occasionali. Dopo aver impugnato l'atto nei vari gradi di giudizio, la società decideva di aderire alla definizione agevolata delle liti fiscali. Di conseguenza, presentava formale rinuncia al ricorso prima dell'udienza in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese di lite, escludendo l'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato. Il processo si chiude così senza una decisione sul merito della contestazione originaria, grazie alla definizione agevolata che estingue la controversia pendente con l'amministrazione finanziaria.
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Estinzione del giudizio tributario: stop al raddoppio delle tasse
Il Contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata per chiudere una lite pendente con l'Amministrazione Finanziaria, pagando quanto dovuto. Di conseguenza, l'ente pubblico ha richiesto la chiusura del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate. Inoltre, la Corte ha chiarito che in caso di estinzione non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché questa sanzione colpisce solo chi perde totalmente la causa o propone un ricorso inammissibile.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop alla causa
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una società per un avviso di accertamento. Durante il giudizio, la società ha richiesto la definizione agevolata delle liti fiscali ai sensi della legge n. 130/2022, pagando l'importo dovuto. Poiché l'ufficio finanziario non ha notificato alcun diniego entro il termine stabilito, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop al contenzioso
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una Società Sportiva per contestare l'annullamento di sanzioni IVA relative al 2012. Durante il giudizio, la Società ha presentato domanda di definizione agevolata delle liti fiscali ai sensi della Legge 130/2022, pagando l'intero importo dovuto tramite modello F24. Non essendoci stato alcun rifiuto da parte dell'amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono state poste a carico della parte che le ha anticipate, sancendo la chiusura definitiva della controversia grazie alla sanatoria fiscale.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si evita il doppio contributo
Nel corso di una controversia civile tra un privato e una società, la parte ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia al ricorso per cassazione, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione fiscale si applica infatti solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. Trattandosi di una norma eccezionale e punitiva, non può essere estesa per analogia alla rinuncia, che invece estingue il processo in modo consensuale senza una decisione di merito. Di conseguenza, il giudizio si è concluso senza ulteriori spese fiscali per le parti.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: la Società batte il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una Società Sportiva Dilettantistica riguardante sanzioni IVA per l'anno 2012. Durante il processo in Cassazione, la Società Sportiva ha richiesto la definizione agevolata delle liti fiscali ai sensi della Legge numero 130 del 2022, effettuando il relativo pagamento tramite modello F24. Poiché l'amministrazione finanziaria non ha opposto alcun diniego alla richiesta, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese del processo rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop alla lite fiscale in Cassazione
Il Contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per IRPEF, IRAP e IVA. Durante il giudizio in Cassazione, ha scelto di aderire alla definizione agevolata, pagando il dovuto per estinguere il debito. L'Agenzia delle Entrate ha confermato il pagamento. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la Cassazione smentisce il diniego del Fisco
Una società riceve un preavviso di iscrizione ipotecaria basato su una cartella di pagamento mai notificata prima. Durante la causa, la società chiede la definizione agevolata della lite. L'Agenzia delle Entrate rifiuta la sanatoria, sostenendo che l'atto impugnato sia un semplice atto di riscossione e non un atto impositivo. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società, stabilendo che la cartella emessa a seguito di controllo automatizzato rappresenta il primo atto con cui il Fisco comunica la pretesa tributaria. Di conseguenza, la controversia rientra pienamente tra quelle sanabili tramite definizione agevolata. La Corte dichiara quindi l'estinzione del giudizio.
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Definizione agevolata: il contribuente chiude la lite col fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole al contribuente riguardante un avviso di accertamento per maggiori ricavi. Nel corso del giudizio di Cassazione, il contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento rateale previsto dalla norma. Anche l'amministrazione finanziaria ha successivamente richiesto la chiusura del processo. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate. Il contribuente ottiene così la chiusura definitiva della lite fiscale.
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Definizione agevolata: stop alla lite sulla finta esportazione
L'Agenzia delle Dogane richiedeva a un depositario il pagamento di accise su una partita di vodka destinata all'esportazione in Tunisia, ma mai uscita dall'Unione Europea. La CTR accoglieva il ricorso del contribuente, ritenendo che i documenti di esportazione fossero stati falsificati da funzionari doganali all'insaputa del depositario. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando l'importo dovuto. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo fine alla controversia tributaria.
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Estinzione del giudizio tributario: stop al contributo aggiuntivo
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava un accertamento fiscale contro una società, accusata di utilizzare fatture per operazioni soggettivamente inesistenti. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata della lite fiscale ai sensi della Legge di Bilancio 2022. Avendo depositato la prova del pagamento degli importi dovuti, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario. I giudici hanno inoltre chiarito che, in caso di estinzione per rinuncia o definizione agevolata, non si applica il raddoppio del contributo unificato a carico del ricorrente, poiché tale misura punitiva si applica esclusivamente nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso. Le spese di giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: la Cassazione estingue la lite sull’IVA
Una società attiva nel settore energetico impugnava un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria riduceva la detrazione IVA tramite il meccanismo del pro-rata, a causa di finanziamenti esenti concessi alle consociate. Dopo le decisioni favorevoli dei giudici di merito, l'ufficio proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società presentava domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, allegando il pagamento della prima rata. La Corte di Cassazione ha preso atto della richiesta e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo le spese a carico della parte che le ha anticipate. La definizione agevolata ha quindi estinto la lite tributaria prima della decisione di merito.
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Fisco contro impresa: la definizione agevolata chiude la lite IVA
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una società di energia rinnovabile, contestando la detraibilità dell'IVA in relazione ad alcune operazioni di finanziamento esenti. Secondo il Fisco, tali operazioni richiedevano l'applicazione del meccanismo del pro rata perché sistematiche. Nelle more del giudizio di Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento della prima rata. La Suprema Corte, riscontrata la regolarità della documentazione e del versamento, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere. Le spese del processo sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, chiudendo definitivamente la controversia tributaria senza una decisione sul merito delle contestazioni originarie.
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Definizione agevolata: stop alla lite col Fisco senza raddoppio
Una contribuente ha presentato istanza per dichiarare l'estinzione del giudizio pendente davanti alla Corte di Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate. La contribuente ha dimostrato di aver pagato le somme dovute aderendo alla definizione agevolata prevista dalla legge di bilancio. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, dichiarando estinto il processo. I giudici hanno inoltre stabilito che le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate e che non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non riguarda i casi di estinzione per definizione agevolata ma solo il rigetto o l'inammissibilità del ricorso.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma e la lite si estingue
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza d'appello che annullava un avviso di liquidazione per l'imposta di registro emesso contro tre società. Durante la pendenza del giudizio in Cassazione, le società hanno presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Le contribuenti hanno pagato l'intero importo dovuto in un'unica soluzione e depositato la documentazione necessaria. La Corte di Cassazione, preso atto del regolare perfezionamento della procedura e in assenza di obiezioni da parte dell'amministrazione finanziaria, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al contenzioso
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'impresa individuale un maggior reddito imponibile ai fini Irpef, Irap e Iva. I giudici di merito hanno annullato l'accertamento per violazione del contraddittorio preventivo. L'Ufficio ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, gli eredi del contribuente hanno aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando gli importi dovuti. L'Amministrazione finanziaria ha quindi confermato il perfezionamento della procedura e ha chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando che la pace fiscale estingue il debito tributario e chiude definitivamente la controversia senza condanna alle spese.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite estinta
Una grande società di telecomunicazioni ha ceduto una partecipazione societaria registrando una ingente minusvalenza. L'Agenzia delle Entrate ha contestato il valore della cessione, emettendo un avviso di accertamento per recuperare a tassazione la perdita. Dopo le decisioni favorevoli al contribuente nei primi due gradi di giudizio, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha presentato istanza di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del d.l. n. 119/2018. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate ha rinunciato al ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio e compensato interamente le spese tra le parti, ponendo fine alla controversia.
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Rinuncia al ricorso: niente raddoppio del contributo unificato
Una società di noleggio imbarcazioni ha proposto ricorso in Cassazione contro un'ordinanza ingiunzione della Capitaneria di Porto. Successivamente, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso, firmata dal difensore e dal legale rappresentante. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali. Tuttavia, la Corte ha chiarito che non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa misura eccezionale e sanzionatoria si applica infatti solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità, e non può essere estesa per analogia all'ipotesi di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: stop alla lite fiscale senza tasse doppie
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione dopo aver aderito alla definizione agevolata. L'Amministrazione Finanziaria ha accettato la rinuncia, concordando sulla compensazione delle spese di lite. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia al ricorso. I giudici hanno inoltre chiarito che, in caso di estinzione del processo per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, normalmente previsto per la parte che perde il ricorso. Il giudizio si chiude così senza vincitori né vinti, con spese compensate.
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Definizione agevolata delle liti: stop alla causa col Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento IRES emesso contro una Società. Durante il giudizio di Cassazione, la Società ha dimostrato di aver sanato la pendenza fiscale usufruendo della definizione agevolata delle liti prevista dalla legge. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese di giudizio rimangano a carico di chi le ha anticipate. Vince la Società che vede chiudersi definitivamente la controversia tributaria.
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