LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Electio Amici

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La dichiarazione con cui, in un contratto per persona da nominare, la parte che se ne è riservata la facoltà (stipulante) comunica all'altra parte il nome della persona che acquisterà i diritti e assumerà gli obblighi derivanti dal contratto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Mutamento Causa Petendi: La Richiesta Cambia, la Proprietà No
Una donna ha agito in giudizio per ottenere la proprietà di un immobile, sostenendo che un contratto preliminare di vendita fosse simulato per interposizione fittizia di persona e che lei fosse la vera acquirente. La cognata, formalmente acquirente, aveva poi revocato la nomina di un terzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della donna. Ha confermato l'inammissibilità delle sue domande perché aveva operato un mutamento causa petendi (cambio della ragione legale della richiesta) dopo i termini processuali. La richiesta iniziale si basava sulla simulazione, mentre quella successiva sull'inefficacia della revoca della nomina. Questo cambio tardivo ha reso le domande inammissibili, portando alla condanna della ricorrente al pagamento delle spese legali.
Continua »
Contratto per persona da nominare: la girata di azioni vincola
I Soci Venditori firmano un accordo per cedere le proprie quote a un Acquirente Originario, il quale si riserva di indicare una società controllata come effettivo acquirente tramite un contratto per persona da nominare. Avvenuta la nomina e trasferite le azioni, la Società Acquirente esercita un'opzione di vendita che i Soci Venditori non onorano. Ne nasce un arbitrato che condanna i venditori al pagamento di oltre quattordici milioni di euro. I Soci Venditori impugnano il lodo lamentando il difetto di legittimazione della società e il mancato rispetto delle forme scritte per la nomina. La Cassazione respinge il ricorso: la nomina ha effetto retroattivo e le parti hanno tacitamente rinunciato alle formalità contrattuali eseguendo spontaneamente il trasferimento azionario.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria: scontro tra pignoramento e vendite
Un creditore ha promosso un'azione revocatoria ordinaria contro la società debitrice e vari acquirenti per rendere inefficaci alcune compravendite immobiliari. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda, ritenendo incompatibile l'azione revocatoria con un successivo pignoramento presso terzi e ritenendo che un immobile, acquistato tramite dichiarazione di nomina (electio amici), non fosse mai entrato nel patrimonio della debitrice. Il creditore ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la particolare importanza delle questioni giuridiche sollevate, ha deciso di non decidere in camera di consiglio e ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
Continua »
Qualificazione contratto preliminare: accordo superato, niente extra
I venditori di un pacchetto azionario chiedevano l'adempimento di una clausola di aumento prezzo contenuta in una scrittura privata. La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito sulla qualificazione contratto preliminare dell'accordo iniziale. Poiché la cessione finale delle azioni era avvenuta con modalità, prezzo e soggetti diversi da quelli previsti, l'accordo preliminare è stato ritenuto superato e non eseguito. Di conseguenza, le pretese economiche dei venditori, basate su quell'accordo, sono state respinte. La Corte ha stabilito che il comportamento successivo delle parti prevale su un preliminare non rispettato.
Continua »
Assorbimento del preliminare: quando resta valido
La Corte d'Appello ha stabilito che il principio di assorbimento del preliminare nel definitivo non si applica in assenza di identità soggettiva tra le parti. Se un soggetto firma il preliminare impegnandosi a rimborsare spese tecniche e il rogito viene firmato da un terzo senza una formale nomina, l'obbligo di pagamento originario rimane efficace in capo al primo firmatario.
Continua »
Azione revocatoria: vince il creditore, conta chi accetta la nomina
Un creditore ha agito in giudizio per rendere inefficace la vendita di un immobile effettuata dal suo debitore. La particolarità del caso risiede nel fatto che la vendita finale è avvenuta a favore di una società, nominata acquirente in un secondo momento rispetto alla stipula del contratto preliminare. La società acquirente sosteneva che la consapevolezza del danno ai creditori andasse verificata in capo ai primi firmatari del preliminare. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, chiarendo un principio fondamentale per l'azione revocatoria contratto per persona da nominare: l'elemento soggettivo da valutare è la consapevolezza del terzo nominato al momento in cui accetta la nomina. Di conseguenza, la società creditrice ha vinto la causa.
Continua »
Interpretazione del contratto: la nomina del terzo
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per l'**Interpretazione del contratto** in presenza di una clausola per persona da nominare. La vicenda riguarda un venditore che chiedeva il pagamento di una penale a una società terza, nominata dal promissario acquirente originario in un preliminare di vendita con permuta. Mentre i giudici di merito avevano escluso la responsabilità del terzo, limitandone il ruolo al solo atto definitivo, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione. Secondo gli Ermellini, se il terzo accetta la nomina, entra in possesso del terreno e assume obblighi di garanzia, egli subentra nell'intera posizione contrattuale, diventando responsabile anche per le penali previste nel preliminare.
Continua »
Buona entrata: rimborso al terzo pagatore
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità del patto relativo al pagamento della buona entrata in una locazione commerciale. Il caso riguardava la richiesta di restituzione di oltre 120.000 euro versati da un soggetto terzo prima della stipula definitiva del contratto. La Corte ha stabilito che la legittimazione ad agire per la restituzione spetta a chi ha effettivamente eseguito il pagamento, purché vi sia un collegamento funzionale tra il versamento e la locazione. Non rileva che il pagatore non sia poi diventato formalmente parte del contratto finale tramite la nomina del terzo, poiché il diritto al rimborso nasce dalla nullità del patto originario.
Continua »
Azione revocatoria e contratto per persona da nominare
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un'**azione revocatoria** promossa da una procedura fallimentare contro un ex amministratore. Quest'ultimo aveva ceduto immobili ai figli tramite un contratto preliminare per persona da nominare, i quali avevano poi indicato una società terza come acquirente finale. La Suprema Corte ha stabilito che anche un credito contestato (litigioso) legittima l'azione e che la malafede deve essere valutata in capo allo stipulante originario, confermando la responsabilità di tutte le parti coinvolte nella sequenza elusiva.
Continua »
Electio amici tardiva: il contratto è salvo?
In un caso riguardante un preliminare di vendita di quote sociali, la Cassazione ha deliberato sugli effetti di una electio amici tardiva. La nomina dell'acquirente definitivo, comunicata solo nel corso del giudizio di primo grado e non con l'atto di citazione iniziale, è stata giudicata inefficace. La Corte ha chiarito che tale ritardo costituisce la violazione di un termine di decadenza, con la conseguenza che il contratto consolida i suoi effetti tra le parti originarie, e non può essere considerato una semplice modifica della domanda giudiziale (emendatio libelli).
Continua »
Contratto preliminare inadempimento: chi paga?
La Corte d'Appello di Napoli ha confermato la sentenza di primo grado in un caso di contratto preliminare inadempimento. La promittente venditrice è stata ritenuta la parte inadempiente per non aver cancellato un'ipoteca, fornito i certificati necessari e saldato i debiti condominiali. Di conseguenza, è stata rigettata la sua richiesta di risoluzione del contratto ed è stata confermata l'esecuzione in forma specifica a favore del promissario acquirente, che aveva designato un terzo per l'acquisto.
Continua »
Azione revocatoria: la prova del terzo acquirente
La Corte di Cassazione esamina un caso di azione revocatoria su una vendita immobiliare stipulata tramite un contratto preliminare per persona da nominare. La venditrice, gravata da debiti, aveva promesso in vendita al marito la propria quota di un immobile, il quale ha poi nominato una terza persona come acquirente definitivo. La Corte chiarisce i criteri per valutare la consapevolezza del pregiudizio ai creditori da parte del terzo acquirente, soprattutto quando il credito sorge dopo il preliminare ma prima del rogito, annullando la decisione d'appello e specificando la corretta sequenza di valutazione degli stati soggettivi delle parti coinvolte.
Continua »