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Art. 1405 Codice Civile

8 provvedimenti

Trascrizione del preliminare: il terzo prevale sul pignoramento
Un acquirente stipula un compromesso per persona da nominare e lo trascrive nei registri immobiliari. In seguito, alcuni creditori del venditore trascrivono sequestri conservativi sul medesimo immobile, convertiti poi in pignoramento. Successivamente, l'acquirente originario nomina una società terza e le parti rogitano il contratto definitivo, trascrivendolo. I creditori avviano l'espropriazione, sostenendo l'inefficacia dell'acquisto della società per mancanza di una specifica annotazione a margine della nomina. La Corte di Cassazione respinge le pretese dei creditori e conferma la piena validità dell'acquisto del terzo: la regolare trascrizione del preliminare tutela l'acquirente finale mediante l'effetto prenotativo, prevalendo sui sequestri intermedi senza necessità di ulteriori adempimenti autonomi.
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Donazione indiretta: quando il Fisco perde e non raddoppia le tasse
Un padre stipula un preliminare per l'acquisto di una quota immobiliare, riservandosi di nominare un terzo. Al rogito, nomina il figlio per la nuda proprietà, pagando l'intero prezzo tramite compensazione di crediti. L'Amministrazione Finanziaria riqualifica l'operazione come una donazione indiretta dal padre al figlio, applicando l'imposta di donazione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del figlio. I giudici chiariscono che l'imposta sulle donazioni non si applica alle liberalità collegate a trasferimenti immobiliari se l'atto sconta già l'imposta di registro proporzionale o l'IVA, ai sensi dell'art. 1, comma 4-bis, del D.Lgs. 346/1990. Di conseguenza, la donazione indiretta non è tassabile e l'avviso di liquidazione viene annullato sul punto.
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Assorbimento del preliminare: quando resta valido
La Corte d'Appello ha stabilito che il principio di assorbimento del preliminare nel definitivo non si applica in assenza di identità soggettiva tra le parti. Se un soggetto firma il preliminare impegnandosi a rimborsare spese tecniche e il rogito viene firmato da un terzo senza una formale nomina, l'obbligo di pagamento originario rimane efficace in capo al primo firmatario.
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Azione revocatoria e contratto per persona da nominare
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un'**azione revocatoria** promossa da una procedura fallimentare contro un ex amministratore. Quest'ultimo aveva ceduto immobili ai figli tramite un contratto preliminare per persona da nominare, i quali avevano poi indicato una società terza come acquirente finale. La Suprema Corte ha stabilito che anche un credito contestato (litigioso) legittima l'azione e che la malafede deve essere valutata in capo allo stipulante originario, confermando la responsabilità di tutte le parti coinvolte nella sequenza elusiva.
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Electio amici tardiva: il contratto è salvo?
In un caso riguardante un preliminare di vendita di quote sociali, la Cassazione ha deliberato sugli effetti di una electio amici tardiva. La nomina dell'acquirente definitivo, comunicata solo nel corso del giudizio di primo grado e non con l'atto di citazione iniziale, è stata giudicata inefficace. La Corte ha chiarito che tale ritardo costituisce la violazione di un termine di decadenza, con la conseguenza che il contratto consolida i suoi effetti tra le parti originarie, e non può essere considerato una semplice modifica della domanda giudiziale (emendatio libelli).
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Ragione più liquida: limiti e corretta applicazione
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un acquirente di quote sociali, cassando la sentenza d'appello. La Corte territoriale aveva riformato la decisione di primo grado utilizzando il principio della "ragione più liquida" per decidere la causa su questioni non sollevate dall'appellante. La Cassazione ha ribadito che, sebbene tale principio consenta di derogare all'ordine logico delle questioni, non può mai violare il carattere devolutivo dell'appello, il quale delimita l'ambito del giudizio ai soli motivi di impugnazione proposti dalle parti.
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Permuta cosa futura: la Cassazione sulla plusvalenza
Una contribuente ha permutato un terreno edificabile con appartamenti futuri, nominando i figli come beneficiari finali. L'Agenzia delle Entrate ha accertato una plusvalenza tassabile. La Corte di Cassazione ha confermato che l'operazione, pur configurandosi come una donazione indiretta ai figli, genera una plusvalenza imponibile in capo al genitore che ha ceduto il terreno. La plusvalenza si realizza al momento della cessione, a prescindere dal fatto che il corrispettivo (gli immobili) sia stato trasferito direttamente a terzi. La Corte ha accolto solo il motivo relativo alla compensazione delle spese legali.
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Detrazione IVA preliminare: no al terzo nominato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un importante principio in materia di detrazione IVA preliminare. Il caso riguarda un socio che, agendo come privato, ha stipulato contratti preliminari per l'acquisto di immobili, versando cospicui acconti. Successivamente, ha conferito tali contratti alla propria società, la quale ha poi concluso i contratti definitivi e detratto l'IVA. La Corte ha chiarito che il diritto alla detrazione sorge nel momento in cui l'imposta diventa esigibile, ovvero al pagamento degli acconti. Poiché il socio non era un soggetto passivo IVA, non ha mai maturato tale diritto, che di conseguenza non poteva essere trasferito alla società. Pertanto, la detrazione operata dalla società è stata ritenuta illegittima.
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