La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino italiano contro la decisione di consegnarlo alle autorità tedesche in esecuzione di un mandato di arresto europeo per truffa contrattuale. L'uomo, in qualità di amministratore societario, aveva indotto la vittima a versare 70.700 euro per l'acquisto di due auto senza mai consegnarle. La difesa contestava la mancanza di querela in Italia, ma i giudici hanno chiarito che, ai fini della doppia punibilità, rileva solo la qualificazione del fatto come reato in entrambi gli Stati, non la procedibilità concreta. Essendo il soggetto cittadino italiano, la Cassazione ha subordinato la consegna alla condizione che, dopo il processo in Germania, egli venga restituito all'Italia per scontare l'eventuale pena.
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